Il Cardinale Kasper e l'Appello per un Nuovo Conclave

Introduzione: Le Dichiarazioni del Cardinale Walter Kasper

«Cosa vuole che le dica, è una cosa ovvia». Il cardinale Walter Kasper, 85 anni, ha espresso con un sospiro le sue preoccupazioni riguardo all'attuale situazione nella Chiesa. «Che ci siano cattolici che vorrebbero un altro Papa mi pare evidente, purtroppo. Un atteggiamento irresponsabile».

Kasper, intervenendo all'emittente tedesca ARD e successivamente al Corriere, ha dichiarato: «Ci sono persone che semplicemente non amano questo pontificato. Vogliono che finisca il prima possibile per avere quindi, per così dire, un nuovo conclave. Vogliono anche che vadano a loro favore, così avrà un risultato che si adatta alle loro idee». Il cardinale si è detto stupito dell'eco che le sue parole hanno avuto, moltiplicate dalla Rete in vari Paesi, ma ha ribadito che «Quello che accade è sotto gli occhi di tutti, le ragioni le conoscete meglio di me».

Ritratto del Cardinale Walter Kasper

Il Profilo del Cardinale Kasper

Il cardinale Walter Kasper non è una personalità di secondo piano nel variegato mondo vaticano. Presidente emerito del Pontificio Consiglio per l’unità dei cristiani e già responsabile dei rapporti ecumenici, è un grande teologo molto stimato da Papa Francesco. Appena eletto, il Papa lodò all’Angelus il suo libro «Misericordia», un tema destinato a divenire centrale nel pontificato, e nel 2015 gli ha affidato la relazione introduttiva al Sinodo sulla Famiglia.

Kasper è stato anche uno dei grandi elettori di Francesco nel conclave del 2013. Da sempre vicino a una Chiesa tedesca che postula la necessità di demitizzare il centralismo romano, il cardinale è un fine teologo e profondo conoscitore delle dinamiche interne all'orbe cattolico.

La Natura dell'Opposizione a Papa Francesco

Secondo il cardinale Kasper, l'opposizione a Papa Francesco è molteplice e intensa. «Alcuni ne contestano la dottrina, altri i suoi giudizi sulle questioni sociali, la povertà, i migranti, il capitalismo finanziario». Non si tratta solo di una fronda conservatrice, ma anche di «un’opposizione, per così dire, progressista, cattolici che magari contavano sul fatto che concedesse il sacerdozio alle donne o altro…».

Pur riconoscendo che «Tutti i Papi, del resto, hanno patito contestazioni», citando Paolo VI, Giovanni Paolo II e Benedetto XVI, Kasper ha sottolineato che «Però questa volta, con Francesco, l’opposizione mi pare più intensa». Tra i tradizionalisti, "quasi nessuno è solito affermare qualcosa di positivo sull'operato del Santo Padre", e la posizione che parlava di "continuità dottrinale" con Benedetto XVI è scomparsa dai radar.

La Strumentalizzazione della Crisi degli Abusi

Per Kasper, il piano degli oppositori di Francesco è chiaro: «puntano ad arrivare a un cambio di leadership (...) usando dell'attuale crisi degli abusi sessuali dei preti». Ha ribadito che "l’attuale crisi degli abusi clericali viene usata dagli oppositori del Papa come piattaforma per espellere Francesco dal papato e per eleggere un nuovo Pontefice che si adatti meglio alle loro agende".

Il cardinale ha espresso queste considerazioni nell'ambito di "Report München", un programma trasmesso dall’emittente statale tedesca ARD. In tale sede, Kasper ha definito la strategia degli oppositori "inappropriata", volta a "trasformare la discussione sulla questione degli abusi in una discussione su Papa Francesco", definendola "un abuso di abuso".

Il Papa ha convocato i vertici delle conferenze episcopali di tutto il mondo per affrontare la crisi della pedofilia nel clero. L’incontro su «La protezione dei minori nella Chiesa» si riunirà dal 21 al 24 febbraio in Vaticano per definire regole e prassi comuni a tutti i Paesi. Questo evento sarà uno dei momenti più delicati del pontificato, con gli oppositori che, a cominciare dalla potente fronda conservatrice negli Stati Uniti, lo attaccano proprio su questo punto. La convocazione coincide con un momento in cui gli avversari di Francesco intendono approfittare di questo avvenimento per ribadire le loro obiezioni nei suoi riguardi e per il suo modo di agire.

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Richieste di Dimissioni e il Ruolo di Cardinali Critici

Il fronte anti-Bergoglio non è un segreto, e l'accusa di Kasper è diretta a chi starebbe cercando di creare le condizioni affinché il vescovo di Roma si faccia da parte. L'ex nunzio a Washington, Carlo Maria Viganò, ha chiesto espressamente le dimissioni del Pontefice, e si è iniziato persino a parlare di una volontà tesa a far sì che Bergoglio, come il suo predecessore, decida di scendere dalla barca di Pietro.

A esprimersi apertamente è stato soprattutto il card. Raymond Burke, noto pioniere dell’ala conservatrice della Chiesa cattolica. In un'intervista esclusiva alla ARD-Politmagazin «report München», ha dichiarato: «Adesso si può difficilmente affermare qual è l’approccio esatto. Direi che è più confuso che mai». Una cosa del genere, ha sottolineato, con il predecessore di Francesco, l’emerito papa Benedetto XVI, sarebbe stata del tutto diversa, poiché Benedetto «aveva al riguardo un atteggiamento molto chiaro».

Il card. Burke ha aggiunto di non voler giudicare le richieste di dimissioni rivolte a papa Francesco, pur conoscendo personalmente l’autore della lettera che chiedeva al Papa di dimettersi nell'agosto del 2018, e di stimarlo. Riguardo alle dimissioni, ha sottolineato: «Non possiamo giungere fino a questo punto, cioè chiedere le sue dimissioni». Burke è uno dei quattro cardinali dei cosiddetti “Dubia” che, insieme a Walter Brandmüller e ai cardinali Joachim Meisner e Carlo Caffarra (entrambi defunti), nell’estate del 2016 aveva rivolto al Papa cinque richieste di chiarimento riguardanti la sua esortazione apostolica postsinodale Amoris laetitia sul matrimonio e la famiglia.

Il cardinale Mueller, in tempi non sospetti, aveva svelato un retroscena: una parte di Chiesa cattolica, dopo la sua "cacciata" dalla prefettura della Congregazione della Dottrina della Fede, lo avrebbe voluto a capo di un'opposizione interna. Il "ratzingeriano" ha però declinato l'invito.

Foto del Cardinale Raymond Burke

Le Reazioni e le Preoccupazioni

Nonostante la gravità della situazione, Kasper non crede che l'opposizione possa distruggere la Chiesa. «Pericoloso no. La Chiesa non sarà mai distrutta, non ci riusciranno: non preavalebunt!». Tuttavia, il comportamento irresponsabile di alcuni cattolici, specialmente se preti o vescovi, lo disturba: «Penso a cosa possono provare i fedeli che vanno in parrocchia... Si possono avere opinioni diverse, è normale, però il Papa si rispetta. Oggi Francesco è forse l’unica autorità morale del pianeta, il pontefice è ascoltato e rispettato anche oltre i confini della nostra Chiesa».

Anche l’irlandese Marie Collins, consulente della Commissione pontificia per la protezione dell’infanzia e lei stessa vittima di abusi da parte di un prete, ha rimproverato gli avversari di Francesco di strumentalizzare le vittime degli abusi e la commissione, considerandoli un’occasione favorevole per silurare le iniziative del Papa. «Si tratta - ha affermato - di una specie di politica della divisione». Tuttavia, Marie Collins ha riconosciuto che la commissione convocata dal Papa non era giunta ad alcun risultato, motivo per cui, nel 2017, aveva annunciato di ritirarsi.

L’ARD-Politmagazin «report München» ha titolato: “Nuova lotta per il potere in Vaticano. La lenta elaborazione dello scandalo degli abusi mette il papa in difficoltà”, riassumendo efficacemente la tensione attuale. Gli avversari di Francesco starebbero utilizzando gli scandali legati agli abusi ai danni di minori per mettere in discussione l'intero pontificato, creando un doppio torto: uno alle vittime degli abusi, che vedrebbero la verità sugli episodi allontanarsi irrimediabilmente, e uno al vertice della Chiesa cattolica, che verrebbe tirato in ballo come una sorta di capro espiatorio in maniera del tutto strumentale.

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