Storia dell'Istituto Suore della Carità Santa Giovanna Antida Thouret

L'Istituto delle Suore della Carità è stato fondato dalla religiosa francese Giovanna Antida Thouret (1765-1826) nel 1799 a Besançon, in Francia. L'obiettivo primario della fondazione era l'istruzione della gioventù, la cura dei malati e l'assistenza ai poveri. Dopo una rapida diffusione in Svizzera e nella Savoia, l'istituto giunse in Italia nel 1810.

Ritratto di Santa Giovanna Antida Thouret

Le Origini e la Vita di Santa Giovanna Antida Thouret

Giovanna Antida Thouret nacque il 27 novembre 1765 a Sancey-le-Long, in Francia, in una famiglia dedita al lavoro dei campi e al commercio. Fin da giovane dimostrò una forte vocazione religiosa e un profondo senso di carità, manifestando un'accanita serenità e un amore discreto verso i bisognosi, supportata da una fede profonda e una speranza ardente.

Nonostante l'opposizione paterna e la prospettiva di un matrimonio vantaggioso, Giovanna Antida scelse la via della consacrazione a Dio, entrando a 22 anni tra le Figlie della Carità di San Vincenzo de' Paoli a Parigi nel 1787. Questo primo passo la vide impegnata nell'assistenza ai più bisognosi, anticipando il ruolo che le Congregazioni delle Suore di Carità avrebbero ricoperto in futuro.

Il periodo vissuto da Giovanna Antida fu segnato da eventi tragici, tra cui la Rivoluzione francese, durante la quale i conventi e le case religiose furono chiusi e molti religiosi perseguitati. Giovanna Antida stessa subì violenze, ma continuò a dedicarsi all'assistenza dei sacerdoti nascosti e dei malati, rischiando la propria vita.

Illustrazione della Rivoluzione Francese con suore in fuga

La Fondazione dell'Istituto e le Prime Opere

Dopo un periodo di vagabondaggio e ricerca della volontà divina, Giovanna Antida, incoraggiata dai Vicari di Besançon, intraprese la fondazione di un nuovo istituto. L'11 aprile 1799 segna la posa della prima pietra della sua fondazione, che diventerà nel tempo la Congregazione delle Suore di Carità. L'opera si distinse per l'apertura di scuole, Case di Accoglienza e per l'assistenza, anche notturna, alle persone che vivevano in strada, aiutandole a reintegrarsi dignitosamente nella società.

L'Istituto si occupò anche di luoghi difficili come la prigione di Bellevaux a Besançon, dove la Fondatrice dimostrò il suo talento di educatrice, procurando ai prigionieri non solo cibo, ma organizzando anche lavoro e offrendo loro la possibilità di ritrovare dignità e esprimere la propria fede.

Nel 1802, Giovanna Antida scrisse la Regola di Vita per le sue figlie, che fu approvata nel 1804. La fama della sua opera raggiunse anche Letizia Bonaparte, che diede il nome di "Suore della Carità di Besançon" alla sua famiglia religiosa.

L'Istituto in Italia e a Napoli

Nel 1810, l'istituto giunse in Italia, e Giovanna Antida si trasferì a Napoli per dirigere un grande ospedale. Trovò una città complessa, caratterizzata da profonde disparità sociali. Con la sua consueta dedizione, aprì una scuola, affiancando classi di bambini poveri e ricchi per favorire la conoscenza reciproca. Aprì anche una farmacia nel cuore del monastero di Regina Coeli, rendendo i poveri "a casa loro" per ricevere i medicinali. Le Suore iniziarono a visitare i poveri nelle loro abitazioni, offrendo il loro aiuto senza costringerli a elemosinare.

Nel 1819, Papa Pio VII concesse il riconoscimento pontificio all'Istituto, denominandolo "Figlie della Carità sotto la protezione di San Vincenzo de' Paoli". Questo riconoscimento fu un momento di grande gioia per Giovanna Antida, che si impegnò a servizio della Chiesa universale.

Le Difficoltà e la Rassegnazione

Nonostante i successi, Giovanna Antida dovette affrontare notevoli difficoltà, tra cui la scissione dell'Istituto nei rami italiano e francese, dovuta a incomprensioni e opposizioni da parte di alcuni ecclesiastici. A Besançon, le fu impedito di essere riconosciuta come Madre Generale, nonostante l'approvazione pontificia. Con il cuore spezzato, ma confidando in "Dio solo", suo motto e delle sue Suore, si rassegnò a questa separazione imposta, dedicando gli ultimi anni della sua vita al lavoro apostolico e alla formazione, senza mai ribellarsi ma pregando per le sue figlie.

Giovanna Antida Thouret morì a Napoli il 24 agosto 1826. La sua opera, tuttavia, continuò a fiorire.

La Canonizzazione e la Riunificazione dell'Istituto

La causa di beatificazione di Giovanna Antida Thouret fu introdotta nel 1900. Il riconoscimento dell'eroicità delle sue virtù avvenne nel 1922, la sua proclamazione a Beata nel 1926 e, infine, il 14 gennaio 1934, Papa Pio XI la proclamò Santa.

La storia del processo di unione del ramo francese con quello italiano della Congregazione delle Suore di Carità di Santa Giovanna Antida Thouret fu lunga e complessa. L'unità delle figlie, dopo centotrent'anni, fu finalmente ritrovata nell'estate del 1957, quando le Suore si incontrarono a Sancey, provenienti da tutto il mondo.

Le Suore della Carità godono dell'eredità della loro Madre, che le definiva "Madre in Cristo", "Vi sono Madre per la vita" e "Sono e sarò sempre la vostra tenera Madre". Il loro servizio ai poveri è caratterizzato dalla "Carità cristiana che abbraccia tutti i tempi, tutti i luoghi e tutte le persone senza distinzione di età, di sesso, né di condizione".

Mappa delle fondazioni delle Suore della Carità nel mondo

L'Istituto Oggi

L'Istituto delle Suore della Carità continua la sua missione di istruire la gioventù, curare i malati e assistere i poveri. La sede della Curia generalizia, dopo essere stata a Napoli per cinquant'anni, è stata trasferita a Roma nel 1862. L'Archivio storico dell'Istituto, riccamente documentato, è stato oggetto di un nuovo ordinamento nel 2023.

Il movimento degli Amici Laici (AJA), nato per coinvolgere uomini e donne di ogni età e cultura nel carisma dell'Istituto, rappresenta un'importante realtà che risponde alla necessità di avere basi comuni in tutto il mondo e di richiamare gli appelli evangelici. Composto nel 2008, il movimento ha visto la luce nel 2019 con la pubblicazione de "Il Coraggio della Carità", che raccoglie il patrimonio spirituale dell'Istituto.

L'Istituto si impegna a vivere la vocazione di evangelizzare i poveri, aiutandoli a crescere come esseri umani e come figli di Dio. Il motto "Dio solo!", lasciato in eredità da Santa Giovanna Antida, sottolinea l'importanza della preghiera e della vita spirituale come sorgenti della grazia e della carità.

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