Il rapporto tra i fedeli e il sacerdote è un aspetto fondamentale della vita comunitaria, ma spesso sorgono interrogativi su come comportarsi in modo appropriato. L'etichetta non riguarda solo le formalità, ma anche il rispetto profondo per il ruolo e la persona del sacerdote. Questo "galateo" si propone di offrire spunti sia per i sacerdoti, affinché la loro condotta quotidiana rifletta l'identità del loro ministero, sia per i fedeli, per un'interazione consapevole e rispettosa.

Il Contesto: L'Etichetta del Sacerdote e le Sue Implicazioni
Per comprendere appieno come interagire con un sacerdote, è utile considerare le aspettative e le sfide che essi stessi affrontano. Autori come don Michele Garini, con il suo "Galateo per i preti e le loro comunità" (edizioni Messaggero Padova), e don Mario Delpini, con "Reverendo, che maniere..." (Edizioni San Paolo), hanno esplorato l'importanza di uno stile di vita e di condotta sacerdotale che vada oltre la liturgia e la catechesi.
Il Decoro nella Vita Quotidiana del Sacerdote
Se è vero che «il prete è sempre prete», allora lo è anche nel vestire, nel mangiare, nell’abitare, nell’uso del denaro, nel tempo libero e nelle frequentazioni. Padre Ugo Sartorio, teologo francescano, spiega che testi come quello di don Garini sono utili per allontanare dalla figura del prete e del religioso quel po' di sciatteria verso cui si rischia di scivolare con la scusa della sobrietà. La povertà non deve essere il pretesto per imboccare la china della trascuratezza; al contrario, c'è uno stile nell'essere preti che recupera il decoro, altrimenti si rischia di diventare figure caricaturali.
Don Michele Garini, vicario parrocchiale ad Asola, traccia il ritratto del sacerdote ideale come educato, sobrio, elegante, curato nell’aspetto esteriore e nel fisico, ma anche capace di sbrigare le faccende domestiche e di districarsi in cucina. Egli sottolinea che il suo libro è nato dalla consapevolezza che, nonostante si siano scritte tonnellate di carta sui sacerdoti, molto poco è stato detto sulle dinamiche quotidiane e sul loro vissuto.
Aspetti Pratici del Decoro
- Abbigliamento: I sacerdoti, sebbene scelgano gli abiti all’interno di una gamma cromatica limitata (nero, grigio, blu, azzurro chiaro), dovrebbero evitare accostamenti improbabili, capi consunti o fuori moda, e taglie sbagliate.
- Comportamento in Chiesa: Mancano spesso i “bon ton” anche in chiesa, con camici che arrivano a malapena al ginocchio, tonache consunte o paramenti il cui odore rivela scarsa pulizia. Sull’altare, non si dovrebbe appoggiarsi come fosse il bancone di un saloon, sbraitare le parole, asciugarsi il sudore con il corredo o toccare il calice con le dita in modo inappropriato. Gli elementi del corredo sull’altare dovrebbero essere coordinati e non protetti da "orribili pezzi di plastica o vetro".
- Pasto Quotidiano: Spesso si osserva chi non apparecchia neppure la tavola o mangia in piedi. Le suppellettili possono apparire datate e scompagnate, spesso sbeccate, con tovaglie e tovaglioli logori, consunti e macchiati.
- Uso del Denaro: Deve essere molto discreto, evitando sia l'ostentazione che la dipendenza. Essendo il sacerdote chiamato a fare molta carità, è tenuto a comportarsi con grande discrezione e trasparenza, senza pagare mai in nero.
Le Sfide dell'Identità Sacerdotale Moderna
L'identità e il ministero del prete sono al centro di numerose domande e riflessioni. Il sacerdote oggi non è più il "prete di una volta"; vivere è cambiare, e questo include l'accettazione dei mutamenti della società, della storia, della cultura e della Chiesa stessa. Non ci si può fermare a un modello del passato, ma neanche fuggire troppo in avanti: la strada giusta è accogliere e vivere il presente.
- Accettare il Cambiamento: La crisi del cristianesimo occidentale e le problematiche della Chiesa sono fermenti positivi che indicano un organismo vivente. Il sacerdote deve liberarsi dalla paura di cambiare e di lasciare il modello "sicuro" a cui è stato formato, sapendo che la sua identità è in continuo cammino, aperta all'evoluzione.
- Non Essere un Super-eroe: Le sfide attuali, come i cambiamenti socio-culturali, il mondo plurale e multietnico, la disaffezione verso la fede e il calo delle vocazioni, richiedono maggiore flessibilità e una nuova riorganizzazione pastorale. I sacerdoti non devono sentirsi gli unici conducenti della "macchina" della parrocchia, ma imparare a delegare e a formare un laicato adulto e maturo. Non sono chiamati a fare tutto loro, perché "Dio esiste e non sei tu, rilassati".
- Aver Cura di Sé: La donazione gratuita e l’offerta della propria vita per il Vangelo non implicano la trascuratezza o la negazione dei propri bisogni elementari. Curare la propria casa, il modo di mangiare, dormire, usare il tempo, vivere l'amicizia e la fraternità, prendersi i propri spazi e il riposo, e condividere gioie e amarezze, sono tutti aspetti fondamentali per un sacerdote che voglia trattare con dolcezza la propria umanità. La rigidità, infatti, non paga e fa ammalare.
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Le Relazioni e i Pericoli da Evitare secondo Don Mario Delpini
Don Mario Delpini, con il suo "galateo pastorale", offre numerosi suggerimenti per correggere i "difetti" di molti preti di oggi:
- Rapporti con le Donne: Il prete deve usare "prudenza" e "fermezza" con le donne. Non deve farsi "sequestrare" da quelle che cercano un "sostituto" del marito, né "far girare la testa", anche involontariamente, alle ragazze che frequentano la chiesa.
- Vanità e Affari Mondani: Alcuni preti esercitano la loro "furbizia" per conseguire scopi che hanno poco a che fare con il ministero, come incarichi di prestigio o legare il proprio nome a basiliche "sproporzionate". Questo può portarli a trascurare servizi essenziali come visitare gli infermi, consolare gli afflitti o prendersi cura dei piccoli.
- Sacerdoti "Accentratori": Vengono criticati i sacerdoti che si fanno assorbire troppo "da interessi altrui".
- Mancanza di Attenzione nei Riti Sacri: Parroci che non pongono la necessaria attenzione ai riti sacri, muovendosi in queste circostanze con le vesti e gli atteggiamenti di tutti i giorni, rendono difficile per i fedeli comprendere la santità di certi momenti.
L'Interazione del Fedele con il Sacerdote
Non solo i sacerdoti, ma anche i fedeli hanno un ruolo attivo nella costruzione di un rapporto sano e proficuo. Un'interazione consapevole e rispettosa può arricchire la vita spirituale di entrambi.
L'Approccio Generale e lo Spirito del Rapporto
Il sacerdote deve poter contare sulla vicinanza, l'affetto e la simpatia di tutti. Egli deve avere un modo naturale, semplice e spontaneo, che richiede prudenza per evitare qualsiasi malinteso. Da parte dei fedeli, ci deve essere sempre uno sguardo non solo umano, ma anche di considerazione per la sua sacra condizione.
La domanda chiave da porsi quando si ha a che fare con un sacerdote è: «Stiamo cercando Cristo?» Questo atteggiamento determinerà il modo in cui lo si tratterà, lo si guarderà, ci si presenterà a lui e lo si amerà. È fondamentale ricordare che i sacerdoti sono esseri umani scelti da Dio per essere pastori, e sono vulnerabili alle debolezze comuni.
Forme di Saluto e Comunicazione
Il trattamento del sacerdote varia a seconda della cultura e dei tempi, ma esistono alcune linee guida comuni.
Saluti Informali e Formali
- Informale: In alcune parti d'Europa è consuetudine usare "Don + nome". L'uso di "Padre + nome" è più tipico dei Paesi anglosassoni o dell'America Latina.
- Comunicazione Scritta Formale: Per una lettera molto formale, è opportuno usare come saluto "Reverendo Padre + cognome" o "Caro Reverendo Padre".
- Monaci o Monache: Si può usare la formula "fratello + nome e cognome", aggiungendo le iniziali che designano il suo ordine.
- Vescovo: Ci si rivolge con l'espressione "Sua Eccellenza il reverendo vescovo + nome e cognome + della località o giurisdizione".
- Arcivescovo: Ci si rivolge come "Sua Eminenza, il reverendo arcivescovo + nome e cognome, nonché il nome della città in cui è stato nominato arcivescovo".
- Papa: Ci si rivolge come "Sua Santità", "Sovrano Pontefice" o "Papa".

Situazioni Comuni e Come Gestirle
I Preparativi Matrimoniali
Durante i preparativi per il matrimonio, gli sposi possono incontrare sacerdoti con stili e attitudini diverse. Alcuni sacerdoti, specialmente quelli più anziani, possono mostrare perplessità di fronte all'urgenza di prenotare location o date con largo anticipo, temendo che si perda di vista il vero senso del matrimonio, ovvero il sacramento. Il loro ragionamento può essere: "Vabbè, se anche non prenotano la location dei loro sogni pazienza, l'importante è il sacramento, al limite vanno in pizzeria."
Domande personali, come quelle sulla convivenza o sui rapporti intimi, possono sembrare invadenti. In questi casi, è importante mantenere un rapporto civile ed educato, ma anche far valere il proprio spazio. È utile sapere che, ad esempio, la Cresima non è più obbligatoria per il matrimonio; il sacerdote può consigliarla, ma non obbligare.
Se si incontra un sacerdote con cui non c'è sintonia, è consigliabile cercare un altro sacerdote disponibile, magari anche grazie all'aiuto di familiari che hanno contatti nella comunità. La pazienza e la ricerca di un buon dialogo sono essenziali.
Il Rapporto con le Donne
Le due dimensioni fondamentali del rapporto tra donna e sacerdote sono quelle di madre e sorella. Se questo rapporto si sviluppa in modo sereno e maturo, la donna non incontrerà particolari difficoltà, ad esempio nel confessare le sue colpe nel sacramento della Penitenza o nell'intraprendere con i sacerdoti varie attività apostoliche. Ogni sacerdote ha, d'altra parte, la grande responsabilità di sviluppare in sé un autentico atteggiamento di fratellanza verso le donne, un atteggiamento che non ammette ambiguità.
Critiche e Giudizi
È comune che i sacerdoti siano oggetto di critiche, sia per le omelie, sia per il loro modo di gestire la parrocchia o per le loro esigenze. L'errore fondamentale di chi critica i sacerdoti è concentrarsi solo sull'aspetto umano e non andare oltre, dimenticando che il sacerdote è un umile "distributore" delle grazie di Dio, in mezzo alle sue debolezze. I sacerdoti sono persone preparate, e non si formano dal giorno alla sera.
Piuttosto che criticare, si dovrebbe ricordare il monito di Gesù: «Chi di voi è senza peccato, scagli per primo la pietra contro di lei» (Gv 8, 7). È più utile pregare per i sacerdoti, che sono coloro che rischiano maggiormente di cadere nella debolezza.
Quando un nuovo sacerdote arriva in parrocchia, è importante non farsi trascinare dai mormorii o dai pettegolezzi sul predecessore. Come suggerisce Monsignor Mario Delpini, il sacerdote deve cercare la via per educarsi a un'amorevole intelligenza verso il prossimo, raccogliendo i segni lasciati dalla fede, dalla dedizione e dalla sofferenza di chi lo ha preceduto. Allo stesso modo, i fedeli dovrebbero accogliere il nuovo parroco con apertura, offrendo supporto e comprensione.
Gestione di Legami Emotivi Profondi (Transfert)
Una situazione particolare può emergere quando un fedele sviluppa un forte legame emotivo con un sacerdote, specialmente in momenti di vulnerabilità o difficoltà personali. Questo tipo di attaccamento, a volte descritto come "transfert" in un contesto non terapeutico, può generare sofferenza, specialmente se il sacerdote viene trasferito.
In questi casi, esistono due strade principali:
- Contattare il Sacerdote: È possibile provare a contattare il sacerdote per riprendere a vederlo o sentirlo periodicamente, condividendo con lui questa sorta di "transfert". Sebbene il sacerdote possa avere nuovi impegni, potrebbe essere in grado di offrire consiglio o indicare se sia opportuno continuare il dialogo o rivolgersi altrove.
- Cercare Supporto Professionale o Spirituale Alternativo: Se non è possibile o opportuno continuare il rapporto con quel sacerdote, si può parlare di ciò che si prova con uno psicologo/a o con un altro sacerdote di fiducia. Non esistono "esercizi mentali" universali per far passare un transfert, ma il supporto esterno può aiutare a gestirlo e ad affrontare le difficoltà in modo diverso.
L'importante è non auto-precludersi la possibilità di cercare aiuto e di affrontare apertamente queste emozioni, riconoscendo che il sacerdote è stato un valido supporto in un momento difficile.
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