Le apparizioni mariane e i pellegrinaggi ad esse connessi rappresentano da sempre un fulcro della devozione cattolica, ma anche un tema di discussione e analisi critica. Articoli apparsi su Il Fatto Quotidiano hanno esplorato diverse sfaccettature del fenomeno di Lourdes, dai recenti sviluppi ecclesiali alle considerazioni sui numeri dei pellegrini, dalle visioni papali ai casi controversi di altre presunte apparizioni, fino agli aspetti più umani e terreni legati a questo luogo sacro.
La Deludente Partecipazione al Pellegrinaggio della Diocesi di Roma a Lourdes
Il pellegrinaggio della diocesi del Papa a Lourdes ha registrato un flop significativo. Le cifre ufficiali hanno rivelato la presenza di soli 300 fedeli romani nella cittadina mariana, dal 27 al 31 agosto, accompagnati da 15 sacerdoti e sei vescovi ausiliari (Baldassarre Reina, Riccardo Lamba, Daniele Salera, Dario Gervasi, Paolo Ricciardi e Guerino Di Tora), ovvero un presule ogni 50 pellegrini. Un dato che appare ridimensionato, se si considera che la diocesi di Roma conta una popolazione di 3 milioni e 180mila abitanti, di cui 2 milioni e 600mila cattolici, secondo l'Annuario Pontificio 2022.
Il cardinale vicario Angelo De Donatis era assente, impegnato in Vaticano al Concistoro convocato da Papa Francesco dal 27 al 30 agosto. Questo pellegrinaggio, secondo l'amministratore delegato dell’Opera Romana Pellegrinaggi, monsignor Remo Chiavarini, doveva segnare la ripresa dei pellegrinaggi dopo gli ultimi due anni segnati dalla pandemia. Tuttavia, la diocesi del Papa ha fornito una prestazione molto deludente. A poco è valso il messaggio del cardinale De Donatis, che, pur giustificando la sua assenza, ha cercato di motivare i pellegrini:
“Vi chiedo di portare alla Vergine Maria, presso la Grotta di Massabielle, le intenzioni di preghiera che sono nel cuore del nostro vescovo Papa Francesco e di tutta la comunità diocesana di Roma. Portate anche al Signore, per intercessione della Vergine che lì è apparsa alla piccola Bernadette, il grido della città di Roma, dei suoi poveri, degli ammalati, degli anziani, di famiglie, bambini, giovani e delle persone in difficoltà.”

Le Direttive Papali per la Diocesi di Roma
Papa Francesco, come è facilmente immaginabile, ha molto a cuore l’attività pastorale della diocesi di cui è vescovo. Il 22 agosto 2022, ha ricevuto in udienza privata il cardinale De Donatis insieme ai sette vescovi ausiliari della diocesi di Roma. In quell'occasione, il Papa ha voluto dare le linee guida per il prossimo anno pastorale, anche considerando che tre ausiliari sono stati appena nominati e a ciascuno di essi è stato affidato uno dei settori in cui è divisa la diocesi. Proprio ordinando questi nuovi presuli il 29 giugno 2022 nella Basilica di San Giovanni in Laterano, il cardinale De Donatis disse loro:
“Da oggi siete titolari, in comunione con il Papa e il collegio dei vescovi, del munus regendi. Non potete sottrarvi a questo dono e non potete abusarne.”
Il porporato aggiunse che governare, nel linguaggio evangelico, è ‘pascere’, come il Risorto dice a Pietro sulla riva del lago di Tiberiade: ‘pasci le mie pecorelle’. Pascere significa insieme ‘far crescere’, ‘nutrire’, ‘condurre’. Al contrario, i falsi pastori, ammoniti duramente da Gesù, ‘derubano’, ‘mortificano’, ‘fuggono davanti al lupo’. Il carisma del governo nella Chiesa dovrebbe sempre misurarsi con questo coefficiente evangelico. Il vescovo pasce prima di tutto con la predicazione della parola, avendo la responsabilità di annunciare ciò che ha conosciuto: ‘Il Signore è risorto ed è apparso a Simone’. Da ciò si evince che il munus docendi non è uno dei tanti compiti del vescovo, ma la prima espressione del munus regendi: si governa annunciando il Vangelo.
Lourdes, Fatima e Medjugorje: I Luoghi delle Apparizioni Mariane
I luoghi delle apparizioni mariane come Lourdes, Fatima e Medjugorje costituiscono una meta privilegiata per i pellegrini di tutto il mondo. La Chiesa cattolica ha riconosciuto le diciotto apparizioni avvenute a Lourdes, nel 1858, a santa Bernadette Soubirous, e le sei avvenute a Fatima, nel 1917, ai santi Francisco e Jacinta Marto, scomparsi prematuramente, e a suor Lúcia dos Santos, morta nel 2005 e di cui è in corso la causa di beatificazione. Le apparizioni portoghesi sono legate anche al famoso segreto di Fatima, diviso in tre parti. Nella terza parte, svelata durante il Grande Giubileo del 2000, san Giovanni Paolo II ha visto la profezia dell’attentato da lui subito il 13 maggio 1981, per mano di Ali Agca.
L’allora cardinale Joseph Ratzinger, commentando la pubblicazione del testo del terzo segreto di Fatima, osservò: “Chi legge con attenzione il testo del cosiddetto terzo segreto di Fatima, resterà presumibilmente deluso o meravigliato dopo tutte le speculazioni che sono state fatte. Vediamo qui raffigurata in un’istantanea e con un linguaggio simbolico di difficile decifrazione la Chiesa dei martiri del secolo ormai trascorso.”

Lo Scetticismo verso Medjugorje
Sulle presunte apparizioni di Medjugorje, che avverrebbero dal 24 giugno 1981 a sei veggenti, la Chiesa mantiene un forte scetticismo, nonostante i risultati della Commissione internazionale di inchiesta istituita nel 2010 da Benedetto XVI e presieduta dal cardinale Camillo Ruini. Un lavoro durato quattro anni e consegnato nel 2014 a Papa Francesco, ma ufficialmente ancora segretato. Bergoglio ha sempre manifestato il suo totale scetticismo sulle apparizioni di Medjugorje, affermando: “La Madonna è madre non è un capo ufficio della posta per inviare messaggi tutti i giorni.”
Ha spiegato ulteriormente: “Sul problema di Medjugorje Papa Benedetto XVI, a suo tempo, aveva fatto una commissione presieduta dal cardinale Camillo Ruini; c’erano anche altri cardinali, teologi e specialisti lì. Hanno fatto lo studio e il cardinale Ruini è venuto da me e mi ha consegnato lo studio, dopo tanti anni - non so, 3-4 anni più o meno. Hanno fatto un bel lavoro, un bel lavoro.” Nel 2019, Francesco ha autorizzato i pellegrinaggi nella località della Bosnia Erzegovina, pur se i fedeli vi si recavano già prima nonostante il divieto ufficiale della Chiesa. Poiché il fenomeno sarebbe tuttora in corso, secondo i presunti veggenti, è difficile prevedere quando la Chiesa si esprimerà ufficialmente sulla veridicità delle prime o di tutte le apparizioni.
Nel 2018, Francesco ha nominato un visitatore apostolico a carattere speciale per la parrocchia di Medjugorje, a tempo indeterminato e ad nutum Sanctae Sedis. Il Vaticano ha chiarito che si tratta di un incarico esclusivamente pastorale, con la finalità di assicurare un accompagnamento stabile e continuo della comunità parrocchiale di Medjugorje e dei fedeli che vi si recano in pellegrinaggio, le cui esigenze richiedono una peculiare attenzione. Il primo a svolgere questo incarico è stato monsignor Henryk Hoser, arcivescovo-vescovo emerito di Warszawa-Praga, in Polonia, scomparso nel 2021.
L'Assunzione della Vergine Maria e il Dogma
È significativo che l’ultimo dogma della Chiesa cattolica riguardi proprio la Madonna: si tratta dell’Assunzione al cielo in anima e corpo della Madre di Gesù, proclamato da Pio XII il 1° novembre 1950, con la costituzione apostolica Munificentissimus Deus. La solennità dell’Assunzione viene celebrata nel cuore dell’estate, il 15 agosto. Papa Francesco ha ricordato che “il poeta Dante definisce la Vergine Maria ‘umile e alta più che creatura’. È bello pensare che la creatura più umile e alta della storia, la prima a conquistare i cieli con tutta sé stessa, in anima e corpo, trascorse la vita per lo più tra le mura domestiche, nell’ordinarietà, nell’umiltà. Le giornate della Piena di grazia non ebbero molto di eclatante. Si susseguirono spesso uguali, nel silenzio: all’esterno, nulla di straordinario.”
Il Fenomeno di Trevignano Romano: un Caso Controverso
Recentemente, le apparizioni mariane sono tornate a far discutere con la vicenda, a tratti grottesca, di Trevignano Romano. Secondo la presunta veggente, Gisella Cardia (vero nome Maria Giuseppa Scarpulla), la Madonna apparirebbe, piangerebbe sangue, parlerebbe e moltiplicherebbe persino il cibo, come gnocchi, pizza e coniglio. La donna, in passato, è stata condannata a due anni di reclusione, con pena sospesa, per bancarotta fraudolenta. Monsignor Marco Salvi, vescovo di Civita Castellana, diocesi di cui fa parte Trevignano Romano, ha affidato a una commissione di esperti l’incarico di studiare le presunte apparizioni. La diocesi ha precisato che “i tempi necessari ad un serio esame dei presunti fenomeni, richiede ponderatezza e vari passaggi, non certamente legati alla velocità dell’informazione mediatica.”

Il Documentario "Lourdes" di Teurlai e Demaiziere
Lourdes è uno spazio universale, un moto dello spirito, un’idea di terribile sofferenza. Un documentario immersivo e contemplativo sul luogo dell’apparizione della Vergine Maria alla pastorella Bernadette nel 1858 non era mai stato girato. Jessica Hausner, nel 2009, aveva già filmato scampoli del suo film omonimo di finzione nei pressi della sacra grotta, venerata ogni anno da 3 milioni di pellegrini. I registi francesi Alban Teurlai e Thierry Demaiziere propongono una visione classicamente documentaristica, offrendo uno sguardo rispettoso e indulgente verso un fenomeno religioso/spirituale di massa. Il loro lavoro è un tentativo realistico di seguire pratiche e abitudini di volontari e lavoranti di Lourdes, e di disseminare frammenti delle storie dei singoli pellegrini giunti dinanzi a ceri, messe, acque benedette, per poter ottenere un miracolo.
La mamma di un ragazzo, finito su una sedia a rotelle dopo un incidente quando era bambino, prova ad ironizzare: “Siamo in troppi sarebbe come vincere alla lotteria.” Ma il Lourdes di Teurlai e Demaiziere non è un’operazione dal tono sarcastico o interrogativo. La macchina da presa non è lì per indagare fenomeni inspiegabili o per sfottere qualcuno. Semmai lo sguardo è predisposto per farsi sorprendere, la cinecamera per immortalare una stretta di mano, un gesto disperato, una bavetta che esce dalle labbra di un infermo, proprio perché ciò che accade a Lourdes ogni giorno, ogni ora, ogni minuto, sono quelle cose lì. Non è necessario forzare scandalisticamente la visione né dal lato voyeuristico, né da quello autocensorio. Grazie a questo approccio riguardoso verso il tema e il luogo osservato, Teurlai e Demaiziere colgono dettagli banali e infinitesimali della silenziosa, solenne, reiterata liturgia che riempie e colora a tinte non certo sgargianti questo brulicante spazio urbano oramai totalmente dedicato a una manifestazione collettiva di religiosità riconosciuta nel mondo. A questa illustrazione del rito vengono affiancati malati che giungono a Lourdes compiendo estremi sacrifici, anche economici, magari solo per sfiorare la roccia della grotta dell’apparizione o immergersi nell’acqua santa.
Sui "personaggi" scelti, disseminati in tanti frammenti dispersi dentro al tessuto narrativo generale senza cercare un climax o un apice emotivo, c’è un tentativo di mostrare il loro più profondo desiderio di fede. Citare quel pover’uomo malato della sindrome di Lou Gehrig, consapevole della morte che verrà, intento più che all’idea del miracolo a quell’eterno donarsi a Cristo, raggela il sangue nelle vene. In questa ineluttabilità del destino, il Lourdes di Teurlai e Demaiziere sembra demistificare il dato dell’impossibile a favore di un’umanità che in questo viaggio dei miracoli accetta sommessamente e dignitosamente la sofferenza e in alcuni casi la fine come fosse già nota. Una visione consigliata soprattutto a tutti quegli atei distratti come l’estensore di queste righe. Il duo francese aveva precedentemente girato Rocco, il documentario del 2016 su Rocco Siffredi.
La "Commissariazione" di Lourdes da Parte di Papa Francesco
Dopo Medjugorje, Papa Francesco ha "commissariato" anche Lourdes. Bergoglio ha infatti nominato monsignor Antoine Hérouard, vescovo ausiliare di Lille, delegato a disposizione della Santa Sede per il santuario di Lourdes. Un provvedimento, precisa il Vaticano, deciso per “accentuare il primato spirituale rispetto alla tentazione di sottolineare troppo l’aspetto gestionale e finanziario” e per “promuovere sempre di più la devozione popolare che è tradizionale nei santuari.”
Il mandato di monsignor Hérouard, che non lascerà il suo incarico di vescovo ausiliare di Lille, sarà limitato al solo santuario mariano, mentre la diocesi di Tarbes e Lourdes rimarrà affidata al vescovo Nicolas Jean René Brouwet. Quest’ultimo, noto per le sue posizioni molto vicine ai lefebvriani, è stato nominato alla guida della diocesi di Tarbes e Lourdes nel 2012 da Benedetto XVI, quattro anni dopo essere diventato vescovo ausiliare di Nanterre sempre per volontà di Ratzinger.
Il commissariamento di Lourdes è stato comunicato da monsignor Rino Fisichella, presidente del Pontificio Consiglio per la nuova evangelizzazione, che ha anche la delega per i santuari. Lo stesso presule negli ultimi mesi ha svolto la missione riservata di “inviato speciale” per il santuario mariano, una sorta di visita canonica a seguito della quale, scrive il Papa, “desidero comprendere quali ulteriori forme il santuario di Lourdes possa adottare, oltre alle molteplici già esistenti, per divenire sempre di più un luogo di preghiera e di testimonianza cristiana corrispondente alle esigenze del popolo di Dio.”
In Bosnia Erzegovina, il Papa ha nominato monsignor Henryk Hoser, arcivescovo emerito di Varsavia-Praga, quale visitatore apostolico a carattere speciale per la parrocchia di Medjugorje, a tempo indeterminato e a disposizione della Santa Sede. Una decisione alla quale recentemente è seguito il via libera ai pellegrinaggi deciso da Bergoglio, senza però esprimere un giudizio in merito alle presunte apparizioni mariane che si verificherebbero dal 1981 a sei veggenti. La Santa Sede, infatti, ha chiarito che tutto deve essere organizzato “sempre avendo cura di evitare che questi pellegrinaggi siano interpretati come una autenticazione dei noti avvenimenti, che richiedono ancora un esame da parte della Chiesa. Va evitato dunque che tali pellegrinaggi creino confusione o ambiguità sotto l’aspetto dottrinale.”
In Vaticano precisano, inoltre, che “la nomina del delegato per il santuario di Lourdes non è a tempo indeterminato, come invece è stata quella di monsignor Hoser a Medjugorje, e ciò significa che, nelle intenzioni, non si tratta di un incarico permanente ma a tempo, finalizzato alla cura pastorale e spirituale dei pellegrini.” È evidente, quindi, che l’auspicio di Francesco è che siano risolti rapidamente i problemi che riguardano l’aspetto gestionale e finanziario del santuario mariano per poter ritornare alla normale amministrazione.
I Miracoli a Lourdes e la Loro Verifica Scientifica
Per comprendere meglio analogie e differenza tra Medjugorje e la cittadina ai piedi dei Pirenei, è utile leggere il nuovo libro di Fabio Bolzetta, giornalista e conduttore di Tv2000. Il volume si intitola Miracoli a Lourdes (Paoline) ed è una vera e propria inchiesta: seria, rigorosa e ben documentata delle guarigioni scientificamente inspiegabili, avvenute in questo celebre luogo di pellegrinaggio mariano. Il libro è impreziosito dall’intervista a suor Bernadette Moriau, 70esimo e ultimo miracolo di Lourdes annunciato l’11 febbraio del 2018. Già, perché nonostante dal 1858 - anno delle 18 apparizioni - a oggi le guarigioni siano state tantissime, la Chiesa finora ha riconosciuto ufficialmente soltanto 70 miracoli.
Bolzetta scrive: “Ho esaminato tutti i casi qui raccontati, anche con il ‘dottore di Lourdes’, il presidente dell’ufficio nato presso il Santuario per registrare e studiare le dichiarazioni spontanee di guarigione prima che possano un giorno essere riconosciute come ‘inspiegate’.” Questo ufficio, il Bureau des Constatations Médicales, è stato istituito nel 1883, su richiesta del primo rettore del Santuario, padre Rémi Sempé, dal dottor Georges-Fernand Dunot de Saint-Maclou. Un medico aristocratico che si reca a Lourdes perché la moglie gli chiede di accompagnarlo sull’eco del primo pellegrinaggio francese nazionale del 1873. A un certo punto - racconta de Franciscis - è il rettore a chiedergli se può immaginare di trasferirsi a Lourdes ed egli alla fine accetta per dare vita, nel 1883, alla missione che gli è stata affidata: organizzare un’istituzione che facesse in modo che, da allora sino a oggi, nessuno potesse ripartire da Lourdes dicendosi guarito senza aver sottoposto la sua storia di guarigione a una verifica medica rigorosa con metodo scientifico e collegiale. Sarà l’unico laico ad abitare, fino alla morte, presso la casa dei cappellani di Lourdes ed è a oggi l’unico laico seppellito nel piccolo cimitero dove riposano i cappellani nei pressi della residenza episcopale. Alla sua morte nel 1891, il vescovo della diocesi nominerà il suo braccio destro come nuovo medico permanente, nel 1892, il dottor Gustave Boissaire.

Lourdes e i Pontefici: Un Legame Storico
Lourdes rappresenta anche un tassello importante nella vita dei pontefici degli ultimi due secoli. È qui che, nel 2017, Francesco ha voluto che si celebrasse la 25esima Giornata mondiale del malato, istituita da Karol Wojtyla l’11 febbraio di ogni anno, il giorno della prima apparizione mariana nella cittadina francese. È qui che Benedetto XVI si è fatto pellegrino nel 2008, 150 anni dopo le apparizioni. È qui che San Giovanni Paolo II, che più volte aveva pregato davanti alla Grotta di Massabielle, ha deciso di compiere, “malato tra i malati”, il suo ultimo viaggio internazionale, il 104esimo, nell’agosto 2004. È qui che l’allora cardinale patriarca di Venezia - Angelo Giuseppe Roncalli, futuro San Giovanni XXIII, che precedentemente era stato nunzio in Francia - venne per consacrare la maestosa basilica sotterranea di San Pio X. E si potrebbe andare a ritroso fino al Beato Pio IX che l’8 dicembre 1854, quattro anni prima delle apparizioni, proclamò il dogma dell’Immacolata Concezione.
L'Impatto della Pandemia da Coronavirus sui Pellegrinaggi
Il Santuario di Lourdes ha dovuto affrontare le sfide della pandemia. Il sito ufficiale ha annunciato la chiusura al pubblico di tutte le piscine fino a data da destinarsi a causa dell’emergenza Coronavirus. È stata istituita un’unità di vigilanza, in contatto quotidiano con le autorità sanitarie e la Prefettura degli Alti Pirenei, per applicare le misure del Ministero della Salute. Il Santuario ha ribadito: “La nostra prima preoccupazione sarà sempre la sicurezza e la salute dei pellegrini e della comunità lavorativa del Santuario. Fino ad oggi, continuiamo ad accogliere pellegrinaggi, gruppi e individui.”
Non solo Lourdes ha preso precauzioni: il Consiglio Direttivo Nazionale dell’Unitalsi (Unione Nazionale Italiana Trasporto Ammalati a Lourdes e Santuari Internazionali) ha deciso di rinviare le partenze di tutti i pellegrinaggi dell’associazione al 20 maggio, riprogrammando quelli in calendario prima di tale data. Antonio Diella, Presidente Nazionale Unitalsi, ha spiegato: “Si è trattato di una decisione prudenziale e unanime che tiene conto del fatto che tutti noi abbiamo la grande e straordinaria responsabilità di accogliere nei nostri pellegrinaggi persone in condizioni di fragilità, bambini, ammalati e anziani, la cui salute deve essere tutelata con la massima attenzione.”

Tragico Incidente sulla Via di Lourdes
Quello che era iniziato come un normale pellegrinaggio si è trasformato in una tragedia. Una domenica sera, intorno alle 21, un autista di 55 anni, Federico Prato, ha perso la vita durante una tappa del cammino verso il santuario di Lourdes. Il pullman di cui era alla guida era fermo in un’area di sosta in pendenza e senza passeggeri a bordo. All’improvviso, ha iniziato a muoversi da solo mentre Prato era fuori dal veicolo. L’autista avrebbe tentato di fermarlo ma è stato travolto e l’intervento dei soccorsi è stato inutile. Sono ancora in corso gli accertamenti per chiarire la dinamica di quanto avvenuto ed è stata aperta un’indagine. Non si esclude la possibilità di un guasto meccanico del mezzo, anche perché, secondo le prime ricostruzioni, il freno a mano era stato inserito. “Abbiamo sentito un forte botto e l’autobus è finito nel nostro giardino” hanno raccontato alcuni residenti della zona alle cronache locali francesi.
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