La Storia dei Sacerdoti a Offanengo

Le Radici Ecclesiastiche e i Primi Uomini di Fede a Offanengo

La storia religiosa di Offanengo, un comune legato al territorio cremasco, affonda le sue radici in tempi lontani, testimoniando una presenza ecclesiastica strutturata e vitale. L'esistenza di una Chiesa Collegiale Parrocchiale di Offanengo, menzionata in documenti fin dai primi anni del Novecento, suggerisce una lunga tradizione di sacerdoti al servizio della comunità. Tra le figure più antiche di cui si trova traccia nel materiale disponibile, si distingue don Luigi Lupo Stanghellini, che ricoprì la carica di Arciprete di Offanengo e la cui scomparsa è documentata al 4 maggio 1960. La sua figura è ricordata in una pubblicazione di Francesco Piantelli del 1960, che ne commemorava i 25 anni dalla morte, indicando quindi una sua attività fino almeno al 1935.

Archivio storico della chiesa di Offanengo, con documenti antichi

Don Agostino Cantoni: un Intellettuale di Offanengo al Servizio della Chiesa

Un'altra figura di spicco nella storia sacerdotale legata a Offanengo è don Agostino Cantoni, la cui nascita, avvenuta il 6 aprile 1925, sarà celebrata con il centenario il prossimo anno. Don Cantoni è rimasto nella memoria di molti per la sua capacità di interloquire e confrontarsi con diversi ambienti, persone e situazioni del territorio cremasco.

Origini e Formazione

Nato in una famiglia di agricoltori alle Garzide di San Bernardino (allora Comune autonomo, poi accorpato a Crema nel 1928), Agostino Giuseppe Santo fu battezzato l'8 aprile 1925. Era figlio di Antonio Cantoni e Rosina Cazzamalli, come risulta dal libro dei battezzati della parrocchia di San Bernardino. Il suo primo nome gli venne dal nonno paterno Agostino. Dopo aver completato le scuole elementari, a dodici anni e mezzo, Agostino entrò in seminario a Crema. I documenti di ammissione, datati 7 ottobre 1937, indicano che sia il padre Antonio sia il figlio Agostino erano "domiciliati sotto la parrocchia di Offanengo", segno di un trasferimento di residenza familiare nel comune. Questa scelta, all'epoca non infrequente nelle famiglie numerose del contado, lo portò a studiare nella nuova sede del seminario di Crema, una struttura ampia e luminosa che offriva condizioni ottimali di studio.

Studi Universitari e Ordinazione Sacerdotale

Nel 1945, il seminarista Cantoni fu inviato a Roma per approfondire i suoi studi presso la Pontificia Università Gregoriana, scegliendo gli ambiti di Teologia e Filosofia. A Roma, risiedette presso il Pontificio Seminario Lombardo dei Santi Ambrogio e Carlo, sotto la guida di don Francesco Bertoglio, rettore di grande valore che nel 1943 aveva nascosto 65 ebrei, salvandoli dalla deportazione. Agostino Cantoni si avvicinò all'ordinazione sacerdotale ottenendo vari titoli preliminari tra il 1946 e il 1947, rilasciati dal cardinale Francesco Marchetti Selvaggiani. Il 27 marzo 1948, Sabato Santo e vigilia di Pasqua, fu ordinato sacerdote insieme a Giuseppe Guerrini Rocco e Marco Cè, futuro patriarca di Venezia.

Don Agostino Cantoni in un ritratto da giovane sacerdote

Carriera Accademica e Filosofica

Dopo l'ordinazione, don Agostino Cantoni completò la sua formazione universitaria, conseguendo la laurea in Filosofia nel 1954 e in Teologia nel 1958. Fu libero docente di storia della filosofia moderna e contemporanea dal 1971, anno in cui ottenne la libera docenza il 2 giugno, e professore di filosofia e teologia al Seminario vescovile di Crema dal 1964 al 1980. Fu anche insegnante di religione al liceo Racchetti dal 1962/63 al 1971/72 e preside della scuola "Dante Alighieri" dal 1967 al 1971. La sua ricerca filosofica si concentrò su autori come Sciacca, Madinier e Teilhard de Chardin, esplorando temi come il "pensare africano" e l'"Éternel féminin". Don Cantoni fu anche chiamato dall'Università di Perugia a far parte dell'Associazione internazionale di filosofia della religione, partecipando a seminari internazionali a Perugia e Bologna. Il suo percorso di studi proseguì con il Dottorato in Teologia nel 1949 e l'insegnamento allo Studio teologico del Seminario di Crema (poi unito a quello di Lodi) fino al 1992, e con il Dottorato in Filosofia e la Libera docenza in Storia della filosofia moderna e contemporanea. La sua opera è considerata una sintesi efficace tra ricerca teoretica e fede cristiana, con una particolare attenzione al valore della "parola" e a gesti concreti di condivisione verso gli ultimi.

Concorso fotografico e letterario in memoria di Don Agostino Cantoni

Frate Cesare Bonizzi: "Fratello Metallo" da Offanengo

Un'altra figura sacerdotale di Offanengo che ha raggiunto una notorietà inaspettata è frate Cesare Bonizzi, meglio conosciuto come Fratello Metallo, Frate Meta o Frate Rock. Originario di Offanengo, classe 1946, era l'ultimo di dieci fratelli. Prima di entrare nell'Ordine dei Frati Minori Cappuccini, aveva lavorato come operaio e rappresentante di commercio.

Dalla Vita Laica alla Vocazione Sacerdotale

La sua passione per la musica era nata fin da bambino. Dopo aver partecipato a numerose missioni in Africa, in particolare al termine di una spedizione di carità in Costa d’Avorio nel 1983, Bonizzi decise di abbracciare il sacerdozio. Nel 1990, dopo aver assistito a un concerto dei Metallica, ebbe l'illuminazione di utilizzare la musica, in particolare l'heavy metal, come strumento di diffusione del Cristianesimo. Le canzoni diventarono per lui un mezzo per pregare, condividere, comunicare ed evangelizzare.

Il Fenomeno "Fratello Metallo"

Frate Cesare incise una quindicina di album, tra cui il noto "Misteri" del 2008. Interpretava i testi delle sue canzoni con una voce potente e travolgente, definendosi spesso "PrediCantore" per unire la predicazione alla musica. Le sue esibizioni lo portarono anche al Gods of Metal, uno dei più celebri festival di genere, e in diverse trasmissioni televisive. Tuttavia, nel 2009, a causa della sovraesposizione mediatica che lo aveva trasformato in un fenomeno di massa, decise di ritirare definitivamente il personaggio di Fratello Metallo. Frate Cesare Bonizzi si è spento lunedì 18 novembre 2024 a 78 anni nel convento dei Cappuccini di Barbarano di Salò, dove risiedeva.

Frate Cesare Bonizzi (Fratello Metallo) sul palco con la chitarra

La Presenza Sacerdotale Contemporanea: Don Nicholas Sangiovanni

Oggi, la comunità di Offanengo vede l'impegno di giovani sacerdoti come don Nicholas Sangiovanni. Ordinato nel 2017 e classe 1990, don Nicholas è originario di Scannabue (CR) e ha assunto il suo incarico a Offanengo nel 2020, in piena emergenza pandemica. La sua vocazione, come lui stesso racconta, è stata profondamente influenzata da un parroco esemplare, don Elio Ferri.

Impegno nell'Oratorio e nella Comunità

A Offanengo, don Nicholas ha riaperto l'Oratorio San Giovanni Bosco dopo il lockdown, trasformandolo nuovamente in un vivace punto di riferimento per giovani e adulti. Con il supporto di numerosi volontari, molti dei quali pensionati, l'oratorio offre diverse attività. Ogni anno viene organizzata la "Settimana dell’Oratorio" il 31 gennaio, in occasione della festa di San Giovanni Bosco, coinvolgendo anche i giovani delle parrocchie vicine di Bottaiano e Ricengo, che insieme a Offanengo compongono l'unità pastorale "Emmaus". Questo evento vede la partecipazione attiva di liceali e universitari che "fanno casa" in parrocchia per una settimana, unendo studio e vita comunitaria.

Nuove Sfide: l'Educativa di Strada

Don Nicholas guarda al futuro con nuove sfide, come l'educativa di strada, riconoscendo che anche in un piccolo centro come Offanengo si presentano situazioni di disagio giovanile, con ragazzi che talvolta faticano a rispettare le regole, compiono atti di vandalismo o fanno uso di alcol e droghe. La sua dedizione è parte di un più ampio impegno della Chiesa cattolica italiana sul territorio, che, con la sua rete solidale e il lavoro di migliaia di volontari, ricopre un ruolo fondamentale nella società odierna.

Don Nicholas Sangiovanni insieme a un gruppo di giovani nell'oratorio di Offanengo

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