La figura di Re Mida è profondamente radicata sia nella mitologia greca sia nella cultura popolare, simboleggiando l'avidità e le conseguenze di desideri incontrollati. La sua storia, arricchita da diverse interpretazioni e adattamenti, offre spunti significativi per la riflessione morale e l'analisi del personaggio, come dimostrato anche dal celebre cortometraggio Disney.
Le Origini del Mito di Re Mida
Re Mida, figlio del re Gordio e della dea Cibele, fu il sovrano della Frigia, una regione dell’Anatolia oggi parte della Turchia. È un personaggio della mitologia noto per il suo potere di tramutare in oro tutto ciò che toccava. Mida non è solo una figura mitologica, ma anche un re della Frigia realmente esistito tra la fine dell’VIII e l’inizio del VII secolo a.C. La leggenda che Mida tramutasse in oro tutto ciò che toccava potrebbe derivare dal fatto che il popolo frigio era esperto nella lavorazione dei metalli.

Il racconto inizia con lo smarrimento in Frigia del vecchio satiro Sileno, precettore del dio Bacco (o Dioniso) e a lui tanto caro. Era accaduto che Sileno, avendo bevuto qualche bicchiere di vino di troppo, si era ubriacato, perdendo di vista Bacco e i suoi seguaci. Mida, avendolo riconosciuto ed essendo un seguace del culto di Bacco, lo accolse a braccia aperte e gli rese onore con dieci giorni di festeggiamenti. Dopodiché, lo stesso re Mida riaccompagnò Sileno da Bacco. Il dio, riconoscente, offrì a Mida di esprimere un desiderio.
Il Desiderio del Tocco d'Oro e le sue Conseguenze
Mida ci pensò un attimo e alla fine decise di chiedere al dio la facoltà di poter tramutare in oro tutto ciò che toccava. Era quello il suo desiderio, poiché la cosa che desiderava più di tutte le altre era l’oro, trascorrendo le sue giornate a contare le monete d’oro e i gioielli che possedeva, volendone sempre di più.

Ben presto, però, l’incauto re si pentì del dono richiesto: rischiava infatti di morire di fame e di sete perché anche i cibi e le bevande che toccava diventavano oro. Afferrò una grossa coscia d’agnello e quella si trasformò in oro, provò con una mela e diventò d’oro anche quella. Chiese a un servitore di dargli da mangiare, ma appena le sue labbra toccavano le pietanze, quelle diventavano d’oro, con il piatto e tutto il resto. Scoppiò a piangere, esclamando: "Morirò di fame e di sete per la mia avidità".
In alcune versioni del mito, la tragedia raggiunge l'apice quando sua figlia, la principessa, entra nel salone. Vedendo il padre in lacrime, corse ad abbracciarlo, ma appena le sue braccia sfiorarono le spalle del re, anche la principessa si trasformò in una statua d’oro. "Questa è una maledizione", disse Re Mida.
La Liberazione dal Dono e la Punizione di Apollo
Implorò allora il dio di liberarlo da quel dono deleterio. Dioniso, mosso a compassione, acconsentì e disse a Mida di andare a bagnarsi alle sorgenti del fiume Pattolo (nell’odierna Turchia), che sgorgavano dal monte Tmolo, perché le acque avrebbero portato via il suo dono. E così fu. Il re trovò il fiume e si immerse nell’acqua limpida e fredda. Il dio Pattolo, che viveva nel fiume, lavò via il suo potere. Da quel giorno, nascoste sul fondo del fiume, si possono trovare migliaia di pepite d’oro.
Il racconto di Ovidio continua con un'altra famosa storia: la punizione da parte del dio Apollo. In un concorso musicale tra Apollo e Pan, il verdetto del re Mida fu che il vincitore era Pan. Apollo allora lo punì facendogli comparire due orecchie d’asino, che il re nascose sotto un berretto frigio. Il segreto fu poi rivelato dalle canne cresciute sul terriccio dove il barbiere di Mida aveva urlato la verità.
Nella tradizione popolare, Mida è simbolo di ricchezza e di avidità, ma anche dell'importanza di valori non materiali.
"The Golden Touch": Il Cortometraggio Disney del 1935
Nel 1935, Walt Disney, già un nome affermato nel mondo dell’animazione con successi come Steamboat Willie e le Silly Symphonies, decise di tornare alla regia con un cortometraggio personale: Re Mida (titolo originale The Golden Touch). Si trattava di una rilettura ironica del mito di Re Mida, destinata a far parte della sua antologia animata, ma il risultato fu tutt’altro che soddisfacente. Al punto che Disney non solo rinnegò il film, ma si ritirò definitivamente dalla regia.
The golden touch- golden boy
La Trama e le Differenze dal Mito Originale
La trama di Re Mida segue fedelmente la leggenda del re che desiderava trasformare in oro tutto ciò che toccava. In questa versione, è una fata, chiamata Goldie, a concedere il potere a Mida. Il cortometraggio rivela come Re Mida fosse molto goloso all'inizio della storia e a cui teneva più al suo oro che a sua figlia, Calendula. Anche se il re aveva più oro di chiunque altro, lui ne voleva ancora di più, ed era felice quando la fata gli diede il potere di cambiare tutto ciò che toccava in oro.
Mida, avido, arrogante ma con una punta di genuino entusiasmo infantile, si rende conto progressivamente delle terribili conseguenze. Comincia a preoccuparsi quando non può mangiare o bere. La preoccupazione diventa panico quando trasforma la propria figlia in una statua d’oro. Alla fine, Re Mida impara la lezione e implora la fata di riportare sua figlia e di liberarlo dal dono deleterio. Per fargli togliere il tocco d’oro da Goldie, Mida deciderà di rinunciare a tutto ciò che possiede in cambio di un misero hamburger, in un climax che culminerà con una liberatoria e ironica proclamazione di "americanità".
La Critica di Walt Disney e il "Fallimento"
Il tono del cortometraggio è favolistico, l’umorismo tagliente e la morale chiara: l’avidità porta alla rovina. Tuttavia, al di là del messaggio, il corto fallì nel conquistare il pubblico dell'epoca. La critica lo definì “piatto”, “freddo” e “visivamente statico”. Le animazioni sembravano incollate su sfondi immobili, la sincronizzazione musicale era imprecisa e il protagonista, Mida, non riusciva a suscitare alcuna empatia. Gli storici del cinema concordano nel dire che questa ultima regia di Walt rappresenta per la serie delle Silly Symphony uno scivolone.
Disney, noto per il suo perfezionismo maniacale, non prese bene le osservazioni. Anziché accettare i difetti del film come un momento di passaggio, reagì in modo drastico: proibì a chiunque nei suoi studi di nominarlo, smise di firmare regie e concentrò tutte le sue energie sul ruolo di produttore. Questo episodio divenne un momento spartiacque, poiché Disney si era identificato profondamente con l’opera, sperando che potesse rappresentare un’evoluzione del suo stile, una sintesi tra tecnica e narrazione. I difetti dell’animazione, la mancanza di pathos e la debolezza del protagonista lo convinsero che il suo vero talento non era più dietro la macchina da presa, ma nella visione d’insieme. Questa consapevolezza lo portò a guidare in prima persona la realizzazione di Biancaneve e i sette nani, il primo lungometraggio animato della storia, uscito solo due anni dopo.
I problemi di The Golden Touch erano molteplici e toccavano aspetti fondamentali per Disney. Il film costò circa 35.458,19$, quasi quanto L’isola del jazz, che però aveva tantissimi personaggi, una musica complessa e molti elementi da gestire in maniera sincrona. Re Mida, al contrario, presentava solo un paio di personaggi con una colonna sonora basilare. Disney odiava le lunghe inquadrature solo parlate, e il corto inizia proprio con una lunga inquadratura fissa su Re Mida che dialoga con lo spettatore. Non si sapeva nulla sul personaggio, solo che amava l’oro; mancava una caratterizzazione che facesse percepire se fosse buono o cattivo, informazione fondamentale per Disney. Erano presenti anche errori nei dettagli di animazione, come nelle maniche del mantello di Re Mida.
Un altro punto critico fu una battuta in cui Re Mida implora Gianloro (Goldie) affermando che avrebbe dato tutte le cose in suo possesso per un hamburger, e la risposta è "con o senza cipolle?". Questa battuta fece ridere Walt Disney al punto da volerne aggiungere secondi per permettere al pubblico di ridere con calma, ma nessuno rise. La battuta non funzionò, anche perché il personaggio di Gianloro non era stato spiegato adeguatamente. Inoltre, le Silly Symphonies erano storie basate sulla musica, con ogni elemento sviluppato e animato in base alla colonna sonora, che doveva essere la vera protagonista. In Re Mida si riscontrava anche un’inconsistenza e una scarsa spiegazione dei poteri magici, dettagli che per Disney erano importantissimi e che non avrebbe mai accettato dai suoi collaboratori, ma che lui stesso commise in questo cortometraggio.

Una Rilettura Contemporanea di "The Golden Touch"
Guardando oggi Re Mida, è facile notarne i limiti ma anche le intuizioni. La direzione artistica è curata, la brillantezza degli oggetti dorati ha una sua forza visiva e la costruzione della morale è chiara e coerente. Sebbene il tono possa risultare distante e la figura di Mida, apatica e caricaturale secondo alcune prime analisi, non regga il confronto con gli eroi umani e vulnerabili che popoleranno in seguito il mondo Disney, una rilettura più recente ne evidenzia aspetti positivi.
Infatti, The Golden Touch prosegue ottimamente il discorso iniziato con l'arrivo del colore, trasformando il mito greco in una storiella dal sapore medievale, più in linea con lo stile da libro di fiabe europeo adottato dalle Silly Symphonies. Dioniso è rimpiazzato dal folletto Goldie, e Mida è reso simile ai sovrani corpulenti già visti. Nonostante i difetti percepiti all'epoca, Mida, pur avido e arrogante, mostra un genuino entusiasmo infantile che gli permette di reggere bene l'intera durata del cortometraggio.
La sequenza in cui Mida si rende progressivamente conto di non potersi alimentare è considerata un capolavoro di tensione. Inizialmente divertito, la sua preoccupazione sale quando trova monetine in una banana e la paura subentra quando quasi soffoca con l'acqua. La metamorfosi del cibo, e persino del proprio corpo, lo porta a risate isteriche e attacchi di panico. Lo spettatore, che lo ha accompagnato nei ragionamenti per aggirare l'ostacolo, empatizza con la sua crisi emotiva fino al climax finale.
La Morale della Storia: Il "Catechismo" di Re Mida
La storia di Re Mida, sia nella sua versione mitologica che nell'adattamento Disney, offre una chiara lezione morale, quasi un "catechismo" sui pericoli dell'avidità. Re Mida inizialmente è avido e valorizza l'oro sopra ogni cosa, ma dopo aver affrontato le conseguenze-come la fame, la sete e, nella versione Disney e in alcune varianti del mito, la trasformazione della figlia in oro-diventa pentito e impara ad apprezzare ciò che conta davvero.

Il messaggio è che l'avidità porta alla rovina e che la ricchezza materiale non porta nulla di buono se ottenuta a discapito dei beni essenziali della vita e degli affetti. Re Mida impara che la vera felicità non risiede nell'accumulo di ricchezze, ma nelle cose semplici come il cibo, l'acqua e l'amore della propria famiglia. Questo percorso di apprendimento e pentimento è il cuore della storia, mostrando l'evoluzione del personaggio da un individuo superficiale e ossessionato dall'oro a uno che comprende il valore autentico della vita.
Applicazioni Didattiche dell'Analisi del Personaggio
La storia di Re Mida si presta egregiamente all'analisi del personaggio in contesti educativi. Un'attività di analisi del personaggio per il tocco d'oro di Re Mida chiede agli studenti di esaminare come un personaggio principale, come Re Mida, cambia nel corso della storia, concentrandosi sui momenti chiave che modellano la trama.
Per insegnare l'evoluzione del personaggio, gli studenti possono identificare azioni importanti e decisioni prese da Re Mida, illustrare come cambiano i suoi sentimenti e valori e discutere cosa impara alla fine della storia. L'uso di un modello di storyboard permette di suddividere la storia in scene in cui le azioni di Re Mida influenzano la trama. In ogni casella, gli studenti possono descrivere e illustrare le sue emozioni e decisioni che cambiano man mano che la storia si svolge.

È possibile anche "dare vita" alla storia facendo sì che gli studenti interpretino momenti chiave dei personaggi dalla Leggenda di Re Mida e il suo Tocco d’Oro. Dividendo la classe, ogni studente o piccolo gruppo può essere responsabile di recitare una scena importante che mostri un punto di svolta per il personaggio scelto, incoraggiando a scrivere sceneggiature semplici che evidenzino cosa dice e fa il personaggio durante il suo momento. Le esibizioni possono poi essere seguite da una discussione su ciò che è stato appreso dalle scelte di ciascun personaggio.
tags: #il #re #mida #disney #catechismo