Il comune di San Marco Evangelista, in provincia di Caserta, racchiude una storia e tradizioni agricole profondamente radicate, testimoniate non solo dal suo passato ma anche da iniziative imprenditoriali come "La Masseria Vini". Per comprendere appieno il contesto, è utile esplorare le origini del nome e le antiche pratiche che hanno plasmato il territorio.
Le Radici di San Marco Evangelista: Tra Canapa e Tradizioni Agricole
Prima di assumere l'attuale denominazione, il comune di San Marco Evangelista era conosciuto come “ ’E Massarie”. Il termine masseria, o meglio, “massaria”, deriva da massa, che significa “ammassare” grano e provviste. Questa etimologia sottolinea l'importanza delle attività agricole e di stoccaggio nel passato della regione.
La Coltivazione della Canapa e i Proverbi Locali
Nello stemma di San Marco Evangelista è presente una pianta di canapa, un elemento chiave per comprendere la storia del luogo. Due proverbi locali ne raccontano vividamente il legame con questa coltura.
Il primo proverbio è: “Vaje areto areto comme ‘o funaro”. Gli abitanti del luogo lo usano per intendere quando qualcuno non solo non fa progressi in qualcosa, ma addirittura regredisce. “ ’O funaro”, infatti, lavorava camminando all’indietro. Partiva da una ruota di canapa ancora grezza e la intrecciava camminando nel verso contrario. Con la canapa si producevano corde, essenziali per stendere il bucato, per avvicinare una barca alla banchina o per calare un secchio nel pozzo.
La lavorazione della canapa era un processo arduo. Una volta che la pianta era matura, servivano due persone per sradicarla e prenderne anche il fusto. Raccolta la pianta, si doveva “scutulià” e le mani si spaccavano per fare tante fascine ed ottenerne la fibra. La canapa galleggia, e perciò interveniva la figura di “Austino ‘o funaro”, assurto al grado di “lagnataro”. Austino saliva su una montagna di pietre e man mano le lanciava “ncopp’â pila”, in pratica su una zattera che conteneva la canapa per farla affondare. Dopo una decina di giorni Austino tornava al lagno, si immergeva e toglieva le pietre pesanti per far riemergere la canapa. Per questo motivo, "Austino è mmuorto cu ‘e reumatisme, comm’ a ttutt’ ’e lagnatari”.

La canapa si lasciava asciugare formando spesso delle capanne, che poi diventavano il posto più ambito per i bambini che giocavano a nascondino. Una volta pronta, la si portava nelle masserie e, per darle la forma definitiva, la si maciullava con “ ‘a macennula”. I pezzetti di scarto, chiamati “ ‘e cannauccioli” (cioè “canapuccioli”), venivano usati per accendere il fuoco, fungendo da "pellet ante litteram". Giungeva, poi, il momento della “spatolatura”, fatta con le spade di legno per eliminare le ultime parti impure più piccole.
La Viticoltura Tradizionale: Le Viti Maritate e il Proverbio della Fescina
A San Marco Evangelista esiste un secondo proverbio che racconta un'altra importante storia agricola del luogo: “ ‘E fatto ‘a primma fescena tutte chiaccune”. Questo modo di dire si usa per indicare qualcuno che non ha avuto un buon inizio. L’addetto a raccogliere l’uva saliva sullo scalone, la tagliava e la posizionava in un cesto con un pizzo, chiamato fescina. Questa è la storia delle viti maritate ai pioppi, una pratica antica che caratterizzava la produzione di uva fragola e asprinio nel territorio. Oggi, purtroppo, questa tradizione non è più diffusa.

La Masseria Vini: Una Tradizione Familiare e la Passione per il Vino
Nel contesto di queste profonde radici agricole e storiche di San Marco Evangelista, si inserisce l'attività de La Masseria Vini, un'azienda che vanta una lunga tradizione familiare, permeata da amore e dedizione alla propria terra, al culto della vigna e del buon vino. È una famiglia con antiche tradizioni, profondamente radicata nei valori più autentici, che ha tramandato la propria passione per generazioni, fino ad arrivare a una realtà aziendale in piena espansione.
Origini e Visione
Il tutto nasce nel 1999 dalla passione per il mondo del vino di Giuseppe di Maio. Personaggio straordinario, sanguigno, appassionato ed enormemente innamorato della terra campana, Giuseppe di Maio ha dato il via a questa avventura vitivinicola. L'azienda agricola La Masseria, tuttavia, è attiva sul mercato vitivinicolo da oltre 30 anni, segno di una continuità e di un impegno che precede anche la formalizzazione del marchio attuale.
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Produzione e Gestione
La Masseria Vini si estende per migliaia di metri quadrati, con spazi al coperto e all’esterno, adibiti al confezionamento e allo stoccaggio sia del prodotto finito che della materia prima. La filosofia aziendale si riassume nel concetto di Vini Pregiati Sapore di Tradizione. La grande famiglia de La Masseria, con amore e dedizione, segue l’intero ciclo dei prodotti: dalla raccolta dell’uva nei vigneti fino alla vendita al pubblico in giro per il mondo. Oggi, La Masseria è gestita dai diretti discendenti di coloro che hanno avviato questa attività, perpetuando così un legame indissolubile con il territorio e le sue tradizioni agricole.