Il libro "La mia Francigena" racconta l'esperienza di un viaggio trasformativo intrapreso da un uomo che decide di rompere con la sua quotidianità. Un uomo laico convinto, rocker nell’animo, pendolare per amore, patente esente, con la passione per la fotografia e la cucina, decide improvvisamente di mollare tutto: il lavoro stressante ma ben pagato, la città caotica e corrotta, e una quotidianità stantia. Sceglie di cambiare aria, di scrollarsi di dosso i pesi che lo opprimono, di amare in maniera ravvicinata e di dedicare a se stesso un intero lunghissimo anno.
La narrazione si interroga sul motivo di intraprendere un cammino di 913 chilometri a piedi su un sentiero religioso antichissimo. La risposta a questa domanda è contenuta nel libro stesso, che si presenta come una divertente non-guida sulla Via Francigena. Quest'opera esplora uno dei sentieri più affascinanti d’Italia, mettendone in risalto sia i difetti che le bellezze. È un diario di viaggio dal ritmo serrato, ricco di storie e consigli, scritto con ironia e un pizzico di surreale follia, con l'obiettivo di restituire il giusto valore al camminare come esperienza culturale e formativa.

L'Autore Dietro il Pellegrinaggio Laico
L'autore del libro nasce a Roma l’11 ottobre 1965. Per molti anni, ha lavorato nei più noti rock club romani con lo pseudonimo di Dj Demian. È stato anche musicista e compositore, suonando in vari gruppi dell’underground capitolino. Fin da giovanissimo, ha coltivato la passione per la fotografia, frequentando l’Istituto Superiore di Fotografia. La sua esperienza lavorativa include anche cinque anni nel Dipartimento Feste ed Eventi del Partito Democratico, per il quale ha svolto anche l’attività di fotografo. Nel 2014, ha pubblicato il suo primo romanzo, "Iddu - Dieci vite per il dio del fuoco", edito da Spartaco Edizioni.
Le Radici Storiche: La Via Francigena e i Pellegrinaggi
La storia della Via Francigena affonda le sue radici in un passato remoto, legata ai pellegrinaggi verso Roma. Nel 990, Sigeric, Arcivescovo di Canterbury, fu consacrato e l’anno successivo si recò a Roma per ricevere il pallio. Il viaggio di Sigeric del X secolo si annovera tra i numerosi spostamenti che, dal V secolo al 1066, videro re, arcivescovi, monaci e semplici pellegrini compiere regolarmente la spola tra le Isole britanniche e Roma. Ciò che rende questo viaggio particolarmente significativo è la conservazione del suo "diario", un documento di straordinario interesse e l'unico resoconto completo dell’intero itinerario di un pellegrino anglosassone a Roma in nostro possesso.

L'Evoluzione del Pellegrinaggio in Europa
Il fenomeno del pellegrinaggio ha subito significative trasformazioni nel corso dei secoli. Nel 640, con la caduta di Gerusalemme sotto l’Islam, il flusso di devoti diretti in Terra Santa subì un arresto temporaneo, ma non si fermò del tutto. Diversi viaggi sono attestati nei secoli VII, VIII e IX, per poi diventare assai numerosi durante e dopo le Crociate, trasformandosi in un flusso continuo nel basso Medioevo.
I viaggiatori più tenaci e intraprendenti del tardo Medioevo attraversavano l’Europa, spinti dal fervore religioso e dal senso di libertà che ne derivava. Spesso, muniti di Bibbia, fiasca e bordone, si imbarcavano a Venezia sulle navi per pellegrini, non senza aver fatto testamento e acquistato un’assicurazione presso una delle apposite agenzie della Repubblica di Venezia. Il pellegrinaggio, oltre a essere la realizzazione di un’esigenza personale o un obbligo morale per i più abbienti, rappresentava una metafora della vita stessa e una tangibile forma di diffusione dello spirito cristiano e della cultura religiosa.
I Primi Pellegrini e la Via di Roma
I primi pellegrini documentati furono gli Scoti, ovvero gli abitanti originari dell’Ibernia (oggi Irlanda), che in seguito avrebbero conquistato il nord della Britannia, confrontandosi con i Pitti, e infine insediandosi nella regione che sarebbe diventata nota come Scozia. Da lì, iniziarono una nuova evangelizzazione, prima della Britannia e successivamente dell’Inghilterra e del resto d’Europa.
Dalla Britannia, dopo l’evangelizzazione dei regni sassoni del sud da parte di Sant’Agostino di Canterbury nel 597, re, prelati, abati e arcivescovi sassoni, angli e Juti iniziarono a recarsi regolarmente a Roma, stabilendo un vero e proprio "cordone ombelicale" con la sede di San Pietro.
I pellegrini e la via francigena
La Riscoperta e la Documentazione dell'Itinerario di Sigeric
A quasi dieci secoli di distanza dal viaggio originale, nell’estate del 1985, l’esatto itinerario di Sigeric fu ricostruito per la prima volta nei minimi dettagli e ripercorso, stazione dopo stazione, in tutte le sue mille miglia, da Canterbury a Roma. Questo lavoro fu frutto di una ricerca approfondita, in particolare di un esperto che si era dedicato alla Via Francigena in Italia già dal 1964, dopo aver letto un ciclostilato di P. Guicciardini del 1940 sulla Via Francigena in Val d’Elsa.
La completa cartografia dell’itinerario sigericiano fu eseguita da tecnici dell’Istituto Geografico Militare, basandosi sui rilievi effettuati durante questa ricostruzione, e pubblicata nel 1990, in occasione del 1000° anniversario del viaggio, per i tipi di Giunti. È importante sottolineare che le Cronache Anglosassoni sono anch’esse un documento storico di inestimabile valore per la storia dei viaggi tra Roma e le Isole Britanniche tra il 445 e il 1150. Il brano è tratto dall’articolo "Sigerico il pellegrino e l’invenzione della Via Francigena" del prof. [Nome Professore non specificato nel testo].
Il "Diario" di Sigeric: Percorso e Tappe Significative
Il diario di Sigeric, come unico resoconto completo, è fondamentale per comprendere l'itinerario originale. Sigeric, nel suo viaggio di ritorno da Roma a Canterbury, documentò meticolosamente 79 tappe. Tra le sue soste a Roma, sono menzionate diverse chiese importanti. Il percorso includeva: ad Sanctam Mariam scolam Graecam (oggi identificata come Santa Maria in Schola Graeca), ad Sanctam Ceciliam (Santa Cecilia in Trastevere), ad Sanctum Crisogonum (San Crisogono), ad Sanctam Mariam Transtyberi (Santa Maria in Trastevere), e ad Sanctum Pancratium (San Pancrazio).
Proseguendo il cammino di ritorno, il suo percorso da Roma verso il mare includeva tappe identificate con i seguenti luoghi: la mattina a Sancta Mariam rotundam (Santa Maria Rotonda, il Pantheon), ad Sanctos Apostolos (Basilica dei Santi Apostoli), ad Sanctus Johannes in Laterane (San Giovanni in Laterano). La cronaca scritta di Sigeric si interrompe sulle coste dell'Inghilterra, sebbene sia probabile che egli toccò almeno altre due tappe cruciali prima di raggiungere la meta finale: Dover, dove sbarcò, e Canterbury, il punto di arrivo del suo ritorno a casa.