"Questa sentenza rappresenta un nuovo punto di partenza e soprattutto mi ridà la speranza". È quanto dichiara la 38enne Maria Vittoria Masdea, psicologa e psicoterapeuta, assolta nel processo di primo grado sui presunti affidi illeciti di bambini a Bibbiano.

L'Assoluzione nel Processo "Angeli e Demoni" di Bibbiano
L'operato di Maria Vittoria Masdea, all'epoca dei fatti educatrice della Creativ srl, società che gestiva in appalto il servizio educativo esternalizzato dai servizi sociali della Val d’Enza, è stato posto sotto esame nell'ambito dell'inchiesta "Angeli e Demoni". Per lei il pubblico ministero Valentina Salvi aveva chiesto 4 anni per due accuse di falso in atto pubblico, mosse in concorso con la collega Katia Guidetti, a propria volta assolta. Masdea è stata difesa dall’avvocato Jenny Loforese.
A seguito della sentenza di primo grado, Masdea, così come altri undici imputati, è stata assolta dalle accuse. La stessa Maria Vittoria Masdea ha commentato il verdetto affermando: "Questi sei anni sono stati lunghi e difficili: alternarsi tra udienze, lavoro e vita privata cercando di mantenere una buona sanità mentale è stato faticoso. Mi auguro che quanto successo abbia insegnato qualcosa a tutti noi: a dare sempre il beneficio del dubbio, ad avere rispetto delle vite altrui e a non credere sempre che i propri pensieri corrispondano al vero".
La dottoressa Masdea ha rivolto un "grazie" alla collega Guidetti, all’avvocato Loforese - "non solo per l’ottimo lavoro, ma per la vicinanza soprattutto durante la mia gravidanza" - e alle tre giudici, che "non si sono fermate alla superficie, cosa che tanti altri hanno fatto".
La Difesa Legale e le Controbattute alle Accuse
L’avvocato Jenny Loforese ha rimarcato come, a causa delle relazioni incriminate, Maria Vittoria Masdea sia "rimasta per anni impantanata nel processo. Ora finalmente le è stata restituita la dovuta dignità: i fatti non sussistono". Loforese ha inoltre espresso una riflessione più ampia sul ruolo della difesa: "Le difese hanno svolto un ruolo essenziale nel fare emergere la realtà dei fatti nel rispetto del principio del contraddittorio. Confido che quello di Bibbiano resti un caso isolato affinché magistratura e avvocatura continuino a interagire nel pieno rispetto delle garanzie previste dal legislatore per consentire il buon andamento della giustizia: è la base perché la cittadinanza possa riacquistare fiducia nella macchina giudiziaria".
In sede di arringa, l'avvocato Loforese aveva contestato il teorema accusatorio dell’isolamento di una minorenne (K.), leggendo in aula passaggi delle relazioni incriminate dove si attestava che "la bambina arrivò molto sorridente all’incontro" e "da sottolineare come normalmente affermi sempre di aver voglia di incontrare i genitori". Rispetto alla posizione di Masdea, Loforese ha respinto le accuse di falso e di partecipazione a un disegno criminale, sottolineando l’assenza di una reale contestazione dell’associazione a delinquere. La legale ha chiarito che la sua assistita "preferirebbe un’assoluzione piena perché i fatti non sussistono, come accertato all’esito del dibattimento".
L’avvocato Loforese ha criticato duramente l’approccio degli inquirenti, in particolare per gli interrogatori e per il clima pesante che ha caratterizzato la fase delle indagini. Ha evidenziato come sia stato smentito che gli educatori temessero figure come Francesco Monopoli o Federica Anghinolfi e come gli inquirenti si siano "accaniti su Masdea senza neanche accertare che ad un incontro descritto in relazione Masdea nemmeno c’era", e che non sia stata esaminata la documentazione fornita per la difesa. Riferendosi alla testimonianza dell’assistente sociale Muraca, la difesa ha messo in evidenza le contraddizioni, affermando che Muraca non aveva mai lavorato con Masdea o sul caso di K. Loforese ha infine sottolineato il peso umano e professionale della vicenda: "Maria Vittoria ha vissuto i primi sei anni di vita di suo figlio con il pensiero del processo penale, del disciplinare, delle richieste risarcitorie milionarie, della gogna mediatica. Ogni pensiero che fai è reale e, anche se non è vero, lo diventa. Ma mi sembra che questo pensiero valga non solo per gli imputati quanto per gli stessi inquirenti, che hanno letto in senso univoco ed equivoco quanto scritto nelle relazioni".
Il Contesto dell'Appello e la Conferma delle Assoluzioni Chiave
L'inchiesta "Angeli e Demoni", scaturita dai presunti affidi illeciti di minori nella Val d’Enza, ha portato a processo 14 persone con rito ordinario. Dopo la sentenza di primo grado che ha assolto 11 dei 14 imputati, la Procura ha deciso di ricorrere in Appello, presentando un provvedimento di 2447 pagine con quasi 5000 allegati. La richiesta alla Corte di Appello è di ribaltare la sentenza di primo grado e l'impianto accusatorio, che era stato sostanzialmente demolito.
Nel contesto di questo ricorso, i 107 capi d’imputazione del primo grado sono stati ridotti a 39. È importante notare che tale riduzione ha incluso le definitive assoluzioni di Maria Vittoria Masdea, Katia Guidetti, Valentina Ucchino e Marietta Veltri. Questo indica che la Procura non ha chiesto la condanna per queste figure nell'ambito del ricorso in Appello per i capi d'accusa ridotti. La Procura ha invece sollecitato la condanna per altri imputati, tra cui la dirigente dei servizi sociali Federica Anghinolfi e altri assistenti sociali e psicoterapeuti.
Le critiche della PM Valentina Salvi all'operato dei giudici del primo grado sono state dure, accusandoli di "ricerca ossessiva di ragioni assolutorie" e "ricostruzioni fantasiose". Nonostante ciò, per Maria Vittoria Masdea e le altre co-imputate indicate, le assoluzioni sono state confermate nel processo di riduzione dei capi d'accusa per il grado di Appello.
La sentenza di primo grado su Bibbiano: intervista a Daniela Ruffino
Profilo Professionale di Maria Vittoria Masdea
Oltre alla sua vicenda giudiziaria, Maria Vittoria Masdea vanta un solido percorso accademico e professionale nel campo della psicologia e della psicoterapia. Si è laureata in Psicologia Clinica e della Salute nel 2012 e si è specializzata in Psicoterapia con il massimo dei voti con lode nel 2018. Ha conseguito la certificazione nella terapia EMDR (primo livello) per il trattamento del trauma nel 2016 e ha frequentato il training internazionale in Schema Therapy nel 2018, tecnica utile per il trattamento dei disturbi di personalità.
La dottoressa Masdea si occupa di adolescenti, adulti e coppie. Attualmente riceve su appuntamento a Parma e offre consulenze anche online, lavorando esclusivamente con pazienti privati. Un paziente che ha partecipato a un corso di Training Autogeno organizzato dalla dottoressa nel suo studio, ha descritto Maria Vittoria Masdea come "una persona molto cordiale, professionale e che mette a proprio agio", trovando il corso "molto utile per migliorare alcuni aspetti della mia vita".
