Una storia di ricerca e innovazione, nata nel 1969, è stata celebrata in un recente incontro presso l’Aula B900 della Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS. L'evento ha riunito i pionieri del Centro Shock, ripercorrendo la sua storia, gli impegni scientifici e il programma per i prossimi anni. Questo centro di eccellenza ha visto la partecipazione di numerosi ricercatori di spicco, tra cui Ivo Giovannini, nel suo percorso di evoluzione dalla ricerca sullo shock acuto-grave alla biomatematica avanzata.

Le Origini del Centro Shock all'Università Cattolica
Era il 1969 quando il professore Giancarlo Castiglioni, allora Direttore della Clinica Chirurgica dell’Università Cattolica, fondò nel suo Istituto una sezione staccata del CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche), trasformandola in un vero e proprio Centro di Ricerca. La parola d’ordine del neonato centro era chiara: condurre ricerca sul paziente chirurgico acuto-grave e sugli stati di shock, condizioni che all'epoca presentavano una mortalità elevatissima e inaccettabile.
L'obiettivo primario era riconoscere gli stati di shock prima della loro evidenza clinica, rendendo necessarie diagnosi precoci, molto precoci. La terapia e l'approccio scientifico si concentravano sulla ricerca a tutto tondo, esplorando ogni opportunità per definire e prevenire gli stati di shock. Ciò avveniva avvalendosi delle modificazioni fisiopatologiche di queste condizioni e delle opportunità provenienti da un monitoraggio multiparametrico globale delle funzioni metaboliche, respiratorie ed emodinamiche dell’organismo.
Il metodo prevedeva l'applicazione delle metodologie più innovative per diagnosticare stati di shock di interesse chirurgico, principalmente emorragico e settico.
La Dimensione Internazionale e la Formazione dei Ricercatori
Una peculiarità fondamentale del Centro, specialmente in un'epoca precedente all'avvento di internet, era l'importanza attribuita alla formazione internazionale. La maniera più efficace e immediata per acquisire informazioni e costruire una rete di contatti era inviare i ricercatori nei Centri di Eccellenza Esteri, prevalentemente statunitensi. Sin dalla sua origine, il Centro Shock ha intrapreso una vera e propria "processione" di ricercatori verso gli USA, una collaborazione che non si è mai esaurita, con soggiorni a New York nel 1969, Buffalo nel 1974, Baltimora (presso il famoso Shock e Trauma Center) nel 1983 e Newark nel 1995. Tutte queste iniziative si sono svolte sotto la guida e la leadership del professore John H. Siegel, un esperto mondiale di shock e, in particolare, di sepsi e shock settico. L’internazionalità è così diventata la forza e il tratto distintivo del Centro.
Con soggiorni più o meno lunghi, quasi tutti i ricercatori del Centro Shock si sono succeduti in queste esperienze formative internazionali. Tra essi figurano nomi come Marco Castagneto, Marco Cagossi, Giuseppe Nanni, Paolo Ronconi, Ivo Giovannini, Daniele Gui, Gabriele Sganga, Mauro Pittiruti, Giuseppe Boldrini, Carlo Chiarla, Andrea De Gaetano, Roberto Tacchino e Ubaldo Pozzetto.

Aree di Ricerca e Produzione Scientifica
Nel corso della sua attività, il Centro ha studiato una vasta gamma di argomenti legati alla temibile malattia dello shock, tra cui:
- La fisiopatologia della risposta metabolica al trauma
- La fisiologia clinica della sepsi
- L’insufficienza respiratoria
- La nutrizione parenterale ed enterale
- La terapia intensiva chirurgica
- Le applicazioni dei computer al monitoraggio fisiopatologico
- Gli indici predittivi e prognostici
- Studi di raffinata biomatematica
Questo intenso lavoro ha portato a una produzione scientifica impressionante, con centinaia di lavori pubblicati nelle più prestigiose riviste internazionali. Anche i Direttori che si sono succeduti nel tempo hanno mantenuto un profilo "internazionale": dopo il professore Giancarlo Castiglioni, si sono avvicendati il professore Ermanno Manni e successivamente il professore Marco Castagneto.
Evoluzione e Prospettive Future: Dal Centro Shock al Laboratorio di Biomatematica
Dall'internazionalità che ha sempre caratterizzato le sue attività è derivata la "mission" attuale del Centro. Nato nel 1969 presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, oggi prosegue le sue attività con la Convenzione tra l’Ateneo e l’Istituto di Analisi dei Sistemi ed Informatica (IASI). Attualmente denominato Laboratorio di Biomatematica, costituisce una sezione dello IASI (Istituto di Analisi dei Sistemi e Informatica “A. Ruberti”), diretto dal professore Giovanni Rinaldi, nell'ambito della riforma del CNR.
Il Centro continua la sua stretta collaborazione con l’Istituto di Clinica Chirurgica dell’Università Cattolica, attualmente diretto dal professore Guido Costamagna. La sua massima espressione scientifica si concretizza in due direzioni principali: da una parte, una corrente di biomatematica personalizzata che privilegia il disegno di modelli da applicare a sistemi complessi della biomedicina moderna (sotto la responsabilità del professore Andrea De Gaetano); dall'altra, una partecipazione attiva a importanti Progetti Europei (di cui è responsabile il professore Daniele Gui), che hanno già ottenuto indiscussi successi in progetti come Panacea, Hearts, Pulse, Impress ed Eden.
Tali progettualità sono messe a disposizione di tutte le attività cliniche della Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS e si avvalgono della continuativa collaborazione della U.O.C. di Chirurgia d’Urgenza, diretta dal professor Gabriele Sganga, egli stesso Ricercatore del Centro di Studio per la Fisiopatologia dello Shock, dimostrando un legame indissolubile tra ricerca e pratica clinica.
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