La confessione di Charles Linkworth è un caso avvincente che sfida le convenzioni della giustizia e della razionalità. Linkworth, un fondatore di startup con una reputazione impeccabile, era stato condannato per matricidio, un crimine che sembrava in netto contrasto con la sua immagine pubblica.
Il Delitto Incredibile e la Confessione Post-Mortem
Charles Linkworth non era un criminale comune. Era un fondatore di startup con una perfetta persona online, sorridente nelle conferenze, che parlava di "innovazione guidata dall'empatia". Era il tipo di uomo che sembrava troppo raffinato per titoli come "CEO tecnologico accusato di matricidio". Ma le prove avevano il loro modo di distruggere le apparenze. Il corpo di sua madre era stato trovato in un cumulo di compost dietro la sua smart home nel Surrey.
Tre giorni dopo l'esecuzione di Charles Linkworth, un messaggio vocale inquietante è apparso sul telefono del dottor Teesdale, lo psichiatra carcerario di Greybridge Correctional da nove anni. "L'ho uccisa, dottore," la voce ansimò attraverso la statica. "Io... ho bisogno di dirlo a qualcuno. Per favore, risponda." Teesdale rabbrividì. Conosceva quella voce. Era Linkworth, calmo, esitante, con lo stesso tono piatto che aveva usato nella sua ultima sessione. Ma Linkworth era morto, giustiziato con un'iniezione letale meno di settantadue ore prima.

Contrasti con Altre Narrazioni di "Charles"
È importante distinguere la storia di Charles Linkworth da altre narrazioni che coinvolgono personaggi di nome "Charles" e il tema della confessione, come la conversione di Charles de Foucauld o i crimini di Charles Manson.
La Conversione di Charles de Foucauld
La conversione di Charles de Foucauld ha una data e un luogo precisi: 30 ottobre 1886, chiesa di Saint-Augustin a Parigi. Nel febbraio del 1886, il figlio del visconte de Foucauld aveva affittato una garçonnière al numero 50 della rue Miromesnil. Lì abitava in un appartamento arredato con mobili pregevoli, tappeti che aveva portato dal Marocco e tanti libri. Un amico così lo descriveva in quei mesi: «Era ben cambiato il mio grosso amico. Smagrito, niente più feste, donne, cene prelibate.»

In quel mese di ottobre Charles ebbe intense conversazioni con la cugina Maria de Bondy, anima mistica e ardente. Così ne parlava: «A Parigi mi sono trovato con persone molto intelligenti, virtuose e di viva fede cristiana. Mi sono detto che forse questa religione non era assurda.» E concludeva, logicamente: «Siccome questa religione non è una follia, forse in essa sta la verità. Voglio studiare questa religione.» Il prete dotto che Charles cercava era l’abbé Henri Huvelin, vicario nella parrocchia di Saint-Augustin, non lontana dalla sua abitazione. Un percorso di circa dieci minuti, ma che cambia una vita.
Nella terza cappella sul lato destro della chiesa, quel mattino del 30 ottobre 1886, l’abbé Huvelin era nel suo confessionale. Charles disse: «Padre, non si stupisca, non sono venuto a confessarmi. Non ho la fede.» L'abbé Huvelin rispose: «Lei non ha la fede?» Charles replicò: «Sì, ho creduto fino a tredici anni fa. Ma in questo momento non credo.» L'abbé Huvelin ribatté: «Figlio mio, lei si sbaglia. Ciò che in questo momento le manca per poter credere è un cuore puro.»
Terminata la confessione, il sacerdote domandò a Charles: «È digiuno?» Avuta risposta affermativa, ancora un comando: «Vada a ricevere la Comunione.» Da quella Comunione mattutina l’Eucaristia sarebbe stata presenza costante nella vita di Charles. Lasciando Saint-Augustin, Charles scrisse d’essersi sentito invaso da «una pace infinita, una luce radiosa, una felicità che niente poteva alterare.» Il brillante ufficiale, il coraggioso esploratore avevano lasciato spazio al cercatore di Dio.
Quel giorno, scrive Pierre Sourisseau in “Charles de Foucauld” (Effatà editrice), Charles sperava di trovare qualcuno che gli avrebbe dato dei «corsi di religione»: l’abbé, con un’esortazione breve e vibrante, stravolge la domanda e colui che la pone. Attraverso dei segni ecclesiali, su colui che veniva a cercare risposta a una questione umana sono scese le benedizioni divine. Entrato a Saint-Augustin per porre una domanda al sacerdote che lo accoglieva, il cristiano Charles de Foucauld ne esce con «la Risposta». Ormai ci sarà per lui un prima e un dopo e chiamerà questo istante «la mia conversione». L’abbé Huvelin non espone la dottrina, ma trasmette il cuore di questa dottrina come una Parola di vita o un Poema d’amore. Le obiezioni contro le quali urtava cadono da sole: come conciliare un solo Dio e la Trinità? Non è più facile con il Corano esaminare Dio sotto tutti i punti di vista, lui che è «il Solo»? Come ammettere che il Dio dei cristiani sia anche un uomo? Come credere che abbia fatto dei miracoli in contraddizione con le leggi della natura? Come può l’ostia della messa contenere il corpo di Gesù Cristo? Come mai le spiegazioni razionali, di cui disperava, sono state così facilmente e così radicalmente abbandonate?
I Crimini di Charles Manson e la "Manson's Family"
Cinquant'anni fa, una notte di agosto, Sharon Tate, moglie di Roman Polanski (in quel momento a Londra per lavoro) incinta di quasi 9 mesi viene brutalmente assassinata insieme a sei amici nella sua villa di Bel Air, Los Angeles. Gli autori della strage - non la sola - sono i membri di una comune hippie, la Famiglia. Il loro capo si chiama Charles Manson. Uno dei più famigerati assassini del Novecento, una tragedia che ha cambiato la storia degli Stati Uniti, una eco mediatica con pochi precedenti. A pochi giorni dall'accusa di omicidio contro Manson e altri quattro suoi adepti, i filmati evidenziano la quotidianità della comune, l'adorazione nei confronti del capo, l'abuso di droghe, le esperienze sessuali di gruppo.
CHARLES MANSON & LA MANSON FAMILY | LEADER DI CULTI | Elisa True Crime
Ricostruzioni, materiali provenienti da oltre 100 ore di girato ritrovato nel ranch di Spahn e interviste inedite a ex componenti della setta di Charles Manson, a personaggi chiave coinvolti nella sua storia e a Bobby Beausoleil, ancora in carcere con una condanna all'ergastolo, gettano nuova luce su una delle pagine più sanguinose della storia criminale statunitense. Tra i delitti commessi da Manson va in primo luogo ricordato l'eccidio di Cielo drive, costato la vita tra gli altri a Sharon Tate, moglie del regista Roman Polanski. È da poco uscito nelle sale Charlie says, uno dei tanti thriller basato sulla cronaca che ha visto in azione i componenti della "Manson's Family".
Il documentario segue gli anni che precedono il massacro e tratteggia la personalità del suo leader attraverso le testimonianze di ex componenti della Famiglia e di chi lo ha conosciuto. Immagini di repertorio e una serie di filmati d'epoca, tra cui uno inedito in Italia, realizzato nel 1969 da una troupe cinematografica che ebbe accesso allo Spahn Ranch. E poi il racconto dell'infanzia di Manson, della sua vera famiglia, gli anni in carcere, l'amicizia - finita male - con il batterista dei Beach Boys, Dennis Wilson, e le sue ambizioni, poi disilluse, come musicista. Tante le interviste agli ex membri della famiglia Manson come Paul Watkins, Sandra Good alias Sandy, Nancy Pitman alias Brenda, Brooks Poston e ad Aesop. E poi ancora a protagonisti dell'epoca come Robert Burbridge, ex agente della polizia di Los Angeles, Don Ward, vice sceriffo della Contea di Inyo in California, Nancy Jordan, amica della famiglia e Thomas A. Phillips ex compagno di cella di Manson tra il 1961 e il 1967.