La Cattedrale di Santa Maria Assunta ad Acqui Terme, un maestoso edificio romanico, rappresenta uno dei punti di riferimento storici e artistici più significativi della città. La sua costruzione fu avviata dal vescovo Primo a partire dall'XI secolo e venne consacrata l'11 novembre 1067 dal vescovo Guido, oggi venerato come santo patrono della città e della diocesi. L'edificio fu realizzato da maestranze lombarde, con una pianta a croce latina e un transetto aggettante. Del periodo romanico sono ancora visibili le absidi e l'importante cripta, che occupa l'area del transetto e del coro.
Architettura Esterna: Dal Romanico al Neoclassico
La facciata della Cattedrale è stata arricchita nel tempo. Un portale maggiore scolpito, opera di Giovanni Antonio Pilacorte (1481), raffigura diversi personaggi, tra cui la Vergine Assunta, alcuni padri della Chiesa, angeli e figure tratte dal mondo animale e vegetale. Sugli stipiti sono scolpiti il primo vescovo di Acqui, Maggiorino, e il vescovo Guido, che consacrò la cattedrale.

La facciata è preceduta da un pronao neoclassico a colonne binate di pietra arenaria, costruito all'inizio del XVII secolo. Esso si apre sulla piazza con tre archi a tutto sesto a serliana, sorretti da colonne marmoree tuscaniche. Nella parte posteriore della chiesa, si ammirano le cinque absidi romaniche, di cui le tre centrali appartengono alla chiesa originaria, caratterizzate da monofore con decorazione ad archetti. La medesima decorazione orna le pareti esterne delle navate e del transetto. Il campanile, in facciata, venne completato nel 1479 e presenta una base notevole ottagonale appoggiata sull’abside sud.
L'Interno Barocco e le Sue Ricchezze Artistiche
L'interno della Cattedrale, pur mantenendo la pianta a croce latina, si presenta in stile barocco. L'aula è suddivisa in tre navate (le due laterali, gemelle, più basse e più strette rispetto a quella centrale) coperte con volte a crociera. Queste volte hanno sostituito l'originaria copertura a capriate lignee e sono riccamente decorate con stucchi dorati ed affreschi, tra cui spicca quello della volta centrale, opera di Pietro Maria Ivaldi (1863).

All'interno si trovano anche altre opere di rilievo. Sulla cantoria lignea in controfacciata è collocato l'organo a canne di Camillo Guglielmo Bianchi, opus 48, costruito nel 1874 e più volte restaurato ed ampliato. Lo strumento, a trasmissione integralmente meccanica, ha due tastiere di 61 note ciascuna con prima ottava cromatica estesa e una pedaliera dritta di 27 note; dispone di 59 registri.
Il pulpito, realizzato dalla ditta genovese Monteverde tra il 1845 e il 1847, è sorretto da un'elegante colonna a scanalature ed è rivestito da pregevoli bassorilievi, riutilizzando lastre marmoree rinascimentali provenienti dalle antiche cappelle della Cattedrale. Nella navata, presso l’uscita laterale della chiesa, si segnalano un'acquasantiera con protomi (piccole teste umane), commissionata dal vescovo Bonifacio Sigismondi verso il 1440, e una grande lapide marmorea del 1655.
Le Cappelle Laterali
Lungo le due navate minori si aprono diverse cappelle laterali, ciascuna con le proprie peculiarità artistiche:
- La prima cappella a destra, edificata di recente su progetto di Alessandro Thea (1933), presenta sull'altare un Crocifisso in avorio ricavato da un'unica zanna di elefante, opera dello scultore genovese Angelo Righetti (1932). La figura del Cristo morente risulta così un po' curvilinea.
- La seconda cappella a destra (1786-1825) ospita una pala d'altare (1825) raffigurante San Carlo Borromeo.
- Dopo l'ingresso al chiostro, si trova la Cappella del Santissimo Sacramento, con altare e balaustra databili al 1783-86, arricchita da decorazioni pittoriche e una pala (1880).
- A sinistra, la prima cappella è il battistero (1786), opera di Robilant, chiuso da una elaborata cancellata in ferro battuto poggiante su una balaustra marmorea. Al centro della cappella, il fonte battesimale (1764) di Angelo Maria Ganna è sovrastato da un baldacchino in marmi policromi sorretto da quattro colonne. In alto, una statua raffigura il Battesimo di Cristo.

La Cappella della Madonna del Rosario: Un Capolavoro Rococò
Dall'absidiola destra si accede alla Cappella rococò della Madonna del Rosario, un vero e proprio gioiello artistico della Cattedrale. Questa cappella è interamente affrescata da Giovanni Monevi (1668).
L'altare della cappella è circondato da medaglioni attribuiti allo stesso pittore Giovanni Monevi (1662), che incorniciano la statua lignea della Madonna, opera dello scultore Garzoni (1679). L'altare maggiore della cappella stessa fu costituito nel 1865 utilizzando marmi quattrocenteschi provenienti da varie altre cappelle.

La Cripta e la Sala del Capitolo
Al disotto del presbiterio rialzato si trova la cripta, risalente all'XI secolo. Essa è divisa in navatelle da 98 colonne in marmo. Al centro, si erge un altare con un tabernacolo moderno, mentre sui lati si trovano altri quattro altari dedicati a Cristo Morto, Sant'Antonio, San Giuseppe e dei Vescovi.
Attraverso la sacrestia dei Cappellani, si giunge alla Sala del Capitolo, un ambiente di notevole interesse artistico. Qui si possono ammirare gli stalli intarsiati di Silvestro de Silvestri (1734), il trittico dell'Annunciazione o della Madonna di Montserrat del pittore catalano Bartolomé Bermejo (fine XV secolo), l'Annunciazione di Valerio Castello (1645) e una tavola con San Guido e i quattro Dottori della Chiesa, di scuola lombarda (1496).