La Vara di Messina: Storia e Tradizione dell'Assunta

La Vara di Messina è un'imponente macchina votiva di forma piramidale che rappresenta plasticamente il momento dell'Assunzione in cielo della Vergine Maria. Questa tradizione secolare affonda le sue radici in eventi storici e religiosi profondamente legati alla città di Messina.

Origini Storiche e Leggendarie

La tradizione fa risalire la storia della "Vara" al XII secolo, dopo la riconquista cristiana della Sicilia da parte del Conte Ruggero. L'ingresso del Conte sotto il vessillo della Madonna e la sottomissione dei giganti pagani, simboli della Chiesa d'Occidente (Mata) e della Chiesa di Costantinopoli (Grifone), segnarono la prima idea di una processione celebrativa della Vergine Assunta in Cielo.

Il primo accenno storico che fa riferimento alla Vara risale al 21 ottobre 1535, quando la macchina fu eccezionalmente organizzata in un mese diverso da agosto per celebrare l'Imperatore Carlo V d'Austria, di ritorno a Messina dopo la vittoria a Tunisi. Le documentazioni dell'epoca attestano che in quell'occasione la Vara subì dei cambiamenti, suggerendo che la sua esistenza fosse precedente a tale data, nonostante la mancanza di scritti anteriori.

In quell'anno, il Cristo fu sostituito da un adolescente che personificava Carlo V, mentre a prendere il posto della Madonna fu una bambina con una corona d'alloro, a simboleggiare la vittoria. Il nome "Vara" deriva da "Bara", per la presenza nel cippo di una bara in cui la Madonna dorme, culminando nella figura di Cristo che porge l'Anima della Vergine verso il cielo.

Evoluzione della Struttura e dei Festeggiamenti

La "vara" vera e propria, intesa come teca di cristallo per statue o reliquie, si sviluppò intorno al XVI secolo. Nel corso del tempo, la Vara di Messina raggiunse un'altezza notevole, permettendo a diverse persone di arrampicarsi su di essa. Tradizionalmente, bambini e persino neonati venivano issati in alto per essere "offerti" alla Vergine. Tuttavia, una serie di incidenti nel corso dei secoli, con feriti e vittime, portò la città a sostituire i figuranti umani con statue.

In origine, la Vara era dotata di ruote, che dopo il 1565 furono sostituite da pattini in legno, oggi in ferro, per consentirne il trascinamento sul selciato. Lo scivolamento viene agevolato dall'aspersione del piano stradale con acqua, e in alcune occasioni con acqua e sapone, per facilitare lo spostamento. I devoti che tirano la Vara comunicano tra loro utilizzando un linguaggio "marinaresco", con termini come "gomene", "timone" e "vogatori".

La struttura attuale è alta circa 13,50 metri e pesa circa 8 tonnellate. Le corde utilizzate per trascinarla sono lunghe un centinaio di metri.

Disegno della Vara di Messina con le sue diverse piattaforme e decorazioni, che illustra l'Assunzione della Vergine Maria

La Rappresentazione dell'Assunzione

La macchina devozionale è a forma piramidale. Alla base, chiamata cippo, una bara rappresenta la morte di Maria. Salendo, sono rappresentati i sette cieli che l'Alma Maria doveva attraversare per giungere all'Empireo, sintetizzati dalla cortina di nuvole che si innalzano, circondate dal sole e dalla luna, concepite secondo il sistema tolemaico. Più in alto, un globo celeste con stelle dorate raffigura le stelle fisse, e infine, alla sommità, la figura di Cristo solleva verso il cielo l'anima di Maria.

Il telaio della Vara presenta 12 lanterne astili, ripartite sulla parte anteriore e posteriore, in memoria dei 12 cieri offerti dal Clero e dal Senato Peloritano. L'elevazione somigliante all'intreccio di quattro grossi fusti presenta diversi ordini con mensole, raggiere, parti fisse raffiguranti il Sole e la Luna, e parti rotanti con angioletti. Una guglia rastremata presenta un ulteriore livello con raffigurazioni di putti, volute, stelle, pianeti e nuvole.

I Giganti Mata e Grifone

Un elemento distintivo dei festeggiamenti messinesi sono i Giganti Mata e Grifone, leggendari fondatori della città. Sulle loro origini sono state avanzate diverse ipotesi, ma è certo che i due colossi abbiano una storia antica. La statua di Grifone risale alla seconda metà del XVI secolo, mentre la Gigantessa fu rifatta completamente dopo il terremoto del 1783. Originariamente, i Giganti non avevano una forma stabile, ma venivano montati e vestiti per l'occasione.

L'ideologia di questi gruppi statuari è ricondotta a esigenze di patriottismo municipalistico, sentite nel '500, ma le loro modalità di messa in opera e fruizione popolare mostrano come abbiano subito nel corso dei secoli plasmazioni che ne hanno modificato il senso. Ciò che rimane della tradizione dei due giganti è il loro uso processionale, che lascia trasparire una plasmazione popolare determinatasi probabilmente a partire dalla fine del XVIII o dagli inizi del XIX secolo.

I Giganti Mata e Grifone durante una processione a Messina

La Festa della Vara Oggi

La Vara dell'Assunta viene portata in processione ancora oggi, il 15 agosto di ogni anno. La struttura, in legno decorato e arricchita da decine di statue, è alta 14 metri e pesa 8 tonnellate. Viene trainata da gruppi di devoti abilissimi che devono regolare i movimenti di questa alta torre, la quale non ha ruote ma supporti simili a quelli delle slitte.

L'itinerario attuale si dipana da Piazza Ettore Castronovo, lungo Via Garibaldi, con soste previste in punti strategici come Piazza Filippo Juvarra e l'incrocio con Via Boccetta, dove si assiste a spettacoli pirotecnici. Una sosta prolungata avviene davanti Palazzo Zanca, sede del Municipio, dove stazionano i Giganti. Un altro momento cruciale è la "girata", in cui la Vara si immette da Via Garibaldi in Via I Settembre per dirigersi verso la meta conclusiva, Piazza Duomo.

I preparativi per il montaggio della "Machina" iniziano il 1° agosto. La sera della vigilia viene celebrata la Messa davanti alla Vara, con il tradizionale rituale dell'offerta di fiori. La mattina di Ferragosto avviene il montaggio delle corde al "cippo", la loro bagnatura e lo srotolamento. Nel primo pomeriggio ha inizio l'assembramento di centinaia di devoti tiratori, che oggi indossano capi di colore bianco con cintura o fascia celeste, colori tipici dell'iconografia mariana.

L'evento è scandito da uno scoppio di mortaretti che segnala l'imminente partenza, salutata dal lancio di cartoncini colorati. Tra i momenti più seguiti e suggestivi è la cosiddetta "girata", il cui superamento segna l'avanzamento verso la Cattedrale, dove la Vara arriva tra il tripudio di una piazza ricolma di fedeli.

Sospensioni ed Eventi Storici

La processione della Vara ha subito diverse interruzioni nel corso della sua storia. Tra queste, si ricordano:

  • Dal 28 dicembre 1908 al 1925, a seguito del terremoto del 1908, con ripresa il 15 agosto 1926.
  • Durante il secondo conflitto mondiale, dal 1943 al 1945, con ripresa nel 1946.
  • Dal 2020 al 2022, a causa della pandemia di COVID-19.

La Chiesa messinese, dal giorno del ritorno di Ruggero d'Altavilla, non ha mai smesso di dedicare ogni anno festeggiamenti sacri e profani alla sua santa Patrona. Purtroppo, non esistono fonti antiche originali che illuminino sui festeggiamenti tenuti nei primi anni del cristianesimo e sulla stessa processione dell'Assunta.

Documentario - La città di Messina

La festa del 15 agosto viene celebrata in modo particolare in altri centri della provincia di Messina, come Acquedolci, Capizzi, Gallodoro, Mistretta, Novara di Sicilia, S. Angelo di Brolo e Tusa, ognuno con le proprie specificità culturali e devozionali.

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