La storia della nascita del culto e delle celebrazioni per l'Avvocata del Popolo a Reggio Calabria è un perfetto mix tra storia e leggenda. Santa Maria Madre della Consolazione all'Eremo è una delle più importanti mete di pellegrinaggio della città, con il suo santuario che si erge sul monte più alto e panoramico, un luogo particolarmente caro alla popolazione reggina.
Le Origini del Culto: Tra Leggenda e Storia (XVI Secolo)
Il Ritrovamento Prodigioso e l'Insediamento dei Cappuccini
La tradizione narra di un ritrovamento prodigioso del quadro della Madonna da parte di un contadino mentre lavorava la terra sulla collina dell'Eremo. Si racconta che il quadro, dopo essere stato portato nella cattedrale, riapparve subito dopo nel luogo del ritrovamento. Questo prodigio fu interpretato dai fedeli come un segno con cui la Madonna chiedeva di erigere proprio in quel luogo la sua chiesa, e la popolazione così fece.
Per custodire questo quadro, fu costruita una cappella sulla collina detta “La Botte”, affidata inizialmente ai terziari francescani. Di certo, come scrive padre Giuseppe Sinopoli nel suo volume "La Madonna della Consolazione, i frati cappuccini e il popolo reggino", sappiamo che nel 1533 i cappuccini crearono un primo insediamento attorno alla cappellina. Intorno al 1532, i frati Cappuccini di Vallettuccio si trasferirono a Reggio sulla collina dell’Eremo, e a loro fu affidata la custodia della piccola effige della Madonna della Consolazione, un privilegio che i frati cappuccini detengono fin dal 1533.

Il Quadro della Madonna della Consolazione: Commissione e Caratteristiche
Il quadro raffigura la Vergine seduta su un trono con in braccio il Bambino Gesù, affiancata da San Francesco d’Assisi e Sant’Antonio da Padova. Nel 1547, il nobile Camillo Diano, prevedendo la necessità di una nuova chiesa del Convento, più grande per l'aumentato numero dei Frati e per la crescente devozione popolare, commissionò al pittore reggino Niccolò Andrea Capriolo la realizzazione di un nuovo quadro di dimensioni maggiori, così come lo conosciamo oggi.
Il dipinto, realizzato su legno di noce nel 1547, fu donato ai Cappuccini. Capriolo, in aggiunta all'immagine della Madonna, introdusse le figure di San Francesco e Sant’Antonio, nelle quali presumibilmente sarebbero stati raffigurati i benefattori del Convento, rispettivamente il Diano e il Mileto. Il 6 gennaio 1548, il nuovo Quadro fu benedetto nella Chiesa Cattedrale dall’Arcivescovo Mons. D’Agostino, alla presenza dei Duchi Gonzaga di Monza. Terminato il rito, il nuovo Quadro fu portato processionalmente alla chiesetta dell’Eremo.
Il quadro originario, rimasto di proprietà della famiglia Diano, fu da essi portato in un loro palazzo a Malta e se ne persero le tracce, sembra trafugato da truppe Napoleoniche. Tuttavia, fino agli anni ’80, nel Convento è stato gelosamente custodito un piccolo quadro della Madonna col Bambino in braccio, affidato direttamente alle mani del Padre Provinciale, rilevante per qualità e antichità di fattura.

La Madonna della Consolazione e le Epidemie: Patrona di Reggio
La Peste del Cinquecento e l'Annuncio della Vergine
Nel 1567, una terribile pestilenza colpì Reggio, flagellando la popolazione per dieci anni. Nel 1576, la città fu contagiata dal morbo della peste. Si narra che durante la pestilenza del 1576, la Madonna apparve in preghiera a un frate, Antonino Tripodi, annunciandogli la fine dell’epidemia. L'annuncio della cessazione della peste fu dato dalla Vergine della Consolazione a fra Antonino Tripodi, religioso di santa vita, nel 1577, invitandolo a recarsi dall’Autorità cittadina per un pellegrinaggio di ringraziamento alla chiesa dell’Eremo. Nella circostanza fu offerto un grosso cero alla Madonna. In seguito al manifestarsi del miracolo, i frati decisero di dedicare la cappella del convento alla Madonna della Consolazione, dando così inizio al pellegrinaggio al Santuario.
Da questa pestilenza nacque la particolare devozione di Reggio alla Madonna della Consolazione. Frati come Giacomo Foti da Reggio, Geronimo Migliore da San Giorgio Morgeto e Girolamo da Montesoro caddero vittime di carità nell'assistere gli appestati.
Lo Sviluppo della Devozione e delle Feste
Risale al 1636 la prima processione, sebbene la devozione dei reggini fosse già antica. Intorno al 1656, una seconda Processione del Quadro si tenne in occasione di un’ennesima epidemia, con l’offerta di un Cero Votivo che ancora oggi si rinnova a settembre nella Cattedrale. La cornice d’argento e l’elegante base in legno, che ancora oggi ornano il quadro durante la festa, furono realizzate nel 1693 con il ricavato della pubblica colletta.
Nel 1592, le Autorità cittadine, con atto pubblico, deliberarono che la festa del 21 novembre in onore della Madonna della Consolazione fosse festa cittadina. La scelta del periodo in cui vengono celebrate le feste mariane risale a un episodio del 1693, quando Papa Innocenzo XI ordinò che in tutta la Chiesa si celebrasse il nome di Maria nella domenica successiva all’8 settembre. Reggio scelse quel giorno per festeggiare la Madonna della Consolazione, legando così il titolo speciale di Consolatrice al Santo Nome di Maria, e decise di prepararsi alla festività celebrando la Madonna nei sette sabati precedenti. Questo fu l'inizio della tradizione dei festeggiamenti di Settembre che dura fino ai giorni nostri.
Solo nel 1752, Papa Benedetto XIV proclamò Maria Santissima Madre della Consolazione Patrona della città di Reggio. È da qui che ha inizio la tradizionale festa che popola le strade reggine ogni anno il secondo sabato del mese di settembre.
Il Santuario dell'Eremo: Sede e Simbolo
Costruzione, Danni e Ricostruzioni
Il Santuario dell’Eremo, uno dei maggiori templi della cristianità in Calabria, deve la sua storia alla volontà dell’Arcivescovo Centelles che trasformò quel luogo, dapprima solamente votivo, in un vero e proprio luogo di preghiera basato sulla filosofia religiosa francescana. A metà del 1500, iniziò la costruzione del chiostro e del convento annesso, che terminò nel 1569.
Negli anni successivi, Reggio fu minacciata da numerose calamità, tra cui terremoti e altre pestilenze, ma la città fu sempre protetta da Maria. Nel 1783, un tremendo terremoto provocò ingenti danni in Calabria, distruggendo città e centri rurali. Il terremoto provocò danni anche al Santuario, che crollò in buona parte. Le testimonianze storiche tramandano che i venerabili padre Gesualdo e padre Votano si recavano nei paesi e nei villaggi per invitare alla conversione. I morti nella città di Reggio ammontarono a soli diciannove. Tuttavia, con l’istituzione della Cassa Sacra, i cappuccini furono costretti ad abbandonare il convento. Fu nel 1801 che i frati fecero ritorno, e venne nominato Guardiano padre Gesualdo Malacrinò.
Nel 1819, con Mons. Tommasini, nuovo Arcivescovo, la Santa Sede estese la solennità festiva della Madonna della Consolazione a tutta la diocesi. La Madonna continuò a proteggere Reggio, come in occasione dell'epidemia colerica e della siccità, dove il popolo reggino si salvò. Nel 1896, il 23 luglio, fu firmata una convenzione tra il Card. Portanova e il Sindaco, che stabilì che il Santuario venisse dato alla Curia vescovile, alla quale fu demandato il diritto di organizzare la festa religiosa annuale, mentre la parte civile rimase a carico dell'Amministrazione comunale.
Il flagello del 1908 (un altro terremoto) colpì duramente. Si eresse una baracca accanto alla chiesa distrutta per la celebrazione dei Sacri misteri e iniziò la ricostruzione del Santuario. Nel 1911, il venerato Quadro tornò all’Eremo ricostruito dalla Chiesa cattedrale baraccata. Nel 1930, l'Effigie della Madonna fu accompagnata processionalmente in Cattedrale. La prima pietra del nuovo Santuario, in cemento armato, fu posata in un'epoca più recente, con il progetto affidato all'Architetto.
In un evento di grande rilevanza, la Vergine e il Divin Figlio furono solennemente incoronati con due corone d’oro offerte dal Capitolo di San Pietro in Roma. Successivamente, alla presenza di moltissimi Vescovi, autorità cittadine e una folla enorme, il Card. Alessio Ascalesi, Arcivescovo di Napoli, incoronò solennemente la Madonna della Consolazione e il Bambino con due preziose corone, realizzate con l’oro raccolto presso la popolazione di Reggio ed eseguite a Napoli, con fasce di base recanti incastonati rubini e zaffiri e parti terminali formate da stelle di perle e brillanti di diversa grandezza disposte a raggiera.

Il Santuario Oggi: Un Panorama Privilegiato
La Basilica dell’Eremo è storicamente meta di pellegrinaggi, oltre che luogo di partenza della processione che annualmente vede l’Effigie di Maria Santissima. Oltre alla bellezza della Basilica stessa, si può godere di un’ampia vista della città, del mare e della Sicilia. La collina dell’Eremo che sovrasta Reggio Calabria resta uno dei siti più privilegiati e panoramici di tutto il crinale dell’Aspromonte. Tra tutte le chiese e santuari della regione, per ricchezza di storia, di cultura e di santità, sicuramente la Basilica dell’Eremo è da annoverarsi tra quelle con un panorama tra i più belli e privilegiati.
La "Vara" e la Processione: Cuore della Devozione Reggina
La Vara e i Portatori
La "vara", la grande macchina processionale restaurata qualche anno fa, nel suo complesso pesa 12 quintali ed è alta 5 metri. Quando il Quadro vi è riposizionato per la processione, il peso totale raggiunge circa 3 tonnellate. Questa viene portata a spalla da più di cento fedeli, con l'ausilio di quattro lunghe assi in legno. I “Portatori della Vara” sono oltre 500, e tra loro ci sono anche i pescatori della città.
Reggio Calabria - Processione Madonna della Consolazione 2014 - Volata in Piazza Duomo
Il Ciclo Annuale della Festa
Per un reggino "doc", dopo agosto arriva il "mese di Festa Madonna", un'espressione emblematica del profondo rapporto tra la città e la sua Patrona. La festa prende avvio la mattina del secondo sabato del mese di settembre con la processione della Sacra Effige che dalla Basilica dell’Eremo viene portata alla Basilica Cattedrale, attraverso il Corso Garibaldi.
Il giorno dopo, di sabato, il quadro viene portato a spalla, sulla pesante Vara, dall’Eremo verso la Cattedrale, dove viene celebrata l'eucaristia. Si iniziano così i festeggiamenti che si protraggono per ben quattro giorni consecutivi e che hanno termine con la processione del martedì immediatamente successivo, la quale segue un percorso nel centro storico cittadino.
Il Quadro rimane esposto nel Duomo di Reggio fino alla prima domenica dopo la festa della Presentazione della Beata Vergine Maria al Tempio, che avviene il 21 novembre. Ogni anno, all’inizio dei festeggiamenti e fino a questa data, l’immagine viene trasferita dalla Basilica dell’Eremo al Duomo di Reggio Calabria.
Il ritorno all'Eremo è un momento di grande fede e devozione. La "vestizione" della Vara, prima dell’uscita dal Duomo, è uno dei rituali più sentiti, in cui i portatori, con gesti accurati e sapienti, posizionano la Sacra Effigie. La processione di ritorno, guidata dall’arcivescovo metropolita, monsignor Fortunato Morrone, segue a ritroso le stesse tappe della processione settembrina, scandita da canti mariani e preghiere. Raggiunta la piazza del Popolo, da lì ha luogo la “volata” fino a piazzetta della Consegna, un momento particolarmente impegnativo per i portatori dove alla forza delle braccia deve corrispondere un'attenta prontezza di riflessi, anche all'interno della Cattedrale. Qui l’arcivescovo affida nuovamente la sacra Effigie ai padri cappuccini dell’Eremo, guidati dal ministro provinciale. Poi la risalita, sempre sulle spalle dei portatori, lungo le vie Cardinale Portanova, Monsignor Italo Calabrò ed Eremo Santuario. Dopo l’ingresso all’interno della Basilica, il riposizionamento sulla grande pala dorata dell’altare, realizzata dall’artista taurianovese Alessandro Monteleone, precede la Santa Messa, la prima dopo il ritorno dell’Effigie all’Eremo, presieduta dal frate cappuccino Giovanni Loria. L'Effigie della Consolatrice resta poi custodita all'Eremo fino alla prossima discesa del secondo sabato di settembre dell'anno successivo.