Il presente articolo approfondisce due ambiti tematici distinti ma presenti nel dibattito pubblico e nelle cronache, toccando la complessa situazione dei Francescani dell'Immacolata e la carriera e vita del celebre scrittore Roberto Saviano. Entrambi i contesti presentano figure di spicco e vicende che hanno suscitato ampio interesse e discussione.
La Crisi dei Francescani dell'Immacolata: Fondatori, Scandali e Intervento Vaticano
La questione dei Francescani dell'Immacolata ha trovato spazio anche in contesti mediatici, come nella puntata di mercoledì 7 ottobre 2020 di Porta a Porta. Durante la trasmissione, Camillo Langone ha accusato Papa Francesco di una "decapitazione dei Francescani dell’Immacolata", affermando che non si sapesse dove fossero i fondatori. Tale affermazione, tuttavia, si rivela clamorosamente errata.
Le Figure dei Fondatori: Padre Stefano Manelli e Padre Gabriele Pellettieri
Padre Stefano Manelli: Trasferimenti, Abusi e Gestione Patrimoniale
Padre Stefano Manelli è formalmente assegnato da qualche anno al convento di Albenga, nella cui diocesi regnava Mons. Mario Oliveri, dimesso dal Vaticano il 1° settembre 2016 per gravi irregolarità. Il Commissario Pontificio don Sabino Ardito, stanco delle inadempienze e delle pressioni esterne del fondatore, trasferì Padre Manelli nel 2016 ad Albenga, presso la Casa Mariana Nostra Signora di Pontelungo. A questo trasferimento seguì nel 2018 la disposizione del Vaticano di non allontanarsi senza motivo, in coerenza con le lamentele dello stesso Manelli sui suoi problemi di salute come scusante per non recarsi a Roma a incontrare il Commissario e i Superiori del Dicastero per i Religiosi. La richiesta di stabilità era anche dettata dalla necessità di limitare i contatti con i monasteri e i conventi di religiose donne in Italia, dopo le numerose denunce di abusi che portarono a un'istruttoria del Tribunale di Avellino tramite i Carabinieri di Mirabella Eclano.
Nonostante le restrizioni, Padre Manelli avrebbe continuato a viaggiare sulla sua berlina con autista e a trascorrere lunghi soggiorni presso le ex suore dell'hotel Abbazia di Frigento (AV) e nel monastero delle Clarisse dell’Immacolata di Creazzo (VI), dove, secondo testimonianze raccolte, avrebbe esatto la stanza accanto a quella della badessa vicentina a cui era tanto affezionato.

I frati di Albenga rispondono con malcelato imbarazzo che il "vicepadreterno Manelli", da loro denominato "padre comune", non c’è e non sanno dove sia. Questa prassi, oltre a liquidare l’interlocutore, dà l’impressione di una reclusione del padre, alimentando la dietrologia della persecuzione vaticana, ma l'autore sottolinea che ciò è falso.
La condizione psichica e spirituale di Padre Manelli, ultraottuagenario, è oggetto di interrogativi. Si riporta che mangiava cibi succulenti preparati appositamente per lui da quasi trent'anni, manteneva il riscaldamento a manetta in inverno e si rinfrescava a Frigento con la sua "famiglia tribale" in estate. A chi chiedeva di confessarsi dopo lunghi viaggi, avrebbe gridato di "dover scrivere". In modo furtivo si recava presso le suore, condividendo la mensa e, secondo testimonianze scritte, le introduceva nella sua stanza all’interno dei conventi femminili, dove si dava ad amplessi giustificandoli come manifestazioni di misticismo. Si faceva intestare case e conti correnti da frati, suore e loro familiari e, quando non riusciva a piegare la loro volontà, ricorreva alla falsificazione testamentaria con l'uso abile dello scanner e di programmi di fotocomposizione informatica, venendo descritto come "un gangster vestito da frate".
Frati Francescani dell'Immacolata
Le autorità hanno scoperto proprietà che spaziano da terreni, appartamenti e ville (da Belluno a Mazzalupo (BN), negozi in affitto a Roma, latifondi a Guidonia, villette nel pisano, proprietà nel foggiano) fino a emittenti radio televisive (T.R.B.C di Frigento) e impianti fotovoltaici. La stampa ha iniziato a occuparsi scandalisticamente della vicenda, con il Manelli che, non sentendosi più parte integrante dell'Istituto, avrebbe voluto uscirne chiedendo forse la dispensa o l'esclaustrazione. Domenico 16 agosto 2020 i Frati Francescani dell’Immacolata hanno celebrato l’ultima S. Messa a Boccea prima di lasciare la parrocchia S. Giovanni Battista dei Fiorentini. Padre Stefano Manelli voleva disporre per fine agosto 2020 del complesso conventuale di via Boccea, 590 per insediarvi religiosi fuoriusciti dai Francescani dell’Immacolata insieme a suoi nuovi adepti che continuano a seguirlo nella sua visione sul mondo e sulla Chiesa in contrasto con il pontificato di Papa Francesco e il Vaticano II.
Padre Gabriele Pellettieri: Omissioni e Residenze
Quanto al co-fondatore Padre Gabriele Pellettieri, da anni è stato assegnato alla Casa Mariana “Madonna dei Boschi” di Monghidoro (BO). Il Pellettieri stesso avrebbe chiesto un luogo ameno, rifiutando qualunque incarico di responsabilità o di mediazione per una soluzione della crisi dell'Istituto. A lui vengono attribuite gravi responsabilità di omissione: se Padre Pietro Luongo è imputato in un processo penale per la questione delle associazioni offshore del Manelli, sarebbe a causa della viltà del Pellettieri, che non volle presentarsi in Tribunale. Si dimise dalla presidenza, inserendo al suo posto un fraticello ignaro. L'autore sottolinea che l'autorevolezza morale del cofondatore avrebbe potuto rappacificare frati, suore e laici messi in agitazione dal Manelli, ma si sono perse occasioni importanti. Si riporta che Padre Gabriele Pellettieri andasse dicendo: "Tra Padre Stefano e la Chiesa, seguo Padre Stefano. Mi sono sempre trovato bene con lui."
L'Intervento della Chiesa e le Nuove Realtà
La residenza e le azioni dei fondatori sono quindi ben note. L'autore afferma che il Papa ha fatto bene a disconoscere il loro carisma personale, poiché il dono per fondare un Istituto religioso va consegnato alla Chiesa, che lo approva, lo riconosce e, se necessario, lo corregge. Nell'ultimo quinquennio pre-commissariale non era rimasto più nulla di kolbiano all'interno della compagine di frati e suore, a causa della "mutazione genetica" della spiritualità del Manelli. Il Pellettieri è criticato per aver seguito il Manelli nella strada della monasticizzazione filo-lefebvriana, rivelatasi un disastro. Molti frati si vergognano dei fondatori e li sconfessano, e il recente sfratto del Manelli agli studenti del seminario di via Boccea è visto come un’ulteriore dimostrazione del suo cinismo.
I Francescani dell’Immacolata sono contenti dell'intervento della Chiesa e della rimozione di Padre Manelli da superiore. "I pochi fanatizzati ideologizzati che da mediocri erano stati assurti a posti di responsabilità per la garanzia di totale sudditanza al loro fondatore-benefattore, non rappresentano l’Istituto," ha riferito un frate. Gli stessi "manellisti" non si riconoscono più nei Francescani dell’Immacolata e cercano nuovi spazi sotto una nuova denominazione. La temerarietà arrogante di Padre Manelli e la sua avidità con la distrazione del patrimonio stabile dell’Istituto non sono un buon biglietto da visita. I vescovi sanno bene che, finché Manelli non cambia registro, rappresenta una polveriera che può screditarli. Si cercano collocazioni canoniche nelle Marche e in Toscana, dopo il fallimento di Lazio e Campania, e c’è anche il tentativo disperato di richiesta d'incardinazione all’estero, in piccole diocesi dell’Est europeo a trazione sovranista.
Nella lente d'ingrandimento finisce anche la "Casa Mariana Editrice," affidata dal Manelli dopo il commissariamento al sig. Claudio Circelli, un insegnante di sostegno che in gioventù militava nelle fila dei picchiatori fascisti degli Anni '70-'80. Il mondo manelliano è in fibrillazione.
Alfonso Saviano e la "Missione del Cuore Immacolato"
Nell'ambito di questa complessa vicenda, compare la figura di Alfonso Saviano, che intima al vescovo Mons. Reali di lasciare libero un immobile, scaduto il tempo del comodato tra la Diocesi di Porto Santa Rufina e l'Associazione Missione del Cuore Immacolato, nuova proprietaria dell’immobile finita nelle mani degli accoliti del Manelli. La figlia del Saviano, ex Suor Chiara, al secolo Giovanna, riceve un trattamento speciale in convento. Mentre in passato veniva umiliata per un biscotto mangiato fuori orario e messa alla gogna in ginocchio, con l’avvento della presidenza del padre a una delle associazioni si è allentata la morsa del controllo sulla sua vita privata. Mons. Pasquale Cascio, arcivescovo di Sant’Angelo dei Lombardi-Conza, Nusco e Bisaccia, tollera questa presenza ambigua. La "Missione del Cuore Immacolato" e la "Casa Mariana Editrice" sono parte della rete di associazioni che ha cercato di eludere il controllo ecclesiastico.
Questi soldi rimpinguano le ricche casse dell’associazione presieduta dall’avvocato Bruno Lucianelli, fiduciario del Manelli, e sulla quale c’è un processo civile e penale in corso per le modalità di sottrazione ai Francescani dell’Immacolata.
Biografia di Roberto Saviano: Scrittore, Giornalista e Testimone
Roberto Saviano è uno scrittore e giornalista napoletano, nato a Napoli il 22 settembre 1979 nel quartiere di Chiaia e cresciuto a Caserta. È figlio di Luigi Saviano, medico, e Maria Rosaria Ghiara, docente universitaria di famiglia sefardita ligure. Dopo la licenza media, si è iscritto al Liceo scientifico Armando Diaz di Caserta, dove ha conseguito la maturità scientifica. Successivamente, si è laureato in Filosofia presso l’Università degli Studi di Napoli “Federico II”, avendo come docente lo storico meridionalista Francesco Barbagallo. Nel 2011 ha ottenuto dall’Università degli Studi di Genova la laurea honoris causa in Giurisprudenza "per l’importante contributo alla lotta contro la criminalità e alla difesa del principio di legalità nel nostro Paese". Nel 2024, "per i suoi meriti nell’ambito del giornalismo e della letteratura", ha ricevuto dall’Università degli Studi di Napoli Federico II il titolo di Laureato Illustre, occasione in cui ha dichiarato: "Cercai un corpo a corpo con la verità, lo trovai e mi travolse. Molte cose sono accadute, le prassi scelte mi hanno fatto incontrare la gabbia, il dolore, l'isolamento e poi lo slancio, la sfida, la possibilità. Se posso, allora significa che sono ancora in vita."

L'Esordio con "Gomorra" e il Successo Internazionale
Saviano ha iniziato a scrivere (con uno pseudonimo) sul settimanale Il Bolscevico, ma è nel 2002 che ha intrapreso l’attività giornalistica, scrivendo su vari quotidiani, incluso il Corriere del Mezzogiorno, dove si è occupato della criminalità organizzata locale. Nel 2006, anno di pubblicazione di Gomorra, Roberto Saviano si è imposto all'attenzione nazionale e internazionale. Il libro, ambientato in vari luoghi della Campania (da Casal di Principe a Giugliano, da Mondragone alla stessa Napoli), è un'immersione giornalistico-romanzesca nel mondo della criminalità organizzata. Il successo commerciale del libro è stato strepitoso in tutto il mondo.

Nel 2006, a Casal di Principe, durante una manifestazione per la legalità, Saviano ha denunciato pubblicamente gli affari di Francesco Schiavone, capo del clan dei Casalesi. In seguito a minacce e intimidazioni ricevute, Giuliano Amato, all’epoca ministro dell’Interno, ha assegnato a Roberto Saviano la scorta. Da allora, Saviano vive dal 2006 sotto scorta e la sua vita privata è quasi impraticabile da tracciare.
Carriera e Altri Lavori
Successivamente a Gomorra, Saviano è stato co-autore di uno spettacolo teatrale omonimo e soprattutto co-sceneggiatore del film Gomorra firmato da Matteo Garrone, acclamato dalla critica e premiato in molte manifestazioni. Nel 2014 dal libro è stata tratta anche una trasposizione televisiva dal titolo Gomorra - La serie, di cui Saviano è figurato come ideatore e co-sceneggiatore di alcuni episodi. Questa serie ha ottenuto un altro grande successo, concludendosi nel 2021 dopo 5 intense stagioni (più un film del 2019 come spin-off).
Frati Francescani dell'Immacolata
In ambito televisivo, la collaborazione più fruttuosa di Saviano è stata quella con Fabio Fazio. Nel novembre del 2010 su Rai 3 sono stati conduttori di Vieni via con me, un programma che ha ottenuto ascolti record per la rete. A causa di mancati accordi con la stessa Rai, Quello che (non) ho, sorta di sequel con un format pressoché identico, è andato in onda su La7 nel maggio 2012, ottenendo anche in questo caso ascolti record per la rete.
Successivamente, Saviano ha pubblicato ZeroZeroZero (2013), un romanzo-inchiesta sulla cocaina, e La paranza dei bambini (2016), un romanzo incentrato sulla baby criminalità. Da quest'ultimo libro è stato tratto un omonimo film del 2019 diretto da Claudio Giovannesi, premiato per la migliore sceneggiatura (scritta dal regista con Saviano e Bracucci) al Festival di Berlino. Nel 2017 è stato pubblicato Bacio feroce, un sequel del precedente libro.
Roberto Saviano è stato più volte ospite del programma di Rai3 Che tempo che fa. A partire dalla stagione 2020-2021, lo scrittore è diventato editorialista fisso del programma, dove espone e analizza argomenti d’attualità, dando spazio sia a questioni dibattute che a temi meno visibili.
Vita Privata e Riconoscimenti
Roberto Saviano ha una relazione, ormai da diversi anni, con Maria Di Donna, in arte Meg, vocalist del gruppo campano dei 99 Posse. Lo scrittore vive tra l’Italia e gli Stati Uniti. Nel corso degli anni, ha ricevuto manifestazioni di affetto da parte di amici e ammiratori, mobilitazioni di importanti scrittori (Premi Nobel inclusi) che affermano l’importanza della libertà di espressione, plausi al coraggio e alla resistenza dello scrittore, pur non essendo mancati detrattori, polemiche e accuse di plagio.
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