Il Significato del Nome Antida e il Valore dell'Onomastico

Il nome Antida è uno splendido nome greco antico, che possiede un significato simbolico profondamente delicato e allusivo alla spiritualità con un simbolismo orientale. Esso significa infatti "spirito in fiore" oppure "fiore dello spirito". La festa dell'onomastico è invece legata a una Santa francese, una suora dolcissima e coraggiosissima che fondò le Suore della Carità, conosciuta come Santa Giovanna Antida de Thouret.

Ritratto di Santa Giovanna Antida de Thouret

Antida Cernigliaro: Una Storia di Santità e Tradizione Familiare

In Italia, soprattutto in Lombardia (dove ha vissuto) e in Sicilia (dove vive la sorella), è molto conosciuta anche l'intensa e mistica storia di un'altra giovane straordinaria morta in "odor di santità" in periodi più recenti, nel 1962: Antida Cernigliaro. Quest'ultima è tuttora candidata ad essere fatta santa, e in onore della sua memoria, da allora, alcuni che la conobbero hanno dato questo splendido e rarissimo nome alle loro figlie.

La stessa Antida Cernigliaro ricevette questo nome per una miracolosa intercessione di guarigione fatta da Santa Giovanna Antida de Thouret alla sua famiglia, e particolarmente alla sua sorellina Pinuccia Cernigliaro. La richiesta fu avanzata, in tempo di guerra e in assenza di possibilità di uso di medicine, dal loro papà, Giuseppe Cernigliaro, medico brillante, coltissimo, tuttora amatissimo e veneratissimo nella memoria storica dei comuni della bassa bresciana. Questo evento miracoloso avvenne nella loro famiglia proprio mentre la mamma, Gina Giannicchi Cernigliaro, era in dolce attesa della seconda creatura (dopo la primogenita Pinuccia), che per questo fu chiamata Antida. Sia Pinuccia che Antida seguirono le orme celestiali della santità così vivide in quella straordinaria famiglia.

La terza sorella, che vive in Sicilia, ha chiamato la sua unica figlia femmina proprio Antida per espresso desiderio della zia Antida Cernigliaro che dal cielo ha espresso con certezza questa sua volontà di benedizione sulla nipotina (adesso adulta) a tutti i parenti siciliani, i quali erano titubanti sul nome da dare alla neonata (poiché la tradizione locale richiedeva invece di dare alla nipotina il nome della nonna paterna). Si racconta che la zia Antida apparve contemporaneamente in sogno a tutti loro con la bimbetta amorevolmente in braccio, affermando che la bambina "si chiama proprio come me". Sembra dunque che questo nome porti la benedizione di una linea di sante al femminile, conferendogli un significato bellissimo.

Il Valore e il Significato del "Buon Onomastico"

Molto spesso gli auguri di buon onomastico rappresentano ormai una sorpresa, inattesa e imprevista, che viaggia anche in solitaria, divenendo una consuetudine originale e una prassi certamente non comune per tante persone. Non più diffusa, sicuramente, in tante famiglie e in tanti ambienti, questa pratica è al tempo stesso molto gradita, come si evince in molti casi dalle considerazioni dei diretti interessati, alquanto stupiti ma molto felici.

I festeggiati, coloro che ricevono il dono degli auguri in questa circostanza per il loro nome di battesimo, reagiscono con la gioia e l’orgoglio di essere una sorta di privilegiati, perché comprendono in questo modo, in maniera inequivocabile, di figurare nel pensiero e nel ricordo di qualcuno che ha segnato in calendario la ricorrenza del proprio nome. L'onomastico, dunque, nell'etimologia della parola, può essere inteso come tecnica o arte del denominare.

Illustrazione di un calendario con un nome evidenziato per l'onomastico

Il Nome nella Tradizione e nella Spiritualità

“Un buon nome è una grande gemma”: questa citazione ci è stata tramandata dal noto poeta e drammaturgo tedesco Friedrich Schiller, autore del famoso “Inno alla gioia”. In effetti, molte famiglie oggi riflettono attentamente sul nome da dare al figlio o alla figlia prima della nascita. Secondo gli insegnamenti della Chiesa, in particolare, il nome ha un significato speciale per un bambino battezzato: lo fa uscire dall’anonimato e lo distingue dagli altri.

Già nelle prime congregazioni cristiane, era un’usanza praticata quella di attribuire ai battezzandi il nome di santi o anche di angeli. Nel Medioevo, poi, al neonato veniva dato il nome del santo del giorno stesso in cui veniva impartito il primo sacramento dell’iniziazione cristiana, in una comunità ecclesiale che ancor oggi iscrive nell’apposito registro parrocchiale la data del battesimo, non quella della nascita. Come a dire: è il nome a fare la differenza.

L'Onomastico: Un "Compleanno Sociale" che Arricchisce le Relazioni

Eppure, come affermato, l’abitudine di celebrare l'onomastico non è da tutti e a tutte le latitudini sentita, e nei giovani va perdendosi quasi del tutto. Nonostante ciò, questa festa può assumere il valore di compleanno “sociale”, una sorta di compleanno “pubblico” che reca in sé importanti implicazioni. Mentre il compleanno “anagrafico” si riconduce alla sfera del privato, alla celebrazione dell’evento ristretta ad un numero limitato di persone, l’onomastico sancisce il riconoscimento “dell’altro” all’interno di un orizzonte di relazioni più ampio.

Gli auguri, in questa particolare circostanza, recano un messaggio il cui significato potrebbe essere così espresso: “Mi stai a cuore, e anche se non so quando sei nato, non essendo nel novero dei tuoi legami più intimi, troverò nell’onomastico l’occasione utile per dimostrarti, con un gesto di affetto, che ti penso, che sei importante”. Ma l’onomastico non serve solo ad esprimere un riconoscimento di tipo unidirezionale: a partire dall’atto di “riconoscimento dell’altro” - il destinatario degli auguri - l’onomastico restituisce, in un orizzonte di senso autenticamente relazionale, anche una ricaduta sul “riconoscimento del sé”, per colui che gli auguri li porge.

Il tema basilare è quello dell'essere “chiamati per nome”, in una logica di nuovo umanesimo attento ai volti e alle persone. L’augurio di “Buon onomastico!” viene inserito in una logica di ritrovata attenzione per l’assoluta originalità di ciascuno, l’irripetibilità delle storie dei singoli, l’essenza del contributo di ciascuno alla vita di tutti.

Il valore culturale ed umano di questa festa può riconoscersi infatti nell’opportunità che offre di facilitare lo scambio di emozioni di segno positivo, nel valorizzare il ruolo di ciascuno, nel sollecitare comportamenti di attenzione e generosità, nel contribuire alla formazione di un pensiero relazionale ed empatico, atteggiamenti tutti che in questa fase sembrano in verità sempre più difficili. Possiamo ribadire che determinate tradizioni, alcune squisite usanze che arrivano dalle generazioni che ci hanno preceduto, come quella dell’onomastico, sono a rischio di estinzione, specialmente fra le nuove generazioni.

L’uso pervasivo delle tecnologie e la spersonalizzazione spinta dei rapporti reali tra le persone hanno portato i giovani a ripiegare su se stessi, visitando relazioni prevalentemente virtuali, spesso unidirezionali, comunque non favorevoli allo sviluppo della capacità di riconoscimento dell’altro e nell’altro. Allora si avverte profondamente il bisogno di ricercare, in ogni sollecitazione culturale, sociale ed educativa a nostra disposizione, compreso nel recupero di tradizioni popolari locali, a volte accantonate in nome della modernità, l’opportunità di tenere acceso un dialogo che possa arricchire, in un senso profondamente aperto e inclusivo, la vita dei singoli e le relazioni interpersonali. Tutto questo, anche al fine di scongiurare dimensioni di solitudine e di isolamento dal contesto sociale, più che mai dannose nel contesto attuale. Rendiamo omaggio ai nomi, dunque, perché anche questo aiuterà a cambiare in meglio la nostra società.

tags: #antida #auguri #buon #onomastico