Il volume La fabbrica dei santi. Francesco Verzella e le botteghe di Picano, Testa, Citarelli, a cura di Francesco Di Palo, rappresenta un viaggio affascinante e rigoroso nel mondo della scultura lignea ottocentesca dell’Italia meridionale. L’opera si configura come un itinerario tra i meandri della cosiddetta “scultura napoletana”, espressione che l’autore utilizza non solo per circoscrivere le opere prodotte da artisti di nascita partenopea, ma per definire un insieme più ampio di lavori eseguiti nelle province da scultori legati alla capitale per formazione, apprendistato e modelli culturali.

Un viaggio nell’Italia “minore”
La ricerca di Francesco Di Palo non è stata condotta “a tavolino”, ma attraverso un’esplorazione diretta del territorio. L’autore ha percorso migliaia di chilometri visitando centinaia di borghi, città, chiese, oratori e musei in Calabria, Molise, Basilicata, Campania, Abruzzo e Puglia. Questa esperienza ha permesso di riscoprire un’Italia spesso definita “minore”, ma che si rivela in realtà autentica, bellissima e struggente proprio nella sua natura timida e defilata.
Attraverso questo percorso, il lettore scopre tesori nascosti come l’Immacolata di Palagiano, le Madonne di Molfetta e Castello di Alvito, le Annunciate di Arzano e Fontanarosa, il San Filippo di Tursi e il Sant’Elia di Postiglione. Opere che, nella loro mirabile bellezza, sembrano quasi frutto di una visione divina, come se la Vergine avesse scelto di posare per gli scultori dell'epoca nelle botteghe dei vicoli napoletani.

Le botteghe e i protagonisti
Il cuore del volume analizza il contributo dei grandi scultori e delle botteghe che hanno animato questo vivace panorama artistico. Man mano che la ricerca procedeva, figure spesso dimenticate o poco note sono emerse con opere di eccezionale valore. Tra i nomi citati figurano:
- Giuseppe Picano, Arcangelo Testa e Giuseppe Sarno
- Nicola del Vecchio e Francesco Saverio Citarelli
- Giuseppe Verzella e Raffaele Della Campa
- Gennaro e Giuseppe Cerrone, Michele Trillocco, Enrico Pedace
- Vincenzo Reccio, Giuseppe Catello, Luigi Caputo, Ferdinando Cifariello
- Francesco Saverio Salzano, Giuseppe Maffia, Giuseppe d’Onofrio
- Pasquale e Francescantonio Di Capita, Paolo Emilio Labbate
- Antonio Tafuri, Camillo de Falco, Giovanni e Luigi Avallone e Gaetano Negri
Questi artisti, definiti spesso come “scultori di legnami”, hanno saputo interpretare temi sacri, come il dogma dell’Assunzione della Vergine, con vigore plastico e notevole sensibilità estetica. L’autore sottolinea come il loro lavoro sia stato fondamentale per la custodia del patrimonio spirituale e materiale del Sud Italia.
L’importanza della bellezza nella società contemporanea
In un’epoca segnata da distruzioni e incertezze, il volume di Di Palo assume un significato profondo. Richiamando le parole di papa Paolo VI del 1965, l’autore ricorda che: “Il mondo nel quale viviamo ha bisogno di bellezza per non sprofondare nella disperazione”. L’impegno profuso nella riscoperta di questo patrimonio di fede e arte diventa quindi un atto di resistenza civile e culturale, capace di offrire speranza e connessione umana.