Il termine "concezione" (
dal latino conceptio -onis, derivato di concipĕre «concepire», participio passato conceptus) si riferisce all'atto del concepire o dell'essere concepito in senso proprio. In particolare, la Concezione di Maria, conosciuta come l'Immacolata Concezione, è, nella dottrina cattolica, un dogma. Tale dogma, definito da Pio IX nel 1854, attribuisce a Maria, madre di Gesù, il privilegio di essere stata immune dal peccato originale fin dall'istante del suo concepimento. L'8 dicembre, la Chiesa celebra la concezione di Maria con la festa dell'Immacolata Concezione.
L'Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria è la dottrina della Chiesa cattolica secondo la quale la Vergine Maria è stata preservata immune dal peccato originale fin dal primo istante del suo concepimento.
La Definizione Dogmatica
Il dogma dell’Immacolata Concezione fu proclamato da Pio IX l’8 dicembre 1854 con la bolla Ineffabilis Deus. Con questa costituzione, pronunciata da Pio IX, la dottrina dell'Immacolata Concezione venne dichiarata come rivelata da Dio, apponendo il sigillo della Chiesa a un'affermazione di fede consolidata.

Il Pontefice, durante il suo esilio a Gaeta (1849-1851), dovuto alla Rivoluzione mazziniana, aveva fatto voto in una cappella dedicata all’Immacolata che, qualora avesse ricevuto la grazia del ritorno a Roma e del ripristino dell'ordine cristiano in Europa, si sarebbe impegnato nella proclamazione del grande dogma mariano.
Nella definizione del privilegio, è accentuata l'importanza del momento della concezione di Maria. Maria non fu liberata dal peccato originale nel corso della gestazione, ma fu preservata immune, cioè non contrasse affatto colpa, perché fin dal primo istante del suo concepimento fu ripiena di grazia. Si tratta di quella grazia santificante la cui privazione costituisce l'essenza del peccato originale in tutti gli altri discendenti di Eva. La teologia classica deduceva che Gesù, quale nuovo Adamo, è esente dalla legge della trasmissione del peccato originale perché concepito verginalmente. Il peccato originante dei progenitori, infatti, diventa peccato originato, trasmesso a tutti i discendenti per generazione naturale.
Gli antichi teologi distinguevano due momenti della concezione: la concezione attiva e passiva, iniziale e consumata. L'istante cui si riferisce la definizione del privilegio di Maria è il termine della generazione, la concezione passiva: il momento in cui l'anima si unisce al corpo, determinando l'esistenza della persona umana.
Distinzione dalla Concezione Verginale
È fondamentale non confondere il privilegio della concezione immacolata con quello della concezione verginale. Quest'ultimo riguarda l'atto iniziale per cui Maria Vergine divenne madre del Divin Verbo, ossia il concepimento di Gesù nel seno di Maria per opera dello Spirito Santo. Il primo, invece, si riferisce al concepimento di Maria stessa nel seno di sua madre, Sant'Anna.
Fondamenti Teologici e Biblici
Il dogma della Concezione Immacolata è implicito nella Sacra Scrittura e nella tradizione cristiana. Sebbene dal II secolo la tradizione cristiana abbia considerato Maria santa in modo speciale e priva di peccato, il dogma che insegna la sua immunità dal peccato originale non è espresso in modo diretto e chiaro nella Scrittura, ma trova il suo fondamento in un ragionamento teologico: era opportuno che la Madre di Dio fosse priva del peccato originale per accogliere il Figlio di Dio incarnato.
La Sacra Scrittura
I principali testi scritturali cui si riferisce la bolla Ineffabilis Deus e su cui insistono i teologi sono due:
- Il passo del Genesi, III, 15, conosciuto come il Protovangelo, in cui Dio, maledicendo il serpente seduttore, annuncia che "essa" (secondo la volgata latina, la donna) gli schiaccerà il capo.
- Il passo di Luca, I, 28, dove l'angelo Gabriele annuncia alla Vergine l'Incarnazione, salutandola con l'appellativo "Piena di Grazia".
L'interpretazione mariologica di tali testi ha visto sviluppi nel tempo, influenzati da differenze grammaticali tra ebraico, greco e latino. Nella Vulgata di San Girolamo, il pronome dimostrativo sembra riferirsi a una donna (Maria), mentre nella LXX (Septuaginta) il pronome, neutro, venne interpretato in chiave cristologica. Nonostante queste sfumature interpretative, la dottrina ha acquisito significato pieno alla luce della Tradizione della Chiesa.
La Tradizione Cristiana
Negli scritti dei Padri, sia greci sia latini, non si riscontra un'affermazione esplicita del privilegio di Maria in termini perfettamente equivalenti a quelli della definizione dogmatica. Tuttavia, la tradizione cristiana relativa alla Concezione Immacolata è confermata dalla festa solenne celebrata in suo onore presso le cristianità dell'Oriente, dove sembra risalire al V secolo. In Occidente, questa celebrazione compare per la prima volta in alcuni monasteri d'Inghilterra e di Normandia, da dove si propagò più o meno rapidamente in tutta Europa. Nella Chiesa ortodossa greca, essa ha minore importanza e continua a essere designata con il nome di "Concezione di Sant'Anna", madre di Maria.
Sviluppo Storico e Dibattiti Teologici

Le esplicite controversie sull'Immacolata Concezione iniziarono quando i canonici della cattedrale di Lione introdussero nel proprio coro la festa della Concezione Immacolata (1140). Contro questo fatto, San Bernardo protestò, osservando che la santificazione suppone la concezione e che pertanto le è posteriore. Gli fu risposto con un opuscolo attribuito a Ugo di San Vittore, in cui si sosteneva che Maria era stata riservata da Dio prima della caduta di Adamo.
San Bernardo fu seguito da altri teologi contrari all'Immacolata Concezione, tra cui San Pier Damiani, Pier Lombardo, Alessandro d'Ales, San Bonaventura e Alberto Magno. Tra i difensori del privilegio, si schierarono Raimondo Lullo, Duns Scoto, John Baconthorpe, Gersone e Nicolò Cusano. Quanto a San Tommaso d'Aquino, è certo che i maestri domenicani del XIV secolo si ritennero autorizzati a combattere il privilegio in omaggio alla sua dottrina. L'opposizione si spiega, in ogni caso, con il fatto che nel XIII secolo non appariva fissato chiaramente l'oggetto della disputa.
La strada verso l'affermazione dell'Immacolata Concezione della Vergine, quale effetto dell'azione salvifica di Cristo, fu spianata da alcuni teologi. Il primo ad affermare senza equivoci che Maria è esente da ogni peccato originale è Pascasio Radberto (†865). Tuttavia, il primo teologo dell'Immacolata è considerato Eadmero (†1134), discepolo di Sant'Anselmo di Canterbury. Eadmero parla di "redenzione anticipata", sebbene non ancora di "redenzione preservativa". Quest'ultimo concetto fu elaborato in forma completa dal francescano Giovanni Duns Scoto (†1308), il quale sosteneva che l'Immacolata Concezione non è un'eccezione alla redenzione di Cristo, ma un caso di perfetta e più efficace azione salvifica dell'unico mediatore: Maria fu preservata dal peccato da Cristo, rappresentando il caso più perfetto di salvezza operata da Lui.
Il Ruolo della Fede Popolare e del Magistero
La fede popolare nell'Immacolata Concezione della Vergine precede la riflessione teologica e il Magistero, che giunge a un pronunciamento ufficiale solo nel 1854. Nel corso dei secoli, questa fede popolare si confermò a favore dell'Immacolata Concezione, nonostante l'opposizione di una parte della teologia. Già nel XVII secolo, Melchior Cano, un oppositore dell'Immacolata Concezione, rivendicava ai teologi, e non al popolo, la facoltà di discernere tale verità. Nello stesso secolo, fiorirono diverse confraternite sotto il titolo dell'Immacolata Concezione e molteplici espressioni artistiche, a testimonianza della diffusa devozione. Il ruolo della teologia, dunque, fu quello di "controllo" della fede popolare, piuttosto che quello trainante.
Pronunciamenti Conciliari e Papali Precedenti
Le dispute teologiche ebbero un'eco nel Concilio di Basilea (1438-39), dove il privilegio, impugnato da Giovanni di Montenegro e Giovanni di Torquemada, fu strenuamente difeso da Giovanni de Contreras (il Segovia).
Nel 1483, Sisto IV, con la costituzione Grave nimis, proibiva sotto pena di scomunica ai partigiani dell'una sentenza di tacciare di eresia i fautori dell'altra. Il Concilio di Trento (17 giugno 1546) confermò le disposizioni di Sisto IV, dichiarando inoltre "non essere nelle intenzioni del concilio di comprendere nel decreto relativo al peccato originale la beata e immacolata Vergine Maria, madre di Dio". A questo decreto si richiamerà Pio IX nella bolla Ineffabilis Deus. Il cardinale Pedro Pacheco Ladrón de Guevara, vescovo di Jaén e rappresentante dell'imperatore Carlo V, fu il promotore della discussione sull'Immacolata Concezione durante il concilio.
Già Alessandro VII, con la costituzione Sollicitudo omnium Ecclesiarum dell'8 dicembre 1661, aveva chiarito la dottrina, definendo l'oggetto della venerazione e contribuendo a spianare la strada per la successiva definizione dogmatica.
Perché la Proclamazione nel XIX Secolo?
La proclamazione del dogma nel XIX secolo è dovuta a più fattori. In primo luogo, l'Immacolata Concezione è un dogma di approfondimento della Rivelazione, il cui contenuto è implicitamente presente fin dalle origini, ma la cui piena comprensione e formalizzazione sono avvenute nel corso della storia. Il fatto che si sia atteso tanto tempo prima di promulgarlo attesta la validità della decisione di Pio IX, frutto di secolari discussioni teologiche che, pur basate su iniziali posizioni distanti, portarono alla scoperta della verità.
#8dicembre: la storia e il significato del dogma dell'Immacolata Concezione
In secondo luogo, tale dogma fu una risposta all’influenza illuminista e positivista che affermavano una sorta di “immacolata concezione” dell’uomo. Questa visione si basava sul mito del "buon selvaggio", secondo cui l'uomo sarebbe in natura buono, ma poi corrotto dalle strutture sociali. Tale errata antropologia portava a ritenere che la soluzione di ogni male risiedesse non nella conversione del cuore umano, ma nella teorizzazione di ideologie rivoluzionarie e utopiche, atte a realizzare un "paradiso sulla terra".
Il dogma dell’Immacolata Concezione del 1854, confermato quattro anni dopo a Lourdes (dove la Vergine si presentò a Bernadette con le parole: “Io sono l’Immacolata Concezione”), fu una risposta cattolica a questo errore. Affermando che la Vergine Maria è stata concepita immacolatamente, si ribadisce che tutti gli altri uomini nascono macchiati dal peccato originale, e che la salvezza non deriva dalla scienza o dal progresso, ma solo dalla grazia divina e dall'adesione, di fede e di opere, alla Redenzione di Cristo.
Un altro fattore decisivo era costituito dal fatto che, ormai già da secoli, ovunque nella cattolicità, si venerava Maria anche sotto il titolo di Immacolata, e centinaia erano le cappelle già consacrate al suo immenso privilegio. La ragione profonda di tale privilegio sta nel fatto che la Vergine Maria non solo avrebbe dovuto concepire il Verbo incarnato e quindi portare nel Suo Grembo il Dio fattosi uomo, ma anche perché avrebbe dovuto dare al Verbo incarnato la natura umana, in un'unione ipostatica tra vero Dio e vero uomo.
La Celebrazione e la Devozione Mariana
La solennità dell’Immacolata Concezione della Vergine Maria, già celebrata dal secolo XI, si inserisce nel contesto dell’Avvento e del Natale, congiungendo l’attesa messianica e il ritorno glorioso di Cristo con la memoria della Madre. Maria è la "tutta santa", immune da ogni macchia di peccato, quasi plasmata e resa nuova creatura dallo Spirito Santo, e già profeticamente adombrata nella promessa fatta ai progenitori della vittoria sul serpente, quale Vergine che concepirà e partorirà un figlio il cui nome sarà Emmanuele.
L'Omaggio Papale a Piazza di Spagna
L'8 dicembre del 1857, papa Pio IX inaugurò e benedisse a Roma il monumento dell'Immacolata, situato in Piazza Mignanelli, adiacente a Piazza di Spagna, monumento interamente pagato dal re di Napoli Ferdinando II.
Papa Pio XII, nel giorno dell'Immacolata Concezione, iniziò la tradizione di inviare dei fiori come omaggio alla Vergine. Il suo successore, papa Giovanni XXIII, nel 1958, uscì dal Vaticano e si recò personalmente in Piazza di Spagna per deporre ai piedi della Vergine Maria un cesto di rose bianche, visitando poi la basilica di Santa Maria Maggiore. Tale consuetudine è stata continuata anche dai papi successivi, prevedendo un momento di preghiera quale espressione della devozione popolare.
L'Immacolata Concezione nell'Arte

Prima ancora di essere un dogma, l'Immacolata Concezione è stata per secoli una fonte sovrana di ispirazioni artistiche. Inizialmente, il tema veniva affrontato dagli artisti gotici in maniera "criptica", dove si rimandava allo spettatore la conclusione attraverso una serie di simboli e metafore facilmente decodificabili. Nel XVII secolo, con l'intensificarsi della devozione popolare e la nascita di confraternite dedicate, si assistette a un fiorire di diverse espressioni artistiche che celebravano esplicitamente questo privilegio di Maria.
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