Le Chiese Protestanti nate dalla Riforma Luterana

Contesto Storico e Cause della Riforma

La Riforma protestante fu una scissione del mondo cristiano avvenuta nel XVI secolo, un vasto movimento di azione rivoluzionaria che partì da Lutero e poi da Calvino. Inizialmente, questi riformatori si proponevano di "riformare" la Chiesa di Roma, non di fondarne di nuove, poiché l'esigenza di una "riforma" era ormai percepita da alcuni secoli in Europa. Era una convinzione diffusa che la Chiesa e le sue strutture, così come la dottrina e la pratica religiosa, dovessero essere riformate, e che il clero andasse moralizzato. A quel tempo, con il termine "riforma" si intendeva un "ritorno all'antica forma", un idealizzato modello di purezza e perfezione del Cristianesimo delle origini, l'età apostolica.

La Chiesa prima della Riforma: Abusi e Tentativi di Riforma

Tra la fine del Medioevo e i primi anni del Cinquecento, l'Europa cristiana era attraversata da un impetuoso vento di riforma. I problemi della Chiesa di Roma non furono certamente l’unico fattore scatenante, ma furono significativi. Nel XV secolo, uno dei segni più evidenti della crisi della Chiesa era rappresentato dagli abusi ecclesiastici, comportamenti inappropriati dei religiosi che sfruttavano il loro potere per perseguire interessi personali. Molte famiglie ambivano a inserire i propri membri nella Chiesa per assicurarsi un futuro prestigioso; un esempio concreto è Giovanni de' Medici, che divenne cardinale a soli 13 anni. I cardinali non erano obbligati a risiedere nel luogo dove dovevano svolgere il loro ministero, il che permetteva loro di accumulare più incarichi e, di conseguenza, maggiori rendite. Inoltre, non erano estranei ai lussi, che ostentavano apertamente.

L'apparato burocratico e finanziario-fiscale della Chiesa era andato crescendo a dismisura, e con esso il numero e la mole dei dicasteri dello Stato, che globalmente danno vita alla Curia romana. I cardinali erano a capo di sfarzose e opulente corti principesche, mentre mali endemici del corpo ecclesiastico si andavano consolidando, minando irrimediabilmente il rapporto di fiducia tra clero e fedeli. Da una parte la separazione tra ufficio e beneficio: succedeva sempre più spesso che chi era investito di un ufficio (di vescovo, di parroco o di abate) godeva di una determinata rendita (il “beneficio”) senza però svolgere le mansioni che tale ufficio prevedeva, come la predicazione, l’amministrazione dei sacramenti, in generale la cura d’anime. I vescovi erano spesso assenteisti, mentre i parroci non erano preparati e conducevano una vita immorale. Dall’altra bisogna considerare il grande sviluppo dei meccanismi giudiziari e fiscali della Curia, conseguenza diretta del decremento di entrate causato dalla politica dei concordati.

Già fin dalla fine del '400, nella chiesa emersero iniziative di riforma per ricondurre il clero ai suoi doveri. Questo movimento fu definito riforma personale, avviata partendo da se stessi. I protagonisti dell’umanesimo cristiano, come Erasmo da Rotterdam, volevano promuovere una riforma della chiesa che si attuasse attraverso l’educazione dei fedeli. Erasmo, figlio di un prete, denunciò il malcostume del clero nella sua opera più importante, l'Elogio della Follia, in cui i teologi apparivano come i più folli per la loro interpretazione arbitraria dei misteri della fede. La dottrina luterana non nacque dal nulla, ma fu il corollario di un atteggiamento che poneva al centro della riflessione teologica un rapporto più diretto del cristiano con Dio, anticipato dal movimento dei Lollardi, seguaci di John Wycliffe, e da Jan Hus, le cui dottrine furono riconosciute come eretiche al Concilio di Costanza (1414-1417).

Mappa dell'Europa cristiana prima della Riforma, con indicazione dei centri di potere ecclesiastico

Le 95 Tesi di Martin Lutero e la Condanna delle Indulgenze

La Riforma protestante ebbe inizio il 31 ottobre 1517, quando Martin Lutero, un monaco agostiniano e docente di teologia all’università di Wittenberg, rese pubbliche le sue celebri 95 tesi (secondo la tradizione, affisse sul portone della Cattedrale di Wittenberg). Con esse, esprimeva dure critiche al papato e, in particolare, al malcostume diffuso nella Chiesa e alla vendita delle indulgenze. L’indulgenza è la diminuzione della pena da subire in Purgatorio in proporzione ai peccati commessi. Nel 1517 era in corso un grande commercio di indulgenze per finanziare la costruzione della Basilica di San Pietro, e i sacerdoti non si facevano scrupoli di usare spregiudicati slogan propagandistici per aumentare le vendite. Più in generale, la Chiesa del tempo era in molti casi inefficiente, anche perché spesso vescovi e sacerdoti sceglievano la carriera ecclesiastica per interesse personale e non per convinzione spirituale. Lutero, con le sue tesi, intendeva protestare contro questo malcostume e guadagnò il sostegno di alcuni settori della popolazione tedesca.

Rappresentazione di Martin Lutero che affigge le 95 tesi sul portone della chiesa di Wittenberg

La Dottrina Luterana e i Principi Fondamentali del Protestantesimo

Principi Teologici Centrali

Dopo il 1517, Lutero elaborò una più specifica dottrina teologica, diversa almeno in parte da quella cattolica, che divenne la base del protestantesimo. I principi fondamentali, su cui si fonda tutto il loro credo, si possono riassumere nella triplice formula latina:

  • Sola Scriptura: La Sacra Scrittura è l’unica norma della fede. Il testo sacro deve essere letto e interpretato dal fedele senza tramite esterno. Nessuno ha il diritto di proclamarsi esclusivo interprete del sacro testo.
  • Sola Gratia / Sola Fide: La giustificazione, cioè la salvezza, è data per grazia, mediante la sola fede e non in virtù delle opere. L’uomo, portato al male, si salva solo se Dio gli dona la fede. Questo, però, non significava che la vita terrena non avesse importanza, perché, se si aveva successo, si poteva dimostrare di essere predestinati.
  • Solus Christus: Cristo è l'unico mediatore tra Dio e l’uomo, l’unico salvatore. Questo esclude l’intercessione di Maria e dei santi.

Lutero introdusse il principio della predestinazione, sostenendo che la salvezza dell’anima era decisa da Dio e non dipendeva dalle opere. Inoltre, abolì il sacerdozio, ritenendo che non fosse necessario un intermediario tra l’uomo e Dio e che bastassero solo dei pastori capaci di fungere da guida religiosa delle comunità (sacerdozio universale dei credenti). Da questo derivava anche il principio del libero esame: ciascun fedele doveva leggere di persona i testi sacri, e non lasciare spiegarseli dai preti. Ciò metteva in discussione il primato del papa sulla Chiesa, che Lutero considerava di diritto umano e non divino, e all'epoca totalmente corrotto.

Infografica che illustra i principi

I Sacramenti

Le Chiese Luterane e Riformate concordano per quanto riguarda la questione dei sacramenti, riconoscendo solamente l’Eucarestia e il Battesimo, in quanto considerati gli unici sacramenti istituiti direttamente da Gesù e non dal movimento ecclesiastico sorto solo in un secondo momento.

La liturgia si basa sui principi della riforma elvetica e del protestantesimo luterano. La differenza fondamentale riguarda l’eucarestia:

  • Nella liturgia luterana, nel pane e nel vino il Cristo è realmente presente, ma pane e vino non si trasformano in corpo e sangue di Cristo (teoria della consustanziazione, a differenza della transustanziazione cattolica).
  • Nella liturgia riformata, il pane e il vino restano un simbolo, in cui il Cristo non è presente, né gli elementi si trasformano.
Il nucleo del servizio divino è costituito dall'eucaristia e dalla predicazione della parola di Dio. La confessione e l'assoluzione dei peccati sono richieste per la comunione, ma non l'enumerazione di tutti i peccati. I luterani formulano un Rito Penitenziale durante la celebrazione eucaristica, e la confessione privata è incentivata come pratica volontaria, specialmente prima della prima comunione.

La Reazione della Chiesa di Roma e la Scomunica

La Chiesa, dal canto suo, non poteva accettare le critiche di Lutero. Nel 1520, il papa Leone X minacciò il monaco di scomunica se non avesse ritrattato le sue convinzioni con la bolla Exsurge Domine. Lutero bruciò pubblicamente a Wittenberg la bolla papale, rendendo il conflitto insanabile. Leone X procedette perciò alla scomunica. Di fatto, la Riforma sottraeva chi l’accettava all’autorità del papa e della Chiesa di Roma.

Secondo le leggi del tempo, dopo la scomunica, Lutero avrebbe dovuto essere arrestato dall’autorità politica. Convocato da Carlo V, Lutero giunse a Worms il 16 aprile 1521. Quando gli venne chiesto se era disposto a ritrattare, chiese un giorno per riflettere. Lutero si rifiutò di ritrattare le sue dottrine, che furono duramente contestate. L'imperatore Carlo V concesse a Lutero di allontanarsi, ma decise di agire contro di lui. Lutero venne tratto in salvo per ordine del principe elettore di Sassonia, Federico il Savio, che lo ospitò nel suo castello.

Diffusione della Riforma in Germania ed Europa

La Riforma in Germania: Principi, Rivolte e la Pace di Augusta

La predicazione di Lutero ebbe successo in alcune regioni della Germania. La Riforma era apprezzata in diversi settori della società tedesca, perché sottraeva la Chiesa e la popolazione all’influenza di Roma. Le idee luterane ebbero un successo inaspettato, interpretate in modo decisamente nazionalistico e antiromano, e talvolta democratico e sovversivo dell'ordine sociale. Lo stesso Federico il Savio aveva tutto l’interesse a limitare le intromissioni dell’imperatore e le invadenze del fiscalismo pontificio.

Scoppiò perciò una ribellione di cavalieri sostenitori di Lutero, che cercarono di impadronirsi dei principati ecclesiastici (fenomeno della secolarizzazione). L’imperatore Carlo V non accettava la Riforma, ma non poté intervenire energicamente contro chi la sosteneva, anche perché era impegnato in combattimenti su altri fronti. Dopo la rivolta dei cavalieri, ebbe inizio la guerra dei contadini, che interpretavano in maniera radicale la Riforma, pensando che mettesse in discussione l’ordine costituito. Thomas Müntzer, un pastore della Turingia, rifiutò la teoria dei due regni, predicando l’avvento in terra del regno di Cristo e interpretando il pensiero luterano nel modo più democratico. Egli sosteneva che il popolo degli illetterati (illuminati e scelti da Dio) fosse il vero e unico interprete della Scrittura e che bisognasse agire per trasformare completamente l’ordine sociale, dando potere ai contadini e ai braccianti e combattendo l’arroganza dei ricchi feudatari. Tra il 1524 e il 1525, una vera e propria rivolta si scatenò in ampie zone della Sassonia, della Turingia, della Renania, della Svevia e del Tirolo. Ma Lutero sconfessò in maniera inappellabile il movimento, componendo uno scritto dal titolo Contro le bande brigantesche e assassine dei contadini, invitando le autorità a soffocare nel sangue la rivolta. Con la battaglia di Frankenhausen (maggio 1525), l’esercito dei principi sbaragliò le armate dei contadini.

Tra gli aristocratici, invece, la Riforma aveva sempre più successo. Nel 1529, alla Dieta di Spira, una riunione di esponenti della nobiltà, Carlo V accettò che gli Stati dove si era affermata la Riforma la conservassero, ma vietò le conversioni di altri territori e ribadì l'editto di scomunica di Lutero. Questo provocò la “protesta” dei principi luterani, da cui deriva il termine protestante. L’anno successivo i principi formarono un’alleanza, la Lega di Smalcalda, allo scopo di difendersi da eventuali interventi dell’imperatore. Dopo varie vicissitudini, nel 1555 i principi e l’impero sottoscrissero la Pace di Augusta, che sancì il principio del Cuius Regio, Eius Religio ("di chi è il territorio, sua è la religione"): in sostanza, in ogni Stato si professava una sola religione. Il luteranesimo venne riconosciuto come religione "istituzionalizzata" nel Sacro Romano Impero. Ai sudditi dell'Impero era riconosciuto il diritto di praticare la religione cattolica o quella della Confessio Augustana, conformemente a quella professata dal principe cui erano sottoposti, oppure era riconosciuto il diritto di emigrazione.

Mappa che mostra la diffusione della Riforma protestante in Germania e le aree influenzate dalla Pace di Augusta

Il Protestantesimo oltre i Confini Tedeschi

Grazie ad altri teologi e predicatori, la Riforma si diffuse - con alcune varianti - in diversi Paesi europei, sia seguendo il modello luterano, sia con altre correnti. In Svizzera si affermarono le dottrine di Ulrich Zwingli a Zurigo e, soprattutto, quella di Giovanni Calvino a Ginevra. Zwingli, che condivideva la polemica per la Chiesa romana, la giustificazione per la sola fede e la predestinazione, non accettava la dottrina eucaristica e riteneva l’eucarestia un semplice ricordo dell’ultima cena; mise fra i suoi principi cardini quello del patriottismo. Sul piano politico, la riforma acquisì l’adesione di Berna. Il calvinismo propose una interpretazione molto rigida del principio di predestinazione, sostenendo che il ben operare (inteso come agire virtuoso) si manifestasse nel lavoro, perciò il successo economico sarebbe stato il segno più tangibile della predestinazione. Il calvinismo si diffuse anche in Scozia, in alcune regioni della Francia (dove i seguaci furono chiamati Ugonotti) e in altri territori.

In Inghilterra, invece, nel 1534 ebbe luogo lo Scisma Anglicano, con il quale il sovrano Enrico VIII decise di non riconoscere l’autorità di Roma e di accettare alcuni principi della Riforma. Enrico VIII inizialmente promosse una riforma della chiesa ispirata alle concezioni dell’Umanesimo cristiano, componendo uno scritto polemico contro Lutero e ottenendo da Leone X il titolo di defensor fidei, ma successivamente, per ragioni dinastiche e politiche, ruppe con Roma.

Mappa della diffusione delle diverse confessioni protestanti in Europa

Conseguenze della Riforma: La Perdita dell'Unità Religiosa

L’Europa, in sostanza, perse l’unità religiosa. La Riforma si affermò nei Paesi del Nord, in parti della Germania e della Francia, in Svizzera, in Gran Bretagna. Circa un terzo della popolazione europea apparteneva alle confessioni riformate e non riconosceva più l’autorità della Chiesa di Roma. La Riforma, pertanto, fu la più grave scissione del mondo cristiano dopo lo Scisma d’Oriente del 1054, dal quale era nato il cristianesimo ortodosso. Il papato rispose con la "Controriforma" (o riforma cattolica), cercando di eliminare il malcostume che affliggeva la Chiesa e modificando la liturgia. Dalla Riforma derivarono guerre di religione tra Paesi protestanti e cattolici, che continuarono per oltre un secolo e terminarono solo con la fine della Guerra dei trent'anni nel 1648.

Le Chiese Luterane nel Dettaglio: Teologia e Diffusione

Il luteranesimo è la teologia delle chiese evangelico-luterane, esposta in diversi scritti sistematici o confessioni di fede. La Chiesa luterana si fonda nella fede, dottrina e culto sull’Evangelo di Gesù Cristo, come è testimoniato nella Sacra Scrittura, Antico e Nuovo Testamento, e nelle confessioni di fede della Chiesa antica e sulla Confessione Augustana del 1530.

La Confessio Augustana e il Liber Concordiae

Il primo testo (e di maggior impatto politico-religioso) fu quello redatto nel 1530 dal teologo e amico di Lutero Filippo Melantone, la Confessio Augustana, una esposizione moderata e priva di polemica delle dottrine riformate indirizzata a Carlo V in cui si rivendicava la continuità delle dottrine riformate con la Chiesa antica e la coerenza con le Sacre Scritture. Questa confessione, insieme ad altri scritti, venne presentata durante la Dieta di Augusta, nel 1530, e divenne la base teologica e dogmatica delle chiese luterane.

Dopo la morte di Lutero si ebbero numerose dispute all'interno dello stesso luteranesimo. I principi, dignitari e teologi fedeli alle originali confessioni e dottrine luterane, hanno raggruppato e pubblicato nel 1580 i loro vari documenti confessionali sotto il titolo Liber Concordiae, in cui esponevano la loro dottrina e condannavano le dottrine divergenti. I luterani che sottoscrivevano il Libro di Concordia "perché è completamente fedele alle dottrine delle Sacre Scritture" (sottoscrizione "quia") solitamente si identificano oggi come "luterani confessionali". Altri sviluppi alternativi al luteranesimo rigido furono rappresentati dal pietismo (XVII secolo) e dal protestantesimo liberale (XIX secolo).

Organizzazione e Pratiche Luterane

Il ministero ecclesiastico riveste grande importanza, in quanto ad esso è affidato il compito di predicare la parola di Dio e di amministrare i sacramenti, nettamente distinto dall'autorità civile. Ogni credente, per il luteranesimo, è sacerdote per se stesso (principio del sacerdozio universale dei credenti) e può accedere direttamente alla scrittura. Le comunità luterane sono guidate da pastori e vescovi (uomini o, in alcuni gruppi liberali, donne a partire dal XX secolo), eletti dalla comunità, aventi il compito di istruire i fedeli, predicare e celebrare i sacramenti, e cioè battesimo ed eucaristia, da Lutero chiamata "Sacramento dell'altare".

Sulla messa (il termine "messa" è attualmente mantenuto solo nel luteranesimo scandinavo) la Confessio Augustana afferma: "falsamente le nostre chiese sono accusate di avere abolito la messa; poiché la messa è mantenuta fra noi e celebrata con la più grande reverenza. Quasi tutte le cerimonie tradizionali (del Rito romano) sono preservate, tranne che le parti cantate in latino sono intervallate da inni in tedesco, che sono stati aggiunti per educare il popolo". In realtà l'uso del latino, testimoniato fino al XVIII secolo, scomparve nel XIX secolo. Vengono inoltre abolite le messe private e la comunione è data sotto le due specie.

Diffusione e Strutture Attuali

Le Chiese Luterane si diffusero inizialmente in Germania e nei Paesi Scandinavi, dove il luteranesimo ebbe un carattere più tradizionalista, favorito dalle monarchie, mantenendo molte delle strutture ecclesiastiche cattoliche, in particolare l'episcopato. Si diffuse in Danimarca (1536), in Svezia (1527-1540), in Norvegia (1537), in Islanda (1540-1552), Finlandia e in Estonia (1686). Ora sono presenti in tutto il mondo, con varie decine di milioni di fedeli, anche in Lettonia, Stati Uniti d'America ed Etiopia. Molti luterani si sono riuniti dal 1947 nella Federazione Luterana Mondiale. Altri, per divergenze a livello dottrinale, hanno scelto di riunirsi in altre associazioni, come il Concilio Luterano Internazionale e la Conferenza Evangelica Luterana Confessionale.

In Italia, le comunità luterane sono riunite nella CELI (Chiesa Evangelica Luterana in Italia), con qualche migliaio di membri e comunità principalmente in lingua tedesca e struttura presbiteriana. La CELI è una chiesa aperta dal punto di vista ecumenico e, assieme a Valdesi, Metodisti, Battisti ed Esercito della Salvezza, è membro fondatore della Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia (FCEI). Essa cura i contatti internazionali ed è membro della Federazione Luterana Mondiale, della Conferenza delle Chiese Europee e della Comunione delle Chiese Evangeliche in Europa (Comunione di Leuenberg). In Germania esiste la Chiesa evangelica e la Chiesa evangelico-luterana indipendente (episcopale). Negli Stati Uniti d'America, ci sono molteplici gruppi di chiese luterane, tra cui la Chiesa evangelica luterana in America (episcopale), la Lutheran Church-Missouri Synod (presbiteriana), American Association of Lutheran Churches (presbiteriana), Wisconsin Evangelical Lutheran Synod (presbiteriana). In Etiopia c'è la Chiesa evangelica etiope Mekane Yesus (presbiteriana).

Mappa globale della diffusione delle Chiese Luterane

Le Chiese Riformate (Calviniste)

Dal movimento iniziale della Riforma di Martin Lutero e di Giovanni Calvino si svilupparono due principali correnti: sulla linea di Lutero si formarono le Chiese dette “luterane”, sulla linea di Calvino quelle dette “riformate”, anche conosciute come “calviniste”. Le Chiese Riformate, partendo dalla Svizzera e dalla Francia, si estesero in Olanda, Scozia e America del Nord, e ora sono anch’esse diffuse in tutto il mondo, contando varie decine di milioni di fedeli.

Giovanni Calvino, nato in Francia, nel 1537 scrisse un catechismo cui allegò una professione di fede che tutti i cittadini di Ginevra erano tenuti a seguire sotto giuramento, pena l’esilio. Calvino sostenne che il ben operare (inteso come agire virtuoso) si manifestasse nel lavoro, perciò il successo economico sarebbe stato il segno più tangibile della predestinazione. A partire dal 1534, nonostante le politiche di persecuzioni, gli ugonotti si dimostrarono pronti alla difesa della fede come aveva insegnato Calvino.

Ritratto di Giovanni Calvino

Un Esempio Contemporaneo: La Comunità di Milano (CCPM)

Fondazione e Sviluppo

Già all’inizio dell’Ottocento ci furono privatamente incontri per celebrare culti evangelici a Milano. Il 10 ottobre 1850 ebbe luogo finalmente - sotto lo stretto controllo governativo ed in presenza della polizia - la riunione di fondazione della Comunità con l’elezione del primo presidente della Comunità davanti ad alcune centinaia di fedeli. Il suo motto era: Ubi spiritus, ibi libertas (Dove regna lo spirito, governa la libertà). La fondazione della Comunità fu resa possibile grazie all’opera dell’agiata famiglia Mylius, di origine tedesca, che disponeva di buoni contatti presso la corte di Vienna. Il ricco banchiere protestante Heinrich Mylius, amico di Manzoni come di Goethe, aveva acquistato fama di mecenate e filantropo. Il primo pastore proveniva da Chur (Coira, Svizzera) e predicava in tre lingue: italiano, tedesco e francese. La Comunità di Milano edificò la sua chiesa nell’anno 1864 in stile gotico-lombardo.

Foto della Chiesa Evangelica Luterana di Milano (CCPM)

Identità e Principi

Come già alla fondazione della CCPM (nome ufficiale della Comunità), la base della Comunità è costituita soprattutto da imprenditori, commercianti e professionisti. Sono uomini e donne di cultura tedesca e svizzera che hanno trovato a Milano il centro della loro vita, spesso in matrimoni misti per nazione e per confessione. A questo si aggiungono sempre più Italiani, per cui la comunità può considerarsi oggi bilingue (tedesco/italiano) ed europea. Dalla fine della seconda guerra mondiale la CCPM è distinta in un gruppo maggioritario luterano e un gruppo minoritario riformato, rappresentati però in un unico Consiglio Presbiterale.

La nostra Chiesa è una chiesa evangelica: “evangelico” deriva dalla parola greca “euangelion” con il significato di “buon messaggio, buona notizia”. La denominazione di un gruppo di cristiani come “evangelico” nasce al tempo della Riforma in Europa centrale. La nostra Chiesa è una chiesa protestante: condividiamo con le altre chiese nate dalla Riforma le basi confessionali (sola scriptura, sola gratia, sola fide, solus Christus) e ciò che ci differenzia dalla Chiesa Cattolica (papato, comprensione della chiesa e del ministero, venerazione di Maria e dei santi, dottrina dei sacramenti). La CCPM viene guidata dal Consiglio Presbiterale, i cui componenti vengono eletti, come anche i pastori, dall’Assemblea di Chiesa. La nostra Chiesa fa parte della Chiesa Evangelica Luterana in Italia (CELI) e della Federazione delle Chiese Evangeliche in Svizzera.

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