Il Vangelo di Marco: La Chiamata degli Apostoli

Il Vangelo di Marco, il più breve dei quattro vangeli canonici, si distingue per il suo ritmo incalzante e la sua enfasi sull'azione e il potere di Gesù, pur mostrandone anche il lato umano. Le parole «ad un tratto» e «subito» vengono usate più di quaranta volte nei sedici capitoli che costituiscono questo libro, accentuandone il ritmo e l'azione.

Contesto e Caratteristiche del Vangelo di Marco

Anche se Marco non fu un apostolo, fu compagno di missione di Paolo, come sappiamo da Atti 12:12, dove il suo nome intero era Giovanni Marco. Egli servì anche con l'apostolo Pietro, probabilmente a Roma, come si evince da 1 Pietro 5:13. Le informazioni che Marco riportò nel suo vangelo furono apprese principalmente da Pietro, come indicato nella voce «Marco» della Guida alle Scritture.

Mappa della Galilea e delle regioni menzionate nel Vangelo di Marco

A differenza del Vangelo di Matteo, Marco fa pochissimi riferimenti ai principi e ai passi dell'Antico Testamento. È attento, invece, a spiegare la lingua e le usanze dei Giudei, come si può notare in Marco 5:41; 7:2-4, 34. Il vangelo di Marco inizia con il racconto del battesimo del Salvatore, quando aveva circa trenta anni, senza dire nulla dei genitori o della nascita di Gesù. Questo vangelo mostra Gesù come una persona di azione e di potere e contiene più resoconti di miracoli di qualsiasi altro vangelo. Circa il novanta per cento dei versetti di Marco compaiono in uno o più degli altri vangeli; tuttavia, vi sono alcune cose che si trovano soltanto in Marco.

Le Chiamate di Gesù nel Vangelo di Marco

Il Vangelo di Marco presenta diverse chiamate significative, che l'evangelista ha voluto non soltanto tramandare come fatti, ma presentare in una cornice accurata e teologicamente elaborata, in maniera da dare un senso profondo a ogni parola e a ogni inserto redazionale. Studi recenti sulla struttura del Vangelo di Marco e sul posto delle chiamate, in particolare quelle dei Dodici, permettono di considerare i testi dividendoli in due parti chiaramente distinte: le vocazioni presso il lago e la chiamata sul monte.

La Chiamata dei Primi Discepoli presso il Lago

Marco pone le prime chiamate ai versetti 1,16-20 e 2,13-14. Esse sollevano interrogativi sul luogo, la situazione, il modo, lo scopo e il risultato della chiamata.

Il Luogo e la Situazione della Chiamata

  • Presso il Lago: Marco insiste chiaramente su questo particolare che ripete ben tre volte. "Passando lungo il mare della Galilea, vide Simone e Andrea, fratello di Simone, mentre gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori" (1,16). La stessa connotazione di luogo è ripetuta per la chiamata di Giacomo e Giovanni: "Andando un poco oltre" (1,19). La medesima situazione locale la troviamo nel cap. 2: "Gesù uscì di nuovo presso il lago" (2,13); "Passando (in greco il verbo è parágon, come in 1,16) vide Levi di Alfeo seduto al banco delle imposte" (2,14). Il lago è il luogo nel quale vive la gente di Galilea e vi lavora: Gesù cerca e trova la gente nella propria situazione, andando per le strade del mondo a cercarla là dov'è.
  • Al Loro Lavoro Quotidiano: L'evangelista precisa con insistenza che Gesù chiama al proprio posto di lavoro. Per ciascuno, la medesima circostanza: "Li vide mentre gettavano le reti in mare: infatti erano pescatori" (1,16). Lo stesso per Giacomo e Giovanni: "sulla barca li vide mentre riassettavano le reti" (1,19). Analogamente, "Passando vide Levi, figlio di Alfeo, seduto al banco delle imposte" (2,14). Questo significa che Gesù chiama la gente a seguirlo là dove si trova, nella propria situazione concreta, sia essa comune, onesta e onorata come quella dei pescatori, oppure disonorata e moralmente difficile come quella del gabelliere.
Illustrazione biblica di Gesù che chiama i pescatori Simone e Andrea

Il Modo e lo Scopo della Chiamata

  • Colloquio Familiare e Personale: Viene sottolineato l'aspetto personale attraverso un colloquio familiare. Gesù vede Simone e Andrea, si avvicina loro, parla e li chiama. Vede Giacomo e Giovanni, si avvicina loro familiarmente, parla e li chiama. Vede Levi di Alfeo e anche a lui, singolarmente, si presenta, parla e lo chiama. Gesù si avvicina a ogni uomo e, là dove egli è, gli fa ascoltare quella parola di speranza e di fiducia che è la chiamata a seguirlo.
  • Chiamata alla Sequela e alla Fiducia: Questo non viene specificato se non in maniera generica, ma al tempo stesso globale: a seguirlo. "Seguitemi, vi farò diventare pescatori di uomini" (1,17), oppure: "Seguimi" (2,14). Cioè, Gesù chiama ad andare dietro a lui, a percorrere la sua via, e quindi chiede soprattutto un'immensa fiducia in lui. La frase "Vi farò pescatori di uomini" rimane avvolta nel mistero del futuro. Ora bisogna fidarsi totalmente della sua persona, e non di una causa. Il catecumeno deve decidersi a impegnarsi con fiducia totale e donazione completa alla persona di Gesù.

La Risposta Immediata

Marco sottolinea la subitaneità e l'urgenza della risposta. Tutti acconsentono subito: in 1,18 ("E subito, lasciate le reti, lo seguirono"), in 1,20 ("Ed essi, lasciato il loro padre Zebedeo sulla barca con i garzoni, lo seguirono") e in 2,14. Questa prima serie di chiamate invita ognuno a prendere coscienza di quanto la propria vita sia stata trasformata dalla chiamata di Gesù, radice della vocazione battesimale e inizio del cammino cristiano.

La Chiamata dei Dodici Apostoli sul Monte (Marco 3,13-19)

Il testo di Marco 3,13-19, "Salì poi sul monte, chiamò a sé quelli che voleva ed essi andarono da lui. Ne costituì Dodici - che chiamò apostoli -, perché stessero con lui e per mandarli a predicare con il potere di scacciare i demoni", si fa estremamente più denso e più ricco. Ogni parola ha un significato molto ricco in tutta la struttura di Marco.

Il Luogo e il Contesto

  • Il Monte: Il testo è chiaramente distinto, almeno scenograficamente, da ciò che precede e da ciò che segue, con un cambio di topografia dal v. 13 al v. 20 (Gesù sale sul monte, poi va verso una casa). Salire sul monte significa un momento speciale. Tuttavia, con Marco non c'è un Gesù che lascia tutta questa gente con le loro miserie e se ne va in solitudine. Egli sale su una delle piccole alture o colline vicino al lago, e da quella posizione elevata comincia a gridare, a chiamare per nome. Questo salire sul monte dà un rilievo al gesto di Gesù, che è una vera scelta ecclesiale, in cui egli chiama i Dodici dalla massa di persone che lo seguono, distanziandosene in qualche maniera per provvedere meglio a essa. Egli non sceglie i suoi nella solitudine, ma nel pieno della sua attività, tra la folla che cerca aiuto presso di lui.
  • La Moltitudine Sofferente: Lo sfondo ambientale è descritto nei versetti precedenti (Marco 3,7-12). Non è più la vita quotidiana con la gente al proprio posto di lavoro, ma l'immensa moltitudine dei bisognosi, un "dolorante spettacolo ecclesiale del popolo che accorre a Gesù". Da ogni parte - dalla Galilea, Giudea, Gerusalemme, Idumea, dall'oltre Giordano, dai dintorni di Tiro e Sidone - una grande moltitudine, udito quanto egli faceva, venne a lui. È un grandioso scenario di convergenza dell'umanità dolorante, in tutte le sue miserie, verso la persona di Gesù che parla.
Dipinto raffigurante Gesù che chiama i Dodici Apostoli dalla folla

La Sovranità e l'Amore nella Chiamata

Gesù "chiamò (proskaléitai) quelli che egli voleva (éthelen) ed essi andarono (apélthon) da lui" (Marco 3,13). Il verbo "chiamò" è tipico di Marco e descrive un'azione di Gesù nei riguardi dei Dodici, con l'idea di subordinazione e di preferenza, tipica di chi ha potere. Ancora più significativa è la frase "quelli che egli voleva". A questo "voleva" non deve attribuirsi tanto l'idea di "quelli che a lui piaceva", ma piuttosto l'idea del verbo ebraico "quelli che lui aveva in cuore", come nel Salmo 22(21),8 citato in Matteo 27,43. Gesù chiama quindi quelli che vuole, che ha in cuore, che ha prediletto. L'insistenza sull'autós ("che voleva lui") sottolinea che non c'è nessuna qualità o attrattiva da parte di chi è chiamato, ma è il suo amore il movente delle sue azioni. L'imperfetto "che voleva" (éthelen) può esprimere l'intensità di questo affetto appassionato.

La Risposta: "Andarono presso di Lui"

La risposta è "Andarono presso (prós) di lui". Marco qui non usa il frasario delle prime chiamate ("lo seguirono"), ma un'espressione che indica un mettersi strettamente dalla parte di Gesù, intorno a lui. Pròs autón vuol dire mettersi dalla parte di uno, non soltanto andare fisicamente verso, ma stare con qualcuno. Il verbo greco apélthon ("vennero"), preceduto da apó, indica il lasciare una certa posizione (in mezzo alla gente) per andare a un'altra. Gli apostoli lasciano la loro posizione comune, in mezzo alla gente, per mettersi strettamente dalla parte di Gesù, insieme con lui. Questa concretezza della risposta non si limita a un'adesione interna, ma un vero e proprio posizionamento nella situazione dove Gesù si trova.

Il Mandato Missionario e la Natura della Chiamata

Gesù "ne costituì Dodici - che chiamò apostoli -, perché stessero con lui e per mandarli a predicare con il potere di scacciare i demoni" (Marco 3,14-15). Questa frase racchiude la duplice finalità della scelta apostolica, con un significato densissimo.

La Duplice Finalità: "Stare con Lui" e "Predicare"

  • "Affinché siano con lui": Questo è il centro della scelta. Lo scopo di tutta questa grande scena è che i Dodici stiano con lui, in una presenza fisica e una comunione profonda. Quando la portinaia di Caifa si rivolge a Pietro per accusarlo, non dice: "Tu eri un discepolo", ma "Anche tu eri con Gesù" (Marco 14,67). Questo "stare con lui" è una partecipazione alla potenza di Gesù, e la potenza di Gesù agirà, attraverso la loro fede, nel cuore delle persone a cui parleranno. L'identificazione con Cristo è progressiva, un cammino che richiede di crescere ogni giorno nell'amore.
  • "Per mandarli a predicare e avere potere di cacciare i demoni": Il Maestro invia i suoi apostoli in missione di evangelizzazione, affinché essi facciano, sotto la sua direzione, l'esperienza di quella che sarà la loro vita di "pescatori di uomini". Questa evangelizzazione deve sgorgare dall’abbondanza del cuore, dal bisogno di condividere le «ricchezze» che hanno ricevuto. Poiché essi non sono dei propagandisti, ma dei testimoni. La missione affidata è universale: "Andate in tutto il mondo e predicate il vangelo ad ogni creatura" (Marco 16,15). Gesù conferisce loro il potere di scacciare i demòni, di parlare lingue nuove, di prendere in mano i serpenti e, se berranno qualche veleno, non recherà loro danno, imporranno le mani ai malati e questi guariranno (Marco 16,17-18). Questo non va inteso solo in senso letterale, ma come la capacità di contrastare il male e le forze di disgregazione nella realtà umana.

La storia di ciascuno dei 12 discepoli di Gesù

Principi Fondamentali della Missione

Il mandato missionario va vissuto tenendo presenti due elementi fondamentali: nei discepoli opera Gesù stesso, poiché solo il Maestro può rendere nuovo il mondo; in loro gli uomini sono chiamati ad accogliere Gesù, e solo così si potrà seminare nei fratelli la speranza che viene da Dio e che rigenera il cuore umano. Essi sono inviati a due a due, secondo l'uso giudaico del tempo, praticato in seguito anche dalla prima comunità cristiana. Gesù istruisce i suoi sul requisito essenziale dell’inviato, che consiste nell’emancipazione da ogni vincolo e bisogno, e nella totale disponibilità al compito assegnato. E neppure è assicurato il successo della missione: ma l’eventuale fallimento o rifiuto vanno a carico dei destinatari della missione. Fede e impegno costituiscono un tutto unico, come l’anima con il corpo, poiché si agisce crescendo nello "stare con Gesù" e si cresce agendo nella missione. La testimonianza, dunque, è l’elemento discriminante per capire se ci si trova di fronte a veri discepoli, che vivono in prima persona quanto predicano poi agli altri.

Il Simbolismo dei Dodici e la Composizione del Gruppo Apostolico

Gesù sale su un luogo elevato e chiama dodici persone. Il numero Dodici è profondamente simbolico, poiché dodici erano le tribù di Israele. Su questi Dodici Gesù costruirà la nuova Israele, la Chiesa. Gesù, secondo le parole di san Paolo, è il capo della Chiesa, che in lui trova la sua coesione e da lui riceve la vita. Egli è venuto a chiamare tutti; la sua missione è universale. Egli ci sceglie liberamente, così come lo Spirito dà i suoi doni come ritiene opportuno, e tutto questo perché il corpo, che è la Chiesa, possa crescere armoniosamente grazie alla donazione reciproca.

I Nomi dei Dodici Apostoli

Marco (3,16-19) elenca i Dodici che furono costituiti:

  • Simone, al quale impose il nome di Pietro.
  • Giacomo, figlio di Zebedeo, e Giovanni suo fratello, ai quali diede il nome di Boanèrghes, cioè "figli del tuono".
  • Andrea
  • Filippo
  • Bartolomeo
  • Matteo
  • Tommaso
  • Giacomo, figlio di Alfeo
  • Taddeo
  • Simone il Cananeo
  • Giuda Iscariota, il quale poi lo tradì.
Infografica con i nomi e simboli dei Dodici Apostoli

La Varietà degli Apostoli e la Presenza del Traditore

Benedetto XVI considera, nelle sue udienze sugli apostoli, la loro varietà: alcuni sono calmi e riflessivi, altri impetuosi e veementi; sono anziani e giovani, pescatori ed esattori delle tasse, colti e semplici. Gesù conta su tutti loro per andare in tutti gli ambienti e parlare a tutti i tipi di cuore, poiché la sua missione è universale. La presenza di Giuda Iscariota, il futuro traditore, tra gli apostoli, introduce un elemento di tensione e di mistero, riflettendo la complessità della natura umana e il libero arbitrio.

Riflessioni Teologiche sulla Chiamata

Le azioni di Gesù hanno sia degli effetti che dei significati profondi. Quegli uomini sono resi partecipi della potenza di Gesù: con la sua parola raggiungeranno il cuore delle persone e lo porteranno alla conversione e all'apertura alla grazia; con la loro fede scacceranno i demoni e guariranno i malati. Anche i credenti sono chiamati a partecipare a questa missione, e la potenza di Gesù agirà, attraverso la nostra fede, nel cuore delle persone a cui parliamo.

Il confronto tra il catecumeno, che si riconosce ignorante e bisognoso, col suo Signore, prelude all'intimità della chiamata di Gesù. Dio ci ha incontrati e chiamati là dove eravamo, invitandoci alla fede e alla sequela del Cristo. La chiamata, quindi, viene offerta a ciascun uomo là dove egli si trova, nella propria situazione geografica, ambientale, familiare, sociale e caratteriale.

L'identificazione con Cristo è progressiva. Quando si parte per un viaggio, anche se si è fatto un passo decisivo, tutto è ancora da fare. Nessuno nega Cristo da un giorno all'altro, ma lo fa poco a poco, con le sue decisioni, le sue opere e le sue omissioni. La testimonianza, dunque, è l’elemento discriminante per capire se ci si trova di fronte a veri discepoli, che vivono in prima persona quanto predicano poi agli altri. La fede e l'impegno costituiscono un tutto unico, come l'anima con il corpo.

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