Il Caso dell'Immobiliare Legata a Matteo Santi: Informazioni e Dettagli sulle Pratiche

Quella che si sta delineando non è un caso isolato, ma l’applicazione, quasi seriale, di uno schema nel settore immobiliare.

Infografica: schema delle pratiche immobiliari contestate

L'Immobiliare al Centro delle Contestazioni

Al centro di questa vicenda c’è un’immobiliare, nata nel 2020. La società ha come legale rappresentante un settantatreenne, Claudio Briani, mentre il socio unico è un suo parente, Matteo Santi. Quest'ultimo, tre mesi fa, è fallito sia come imprenditore che come persona fisica, pur essendo un agente immobiliare con ufficio a Vago.

Dettagli dello Schema Operativo

L’immobiliare in questione acquisiva terreni, a volte anche solo tramite compromessi, per poi ottenere i primi permessi edilizi e iniziare a vendere le abitazioni «sulla carta». Questa pratica si basava sulla firma di contratti preliminari che spesso non venivano fatti trascrivere dal notaio e non erano garantiti da fideiussioni, ma prevedevano l'incasso di caparre. Di conseguenza, questi impegni ora possono essere fatti valere solo con una forza limitata.

In alcuni casi, i lavori andavano avanti, portando alla richiesta di ulteriori acconti agli acquirenti. Nel frattempo, per gli aspiranti compratori, il tempo trascorreva inutilmente. Alcuni, resisi conto della situazione problematica, hanno chiesto la restituzione della caparra, ma senza successo.

Le Ripercussioni Legali e la Procedura Fallimentare

Questo quadro dettagliato ha iniziato a emergere in seguito alla prima udienza della procedura fallimentare dell’immobiliare, svoltasi il 25 marzo in tribunale a Verona. Durante tale udienza, si è scoperto che una quindicina di persone, seppur con situazioni diverse, si sono insinuate nel fallimento con l'intento di recuperare i soldi versati per case mai abitate.

Mappa delle località coinvolte (Verona, San Martino Buon Albergo, Legnago)

I Casi Specifici Rilevati

Il Residence Europa

Prima del passaggio giudiziario, l'unica questione nota era quella relativa al Residence Europa, una struttura di pregio composta da sei unità. Per quattro di queste, altrettante famiglie avevano stipulato i preliminari d’acquisto già cinque anni fa, ma tali contratti non sono mai stati registrati né garantiti. In alcuni di questi casi, gli acquirenti hanno persino pagato stati di avanzamento dei lavori, sborsando sino a 150mila euro.

Mambrotta di San Martino Buon Albergo

Almeno in altri quattro casi si sono verificate situazioni analoghe. La prima riguarda Mambrotta di San Martino Buon Albergo, dove sono state coinvolte tre villette a schiera mai completate. I «promittenti acquirenti» hanno richiesto la restituzione del doppio della caparra, esercitando il recesso, ma non hanno ottenuto indietro nulla.

Altri Interventi Incompiuti

Vi sono poi altre tre famiglie che avevano sottoscritto preliminari per abitazioni che avrebbero dovuto sorgere vicino al Residence Europa, in un’area dove sono stati eseguiti solo scavi. Inoltre, un’altra famiglia è rimasta senza casa in un intervento previsto a Legnago.

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