La ricorrenza della Commemorazione dei Fedeli Defunti suscita in tutti noi il ricordo di chi ci ha lasciato e il desiderio di rinnovare nella preghiera quegli affetti che con i nostri cari ci hanno tenuto uniti durante la loro vita terrena. È ciò che esprimiamo con il termine suffragio, parola che deriva dal verbo latino suffragari che significa: soccorrere, sostenere, aiutare.
In vari modi la Chiesa ci insegna che possiamo suffragare le anime dei nostri cari defunti: con la celebrazione di Sante Messe, con i meriti che acquistiamo compiendo le opere di carità, con l’applicazione delle indulgenze. La Chiesa ci propone, per confortare le anime del Purgatorio, anche la pratica delle "indulgenze".
Le indulgenze ottengono la remissione della pena temporale dovuta per i peccati. Ogni colpa, anche dopo il perdono ottenuto nella confessione, lascia come un debito da riparare per il male commesso. Le anime dei defunti saldano i loro debiti nel Purgatorio. La Chiesa trae dal suo tesoro spirituale, costituito dalle preghiere dei Santi e dalle opere buone compiute da tutti i fedeli, quanto è da offrire a Dio perché Egli "condoni" alle anime dei defunti quella pena che altrimenti essi dovrebbero trascorrere nel Purgatorio.
Cos'è l'Indulgenza?
Secondo il Catechismo della Chiesa Cattolica, "L’indulgenza è la remissione dinanzi a Dio della pena temporale per i peccati, già rimessi quanto alla colpa, che il fedele debitamente disposto, e a determinate condizioni, acquista per intervento della Chiesa la quale, come ministra della redenzione, autoritativamente dispensa ed applica il tesoro delle soddisfazioni di Cristo e dei Santi".
Al di là del linguaggio tecnico, cerchiamo di tradurre il tutto in termini più semplici. La pena temporale non è da concepire come una vendetta di Dio, ma come una conseguenza che deriva dalla natura stessa del peccato. Il peccato, oltre ad essere un'offesa a Dio, è anche contaminazione e corruzione dell'uomo. I nostri peccati rendono più faticoso ricostruire l'amicizia con Dio e superare quell'inclinazione al male che permane anche dopo la remissione sacramentale.
Pensiamo ad una ferita: anche dopo che ha smesso di sanguinare, continua a darci dolore ed è un punto debole. Il nostro corpo deve faticare per ricostruire il tessuto nella sua integrità. Il peccato è una ferita dell'anima; anche dopo il pentimento e l'assoluzione sacramentale, rimane come una debolezza, una fragilità che ci rende più soggetti a ricadere. Le indulgenze sono come un medicamento cicatrizzante che ci conferma nel proposito di rinnegare il peccato e sancisce la nostra volontà di aderire pienamente al progetto di Dio.
Quando un'amicizia viene infranta, essa si ricostruisce con fatica; anche dopo il perdono, rimane una difficoltà nei rapporti finché, con il tempo e la reciproca buona volontà, non si rimuovono completamente le cause e i ricordi del litigio. Allo stesso modo, anche se Dio ci riammette alla sua piena comunione, dobbiamo lavorare per staccarci completamente dal peccato e da ogni affetto malsano. È necessario un lungo cammino di conversione e di purificazione.
La pena temporale esige d'essere compiuta in questa vita come riparazione, o in Purgatorio come purificazione. Nel cammino terreno, il cristiano può vedere come mezzi di purificazione le prove, la sofferenza, le opere di carità, la preghiera, le pratiche di penitenza e l'acquisto delle indulgenze. Poiché difficilmente possiamo giungere a quella perfezione che ci permetterebbe di essere immediatamente ammessi alla piena comunione con Dio dopo la morte, la Giustizia Divina prevede un tempo di purificazione dopo la nostra morte, nel Purgatorio.

La Comunione dei Santi e il Suffragio dei Defunti
In questo cammino di perfezione e purificazione non siamo soli, ma legati gli uni agli altri da un legame invisibile ma reale, che la Chiesa chiama Comunione dei Santi. Appartiene alla stessa famiglia dei figli di Dio, e quanto ognuno di noi opera o soffre in comunione con Cristo e come offerta a Padre, produce frutti di bene a favore di tutti.
Crediamo nella comunione di tutti i fedeli in Cristo: di coloro che sono pellegrini su questa terra, dei defunti che compiono la loro purificazione, dei beati in cielo. Tutti insieme formiamo una sola Chiesa. In questa comunione, l'amore misericordioso di Dio e dei suoi santi ascolta costantemente le nostre preghiere.
In questo contesto, possiamo affermare l'importanza delle preghiere di suffragio e delle indulgenze con le quali soccorriamo i nostri defunti, abbreviando i tempi della loro purificazione. È un'opera altamente meritoria ricordare coloro che ci hanno fatto del bene, continuare a sentirci a loro vicini e solidali nel cammino di purificazione che stanno compiendo nel Purgatorio. Ancora più meritevole appare la preghiera rivolta a Dio per le anime più abbandonate e bisognose della Sua Misericordia.
Presso tutte le religioni, fin dai tempi più remoti, è diffuso il rispetto e il culto per i defunti. Mausolei, imbalsamazioni, offerte e riti sacrificali dimostrano quanto sia sentito il dovere di onorare coloro che ci hanno lasciato per una vita oltre la morte. Per molti è un preciso dovere di gratitudine per il bene ricevuto, a partire dal dono della vita, ai valori intellettuali, morali e materiali con cui i nostri cari ci hanno beneficato.
Purtroppo, sovente questo nobile sentimento viene espresso in maniera errata, con ostentazione di potere e ricchezza che non servono assolutamente al defunto, tanto meno a purificarlo dai peccati commessi durante la vita. La morte non spezza i legami che abbiamo con i defunti.
Le "tre" Chiese: peregrinante, purificante e trionfante, rimangono strettamente unite come vasi comunicanti: i beni di una si riversano sulle altre. È una verità di fede che proclamiamo nel simbolo apostolico quando affermiamo: "credo nella comunione dei santi".
Noi che siamo ancora in vita possiamo con fiducia invocare e ottenere l'aiuto dei beati in cielo, i quali intercedono per noi. Le anime del Purgatorio, invece, si trovano in una condizione per la quale non possono più meritare per sé stesse; mentre noi abbiamo la possibilità di aiutarli, di lenire le loro sofferenze, abbreviando la loro purificazione.

Come Ottenere l'Indulgenza Plenaria per i Defunti
La Chiesa cattolica dedica il mese di novembre in modo speciale alla preghiera per i fedeli defunti. Questo periodo invita i credenti a offrire messe, preghiere e opere di misericordia per le anime del Purgatorio. Per tutto il mese di novembre c'è la possibilità di lucrare indulgenze plenarie per i defunti.
Condizioni Generali per l'Indulgenza Plenaria
Per ottenere l'Indulgenza plenaria, oltre all'azione o opera richiesta, è necessario:
- Il ripudio del peccato.
- Il proposito di non commetterne mai più.
- Il rifiuto di qualunque affetto verso il peccato.
Queste condizioni, sebbene possano sembrare difficili, sono le più alte e santificanti.
Indulgenza Plenaria per i Defunti (1-2 Novembre)
È possibile acquistare a favore delle anime del Purgatorio l'indulgenza plenaria (una sola volta) dal mezzogiorno del 1° novembre fino a tutto il 2 novembre, a condizione che si compiano le seguenti azioni:
- Visitare una chiesa.
- Recitare il Credo.
- Recitare il Padre Nostro.
- Essersi confessati sacramentalmente (questa condizione può essere adempiuta parecchi giorni prima o dopo).
- Aver ricevuto la Santa Comunione.
Suggerimenti Pratici
Per evitare il rischio di lasciare le cose a metà, si consiglia di andare alla Santa Messa vespertina del 1° Novembre oppure ad una delle S. Messe del 2 Novembre. Quando sei in Chiesa per la S. Messa, oltre a confessarti e fare la Santa Comunione, recita le preghiere indicate.
COME I DEFUNTI COMUNICANO CON NOI
Preghiere Fondamentali
Le preghiere fondamentali da recitare per ottenere l'indulgenza plenaria sono:
Il Credo
Credo in un solo Dio, Padre Onnipotente, creatore del cielo e della terra, di tutte le cose visibili e invisibili. Credo in un solo Signore Gesù Cristo, unico Figlio di Dio, nato dal Padre prima di tutti i secoli: Dio da Dio, Luce da Luce, Dio vero da Dio vero, generato, non creato, dalla stessa sostanza del Padre; per mezzo di Lui tutte le cose sono state create. Per noi uomini e per la nostra salvezza discese dal cielo, e per opera dello Spirito Santo si è incarnato nel seno della Vergine Maria e si è fatto uomo. Fu crocifisso per noi sotto Ponzio Pilato, morì e fu sepolto. Il terzo giorno è risuscitato secondo le Scritture, è salito al cielo, siede alla destra del Padre. E ritornerà nella gloria per giudicare i vivi e i morti; e il suo regno non avrà fine. Credo nello Spirito Santo, che è Signore e dà la vita, e procede dal Padre e dal Figlio, e con il Padre e il Figlio è adorato e glorificato, e ha parlato per mezzo dei profeti. Credo la Chiesa, una santa cattolica e apostolica. Professo un solo Battesimo per il perdono dei peccati. Aspetto la risurrezione dei morti e la vita del mondo che verrà. Amen.
Padre Nostro
Padre Nostro, che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano, e rimetti a noi i nostri debiti, come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione, ma liberaci dal male. Amen.
Ave Maria
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te. Tu sei benedetta fra le donne e benedetto è il frutto del tuo grembo, Gesù. Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Come era nel principio, ora e sempre, nei secoli dei secoli. Amen.
Atto di Dolore
Mio Dio, mi pento e mi dolgo con tutto il cuore dei miei peccati, perché peccando ho meritato i tuoi castighi, e molto più perché ho offeso Te, infinitamente buono e degno di essere amato sopra ogni cosa. Sostienimi con il Tuo aiuto, o mio Dio, e dammi la grazia di non offenderti mai più.