Palazzo Madama: storia, arte e le celebrazioni della Natività

Storia e trasformazione di Palazzo Madama

Palazzo Madama, liberato dalla Corte di Cassazione e dagli usi di rappresentanza del Comune di Torino, ritrova l’aspetto settecentesco di residenza sabauda nel corso degli anni Venti del Novecento. I lavori di restauro riportano gli ambienti allo stato descritto dall’inventario dei mobili del 1724, redatto alla morte di Maria Giovanna Battista di Savoia Nemours.

Nel 1930 si decide di trasferire qui le collezioni di arte antica del Museo Civico, spostandole dalla vecchia e ormai troppo piccola sede di via Gaudenzio Ferrari e chiamando alla direzione Vittorio Viale. Il nuovo ordinamento delle raccolte, conclusosi nel 1934, risulta scandito dai piani del Palazzo, che determinano l’andamento cronologico dell’allestimento e restituiscono uno spaccato diacronico della produzione artistica del territorio, dal Gotico al tardo Barocco.

Particolare cura è riservata alla ricostruzione di sale stilisticamente coerenti; l’obiettivo è infatti “la formazione [...] nel Museo di una serie di ambienti, che rendano ad evidenza al pubblico la storia degli stili dal '400 all’'800”. “I più preziosi mobili e quadri del '600 e '700” e la collezione di maioliche e porcellane “splendidamente ambientate” si collocano al piano nobile dove, tra Seicento e Settecento, si trovavano gli appartamenti delle madame reali. Con la nuova destinazione d'uso Palazzo Madama si lega definitivamente alle raccolte che ospita, diventando così il “Museo parlante per le raccolte-tesoro della città”.

Veduta storica dell'architettura di Palazzo Madama a Torino

L'arte della Natività: la mostra "#Presepio"

Palazzo Madama e la Pinacoteca Albertina di Torino celebrano il periodo natalizio con la mostra «#Presepio. L’immagine della Natività dal Medioevo all’arte contemporanea», a cura di Guido Curto ed Enrico Pagella. L'esposizione attraversa oltre quattro secoli di storia dell’arte e allinea oltre un centinaio di artisti, unendo in un unico progetto arte antica e contemporanea.

  • Opere antiche: dalla «Natività notturna» di Defendente Ferrari, vero caposcuola della pittura piemontese del Rinascimento, alla luminosa «Adorazione dei pastori» dell'olandese Matthias Stomer.
  • Arte contemporanea: opere di oltre 50 artisti, tra cui il presepe luminoso in neon e metacrilato di Laura Ambrosi.

Il percorso espositivo si sviluppa ai piani terreno e nobile di Palazzo Madama, proseguendo nelle sale della Pinacoteca e in alcuni spazi dell’Accademia Albertina. Tra le opere contemporanee di spicco si segnala nel Salone d’onore il grande «Presepe degli artisti» realizzato nel 1976 da Nino Aimone, Francesco Casorati, Riccardo Cordero, Giacomo Soffiantino e Francesco Tabusso.

Allestimento della mostra dedicata alla Natività tra arte sacra e contemporanea

Tradizioni natalizie: il presepe napoletano

Nel Salone Garibaldi di Palazzo Madama domina anche quest'anno il presepe di stile napoletano settecentesco, realizzato dal maestro Alfonso Pepe di Pagani. L'opera presenta un'ambientazione cinquecentesca e ripropone un borgo in rovina, simbolo del paganesimo prima dell'avvento del cristianesimo. Un particolare significativo di questa rappresentazione è la presenza di una statuina di san Francesco, l'inventore della tradizione a Greccio.

Eventi speciali: "Vita da regina" e "Affetti personali"

Oltre alle esposizioni d'arte, Palazzo Madama propone il percorso guidato «Vita da regina», un viaggio sceneggiato che vede protagonista Maria Giovanna Battista di Savoia-Nemours, la Madama Regina. I visitatori vengono accompagnati lungo lo scalone juvarriano e nelle sale storiche, tra cui la Sala Guidobono e la Torre dei tesori.

Il museo dedica spazio anche alla moda con la mostra «Affetti personali. Storie di donne e di moda», che espone oltre un centinaio di oggetti, tra abiti e accessori, ricevuti in dono dalla cittadinanza. Il percorso traccia la storia dell’abbigliamento dal 1920 al 1990, narrando storie intime attraverso le testimonianze di chi ha vissuto e lavorato nel mondo delle sartorie torinesi.

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