Le suore Clarisse, fedeli alla Regola di Santa Chiara che enfatizza il lavoro manuale, la preghiera e la vita in comune, offrono diverse opportunità di interazione per chiunque desideri avvicinarsi alla loro spiritualità. I monasteri delle Clarisse, pur mantenendo un forte radicamento nella tradizione contemplativa, si aprono al mondo attraverso l'accoglienza, l'ascolto e, in alcuni casi, anche l'utilizzo di moderne tecnologie.
La Storia e la Presenza delle Clarisse in Italia
Le Clarisse a Bra
La storia delle sorelle clarisse in terra braidese inizia nel 1629, quando padre Stefano Dentis, un frate francescano, suscitò entusiasmo per la vita religiosa nella giovane Margherita Saracena. Margherita, insieme ad alcune compagne, costituì il primo nucleo di donne dedite alla preghiera e alla vita in comune. A seguito del decreto napoleonico del 1802 che stabiliva la soppressione degli ordini religiosi, le Clarisse si rifugiarono in una casa privata a Bra. Terminato il periodo delle soppressioni, la vita monastica riprese, ma l’edificio non era adeguato, avendo solo un piccolo oratorio anziché una chiesa. L’11 luglio 1894, le Clarisse lasciarono la minuta casa ed entrarono nel nuovo e attuale monastero. Da quegli anni in poi, numerose sorelle si sono succedute, passando il testimone fino alle attuali quattordici, che cercano di essere una presenza di riferimento e di comunione nella Chiesa locale e diocesana.
Il Monastero nel Cuore della Sicilia
Un altro Monastero delle Clarisse si trova nel cuore della Sicilia, a 621 metri di altezza, concepito come una "luce posta sul monte". La sua storia inizia nel 1932 per volere del Venerabile Mons. Giovanni Iacono, presso la chiesa di S. Giovanni Battista, all’interno dello storico quartiere di Santa Maria degli Angeli. L’erezione canonica avvenne il 4 gennaio 1934, ma l’11 luglio del 1943 le bombe della Seconda Guerra Mondiale colpirono il monastero, costringendo la comunità a trasferirsi presso l’Ospizio cittadino. Il 21 settembre 1957 fu costruito un nuovo monastero in contrada Palmintelli, ma nell’autunno del 1963 una frana costrinse la fraternità ad abbandonarlo. Le “povere sorelle” furono quindi ospitate presso Villa Ascione, residenza estiva del seminario.
Le Clarisse di Mantova a Curtatone
Il monastero delle Clarisse a Curtatone, Mantova, è una comunità di vita contemplativa voluta e promossa da Vittorina Gementi come sostegno spirituale all’opera della Casa del Sole da lei fondata. Dopo aver contattato diversi ordini monastici senza successo, Vittorina trovò un accordo con la Federazione delle Clarisse dell’Emilia Romagna e del Veneto, portando all’arrivo a Mantova delle prime quattro suore nel 1987. All’epoca, il monastero non esisteva ancora, quindi le suore abitarono per alcuni anni in una mansarda della Casa del Sole. La struttura definitiva fu inaugurata sei anni dopo, il 21 novembre 1993, e sorge accanto alla Casa del Sole di San Silvestro. Attualmente ospita sette suore residenti, con un’età che varia dai 48 agli 82 anni.
Il Trasferimento delle Sorelle di Faenza a Montepaolo
Le Sorelle del Monastero di Faenza si stanno preparando a trasferirsi a Montepaolo nel prossimo giugno, una località sulle colline tra Castrocaro Terme e Dovadola, in provincia di Forlì-Cesena. Questo luogo è significativo perché fu la prima residenza stabile in Italia di Sant’Antonio. Questo trasferimento ha suscitato un sacco di domande, con reazioni che vanno dalle perplessità al felice stupore, e anche chi fa di tutto per scoraggiare tale scelta, definendola "coraggiosa" o esprimendo preoccupazioni riguardo all'isolamento.

Forme di Dialogo e Accoglienza nei Monasteri
La Foresteria come Spazio di Silenzio e Preghiera
Molti monasteri Clarisse offrono una Foresteria, come quella adiacente al monastero di Bra, aperta tutto l’anno per chi desidera accostare la vita monastica e trovare spazi di silenzio e di preghiera. Tali strutture sono facilmente raggiungibili con mezzi pubblici e accolgono singoli o gruppi per week-end o per uno o più giornate di ritiro. Ogni giorno, anche il Parlatorio si fa spazio per l’ascolto o per colloqui personali con una sorella. La piccola foresteria è aperta anche alle giovani in discernimento vocazionale, per assaporare l'esperienza di qualche giorno di ascolto e di silenzio.
Servizio di Ascolto e Condivisione
Sentendosi pienamente inserite nella vita e dinamicità della Chiesa, come unica presenza contemplativa in Diocesi, le Clarisse accolgono con gioia durante l’anno tanti gruppi, ecclesiali e non, che chiedono di incontrarle per conoscere la loro Forma di Vita. Offrono anche un servizio di ascolto personalizzato per chiunque senta l’esigenza di condividere quanto porta nel cuore.
CARMELITANE SCALZE - Una giornata nel monastero di Piacenza
Il Lavoro Manuale e la Creatività
Per santa Chiara era importante che le sorelle vivessero del lavoro delle proprie mani. La vita delle Clarisse, intessuta di silenzio e preghiera, è colorata da pennellate di lavoro e fraternità. La preghiera e la liturgia sono al centro della loro vita quotidiana, offerta a tanti che cercano uno spazio di incontro col Signore. Le giornate sono scandite dal lavoro semplice e gioioso, alternato da tempi di studio per vivere sempre più in pienezza la vocazione. Ad esempio, le suore confezionano le ostie per tutta la diocesi e non solo, realizzano inoltre lavori artigianali come candele, bigliettini, quaderni, corone per il Santo Rosario, oggetti in legno, gesso e pannolenci, piccoli ricami per l'altare e quanto la loro fantasia riesce a creare. Cantare per Dio mette le ali alla loro creatività, così sono nati due CD: “Benedetto sei Tu, Signore, che mi hai creata” ed “E una storia cominciò, la grazia delle origini”, entrambi a scopo missionario.
La Tecnologia come Ponte con il Mondo
Le Sorelle Povere del Monastero di S. Chiara a Curtatone utilizzano la tecnologia per superare i confini del convento ed entrare nel mondo. Tramite messaggio privato, le suore possono dialogare con chi ha bisogno di un conforto o di una preghiera. Ogni mattina alle 7, a chi lo desidera (previo invio di messaggio al numero 371 4205633) arrivano puntuali sullo smartphone la parola del giorno e un breve commento, uno spunto di riflessione di suor Giovanna, la superiora del monastero. Suor Giovanna, 59 anni, riminese, racconta con entusiasmo che l’idea è stata proposta l’anno scorso dal parroco di San Silvestro, don Cristian Grandelli, e ha riscosso successo, raggiungendo ormai 700 persone. Questo servizio dimostra come la regola del silenzio, che è uno stile di vita ma non è ferrea, non impedisca di avere contatti con le persone. Anzi, è vista come una missione: portare la parola del Signore nel mondo, consapevoli che i cellulari sono lo strumento più adeguato. Le grate nel monastero sono più un simbolo, e il silenzio non è totale, ma regolato da orari prestabiliti. Le suore parlano tra loro e con chi le viene a trovare, non presentandosi come isolate dal mondo, ma volendo che il mondo abbia bisogno di loro.

La Ricerca della Vocazione
La vita dell’uomo è un pellegrinaggio per diventare in pienezza quello che si è in germe fin dalla nascita. La guida è un uomo tra gli uomini, che tuttavia nella familiarità con il Signore ha fatto esperienza delle Sue vie e dei Suoi criteri. Gesù cammina in mezzo a noi come faceva in Galilea, passa per le nostre strade, si ferma e ci guarda negli occhi, senza fretta. La sua chiamata è attraente, è affascinante. È importante cercare quegli spazi di calma e di silenzio che permettano di riflettere, di pregare, di guardare meglio il mondo circostante, e a quel punto, insieme a Gesù, si potrà riconoscere quale è la propria vocazione in questa terra, pur ricevendo molte proposte ben confezionate che, pur presentandosi belle e intense, con il tempo potrebbero lasciare svuotati, stanchi e soli.