La Quaresima, un periodo di circa 40 giorni che precede la Pasqua, è un tempo di rinnovamento spirituale e penitenza nella Chiesa cattolica, ispirato ai valori del Vangelo e volto ad allontanare dall'egoismo per avvicinarsi al cammino di Cristo. Durante questo periodo, i fedeli sono chiamati a vivere un itinerario spirituale attraverso la preghiera, l'elemosina e, in particolare, il digiuno e l'astinenza, come ricordato anche da San Giovanni Paolo II. Queste pratiche sono strumenti concreti per discernere le priorità della vita, rafforzare l'anima e aprirsi agli altri e a Dio, preparandosi a celebrare la Pasqua.
Il Significato del Digiuno e dell'Astinenza
Che cos'è il digiuno nella Chiesa Cattolica?
Nella Chiesa cattolica, il digiuno è una pratica di autodisciplina con finalità penitenziale che, nel contesto della Quaresima, si riferisce alla riduzione dell’assunzione di cibo e alla limitazione del numero di pasti. La costituzione apostolica “Paenitemini”, pubblicata nel 1966 sotto il pontificato di San Paolo VI, spiega che la legge del digiuno obbliga a fare un unico pasto durante la giornata, ma non proibisce di prendere un po' di cibo al mattino e alla sera, attenendosi, per la quantità e la qualità, alle consuetudini locali approvate.
L’autocontrollo esercitato in questo periodo è un modo di rafforzare l’anima, seguendo l’esempio di Gesù nel deserto, per riempirsi di Lui e per vincere le tentazioni. Il digiuno è un atteggiamento di sobrietà, di rinuncia e di sacrificio al Signore, un segno di disponibilità a Dio e di solidarietà con i poveri.

Che cos'è l'astinenza dalle carni?
L'astinenza, in questo contesto, si riferisce all'astensione dal consumo di carne. Ogni venerdì dell’anno è considerato un giorno di particolare penitenza in preparazione alla Pasqua della settimana, ovvero la domenica. Il precetto dell’astinenza dalle carni vale per tutti i venerdì dell’anno, salvo quelli coincidenti con una solennità. Tuttavia, il Codice di Diritto Canonico prevede che le Conferenze Episcopali possano sostituire il precetto penitenziale dell’astinenza dalle carni con un’altra indicazione. Ad esempio, la Conferenza Episcopale Italiana (CEI) ha stabilito che i fedeli possono sostituire l'astinenza dalla carne con altre opere di carattere penitenziale, pur mantenendo l'obbligo di osservarla in tutti e singoli i venerdì di Quaresima, a meno che non coincidano con un giorno annoverato tra le solennità.
Perché durante la Quaresima non si mangia la carne (e invece il pesce sì)?
Nei giorni di magro, la regola è quella del “carnem-levare”, eliminare la carne, espressione dalla quale deriva il termine Carnevale, il periodo degli eccessi. L'usanza comune di mangiare il pesce deriva dal fatto che la carne, specie quella rossa, è da sempre considerata un cibo opulento, poco consono per un momento di riflessione come quello quaresimale. San Tommaso d’Aquino, nella sua Summa Theologiae, scriveva che la carne rossa procura più piacere, e la sua eliminazione sarebbe una dimostrazione di maggior sacrificio. Anche le carni bianche, come quelle di pollo, sono escluse dai cibi ammessi perché provengono da animali a sangue caldo, a differenza dei pesci.
Regole e Linee Guida Specifiche
Quali sono le regole del digiuno e dell'astinenza in Quaresima?
Il Mercoledì delle Ceneri e il Venerdì Santo sono i due giorni di digiuno e astinenza prescritti dalla Chiesa a tutti gli adulti. In questi giorni, i cattolici possono consumare solo un pasto completo e due pasti più piccoli che, combinati, non corrispondono a un pasto normale. Inoltre, non possono mangiare carne.
Negli altri venerdì di Quaresima, i cattolici devono astenersi dal mangiare carne, anche se possono consumare tre pasti completi. Il digiuno quaresimale consiste nel consumare il pranzo, eventualmente accompagnato da due piccoli spuntini, uno a colazione e uno a cena. Durante la giornata si possono però assumere bevande come acqua, tè e tisane.
A che età si inizia a digiunare e astenersi?
- Le persone di età compresa tra i 18 e i 59 anni, in buone condizioni di salute, sono tenute a digiunare il Mercoledì delle Ceneri e il Venerdì Santo.
- Chi ha 14 anni o più deve astenersi dalla carne nei venerdì di Quaresima.
- Per i bambini piccoli che non digiunano, il Diritto Canonico prevede che i genitori debbano comunque comunicare il significato della penitenza.
Chi è esonerato dal digiuno durante la Quaresima?
Sono esenti i bambini, gli adulti con malattie fisiche e mentali, le donne incinte e quelle che allattano. La USCCB (Conferenza dei Vescovi Cattolici degli Stati Uniti) sottolinea che “dovrebbe prevalere il buon senso” e che nessuno dovrebbe mettere a rischio la propria salute per digiunare.
Quando finisce il digiuno?
La Quaresima termina il Giovedì Santo, ma il digiuno quaresimale e gli impegni personali di solito continuano fino a Pasqua. Il documento papale "Paschalis Solemnitatis" lo raccomanda affinché "con cuore sollevato e accogliente siamo pronti a celebrare le gioie della domenica di risurrezione".
Si può mangiare carne il Venerdì Santo?
Anche se il Venerdì Santo fa parte del Triduo Pasquale, che segna la fine della Quaresima, è un giorno di astinenza ed è meglio astenersi dalla carne, come negli altri venerdì di Quaresima.
Le domeniche contano per il digiuno?
Le domeniche di Quaresima non sono "giorni prescritti di digiuno e astinenza". Alcuni mantengono il loro sacrificio in modo continuativo, ma in definitiva, si tratta di una decisione personale.
Le fritture di pesce vanno bene?
Dato che servono pesce anziché carne, le fritture di pesce organizzate dalle chiese locali sono un’ottima opzione per i venerdì di Quaresima. Un pasto modesto in parrocchia è probabilmente un’opzione migliore di un sontuoso banchetto di pesce in un ristorante di lusso, in linea con lo spirito di penitenza.
L'astinenza si applica al sesso?
No, l'astinenza si riferisce al cibo. Alcuni registri parrocchiali del Medioevo mostrano una diminuzione delle nascite nove mesi dopo la Quaresima e un aumento nove mesi dopo la Pasqua, suggerendo un possibile precedente storico per questa pratica.
Cosa si può bere il Mercoledì delle Ceneri?
Durante la Quaresima si applicano le normali regole del digiuno prima di ricevere la Comunione (astensione dal cibo un’ora prima della Messa). A parte questo, non ci sono regole specifiche sui liquidi, quindi caffè, tè e soda vanno bene. Un frullato che costituisce un pasto probabilmente conterà come cibo.
Quali sono le regole del digiuno dall’alcol?
La Chiesa non pone limiti specifici all’alcol. La discrezione personale è la cosa migliore.
Il Significato Profondo della Quaresima
Un tempo di rinnovamento spirituale
La Quaresima è un cammino, un itinerario, un nuovo esodo che ci conduce verso la Pasqua. È un itinerario spirituale che vuole condurre ogni uomo di buona volontà alla vittoria sulle insidie dell’antico tentatore e al dominio sulle seduzioni del peccato. L’uomo è chiamato, con l’aiuto di Dio, a questa vittoria, lottando con le armi del digiuno e della penitenza per giungere a un profondo rinnovamento nello spirito, a una più autentica riconciliazione con Dio suo Creatore.
Digiuno, elemosina, preghiera: i segni della Quaresima
Il digiuno, l’elemosina e la preghiera sono le pratiche fondamentali della Quaresima. Il digiuno significa l’astinenza dal cibo, ma comprende altre forme di privazione per una vita più sobria. Il digiuno è legato all’elemosina; come insegnava San Leone Magno, nessuna opera si può associare più utilmente all’elemosina. Così il digiuno è reso santo dalle virtù che l’accompagnano, soprattutto dalla carità e da ogni gesto di generosità che dona ai poveri e ai bisognosi il frutto di una privazione.
Qual è il significato della QUARESIMA? 🕊️
La Quaresima è anche un tempo privilegiato per la preghiera. Sant’Agostino dice che il digiuno e l’elemosina sono «le due ali della preghiera» che le permettono di prendere più facilmente il suo slancio e di giungere sino a Dio. San Giovanni Crisostomo esorta: «Abbellisci la tua casa di modestia e umiltà con la pratica della preghiera. Così prepari per il Signore una degna dimora, così lo accogli in splendida reggia».
Liturgia e Simboli Quaresimali
I segni liturgici
Come nell’Avvento, anche in Quaresima la liturgia propone alcuni segni che nella loro semplicità aiutano a comprendere meglio il significato di questo tempo. I paramenti liturgici del sacerdote mutano e diventano viola, colore che sollecita a un sincero cammino di conversione. Durante le celebrazioni, inoltre, non troviamo più i fiori ad ornare l’altare, non recitiamo il “Gloria” e non cantiamo l’“Alleluia”.
Le letture delle Messe domenicali
Ogni domenica di Quaresima ha un tema specifico:
- La prima domenica è chiamata Domenica della tentazione, presentando le tentazioni di Gesù nel deserto (Mt 4,1-11). In questa Domenica la Chiesa celebra l’elezione di coloro che sono ammessi ai Sacramenti pasquali.
- La seconda domenica è detta di Abramo e della Trasfigurazione (Mt 17,1-9).
- La terza domenica ci fa incontrare la Samaritana (Gv 4,5-42), dove Gesù ha un’acqua di vita che estingue ogni sete. La Chiesa in questa Domenica celebra il primo scrutinio dei catecumeni e durante la settimana consegna loro il Simbolo: la Professione della fede, il Credo.
- La quarta domenica riflette sull’esperienza del «cieco nato» (Gv 9,1-41) per esortare a liberarsi dalle tenebre del male e a ricevere la luce di Cristo.
- La quinta domenica presenta la risurrezione di Lazzaro (Gv 11,1-45) e ai catecumeni è consegnata l’orazione del Signore: il Padre nostro.
Il Mercoledì delle Ceneri
Il Mercoledì delle Ceneri è giorno di digiuno e astinenza dalle carni. Durante la celebrazione, il sacerdote sparge della cenere benedetta sul capo o sulla fronte, ricavata bruciando i rami d’ulivo benedetti nella Domenica delle Palme dell’anno precedente. La cenere imposta sul capo è un segno che ricorda la nostra condizione di creature ed esorta alla penitenza.
Nel ricevere le ceneri, l’invito alla conversione è espresso con una duplice formula: «Convertitevi e credete al Vangelo» oppure «Ricordati che sei polvere e in polvere ritornerai». Il primo richiamo è alla conversione che significa cambiare direzione nel cammino della vita. La seconda formula rimanda agli inizi della storia umana, evocando la fragilità, anzi la morte, ma anche il fatto che l’uomo è una polvere preziosa agli occhi del Signore perché Dio lo ha creato destinandolo all’immortalità.
Iniziative Pratiche e Alimentazione Quaresimale
Alimentazione e restrizioni
Tendenzialmente, i cristiani praticanti seguono un'alimentazione leggera, a base soprattutto di cibi semplici e poco elaborati, con anche momenti di astinenza e di digiuno. In linea di massima, si possono mangiare pasti frugali, con cibi come verdure, legumi, cereali, frutta, uova, latticini e pesce povero. La carne e i cibi più pregiati, invece, vanno mangiati con moderazione e non il venerdì.
Fino all'inizio del XX secolo, le regole ecclesiastiche richiedevano espressamente di privarsi anche di uova e latticini, ma ora sono meno restrittive. Tuttavia, alcuni cristiani seguono ancora diete molto rigide, come diete solo liquide, o diventano vegani per 40 giorni, rinunciando sia alla carne che ai latticini, come i cristiani ortodossi.
È importante consumare un pasto completo, che apporti tutti i principali gruppi nutrizionali, ossia carboidrati, proteine e grassi, più una quota di vitamine e sali minerali. Attenzione, però, a non esagerare e consumare un pasto troppo calorico, altrimenti viene meno il principio della restrizione calorica.
Esempi di piatti quaresimali
Anche se i cibi sono a base di verdure, pesce e ingredienti poveri, esistono molte ricette interessanti. La polenta e aringa del trevigiano è nata per essere mangiata durante la Quaresima, così come il cappon magro ligure. Il baccalà, pesce povero e saporitissimo, si fa in tanti modi diversi: alla vicentina, alla cappuccina (in Friuli), al sugo o fritto a Napoli. A Napoli si fa anche la frittata di scammaro, con un sughetto pomodoro e olive per gli spaghetti. Pellegrino Artusi consigliava per la Quaresima di condire gli spaghetti con noci, zucchero, spezie e pangrattato.
Sono nati anche dei dolci appositamente per la Quaresima, come i Quaresimali, che non sono così privativi, mostrando come anche in Quaresima sia possibile concedersi qualche "peccato" gastronomico, pur nel rispetto dello spirito di penitenza.
Iniziative per bambini e famiglie
In molte comunità, si promuovono iniziative per coinvolgere bambini e famiglie nel cammino quaresimale. Un esempio è la proposta di vivere il Mercoledì delle Ceneri e il Venerdì Santo consumando solo un "pugno di riso". Questo gesto aiuta il corpo a partecipare al cammino quaresimale e fa riscoprire al cuore la fame della Parola di Dio, ricordando che per tante persone nel mondo un pugno di riso è l’unico pasto di un’intera giornata. A ogni bambino viene consegnato un sacchettino per il riso e un cartoncino da decorare con il testo che invita alla riflessione.
Iniziative come la raccolta alimentare possono aiutare gli adulti a mettersi in gioco in un’attività di servizio e a conoscere altre famiglie già inserite nella comunità parrocchiale, unendo la penitenza alla carità operosa.
