Venerabile Suor Santina di Gesù: Vita, Vocazione e Testimonianza

Nei primi decenni del XX secolo, la Chiesa fu arricchita dal dono di numerose anime elette che, donando la propria giovinezza, assunsero un ruolo significativo nel loro tempo. Questo fu particolarmente vero per la condizione femminile che, soprattutto nell'Italia Meridionale fino alla metà del Novecento, era spesso sinonimo di inferiorità e mancata realizzazione. Tra queste figure si distingue Emanuela Giovanna Scribano, nota come Suor Santina di Gesù, la cui vita fu un inno alla fede, alla sofferenza e al servizio.

Ritratto fotografico di Suor Santina di Gesù

La Nascita e la Giovinezza di Emanuela Giovanna Scribano

Emanuela Giovanna Scribano nacque a Ragusa il 4 dicembre 1917, in una famiglia economicamente dignitosa dove la fede cristiana era particolarmente sentita. Nella più tenera infanzia, sua madre, Giovanna Spatuzza, morì dopo una lunga malattia. Questa perdita improvvisa segnò Emanuela per tutta la vita, portandola a una naturale inclinazione al pianto e a una certa debolezza di carattere, che tuttavia imparò a superare grazie alla sua forte volontà.

Per volere della madre, fu affidata alle cure della nonna paterna, mentre sua sorella Michelina andò a vivere dalla nonna materna. Rimase con la nonna paterna finché suo padre, Giovanni, che si era risposato con Giovanna Moltisanti, non la richiamò con sé. Intanto, Emanuela andò a lezione di taglio e cucito. Il padre e la seconda moglie si trasferirono nel paese di Mazzarrone, ma Emanuela li raggiunse solo nell'aprile dei suoi sedici anni.

Un giorno, a seguito di intense vessazioni da parte della matrigna, Emanuela uscì di casa e si sedette su una pietra per piangere la propria condizione di orfana incompresa. Fu in quel momento che la colse un pensiero rivelatore: «Chi sa come dev’essere bello in monastero quando suona l’Ave Maria!».

La Chiamata alla Vita Consacrata

Nonostante la chiara vocazione, Emanuela dovette attendere a lungo per metterla in pratica. Manifestò inizialmente il suo desiderio al confessore e poi a una suora assistente dell’Azione Cattolica. La madre generale di allora, Suor Caterina Di Pasquale, l’accolse con gioia, ma la inviò al Collegio di Maria, un istituto per le figlie di debitori poveri, come aiutante d'asilo. La giovane Emanuela, intelligente e seria, era ricca di volontà, anche se le mancava il diploma elementare, avendo dovuto interrompere gli studi.

Per non cedere alla delusione ricevuta, Emanuela si immerse nel lavoro di sartoria, intensificando al contempo le preghiere, le rinunce e le suppliche alle suore, senza ottenere risultati immediati riguardo all'ingresso in convento. Tuttavia, la sua perseveranza fu premiata. Un giorno, una sua cliente, intercedendo presso la Casa madre delle suore per una postulante rimandata in famiglia, riferì che Madre Caterina avrebbe invece riaccolto un'altra giovane che, dopo tanti anni, era rimasta fedele alla sua vocazione. Così, Emanuela Giovanna Scribano entrò a far parte delle Suore del Sacro Cuore di Ragusa nel 1938, superando varie sofferenze e difficoltà iniziali.

Suor Santina di Gesù: Professione e Missione

Compì la professione religiosa con voti temporanei nel 1941 e i voti perpetui nel 1947, assumendo il nome di Suor Santina di Gesù. Fin dal noviziato, Suor Santina si sentì spinta a offrire la sua vita a Dio per la santificazione dei sacerdoti. Inizialmente, prestò servizio agli ammalati tra le corsie degli ospedali. Nel corso del noviziato, fu deciso che dovesse diventare infermiera: conseguì quindi il diploma d’infermiera dopo un corso frequentato a Palermo.

Nell’estate del 1943, quando il fronte alleato della Seconda Guerra Mondiale si spostò in Sicilia, Suor Santina fu subito impegnata a portare aiuto come infermiera in vari ospedali di Ragusa, Messina e Siracusa, un compito che continuò a svolgere anche negli anni successivi.

Le apparizioni di Gesù alla mistica Luisa Piccarreta

La Sofferenza e la Prova della Fede

Il 22 aprile 1946, Suor Santina ebbe i primi sintomi di un ascesso perianale che, per le conseguenze sopravvenute ai tentativi di cura, si complicò in un’aracnoidite spirale con paralisi progressiva. Questa malattia interruppe il suo servizio attivo, immobilizzandola su una sedia a rotelle nel 1962. La sofferenza di Suor Santina durò sei anni.

Il 22 agosto 1948, durante un corso di Esercizi spirituali presso la Casa madre, Suor Santina sentì il desiderio di aprire il suo cuore a don Giovanni Raciti, il predicatore. Nel progetto dell’Opera che stava nascendo, erano previste alcune Ausiliarie, ovvero consacrate che prestassero assistenza, anche materiale, ai sacerdoti; il direttore spirituale immaginava che la stessa Suor Santina dovesse farne parte, realizzando il suo desiderio profondo di essere la madre di tutti i sacerdoti, presenti e futuri.

Dopo tre anni trascorsi alla clinica San Camillo di Messina, Suor Santina si trasferì, il 26 febbraio 1958, all’ospedale Umberto I di Siracusa. Intanto, la sua malattia peggiorava inesorabilmente. Malgrado le immense sofferenze fisiche, Suor Santina continuava a trasmettere a chi l’assisteva la sua profonda serenità, confortando con grande forza e gioia i sacerdoti e i fedeli che andavano a trovarla nella Casa madre del suo Istituto a Ragusa, dove trascorse gli ultimi anni di vita.

Il 30 gennaio 1968, fu ricoverata per l’ultima volta presso l’Ospedale Civile di Ragusa. Lucida fino all’ultimo, si spense il 12 maggio 1968, all’età di 51 anni, e venne sepolta nel cimitero di Ragusa.

L'Eredità Spirituale e il Processo di Beatificazione

A fronte della sua fama di santità, monsignor Francesco Pennisi, vescovo di Ragusa, chiese che fossero raccolti tutti gli scritti di Suor Santina. La fase diocesana del suo processo di beatificazione si svolse a Ragusa dal 7 ottobre 1985 al 23 novembre 1989. Sia i consultori teologi, il 14 marzo 2006, sia i cardinali e vescovi membri della Congregazione Vaticana per le Cause dei Santi, il 17 aprile 2007, si espressero favorevolmente al riconoscimento dell’esercizio delle virtù eroiche.

Il 6 luglio 2007, Papa Benedetto XVI autorizzò la promulgazione del decreto con cui Suor Santina di Gesù veniva dichiarata Venerabile. In precedenza, il 9 ottobre 2006, i suoi resti mortali erano stati traslati nella cappella della Casa madre delle Suore del Sacro Cuore di Ragusa, e dal 12 maggio 2007 riposano in una delle cappelle della casa di riposo «Maria Schininà» di Ragusa.

Il sito Internet istituzionale delle Suore del Sacro Cuore di Ragusa riporta che, come presunto miracolo per la beatificazione, è stato preso in esame il caso di un sacerdote, padre Salvatore Italia, affetto da insufficienza renale acuta e marcata oligoanuria. Il processo diocesano su tale asserito miracolo si è svolto nella diocesi di Ragusa dall’11 marzo 1991 al 16 marzo 1992 ed è stato convalidato il 25 gennaio 2002.

Don Francesco Sortino si fece interprete delle consegne ricevute da Suor Santina, avviando la fondazione dell’Opera Sacerdotale Bethania dagli anni ’60 del secolo scorso. Nel complesso operano, a partire dal novembre 1973, le Suore Ausiliarie di Gesù Sacerdote Misericordia Infinita, che si considerano figlie spirituali di Suor Santina, continuando la sua missione di preghiera e supporto per i sacerdoti.

Simbolo dell'Opera Sacerdotale Bethania o delle Suore del Sacro Cuore di Ragusa

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