La Pratica degli Esercizi Spirituali e la Formazione Sacerdotale nell'Istituto Gesù Sacerdote

Gli Esercizi Spirituali rappresentano un momento cruciale per il rinnovamento e l'approfondimento della vita spirituale, sia per i laici che, a maggior ragione, per i religiosi e i sacerdoti. Essi offrono uno spazio dedicato al raccoglimento, al silenzio e alla preghiera, finalizzato a un'unione più profonda con Dio attraverso Cristo.

Foto di un ambiente di raccoglimento e preghiera, come una cappella o un chiostro silenzioso.

Cosa sono gli Esercizi Spirituali

Gli Esercizi Spirituali sono un periodo di tempo (che può variare da tre a trenta giorni) interamente dedicato all'esercizio di atti di fede, amore e pietà. Lo scopo primario è quello di ordinare la propria vita e unirsi a Dio per una maggiore santità e per il raggiungimento della beatitudine celeste. A differenza di esercizi militari, ginnici o accademici, gli Esercizi Spirituali si concentrano sulla dimensione interiore dell'essere umano.

L'unione con Dio si stabilisce nel Maestro divino Gesù Cristo, che è Via, Verità e Vita. Esistono diverse tipologie di Esercizi Spirituali: alcuni sono orientati alla conversione, altri al perfezionamento, altri ancora alla discernimento della vocazione, alla vita religiosa o alla vita sacerdotale. La loro funzione generale, tuttavia, è sempre quella di portare a un rinnovamento integrale nella pratica della religione, sia a livello interiore che esteriore, in privato e in pubblico. L'obiettivo è santificare l'uomo nella sua totalità - mente, volontà, sentimento - in base al proprio stato, vocazione o ambiente. Per questo motivo, durante gli esercizi, si meditano dogma, morale e culto.

Struttura e Contenuto degli Esercizi Spirituali

Gli Esercizi Spirituali si possono idealmente dividere in tre parti fondamentali:

  1. Nella prima parte, si risvegliano e approfondiscono i principi basilari della fede, racchiusi nel Credo. Questo permette di "pensare come Gesù Cristo" (dogma).
  2. Nella seconda parte, si meditano i principi fondamentali della retta vita umana, cristiana, religiosa e sacerdotale, ovvero i comandamenti e i consigli evangelici. L'obiettivo è "vivere come Gesù Cristo" (morale).
  3. Nella terza parte, l'anima si innesta in Cristo attraverso la preghiera nel senso più ampio. Come scrive San Paolo, «tu cum olivaster esses insertus es... in bonam olivam», l'anima, come un olivastro innestato su un olivo buono, porta vita e una nuova fruttificazione, che è la carità (culto).

Da questo percorso si otterranno due frutti principali: la purificazione e l'orientamento pieno della vita in Cristo, con la consapevolezza che «mihi vivere Christus est» (Per me vivere è Cristo).

Dettaglio delle Meditazioni e Istruzioni

Per rinnovare ed elevare l'uomo, gli Esercizi si articolano in queste tre parti specifiche:

  • Dogma (Verità): Questa fase mira a eliminare l'errore o l'ignoranza attraverso la meditazione delle verità rivelate.
    • “Credo in Dio Padre onnipotente, Creatore del Cielo e della terra.” Si riflette sulla vita, sulla dipendenza da Dio e sulla ricchezza dei mezzi naturali e soprannaturali.
    • “Ed in Gesù Cristo Suo unico Figliuolo Nostro Signore.” Si considera il Figlio come Maestro esemplare e vittima di riparazione inviato dal Padre.
    • “Il quale fu concepito di Spirito Santo, nacque da Maria Vergine, patì sotto Ponzio Pilato, fu crocifisso, morì e fu sepolto.” Gesù è riconosciuto come unico Maestro, unico Mediatore, unico Sacerdote.
    • “Discese all'inferno, il terzo giorno risuscitò da morte.” Si medita sulla risurrezione di Gesù Cristo, la nostra risurrezione finale e spirituale.
    • “Salì al Cielo, ove siede alla destra di Dio Padre.” La vita è vista come una lotta individuale e sociale per il merito e la corona di giustizia.
    • “Di là ha da venire a giudicare i vivi e i morti.” I vivi sono coloro uniti a Gesù Cristo, i morti coloro staccati; il giudizio è separazione, manifestazione e sentenza.
    • “Credo nello Spirito Santo.” Si considera l'azione dello Spirito Santo nell'anima: virtù infuse, doni, frutti e beatitudini.
    • “La Santa Chiesa Cattolica, la Comunione dei Santi.” La Chiesa, Corpo Mistico di Gesù Cristo, è via, verità e vita, perché regge, insegna e santifica gli uomini.
    • “La remissione dei peccati.” Nella Chiesa si trova la redenzione dall'errore, dal vizio e dal peccato, con le sue condizioni e frutti.
    • “La resurrezione della carne.” La morte è separazione, la risurrezione è riunione dell'anima col corpo, con il premio o il castigo di tutto l'essere umano e gli effetti eterni della vita passeggera, prova di fede, amore e fedeltà.
    • “La vita eterna. Amen.” Il Paradiso è visto come visione, possesso e gaudio in Dio, preparando e ordinandosi al Cielo con fede, grazia e santità.
  • Morale (Via): Questa fase mira a rimuovere le cattive abitudini attraverso la meditazione degli esempi e degli insegnamenti divini. Si approfondisce il vivere in Cristo come cristiani, religiosi, apostoli e sacerdoti.
    • Atti umani e loro responsabilità.
    • La coscienza.
    • I Comandamenti.
    • I doveri sociali (famiglia, Chiesa, società civile).
    • I Consigli Evangelici.
    • Il Papa come maestro di fede, di morale, di preghiera.
    • La volontà di Dio.
    • Le difficoltà: demonio, mondo, carne.
    • Virtù e vizio.
    • Il proprio passato, presente, futuro (programma di vita).
    • L'apostolato o i doveri di stato.
  • Culto (Vita): Questa fase mira a eliminare il peccato e gli attaccamenti umani attraverso l'orazione nel senso più ampio e la meditazione sui mezzi di grazia.
    • La grazia santificante e la grazia attuale.
    • Il Vangelo.
    • L'Eucaristia: Visita, Messa, Comunione.
    • La Liturgia.
    • Devozione a Gesù Maestro.
    • Devozione a Maria Regina Apostolorum.
    • Devozione a San Paolo.
    • Vita progressiva mediante la purificazione e l'ascesa nella conoscenza, l'amore, l'unione con Gesù Cristo.
    • Ascetica e mistica.
    • Il merito.
    • La preghiera in generale.
    • Le pratiche paoline di pietà quotidiane, settimanali, mensili, annuali.

Questi argomenti sono suggeriti come linea guida e possono essere adattati, tolti o aggiunti, considerando che gli Esercizi Spirituali possono durare da tre a trenta giorni. Essi rispondono sostanzialmente alla piena devozione a Gesù Maestro e al maggior profitto degli esercitanti.

Per i religiosi professi, quanto più sono avanzati nella vita religiosa, tanto più si deve porre l'accento sull'esercizio di unione. Per cui, la terza parte, più che essere presentata sotto forma di istruzione o meditazione volitiva, dovrebbe assumere la forma di contemplazione attiva dei misteri a cui si riferiscono, in modo da parteciparvi con la mente, il cuore, la volontà, i sensi esterni e interni. In questo modo l'anima si dispone a ricevere anche la contemplazione infusa, poiché tutti i fedeli, e a maggior ragione le anime consacrate, hanno il diritto di chiedere a Dio il dono mistico della contemplazione infusa.

Cosa non sono gli Esercizi Spirituali

Sarebbe un grave errore ridurre gli Esercizi Spirituali a semplici letture, all'ascolto di prediche o alla recita di alcune preghiere. Al contrario, è fondamentale riflettere pregando, meditare, esaminarsi, lavorare e attivarsi interiormente per approfondire e applicare gli insegnamenti. Ci si deve esercitare in atti di speranza, pentimento, desiderio, riparazione, offerta, sottomissione a Dio, ponendo domande e formulando propositi e preghiere.

Non si tratta di uno studio teorico, né di letture per cultura o svago, né di un silenzio sdegnoso o ozioso. Non è nemmeno un semplice abbandonarsi all'operazione della grazia; piuttosto, si tratta di attivarsi per preparare il terreno al seme divino, cooperare al suo nascere e crescere, e portarlo alla piena maturazione. È essenziale ricordare che siamo cooperatori: «non quod sufficientes simus cogitare aliquid a nobis quasi ex nobis, sed sufficientia nostra ex Deo est» (non che noi siamo sufficienti a pensare qualcosa da noi stessi, ma la nostra sufficienza viene da Dio) e «Deus est enim qui operatur in vobis velle, et perficere pro bona voluntate» (È Dio infatti che opera in voi il volere e l'operare, secondo il suo beneplacito). Perciò, è necessario intrecciare santamente preghiera e azione. Tutte le nostre potenze - mente, cuore, fantasia, memoria, lingua, udito, occhi - devono essere attivate: l'essere intero.

Si possono fare Esercizi Spirituali anche senza prediche o letture, ma mai senza questo proprio lavorio interiore. Il frutto degli esercizi è proporzionato al raccoglimento e all'ordinamento delle nostre forze spirituali e corporali verso il fine degli Esercizi, che ognuno deve determinare sin dall'inizio.

Sant'Ignazio di Loyola, grande Protettore degli Esercizi Spirituali, afferma: «Tanto più si approfitterà quanto più l'esercitante si apparterà dagli amici e conoscenti e da ogni sollecitudine terrena, ritirandosi in luogo ove rimane nascosto quanto più possibile». Queste parole richiamano quelle del Maestro degli Esercizi, Gesù Cristo: «venite in desertum locum et requiescite pusillum» (Venite in un luogo solitario e riposate un poco).

L'importanza della solitudine con Dio è massima: niente visite, niente lettere, niente divagazioni dei sensi o conversazioni con amici, ma solitudine interiore ed esteriore. Il silenzio è l'anima del raccoglimento: «juge silentium cogit coelestia meditari» (Il silenzio costante spinge a meditare le cose celesti). Esso consente di parlare con Dio, di sentire Dio e di ricevere da Dio. Nel pio silenzio, l'anima si ripiega su sé stessa, conoscendosi meglio e elevandosi a Dio, subendo le divine attrattive ed entrando in intime conversazioni con Lui, pregando con Sant'Agostino: «noverim me, noverim Te» (Che io conosca me stesso, che io conosca Te).

Da ciò derivano tre vantaggi principali:

  • La mente si concentra più facilmente sulle verità.
  • L'anima si prepara meglio all'infusione della grazia.
  • La volontà ordina più facilmente tutto al fine degli Esercizi Spirituali.

Un profondo desiderio di questo raccoglimento è espresso nel salmo: «Oh, avessi le ali come una colomba per volarmene via e riposare! Ecco fuggirei lontano, lontano, e mi fermerei nel deserto. Aspetterei (là) colui che può parlarmi».

Illustrazione di una persona in profonda meditazione o preghiera, in un ambiente sereno e isolato.

Disposizioni e Aiuti per gli Esercizi Spirituali

Per trarre il massimo beneficio dagli Esercizi Spirituali, sono necessarie alcune disposizioni preliminari e l'apertura all'aiuto spirituale:

  1. Determinare in generale il frutto che si intende conseguire dagli esercizi.
  2. Scegliere i libri da usare e il confessore o direttore spirituale da consultare. È utile servirsi anche di taccuini o quaderni per appunti, riflessioni personali, propositi e programmi.
  3. Pregare per più giorni con umiltà e fede affinché dagli esercizi si possa ottenere di iniziare una vita nuova.
  4. “Ingredere totus, mane solus, egredere alius” (Entra intero, rimani solo, esci cambiato). Disporre tutto per il raccoglimento interno ed esterno.
  5. Il predicatore, o il direttore spirituale, deve guidare gli esercitanti con indirizzi e avvertenze all'inizio o alla fine delle prediche o meditazioni, coprendo aspetti come il raccoglimento, le difficoltà, le tentazioni, i modi degli esami, i motivi del dolore, la formazione del programma per il futuro, i gradi di orazione, il rafforzamento dei punti deboli, la delicatezza di coscienza, il discernimento degli spiriti, le penitenze ben ordinate, le occasioni di merito o di peccato, i mezzi di perseveranza e la pietà completa. Soprattutto nella terza parte degli Esercizi Spirituali, è essenziale guidare l'anima a ricevere e mettersi sotto l'azione dello Spirito Santo e a cooperare con Lui, secondo la parola di San Paolo: «caritas Dei diffusa est in cordibus nostris per Spiritum Sanctum habitantem in nobis» (L'amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che abita in noi).

Condizioni per Predicatori e Direttori

Affinché il predicatore o il direttore degli Esercizi Spirituali guidi efficacemente un corso, è necessario che tenga in grande considerazione le condizioni psicologiche e spirituali degli esercitanti. Inoltre, sono fondamentali le seguenti qualità:

  1. Santità, preghiera e penitenza personali.
  2. Predicare in Cristo Maestro: con stima dell'uditorio e comprensione dei suoi bisogni.
  3. Ispirarsi alla bontà di Gesù e infondere fiducia.
  4. Prestarsi alle richieste degli esercitanti per le confessioni e la direzione spirituale.

L'Anno di Spiritualità

Parallelamente all'anno scolastico, commerciale o liturgico, esiste anche l'anno spirituale, che si estende tra un corso di Esercizi Spirituali e quello successivo nell'anno seguente. Come un maestro prepara un programma scolastico da svolgere giorno per giorno e mese per mese, così l'esercitante, durante un corso di Esercizi, prepara il lavoro spirituale interiore ed esteriore per un anno intero. Questo lavoro è sempre incastonato o fa parte del programma di vita: la salvezza in Cristo e nella Chiesa, secondo la frase paolina «vivo ego iam non ego vivit vero in me Christus» (Non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me).

In questo consiste la perfezione cristiana, religiosa e sacerdotale: stabilirsi totalmente in Gesù Maestro, che è Via (volontà), Verità (mente) e Vita (sentimento). L'obiettivo è raggiungere la suprema altezza della propria personalità, dove il "io" pensa, ama e vuole in Gesù Cristo; o, più profondamente, Cristo che pensa, ama e vuole nel credente.

Per la pratica, la struttura degli Esercizi e il loro frutto sono ben delineati da Sant'Agostino con le parole: «L'uomo è un viatore; il punto di partenza è il peccato, il termine è Dio, la via che a Lui conduce è Gesù Cristo». L'uomo è intelligenza, volontà e sentimento. Per pensare in Cristo, occorre meditare le verità da Lui predicate; per volere in Cristo, contemplare la sua vita dall'Incarnazione alla glorificazione; per amare in Cristo, fare proprio il suo cuore, eliminando ogni altro amore e stabilendo in sé il duplice amore di Gesù Cristo al Padre e agli uomini.

Icona o dipinto di Gesù Cristo Maestro, con enfasi sulla Verità, Via e Vita.

Esercizi Spirituali nell'Istituto Gesù Sacerdote

L'Istituto Gesù Sacerdote promuove attivamente la formazione spirituale dei suoi membri attraverso i ritiri e i corsi di Esercizi Spirituali. Un esempio recente è il 4° Corso di Esercizi Spirituali, svoltosi dal 14 al 19 novembre 2021 ad Ariccia-RM, presso la Casa Divin Maestro.

Questo corso è stato animato da don Luigi Maria Epicoco. Durante la celebrazione del giovedì vocazionale, diversi sacerdoti hanno professato i Consigli Evangelici nell’Istituto Gesù Sacerdote, segnando tappe importanti del loro percorso spirituale e di consacrazione:

  • Don Sandro Carbonari (Diocesi di Ancona): primo anno di professione.
  • Don Paul Lukanda (Diocesi di Ancona): secondo anno di professione.
  • Don Antonio Salimbeni (Diocesi di Albano Laziale) e Don Salvatore Accardo (Diocesi di Napoli): terzo anno di professione.
  • Don Mario Pasqua, Don Carmine Amore, Don Antonio Balzano (Diocesi di Napoli) e Don Roberto Atzori (Diocesi di Cagliari): hanno professato per un biennio.
  • Don Giuseppe Laghezza (Diocesi di Brindisi): ha professato per sempre.

Questi momenti di professione sono il culmine di un percorso di discernimento e di impegno radicale nella vita consacrata, rafforzato dall'esperienza degli Esercizi Spirituali.

Foto di gruppo di sacerdoti in abito religioso, possibilmente in un momento di gioia o celebrazione, durante un ritiro spirituale.

Orari Tipici degli Esercizi Spirituali

Per garantire un ambiente propizio al raccoglimento e alla meditazione, gli Esercizi Spirituali seguono solitamente un orario strutturato:

Orario di massima per i sacerdoti

Le giornate sono scandite da momenti di preghiera comunitaria, meditazione personale e istruzione:

  • Ore 5:00 Levata
  • Ore 5:30 Meditazione e Riflessi
  • Ore 6:30 Sante Messe
  • Ore 8:00 Colazione
  • Ore 9:00 Messa (Ore Minori) - Istruzione - Riflessi
  • Ore 11:00 Tempo libero
  • Ore 11:30 Visita
  • Ore 12:30 Pranzo - Tempo libero - Riposo
  • Ore 15:30 Levata
  • Ore 16:00 Vespro - Compieta - Istruzione - Riflessi
  • Ore 17:30 Mattutino e Lodi
  • Ore 19:00 Rosario - Meditazione - Miserere - Benedizione
  • Ore 20:00 Cena - Tempo libero
  • Ore 21:00 Orazioni

È importante notare che per la meditazione, così come per l'istruzione, si deve impiegare almeno un'ora tra predica (o lettura) e riflessi.

Quando sono presenti il Superiore Generale o il Superiore Provinciale, si potrebbe, negli ultimi due-tre giorni, al mattino e alla sera, mantenere le consuete meditazioni; invece, alle ore 9:00 e 15:30, tenere conferenze-conversazioni su temi quali la pietà, lo studio, l'apostolato, l'amministrazione, la formazione umana e religiosa, e argomenti di interesse per la Congregazione e la Provincia.

Orario di massima per chierici e discepoli

Anche per chierici e discepoli, la giornata degli Esercizi Spirituali è ben definita:

  • Ore 5:30 Levata
  • Ore 6:00 Meditazione e riflessione
  • Ore 7:00 S. Messa comunitaria (con Messalino)
  • Ore 7:40 Colazione
  • Ore 8:30 S. Messa (Ufficio B.M.V.)
  • Ore 9:00 Istruzioni e riflessi
  • Ore 10:00 - 12:00 Apostolato
  • Ore 12:20 «Angelus»
  • Ore 15:00 Via Crucis
  • Ore 15:30 Istruzione e riflessi
  • Ore 17:00 - 18:00 Visita
  • Ore 18:30 Meditazione e riflessi - Benedizione Eucaristica
  • Ore 19:30 Cena
  • Ore 20:30 Orazioni - Riposo

È necessario che ogni meditazione o istruzione sia seguita da un periodo di riflessi - da farsi possibilmente nello stesso luogo - e che tale periodo raggiunga, con la meditazione stessa, la durata di un'ora. Di conseguenza, sarà utile che ognuno provveda a prendere appunti durante la predica.

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