L'Altare della Patria è una porzione del Vittoriano, l'imponente complesso monumentale situato nel cuore di Roma. Realizzato in perfetto stile neoclassico, il Vittoriano celebra la grandezza e la maestà di Roma come legittima capitale d’Italia, rappresentando l’unità del Paese e la libertà del suo popolo. È uno dei simboli più rappresentativi dell’identità nazionale italiana, concepito come uno spazio aperto ai cittadini.

La Genesi del Vittoriano: Un Simbolo di Unità
La storia del Vittoriano ha inizio con la necessità di onorare il primo re d’Italia, Vittorio Emanuele II, deceduto a Roma il 9 gennaio 1878. Per erigere il monumento, fu necessario procedere a numerosi espropri e demolizioni nella zona adiacente il Campidoglio, effettuati grazie a un preciso programma stabilito dal Primo Ministro Agostino Depretis.
Concorsi e Progettazione
- Un primo concorso internazionale per la realizzazione del monumento fu bandito nel 1880; il concorso fu vinto dal francese Nenot, ma ad esso non fece seguito l’attuazione del progetto.
- Nel dicembre del 1882, la Gazzetta Ufficiale pubblicò un nuovo bando, questa volta molto più dettagliato, che delineava un monumento da costruire sul Campidoglio, in asse con via del Corso. La seconda gara si chiuse nel 1884, quando fu dichiarato vincitore il progetto di Giuseppe Sacconi, un giovane architetto marchigiano.
Il progetto originario prevedeva l’utilizzo del travertino romano, ma il monumento fu realizzato in marmo botticino, pietra di provenienza bresciana. Dopo la morte di Sacconi, avvenuta nel 1905, i lavori proseguirono sotto la direzione di Gaetano Koch, Manfredo Manfredi e Pio Piacentini. Il complesso monumentale fu inaugurato da Vittorio Emanuele III il 4 giugno 1911, in occasione dell’Esposizione Internazionale per i 50 anni dell'Unità d'Italia. Il monumento, spesso indicato con diversi soprannomi, per esempio "macchina da scrivere", celebra l'unificazione del paese.
Addossato al Colle Capitolino, il Monumento si muove in salita attraverso un'ampia scala, delimitata ai lati dalle fontane del Tirreno e dell'Adriatico, opere rispettivamente di Pietro Canonica e di Emilio Quadrelli, per poi allargarsi davanti all'Altare della Patria.
Il Milite Ignoto: Cuore dell'Altare della Patria
Uno dei momenti fondamentali nella storia del Vittoriano è legato alla figura del Milite Ignoto, un simbolo che ha profondamente modificato il significato del monumento, trasformandolo da luogo di semplice ricordo in una tribuna per un perenne ossequio alla Patria. Il 28 ottobre 1921, nella Basilica di Aquileia, la signora Maria Bergamas, madre di un caduto non ritrovato, scelse una delle undici, identiche bare di legno, in cui erano state poste le spoglie di altrettanti caduti non identificati della Prima Guerra Mondiale.
𝐈𝐥 𝐌𝐢𝐥𝐢𝐭𝐞 𝐈𝐠𝐧𝐨𝐭𝐨 – 𝐝𝐚 𝐀𝐪𝐮𝐢𝐥𝐞𝐢𝐚 𝐚 𝐑𝐨𝐦𝐚 𝟏𝟗𝟐𝟏 – 𝟐𝟎𝟐𝟏
Il feretro, su uno speciale convoglio ferroviario, attraversò l'Italia, da Aquileia via Padova, Ferrara, Bologna, Firenze, accolto ovunque da una grande folla commossa, mentre ali di gente rendevano omaggio al passaggio della salma. Raggiunta Roma, il 4 novembre, anniversario della Vittoria, la bara dell'Eroe della Nazione, portata a spalla da 12 decorati di Medaglia d'Oro al Valor Militare, salì la bianca scala del Vittoriano. Sullo sfondo c'erano le Bandiere di Guerra dei Reggimenti che avevano partecipato al conflitto, le truppe schierate, i reduci, i feriti e una grande folla commossa. La sepoltura del Milite Ignoto al Vittoriano segnò l'inizio del nuovo culto della patria, perfezionato in seguito anche dal fascismo. È infatti un luogo simbolo della memoria dell'ultimo secolo di storia italiana ed è un luogo che nel tempo si è modificato di fronte ai mutamenti della realtà nazionale.
La Parata del 2 Giugno e le Celebrazioni Nazionali
La Festa della Repubblica, celebrata il 2 giugno, è un appuntamento cardine nel calendario delle celebrazioni nazionali italiane, con l'Altare della Patria come fulcro. Uno dei momenti che caratterizzano il 2 giugno, Festa della Repubblica, è la cerimonia all’Altare della Patria. Le celebrazioni si aprono, infatti, con la deposizione della corona d’alloro presso la Tomba del Milite Ignoto, alla presenza del Presidente della Repubblica, del Ministro della Difesa e delle più alte cariche dello Stato.
Origini e Evoluzione della Parata
La prima edizione della rassegna risale al 1948 e fu voluta per attestare che una Nazione e un popolo tornavano a riconoscersi e a stringersi attorno ai simboli della propria identità: il tricolore, l'inno, le istituzioni repubblicane. Nella parata del 2 giugno 1948, l'allora Presidente della Repubblica, Luigi Einaudi, nel ricevere il saluto delle bandiere dei reparti schierati, assumeva simbolicamente il comando delle Forze Armate, così come stabilito dall'articolo 87 della nuova Carta Costituzionale. Scorrendo l’archivio fotografico del Ministero della Difesa, si resta affascinati dalle immagini in bianco e nero delle prime edizioni della parata del 2 giugno, ma anche dalle foto a colori, dal sapore decisamente vintage, di anni ormai lontani, quando sfilavano anche i carrarmati e i missili o gli alpini con gli asini.

In mezzo secolo il nostro Paese è cambiato, si è evoluto, ed è stato attraversato da grandi mutamenti che hanno avuto ripercussioni ed effetti sull’appuntamento del 2 giugno. L'anno successivo al 1948, a causa del terremoto in Friuli, la parata fu sospesa e sostituita da una deposizione di corona al Milite Ignoto. Nel 1977, si optò per la cerimonia in Piazza Venezia, con una Brigata costituita da 43 compagnie in rappresentanza di tutte le Forze ed i Corpi armati e non dello Stato. Motivi di austerity suggerirono la sospensione della manifestazione dal 1978 al 1982. Solo nel 1983 la sfilata fu ripristinata, sull'itinerario Aventino - Porta S. Dal 4 giugno 2001 la parata è nuovamente su via dei Fori Imperiali.
Eventi Correlati e Cerimonie Recenti
Oltre alla tradizionale parata militare, il 2 giugno è arricchito da altri eventi a Roma. Il primo appuntamento in calendario è per domenica 1 giugno, alle 15, nella Piazza del Quirinale, dove si svolge il cambio della guardia a cavallo, in forma solenne, da parte del Reggimento Corazzieri con la Fanfara del Quarto Reggimento Carabinieri a cavallo. Nel pomeriggio il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella riceve, per il Concerto al Quirinale, i Capi Missione accreditati in Italia. Il concerto è eseguito da orchestre di prestigio, con musiche di compositori classici italiani e internazionali. Al termine segue il tradizionale ricevimento serale nei Giardini del Quirinale con le Istituzioni, il Corpo diplomatico e i rappresentanti della società civile, alla cui preparazione partecipano le alunne e gli alunni degli Istituti alberghieri di diverse regioni d’Italia. Nel pomeriggio del 2 giugno, l’apertura al pubblico dei Giardini del Quirinale, dalle ore 15:00 alle 18:30, è riservata alle fasce deboli della popolazione coinvolte tramite invito. Durante l’apertura, si esibiscono nei Giardini la Banda Interforze, la Banda Rappresentativa Regionale ANBIMA APS Lazio, il Coro giovanile regionale dell’Emilia Romagna e il Coro Giovanile Toscano.
Anche in occasione del 17 marzo, «Giornata dell’Unità Nazionale, della Costituzione, dell’Inno e della Bandiera», il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, partecipa alla cerimonia di deposizione di una corona d'alloro all'Altare della Patria. Durante la cerimonia, il Ministero della Difesa autorizza il sorvolo di una formazione ridotta delle Frecce Tricolori. La Presidenza del Consiglio dei Ministri organizza in Piazza Colonna l’esibizione delle Bande musicali delle Forze Armate e delle Forze di Polizia.

I più fortunati possono assistere alla parata dalle tribune allestite in via dei Fori Imperiali. La prenotazione è possibile fino a esaurimento posti sul sito del Ministero della Difesa. Una tribuna è inoltre riservata a persone con disabilità, che possono accedere insieme a un accompagnatore. I minori di età inferiore ai 5 anni dovranno essere accompagnati da un genitore o da un tutore e non necessitano di titolo di accesso, occupando lo stesso posto dell’accompagnatore.
Il Vittoriano: Da Monumento a Complesso Culturale e Turistico
Nella seconda metà del XX secolo, il complesso del Vittoriano ha vissuto un periodo di declino. Il 12 dicembre 1969, un attentato che non fece vittime ne danneggiò pesantemente alcune parti. Il Vittoriano venne chiuso al pubblico e restò in questa condizione per diversi decenni, mentre cresceva il dibattito su come intervenire nel restauro e, più in generale, sul destino del complesso. Per più di venti anni, il Vittoriano rimase una sorta di involucro vuoto, i cui notevoli spazi interni restarono inutilizzati ed aperti al pubblico solo per brevi periodi. La mancanza d’utilizzo portò a un graduale degrado delle strutture interne e al deperimento esterno dei preziosi marmi, con impianti desueti e infiltrazioni d’acqua piovana che causavano gravi problemi.
La riapertura del Vittoriano al pubblico, a partire dagli anni duemila, ha coinciso con un rinnovato interesse per il turismo culturale. Il Vittoriano è ritornato in auge in una veste nuova, come un luogo con più significati e accessibile in vario modo. La riapertura del Museo del Risorgimento, avvenuta nel 2001, è stato il primo passo di un processo di rivalutazione del monumento romano, offrendo una narrazione della storia d’Italia dalla seconda metà del Settecento sino alla fine della Grande Guerra. Sempre a partire dagli stessi anni, il Complesso è diventato sede di importanti esposizioni gestite dalla società privata Comunicare Organizzando.

Recentemente, il Vittoriano è stato identificato come sede per il Museo Nazionale dell’Emigrazione Italiana. La scelta di costituire un museo nazionale in un luogo così importante per la storia italiana è legata a una generale rivalutazione dell’emigrazione come tema costitutivo del senso patriottico. Tra i principali obiettivi del museo vi è la possibilità di approfondire la tematica dell’esperienza migratoria attraverso vari percorsi dalle realtà regionali fino alle terre di arrivo.
Il cambiamento nella fruizione del Vittoriano e nella sua fortuna agli occhi dei romani e dei turisti è testimoniato anche dalle guide turistiche, che ora evidenziano la sua accessibilità. Inaccessibile ai visitatori per anni, il Vittoriano è oggi fruibile dalla cittadinanza. Si possono ammirare le Bandiere delle Forze Armate, in passato spesso tralasciati, e lo spazio espositivo per le mostre temporanee di arte. Dalle sue terrazze si gode una delle migliori viste su Roma, rendendolo un luogo di grande interesse culturale e turistico, rientrato in auge in una veste nuova, come un luogo con più significati e accessibile in vario modo.