La Chiesa di tutti i Popoli, nota anche come Basilica dell’Agonia, si trova vicino al Giardino del Getsemani, nella parte occidentale del Monte degli Ulivi. È un santuario che racconta uno dei momenti più intensi della vita di Gesù, la sua Agonia nell'Orto degli Olivi. Alle falde del Monte degli Ulivi sorge una grande basilica che vanta una facciata colorata, visibile dalla periferia della Città Vecchia di Gerusalemme: la Chiesa di tutte le Nazioni.
Il Contesto Storico e Geografico: Il Getsemani
Ci troviamo al Getsemani, il podere in cui Gesù si ritirò per pregare dopo l’ultima cena. Getsemani è un toponomastico - un nome di luogo - che deriva dalla parola aramaica “gath shemanim”, ossia “frantoio”. La forte presenza di ulivi tutt’attorno è attestata fin dal II secolo a.C. Secondo il Vangelo di Giovanni, Giuda stesso sapeva benissimo di poter trovare Gesù in ritiro presso l’orto degli ulivi.
La zona rocciosa del Getsemani è stata utilizzata dai Cristiani fin dall'antichità, diventando un luogo sacro. Per questo motivo, nel corso dei secoli, sono stati costruiti vari templi di preghiera in questo luogo. Tra questi, una basilica bizantina del IV secolo, distrutta da un terremoto nel 746, e una cappella crociata del XII secolo, abbandonata nel 1345, hanno preceduto l'attuale struttura. La chiesa moderna è stata edificata sopra le fondamenta della chiesa bizantina, che fu fatta costruire dall’imperatore Teodosio I nel 385 d.C., ricostruita e dedicata al Salvatore al tempo dei crociati e poi distrutta dal Saladino.
La Basilica delle Nazioni: Nascita e Nome
Il nome originario della chiesa è Chiesa dell'Agonia. Tuttavia, è anche chiamata "Chiesa di tutte le nazioni" o "Chiesa di tutti i popoli" poiché è stata istituita con l'aiuto delle donazioni delle comunità francescane di tutto il mondo. Questa denominazione ricorda il contributo di numerosi paesi alla sua costruzione, avvenuta tra il 1919 e il 1924 ad opera dell’architetto italiano Antonio Barluzzi. I paesi partecipanti sono tutti ricordati con uno stemma sul soffitto della chiesa. Consacrata nel 1924, la Basilica delle Nazioni occupa l’area di fondazione delle chiese precedenti e ruota attorno alla pietra dell’agonia.
Architettura e Simbolismo
Senza dubbio, la parte più appariscente della Chiesa di tutte le Nazioni è la sua facciata. L’impressionante facciata è composta da una serie di colonne corinzie sotto un mosaico del Cristo, interpretato come intermediazione tra uomo e Dio. La facciata del tempio presenta tre archi che poggiano su tre blocchi di colonne decorate da uno splendido mosaico dai colori vivaci.

All’interno, la chiesa armoniosamente fonde elementi architettonici tipici delle basiliche cristiane, come la facciata, con tratti caratteristici degli edifici islamici, come la copertura caratterizzata da numerose piccole cupole.
L’interno della chiesa pone particolare attenzione alla base in pietra naturale, circondata da una corona. Davanti all'altare maggiore, è ben visibile sul pavimento della chiesa la roccia dell'agonia di Gesù, protetta tutt'intorno da un basso recinto in ferro battuto. Questa grande roccia presiede l'altare della basilica ed è circondata da una corona di spine di ferro. Nel pavimento attuale sono state rimesse in luce, protette da cristalli, alcune tracce del ricco mosaico antico. Il mosaico moderno, sopra l'altare nell'abside centrale, rappresenta l'agonia di Gesù nell'orto, mentre quelli delle absidi laterali rappresentano il bacio di Giuda e la scena dell'arresto.

All'interno della Chiesa di tutte le Nazioni si possono osservare dodici volte dipinte di blu e costellate di astri, atte a simulare una bellissima notte stellata. La volta del soffitto, infatti, è decorata con un cielo stellato che si scorge fra rami di palme e olivi, conferendo una semioscurità che avvolge il tabernacolo, rendendo l'atmosfera particolarmente suggestiva. Questa sensazione di passaggio "dalla luce alla penombra e sofferenza" fu vissuta e voluta dall'architetto Barluzzi durante la costruzione, circa cento anni fa. Barluzzi aveva la preoccupazione di esprimere nelle forme e nell'architettura il significato evangelico che questi santuari intendono evocare. Il visitatore che entra dalla luce accecante dell'esterno di Gerusalemme, immerso nel sole della città, si ritrova qui dentro catapultato in una notte, la notte del Getsemani, per rivivere il sentimento che Gesù ha vissuto nell'agonia.

Il Giardino del Getsemani e gli Ulivi Millenari
Un altro dei luoghi da visitare in stretta connessione con la Chiesa di tutte le Nazioni è il Giardino di Getsemani, una superficie di 1200 metri quadrati che custodisce ben otto ulivi che la tradizione vuole risalenti ai tempi di Cristo, sebbene alcuni studi li datino al XII secolo. Le radici di questi ulivi affondano direttamente nella storia e sono indifferenti alle profezie e al traffico. Secondo la tradizione cristiana, è da questa zona che Gesù entrò in trionfo a Gerusalemme la Domenica delle Palme.

Il giardino del Getsèmani 4k
La Spiritualità del Luogo e il Messaggio di Pace
Nella Basilica delle Nazioni, l’angoscia del Cristo diventa quasi tangibile, ricordando le sue parole: “La mia anima è triste fino alla morte, restate qui e vegliate con me... Poi, andato un po' innanzi, si gettò a terra e pregava che, se fosse possibile, passasse da lui quell'ora. E diceva: Abbà, Padre! Tutto è possibile a te, allontana da me questo calice!”.
Custodire questo luogo ha un significato speciale, in quanto la pietra dell’Agonia, secondo la tradizione del Vangelo di San Luca, è una pietra sulla quale Gesù sudò sangue, anticipando in qualche modo il suo sacrificio sulla croce. Tutti i luoghi custoditi dai Francescani in Terra Santa sono legati a un particolare momento della vita di Gesù, a un particolare momento di quel grande mistero che è l'incarnazione del Figlio di Dio per la nostra redenzione e salvezza.
Il Custode di Terra Santa ricorda che questa chiesa è un simbolo molto importante per il nostro tempo. La basilica, costruita dopo la Prima Guerra Mondiale grazie alla collaborazione di molti paesi, si è meritata il soprannome di "Basilica delle Nazioni". Questo messaggio è particolarmente attuale in un'epoca attraversata da troppe guerre, in cui sembra che i popoli abbiano dimenticato il valore del cooperare e del mettersi insieme, tornando invece a esasperare il conflitto e la tensione. Le guerre attualmente in corso, comprese quelle in Terra Santa e in tutto il Medio Oriente, sono di segno opposto. Per questo motivo, la Basilica è considerata un luogo speciale per pregare per la pace e per la riconciliazione.
Una chiesa non è un museo e non può esistere senza preghiera e senza questa presenza. Il santuario del Getsemani, come gli altri luoghi santi, chiama alla preghiera, ma qui, in modo particolare, ricorda Gesù che pregava e insegnava l'obbedienza al Padre. Un aspetto molto particolare di questo santuario è che esso raccoglie anche le altre denominazioni cristiane, non solo i cattolici. Molti protestanti, per esempio, considerano questo luogo molto importante per la preghiera, per il ricordo di Gesù che prega, che insegna a pregare e che guarda alla volontà del Padre. È un santuario che invita ad aprire la Bibbia e ad andare avanti nella fede attraverso la Sacra Scrittura.
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