L'Ibis Eremita: Caratteristiche, Biologia e Conservazione

L'Ibis eremita (Geronticus eremita), noto anche come Waldrapp, è un uccello dalle caratteristiche distintive e un'affascinante storia di conservazione. Si tratta di una specie migratrice che era presente nell'Europa centrale fino al XVII secolo prima che si estinguesse del tutto a causa della variazione dei paesaggi rurali, dell'uso di pesticidi e della pressione venatoria.

illustrazione scientifica ibis eremita con dettagli del becco e della testa

Caratteristiche Fisiche e Identificazione

Come si riscontra in altri ibis, anche l’Ibis eremita ha un becco lungo e ricurvo. Questi uccelli si caratterizzano per il loro piumaggio nero e verde iridescente e per la testa calva rossa con singole marcature nere. Il viso è incorniciato da lunghe piume crestate, che gli uccelli allargano quando sono eccitati e che possono servire come indicatore dell'umore. Il becco e le zampe robuste, entrambi di colore rosso, creano un netto contrasto con il loro piumaggio scuro.

L'Ibis eremita è lungo circa 60 cm, ha un'apertura alare di 125 cm e pesa fino a 1,5 kg. La sua durata di vita è di circa 10 anni in natura, ma in cattività può vivere fino a 40 anni.

Differenze tra Adulti e Giovani

  • I giovani uccelli si distinguono facilmente per la mancanza del ciuffo sulla testa, che è grigia e piumata.
  • Inoltre, la lucentezza iridescente delle loro piume inizia a svilupparsi solo quando raggiungono la maturità sessuale.

Alimentazione e Habitat di Caccia

Gli Ibis eremita cacciano con l’aiuto del tatto e frugano nel terreno alla ricerca di larve di insetti, lombrichi e altri invertebrati. Il loro becco lungo e sottile funge da strumento perfetto per questa attività. Durante il giorno, questi uccelli amano cercare spazi aperti come prati e pascoli, con erba corta, oppure inseguono le loro prede su campi sportivi come i campi da golf.

Stile di Vita e Riproduzione

L’Ibis eremita è un uccello sociale e le colonie storiche hanno registrato numeri di diverse migliaia di uccelli prima di arrivare al rischio estinzione. I partner amano salutarsi con un rituale in cui spiegano le piume e si inchinano l’un l’altro con il verso “chrrupp”, tipico degli Ibis eremita. Di solito, questo comportamento rituale scatena un gran numero di imitazioni in tutta la colonia, consentendo agli uccelli di essere uditi anche da lontano.

Comportamento Riproduttivo

Questi ibis sono generalmente monogami stagionali; le coppie durante la stagione riproduttiva possono variare di anno in anno. Alcune coppie, tuttavia, rimangono insieme per molti anni. Durante la costruzione del nido, l’incubazione e l’allevamento, la coppia diventa sempre una squadra solida e condivide le responsabilità.

Come habitat riproduttivo, gli uccelli prediligono le pareti rocciose scoscese con numerosi anfratti o le falesie marine. Queste nicchie offrono alla prole una protezione dalle condizioni meteorologiche estreme e aiutano a tenere lontani i predatori. Gli ibis eremita costruiscono nidi di rami e vegetazione.

Depongono fino a quattro uova verdastre, di dimensioni simili a quelle di un uovo di gallina. La femmina di solito depone un uovo ogni due giorni e inizia l’incubazione non appena viene deposto il primo uovo. Il periodo di incubazione è compreso tra 24 e 25 giorni. Di conseguenza, anche i piccoli si schiudono a intervalli di circa due giorni. La gerarchia nel nido viene quindi determinata in anticipo, in base alla differenza di età, rendendo le lotte per la posizione tra i pulcini piuttosto rare.

I pulcini mettono le piume dopo un periodo di 42-50 giorni. Volano quindi con i genitori per nutrirsi e in seguito spesso si uniscono ai loro coetanei per formare gruppi giovanili. Il maschio e la femmina continuano a prendersi cura dei pulcini finché non raggiungono l’età della maturità, che è compresa tra i due e i quattro anni.

Stato di Conservazione e Progetti di Reintroduzione

L'Ibis eremita è considerato "Criticamente minacciato" dalla Lista Rossa della IUCN (Unione Internazionale per la Conservazione della Natura). La popolazione in natura conta attualmente circa 600 individui. Le specie migratorie (tipicamente avifauna) sono le più esposte a minacce e le meno controllate (difficilmente monitorabili) anche dal punto di vista della gestione e tutela faunistica. Questo perché intrinsecamente non sono facili da seguire le loro dinamiche di popolazione e gli habitat, per il fatto che non sono stanziali e cambiano abitudini e luoghi. Spesso queste specie migrano spostandosi per migliaia di chilometri, verso luoghi dove non vige nessun controllo venatorio né tutela da sostanze tossiche, veleni o disturbi antropici, esponendoli a rischi che le popolazioni stanziali non hanno.

Misure e Programmi di Protezione

  • CITES (Convenzione di Washington): La specie è protetta dalla Convenzione di Washington, che regolamenta il commercio internazionale delle specie di fauna e flora selvatiche. La CITES è un accordo tra oltre 160 governi che, attraverso leggi internazionali e nazionali, regolamenta o vieta l’esportazione, l’importazione, la vendita e la detenzione di molte specie e loro derivati.
  • RED LIST IUCN: La specie è inserita nella Lista Rossa delle Specie Minacciate di estinzione redatta dalla IUCN (Unione Internazionale per la Conservazione della Natura).
  • EEP/ESB (Programma di Conservazione Europeo): La specie rientra in un programma di conservazione europeo coordinato dall’Associazione Europea Zoo e Acquari (EAZA). L’EEP (Eaza Ex Situ species Programme) prevede diverse azioni tra cui la riproduzione in cattività per eventuali rilasci in natura, la sensibilizzazione del pubblico e la ricerca scientifica. L’European Studbook (ESB) è un inventario che ha lo scopo di monitorare lo stato in cattività degli individui di una determinata specie e generalmente precede l’EEP.
infografica sui progetti di conservazione e le rotte migratorie dell'ibis eremita

I Progetti LIFE per la Reintroduzione in Europa

Da 30 anni l’Unione Europea sostiene la realizzazione di progetti di tutela ambientale nell’ambito del programma LIFE (lo strumento finanziario UE per la difesa dell'Ambiente). Dal 2014 al 2019, il fondo LIFE ha sostenuto il primo progetto di reintroduzione dell’Ibis eremita in Europa (LIFE+12-BIO_AT_000143). Nel 2022 è iniziato un secondo progetto LIFE (LIFE20 NAT/AT/000049), che durerà per sette anni e sarà realizzato da 10 partner in quattro Paesi, tra cui l’Italia. Si tratta del primo tentativo al mondo di reintrodurre una specie migratrice estinta nella sua area d’origine con una nuova tradizione migratoria e, proprio per questo scopo eccezionale, è considerato uno dei più ambiziosi e importanti progetti di conservazione d’Europa.

Nel 2014 è stato avviato il progetto LIFE Reason for Hope, promosso da Waldrapp Team con il supporto di Parco Natura Viva ed altri partner europei, con l’obiettivo di reintrodurre l’Ibis eremita in Europa e ricostruire la sua rotta migratoria tra l’Austria e l’Italia Centrale. Questo progetto ha come obiettivo l’insediamento di altre 4 colonie nidificanti e migranti in Austria, Svizzera e Italia. La specie è interessata da anni da interventi di conservazione, per assicurarne la sopravvivenza in autosufficienza senza l’intervento umano entro il 2028, con una nuova colonia che arriverà a contare fino a 35 coppie riproduttive.

Metodologia di Reintroduzione e Monitoraggio

All’inizio del progetto di reintroduzione degli Ibis eremita è stato sviluppato un metodo innovativo per condurre gli uccelli lungo la loro migrazione: questo prevede che vengano prelevati dai nidi nei primi giorni di vita e cresciuti da "genitori adottivi umani" perché sviluppino un attaccamento a loro. La migrazione di questa specie è guidata dall’uomo: le madri adottive degli Ibis eremita a bordo di parapendii a motore insegnano infatti agli uccelli la rotta migratoria partendo dal luogo dove nascono fino al quartiere invernale comune alla popolazione europea. Una volta appreso il cammino, gli uccelli intraprendono la migrazione autonomamente, e quando diventeranno genitori a loro volta, insegneranno alla prole il percorso di migrazione.

Tutti gli esemplari sono supportati da un programma di adozioni a livello europeo, ed ogni individuo ha un nome ed un numero, oltre ad una combinazione di anelli differente. Inoltre, la maggior parte degli Ibis eremita è dotata di dispositivi GPS, per cui è possibile seguirne gli spostamenti e mettere in atto azioni volte a favorirne la conservazione.

Distribuzione Geografica e Avvistamenti in Italia

Storicamente, la specie era presente sulle Alpi dell’Europa centrale. In Europa sono presenti solo colonie semi-selvatiche o in cattività che sono oggi alla base di un programma della UE di reintroduzione della specie nel suo ambiente originario. Nell’ambito del progetto LIFE dal 2014 sono state reintrodotte popolazioni nelle Alpi, con svernamento in Toscana (oasi WWF di Orbetello), ma le dimensioni delle popolazioni non rendono ancora la specie autosufficiente. In Italia è anche presente una piccola popolazione in semi-cattività presso l’oasi dei Quadris di Fagagna (UD). Gli Ibis eremita svernano in Italia e ripartono per l’Austria attraversando le Alpi tra aprile e maggio. Si annidano nelle scogliere, in prossimità dei corsi d’acqua o lungo la costa.

Recenti Avvistamenti e Riproduzione

Recentemente, due magnifici esemplari di Ibis eremita, un adulto (di nome Schneider, monitorato via GPS) e un giovane, sono stati avvistati e stazionano in un campo aperto presso “Sa Toba”, nella periferia di Nuoro. I due esemplari avvistati e fotografati a Nuoro, provengono direttamente dalle coste della Toscana e hanno raggiunto la Barbagia attraversando il Tirreno. Il CFVA era già stato allertato alla ricerca di un esemplare, grazie al tracking GPS, ma è arrivata la sorpresa dei due esemplari di Ibis, che sono sorvegliati per garantirne l'incolumità, anche tenendo conto che si era nel pieno della stagione venatoria.

A decorrere dal 2021 sono stati osservati i primi tentativi di riproduzione della specie al di fuori delle voliere in Italia; a Roma, nella zona della Magliana, una coppia ha costruito un nido su un davanzale della sede di un’azienda. In ogni caso fino al 2023 non era noto alcun caso di involo di giovani di Ibis eremita nati in libertà in Italia. Nel 2024 abbiamo le prime testimonianze di involi avvenuti, segnando un passo importante per il successo della reintroduzione.

Etimologia

Il nome dell'Ibis eremita deriva dal greco antico γέρων (gérōn), che significa "vecchio", per l’aspetto arcigno e la testa glabra e rugosa che ricorda la testa di una persona anziana. Secondo alcuni autori la specie sarebbe stata presente naturalmente in Italia settentrionale nel XV secolo.

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