La Chiesa valdese rappresenta una delle realtà storiche più antiche del panorama protestante, con radici che affondano in circa 850 anni di storia. Nato come movimento pauperista intorno al 1174 per opera di Valdo di Lione, il gruppo scelse di spogliarsi dei propri beni per predicare il Vangelo, subendo nel tempo pesanti persecuzioni. Nel 1532, il movimento decise di aderire alla Riforma protestante europea, un passaggio che segnò una svolta teologica e organizzativa fondamentale per la comunità.

La posizione teologica su Maria
Spesso, nel dibattito pubblico e religioso, emerge la domanda: i valdesi credono nella Madonna? La risposta richiede un chiarimento necessario per distinguere tra fede cristiana universale e dottrine specifiche. I valdesi confessano la fede cristiana espressa nel Credo apostolico, ma si differenziano dal cattolicesimo romano per l'interpretazione del ruolo dei santi e della madre di Gesù.
È un errore comune considerare l'atteggiamento evangelico verso Maria come "negativo". Al contrario, i valdesi nutrono il massimo rispetto per lei, considerandola un grande esempio di fede. Tuttavia, la loro posizione si limita rigorosamente a quanto riportato nel Vangelo:
- Maria riceve con fede il saluto dell'angelo.
- Dà alla luce Gesù per opera dello Spirito Santo.
- Assiste alla crocifissione del figlio.
Per i valdesi, Maria è la "serva del Signore", come lei stessa si definisce nel Magnificat. Proprio perché la Scrittura non fornisce fondamento ad altri dogmi, essi non riconoscono la sua perpetua verginità, l'immacolata concezione o l'assunzione in cielo come oggetti di fede obbligatori.

Perché i valdesi non pregano la Madonna?
Il rifiuto di rivolgere preghiere o atti devozionali alla Madonna e ai santi non nasce da una mancanza di stima, ma da una precisa convinzione dottrinale centrata sull'unicità di Cristo:
- Unico Mediatore: La teologia valdese, basata sul principio di Sola Scriptura e Solo Cristo, sostiene che Gesù sia l'unico intercessore tra Dio e gli uomini.
- Rispetto della Parola: Non recitando l'Ave Maria, gli evangelici evitano di trasformare un saluto biblico in una supplica rivolta a una creatura, mantenendo la preghiera indirizzata esclusivamente a Dio.
- Responsabilità diretta: La salvezza è intesa come un dono gratuito della grazia divina (per fede), che non necessita di intermediazioni umane o di suffragi da parte dei santi.
La storia del pregiudizio e il "radicalismo evangelico"
È interessante notare come, paradossalmente, alle origini del movimento, i valdesi fossero talvolta criticati dagli inquisitori proprio perché considerati "troppo mariani". Questo dimostra che, in origine, la dottrina valdese era ortodossa; il vero punto di rottura con la Chiesa cattolica riguardava la prassi: la predicazione dei laici (inclusi quelli che i poveri di Lione chiamavano "poveri") e la critica all'accumulo di potere e ricchezza da parte della gerarchia ecclesiastica.
Il cristianesimo protestante non si definisce "contro" qualcuno, ma "per" Gesù Cristo. La parola "protestante", nata nel 1529, significava originariamente "testimoniare pubblicamente" la propria fede. In questo senso, la scelta di non venerare Maria è una dichiarazione della centralità di Cristo, intesa come una scommessa sulla capacità dei credenti di vivere un rapporto diretto con Dio, senza intermediari o gerarchie terrene.
Una chiesa dell'assemblea
Oggi, la Chiesa valdese si organizza secondo un sistema sinodale: non esiste un capo terreno o una gerarchia sacerdotale. Le comunità sono gestite da assemblee di credenti, in cui pastori e laici hanno pari dignità. Questo modello rispecchia la convinzione che, in Cristo, ogni battezzato sia chiamato a una vocazione sacerdotale. La vita della chiesa si concentra sulla lettura della Bibbia, sulla celebrazione dei due sacramenti (Battesimo e Santa Cena) e sull'impegno sociale, finanziato esclusivamente dalle offerte volontarie dei fedeli e attraverso il meccanismo dell'8 per mille, destinato unicamente ad attività culturali, assistenziali e umanitarie.