La figura di Gianna Beretta Molla, medico e madre, è ampiamente riconosciuta nel nostro territorio. Tuttavia, le vicende della famiglia Martin potrebbero non essere altrettanto note a tutti.
Louis Martin e Marie-Azélie Guérin si sposarono nel 1858 e ebbero nove figli. Di questi, solo cinque femmine sopravvissero e intrapresero la vita religiosa, tra cui la celebre santa Teresa di Lisieux (di Gesù Bambino e del Volto Santo).

I coniugi Martin, entrambi orientati alla vita religiosa in gioventù, hanno lasciato una profonda testimonianza di fede e un'attenzione particolare all'educazione delle figlie. Lui, orologiaio, e lei, imprenditrice tessile, trasformarono la loro casa in una vera e propria "chiesa domestica", nonostante le numerose sofferenze e le difficoltà quotidiane che dovettero affrontare.
Il cammino verso la santità
Il percorso dei coniugi Martin verso la santità è stato riconosciuto e celebrato dalla Chiesa Cattolica attraverso diverse tappe significative.
La proclamazione a Venerabili
Giovanni Paolo II, che conosceva e stimava profondamente la coppia, li proclamò venerabili nel 1994, anno internazionale della Famiglia.
La beatificazione
Fu Benedetto XVI a elevarli agli altari, proclamandoli beati nel 2008.
La canonizzazione
La gioia della loro canonizzazione è toccata a Papa Francesco, che ha celebrato l'evento il 18 ottobre 2015, durante i lavori del Sinodo sulla famiglia.
La Peregrinatio delle reliquie
L'urna contenente le reliquie ex carne dei santi Luigi e Zelia Martin ha intrapreso un significativo viaggio in Italia, organizzato dall'associazione “Rete Internazionale dei coniugi Martin”, nata dalla collaborazione tra la Fraternità di Emmaus e la Congregazione Piccole Suore di Santa Teresa di Gesù Bambino.
L'urna è partita dal Santuario di S. Teresa a Lisieux il 23 gennaio e ha toccato diverse diocesi italiane prima di rientrare in Francia il 28 febbraio. Il viaggio ha previsto soste significative, come quella nella chiesa di san Vitale a Fuorigrotta dal pomeriggio del 5 a tutta la giornata del 6. Dal 18 aprile al 22 maggio, l'urna dei santi genitori di Teresa di Gesù Bambino ha percorso l'Italia, portando il "profumo della santità familiare" nelle nostre comunità.

Questo pellegrinaggio è stato descritto come un "viaggio speciale" che ha attraversato numerosi luoghi della Penisola, da Novara a Policoro, passando per Rimini, Assisi, Roma e Pompei, toccando venti diocesi. Un momento particolarmente toccante è stata la sosta ad Amatrice, paese colpito dal terremoto, per portare speranza e vicinanza.
L'obiettivo principale di questo pellegrinaggio è stato quello di "far conoscere l’esperienza luminosa della famiglia Martin", offrendo un messaggio di speranza e guida per gli sposi e i genitori del nostro tempo. Nonostante le differenze epocali, la fede dei coniugi Martin li rende vicini a noi, comunicando un linguaggio universale che supera le barriere del tempo e della cultura.
La fede di fronte alle avversità
La vita di Luigi e Zelia Martin è stata segnata da profonde sofferenze, tra cui la morte prematura di quattro dei loro figli. Tuttavia, essi hanno vissuto ogni prova nella luce della loro fede, mantenendo una fiducia incrollabile nel "buon Dio". Questa fede ha permesso loro di affrontare il dolore, la malattia e le preghiere inascoltate con serenità e abbandono.
Questa fede è presentata come una "bella notizia" in un mondo che rischia di perdere di vista la dimensione spirituale, diventando prigioniero della tecnica. In casa Martin, Dio occupava il primo posto in ogni aspetto della vita: "Tutto a partire da Dio, tutto per Dio. Nulla senza Dio."
La famiglia tradizionale di Eugenio Ripamonti Muller Odescalchi - Paese Reale
P. Olivier Ruffray, Rettore del Santuario di Lisieux, ha partecipato attivamente a questo pellegrinaggio, condividendo l'importanza di questa famiglia santa e le grazie che continuano a riversare sui pellegrini che visitano Lisieux.
Luigi Martin: un uomo di fede e contemplazione
Louis Martin (Bordeaux, 22 agosto 1823 - Arnières-sur-Iton, 29 luglio 1894) è stato il padre di santa Teresa di Lisieux. Di indole contemplativa, amante della poesia, del disegno e della pittura, tentò in gioventù di entrare in un monastero di San Bernardo, ma senza successo a causa della sua scarsa conoscenza del latino.
Dopo un breve fidanzamento, sposò Zélie Guérin il 12 luglio 1858 con rito civile e nella notte tra il 12 e il 13 luglio con rito religioso. Inizialmente dedicatosi al mestiere di orologiaio, in seguito collaborò con la moglie nella sua attività di merletti, diventando amministratore dell'azienda.
La coppia ebbe nove figli, ma solo cinque raggiunsero l'adolescenza. Nel 1889, Louis Martin fu colpito da due infarti e trascorse tre anni ricoverato nell'istituto Bon Sauveur di Caen.
Zélie Guérin: imprenditrice e madre devota
Maria Zelia Guérin nacque il 23 dicembre 1831 a Saint-Denis-sur-Sarthon. Studiò presso le Suore dell’Adorazione dei SS. Cuori di Picpus di Alençon e, attratta dall'ideale di consacrazione a Dio, chiese di entrare tra le Figlie della Carità di San Vincenzo de' Paoli, ma la sua richiesta fu respinta.
Nel 1853 si trasferì ad Alençon per dirigere una piccola azienda di merletti, attività in cui eccelleva come artista. Dopo il matrimonio con Louis Martin, si dedicò all'educazione dei figli e alla gestione della famiglia, pur continuando a supervisionare l'azienda.
La sua vita fu segnata da lutti familiari, tra cui la morte di quattro figli in tenera età. Nonostante ciò, Zelia visse con dolcezza, fortezza e un profondo abbandono alla volontà di Dio. Nel 1876 le fu diagnosticato un tumore canceroso. Nel giugno 1877, durante un pellegrinaggio a Lourdes, ottenne un dono di fede ancora più grande e un abbandono totale a Dio. Maria Zelia morì santamente il 28 agosto 1877.
Un esempio di santità laicale
I coniugi Martin hanno vissuto la loro fede e la ricerca della santità nella pienezza della loro condizione laicale, all'interno della famiglia e nel contesto lavorativo. La loro unione è stata caratterizzata da un amore trasfigurato dalla fede, dalla condivisione delle responsabilità lavorative e dall'impegno nell'educazione dei figli, vissuta con amorevolezza, fermezza e fede.
Hanno affrontato insieme le prove del dolore, come la perdita dei figli e la malattia di Zelia, trovando in Dio la forza per perseverare. La loro vita rappresenta un modello di come la santità possa essere vissuta nel quotidiano, attraverso l'accettazione della volontà divina e la conformazione agli insegnamenti della Chiesa.

Il loro esempio è di particolare rilevanza per gli sposi e i genitori di oggi, dimostrando come la fede possa essere un pilastro fondamentale per costruire una famiglia solida e unita, capace di affrontare le sfide della vita.
Il riconoscimento della Chiesa
Le cause di beatificazione e canonizzazione di Louis Martin e Maria Zelia Guérin sono iniziate nel 1957. Diversi processi e inchieste diocesane sono stati condotti per accertare le loro virtù eroiche e i miracoli attribuiti alla loro intercessione.
Nel 1994, Papa Giovanni Paolo II li ha proclamati Venerabili. Successivamente, Papa Benedetto XVI li ha beatificati nel 2008, e Papa Francesco li ha infine canonizzati nel 2015, riconoscendoli come i primi sposi a raggiungere insieme la santità ufficialmente riconosciuta.
La loro canonizzazione ha sottolineato l'emergere della "vocazione universale alla santità", evidenziando come la santità coniugale sia una realtà concreta e raggiungibile.
La Chiesa dedicata ai coniugi Martin in Campania
In Italia, esiste un luogo speciale dedicato alla memoria dei genitori di santa Teresa di Lisieux: la chiesa Luigi e Zelia Martin, situata all'interno della Cittadella della Carità, in Campania, tra Pompei e la Costiera Amalfitana.
Questo santuario, voluto e gestito dalla Fraternità di Emmaus, non è solo un luogo di culto, ma aspira a essere un punto di riferimento per tutte le famiglie. Oltre a custodire le reliquie dei coniugi Martin, al suo interno sono presenti anche quelle della loro santa figlia, Teresa di Lisieux, patrona della Fraternità. Le reliquie di Teresa sono significativamente custodite nel cuore dell'altare, scolpito con le fattezze dei due sposi.