Hajj: Il Pellegrinaggio Sacro dell'Islam e i Suoi Riti

L'Hajj, il pellegrinaggio alla Mecca, è il quinto pilastro dell'Islam e rappresenta un dovere spirituale fondamentale per ogni musulmano. È un viaggio che la storia ha spesso descritto come una sofferenza piamente accettata, un martirio inconsciamente ricercato, con il sogno più segreto di un devoto musulmano: "Vedere La Mecca e morire".

Obbligatorietà e Tempistiche dell'Hajj

Questo pilastro dell'Islam è facoltativo, ma deve essere compiuto almeno una volta nella vita da chi ne ha la possibilità, sia economicamente che fisicamente ed emotivamente. Si svolge in un periodo preciso, tra l'ottavo e il dodicesimo giorno dell'ultimo mese lunare islamico, chiamato Dhul Hijjah, conosciuto appunto come il "mese del pellegrinaggio". La ‘Umra, o piccolo pellegrinaggio, precede lo Hajj per coloro che non risiedono nel territorio sacro.

Origini e Storia del Pellegrinaggio

Il minuzioso rituale dell'Hajj ha chiare origini pre-islamiche e, in passato, coincideva con l'equinozio d'autunno. La pratica del pellegrinaggio alla Mecca precede l'Islam stesso, con il Corano che allude a riti già noti ai suoi ascoltatori e non contesta la sacralità della Mecca. La letteratura degli Hadīth precisa che, in epoca preislamica, le tribù arabe politeiste si recavano alla Ka'ba per venerare divinità e svolgevano riti simili a quelli poi adottati dall'Islam nascente, inclusi i sette giri della Ka'ba, la corsa tra Safā e Marwa, e le tappe ad 'Arafāt, Muzdalifa e Minā. L'Islam, tuttavia, ha posto fine al culto degli idoli, come Allāt, al-‘Uzzā e Manāt, condannate esplicitamente dal Corano.

Nella predicazione di Muhammad, il pellegrinaggio assume un significato nuovo, collegandosi alla figura di Abramo, considerato dai musulmani un profeta e modello di fede monoteista. Versetti coranici del periodo medinese attribuiscono la costruzione della Ka'ba ad Abramo e a suo figlio Ismaele. Il 624 d.C. è un anno cruciale per l'identità islamica: Muhammad istituì l'obbligo del pellegrinaggio e del Ramadan, e ordinò di cambiare la direzione della preghiera (qibla) da Gerusalemme alla Mecca. La Moschea al-Qiblatayn a Medina conserva il ricordo di questa transizione.

I Riti del Pellegrinaggio (Manasik al-Hajj)

L'Hajj è un percorso spirituale che si articola in diverse fasi, ciascuna con un significato profondo.

1. Lo Stato di Ihram e l'Intenzione (Niya)

Prima di arrivare alla Mecca, i pellegrini devono rinnovare la loro intenzione (Niya) nel cuore, dedicando l'Hajj solo all'amore di Allah con un augurio rivolto all'aldilà. In questo modo si entra nello stato di Ihram (purezza rituale). Per gli uomini, l'Ihram consiste in due panni di stoffa bianca non cuciti: uno avvolto attorno alla spalla e l'altro attorno alla vita, simbolo di umiltà e uguaglianza. Le donne indossano un semplice abito bianco e coprono la testa, ma non il volto. Durante l'Ihram sono vietate azioni violente, pensieri cattivi, litigi, rapporti coniugali, l'uso di profumi, creme idratanti, trucchi, saponi profumati, il fumo, la rasatura dei capelli e il taglio delle unghie. Anche combattere, litigare, cacciare, uccidere o ferire qualsiasi essere vivente irragionevolmente sono proibiti. I pellegrini recitano la Talbiya: "Labbayka Allāhumma Labbayk. Labbayk Lā Sharīka Laka Labbayk. Inna al-ḥamda, wa n-‘imata, Laka wal mulk. Lā Sharīka Laka Labbayk!" (Eccomi, o Allah, eccomi, eccomi. Non hai partner, eccomi qui. Tutte le lodi e le benedizioni sono Tue e a Te la sovranità su tutto. Non hai partner, eccomi qui!).

Pellegrini in ihram attorno alla Kaaba

2. Il Tawaf attorno alla Ka'ba

Il Tawaf è uno dei riti principali e consiste nel camminare per sette volte attorno alla Ka'ba in senso antiorario. La Ka'ba, una semplice struttura cubica ricostruita dai profeti Abramo e Ismaele, è considerata il sancta sanctorum e il punto focale dell'Islam, simbolo dell'universalità della fede. Durante i giri, i fedeli possono toccare o baciare la Pietra Nera, un frammento dell'originale costruzione, non come oggetto di adorazione, ma in imitazione del Profeta Muhammad ﷺ. Dopo il Tawaf, i pellegrini pregano, preferibilmente alla stazione di Abramo, e bevono l'acqua della sorgente di Zamzam.

POV Tawaf Around the Kaaba 2026 | Immersive 4K Walk in Masjid al-Haram, Makkah (Mecca)

3. Il Sa'y tra Safā e Marwa

L'ultimo rito preliminare è il Sa'y, la corsa tra le due colline di Safā e Marwa per sette volte. Questo rito commemora la disperata ricerca di acqua da parte di Agar, madre di Ismaele, per il figlio. Qui trovò la fonte di Zamzam, indicatale dal piccolo piede di suo figlio. L'inizio del Sa'y è verso Safa, camminando verso Marwa fino a un indicatore verde, a quel punto si corre verso il successivo indicatore verde, per poi continuare a camminare fino a raggiungere Marwa. In questo modo si completa un giro, e si torna a Safa per iniziare il secondo.

4. Spostamento a Mina (8° Giorno di Dhul Hijjah)

L'ottavo giorno di Dhul Hijjah segna l'inizio ufficiale dell'Hajj, noto come "Yawm al-Tarwiya" (il giorno del dissetarsi). I pellegrini si spostano dalla Mecca a Mina, un piccolo villaggio ad est della città, dove trascorrono la giornata e la notte in preghiera nelle tende. È importante riposare e rimanere idratati, poiché lo spazio può essere stretto e il caldo intenso.

5. La Sosta sul Monte Arafat (9° Giorno di Dhul Hijjah)

Il nono giorno, il "Giorno di Arafah", è il momento cruciale del pellegrinaggio. I pellegrini lasciano Mina per ritrovarsi nella piana di Arafah, a circa 25 chilometri dalla Mecca, per il Wuquf, la sosta di raccoglimento. Tutti si riuniscono e restano in piedi, simboleggiando il Giorno del Giudizio e supplicando Allah per il perdono. In questo giorno, la stoffa ricamata d'oro della Kaaba (kiswa) viene sostituita con una nuova. Dal Monte della Misericordia (Jabal Al-Rahmah), il Profeta Muhammad ﷺ pronunciò il suo ultimo sermone. Questo è un giorno di intensa preghiera e invocazioni. Un detto del Profeta ﷺ afferma che Muhammad stesso implorò a Dio il perdono dei peccati dei credenti riuniti ad 'Arafah, preparando i pellegrini a lasciare la piana con gioia, sentendosi spiritualmente rinati. I musulmani di tutto il mondo digiunano in questo giorno, mentre i pellegrini ne sono esentati a causa delle fatiche fisiche.

Sermone sul Monte Arafat

6. La Permanenza a Muzdalifah (Notte tra il 9° e il 10° Giorno)

Al calar del sole del nono giorno, la massa di pellegrini procede verso Muzdalifah, una pianura a metà strada tra 'Arafah e Mina. Qui pregano Maghrib e Isha insieme, accorciando quest'ultima a due rakat, e trascorrono la notte dormendo all'aperto, senza tende o strutture. Durante la sosta a Muzdalifah, i pellegrini raccolgono le pietruzze (della dimensione di semi di dattero) necessarie per il rito della lapidazione di Satana. Si consiglia di raccogliere circa 70 sassi come precauzione.

7. La Lapidazione di Satana (Rami) e il Sacrificio (Udhiya/Qurbani) (10° Giorno di Dhul Hijjah)

Il decimo giorno, "Eid al-Adha", la Festa del Sacrificio, è la più solenne nell'Islam. Prima dell'alba, i fedeli si trasferiscono a Mina dove avviene la "lapidazione di Satana" (Rami al-Jamarat), lanciando sette sassolini contro la più grande delle tre stele che simboleggiano Satana (Jamarat al-Aqaba). Questo rito è simbolico del rifiuto del male e dei vizi, ricordando il modo in cui Abramo rispose alla tentazione di Iblis (Satana). Dopo il Rami, molti pellegrini sacrificano un montone o una pecora (Udhiya o Qurbani), la cui carne viene distribuita ai poveri. Questo rito è associato all'obbedienza di Abramo, pronto a sacrificare il figlio Ismaele per volontà di Dio, e simboleggia la prontezza del musulmano a separarsi dalle cose più care se voluto da Allah.

Pellegrini che eseguono la lapidazione a Mina

Dopo il sacrificio, gli uomini possono radersi i capelli o tagliarseli completamente (l'opzione preferibile in emulazione del Profeta ﷺ), mentre le donne tagliano una piccola ciocca simbolica. A questo punto, è permesso uscire dallo stato di Ihram e indossare abiti comodi. Tutto ciò che era vietato durante l'Ihram è ora permesso, tranne l'intimità sessuale.

8. Tawaf Al-Ifada e Sa'i (Conclusione del Pellegrinaggio)

Il Tawaf Al-Ifada e il Sa'i sono obbligatori per completare il pellegrinaggio. I pellegrini tornano alla Mecca per compiere la circumambulazione conclusiva della Ka'ba e la corsa tra Safā e Marwa. Con il completamento di questi riti, è permesso rilassarsi e fare tutto ciò che era lecito prima di entrare nell'Ihram, inclusi i rapporti coniugali. L'area del Tawaf può essere estremamente affollata, quindi si consiglia di utilizzare i livelli superiori dell'Haram o il tetto.

9. Ritorno a Mina e Giorni Successivi (11°, 12°, 13° Giorno di Dhul Hijjah)

L'undicesimo, il dodicesimo e il tredicesimo giorno (quest'ultimo facoltativo) i pellegrini ritornano a Mina, dove gettano sette sassolini contro le tre colonne che simboleggiano Satana (Jamarah al-Ula, Jamarah al-Wusta e Jamarah al-Aqaba), in ordine. Dopo la prima e la seconda Jamarat ci si ferma per fare Du’a (supplica) rivolti verso la qibla. Ogni colonna viene colpita con sette ciottoli consecutivi, accompagnati dal Takbir.

10. Tawaf di Addio (Tawaf al-Wada')

Prima di lasciare la Mecca, i pellegrini eseguono il Tawaf al-Wada', il Tawaf di Addio, un giro di sette circumambulazioni attorno alla Ka'ba. Questo Tawaf è obbligatorio secondo i madaheb Hanafi, Shafii e Hanbali, e Sunnah secondo Maliki. Successivamente, si eseguono due rakat e si beve l'acqua di Zamzam.

Varianti Sciite e Sunnite

I riti descritti rispecchiano la tradizione sunnita. I musulmani sciiti compiono gli stessi rituali, negli stessi luoghi e negli stessi giorni, con differenze minime riguardanti principalmente alcune modalità di esecuzione della preghiera, le formule invocative durante il ṭawāf e il sa‘ī, e l'interpretazione simbolica di alcuni gesti.

Importanza e Impatto dell'Hajj

I pellegrini, tornando nei rispettivi paesi, portano con sé i ricordi commoventi della terra dei profeti, con la gioia di aver compiuto qualcosa di incredibilmente importante nella vita religiosa: non solo aver obbedito a un'ingiunzione divina ma anche aver sperimentato l'unione e la fratellanza di tutta la comunità dei credenti, un' "anticipazione del giorno del Giudizio".

Sospensioni e Sfide Storiche

Nel corso della storia, il rito del grande pellegrinaggio si è ripetuto, sempre uguale, per 1400 anni. Tuttavia, ci sono stati momenti in cui è stato sospeso a causa di guerre, pestilenze, condizioni naturali avverse o mancanza di sicurezza. Episodi come il massacro dei Carmati nel 930 d.C., le epidemie di peste e colera nei secoli successivi, e le ondate di banditismo hanno interrotto il flusso dei pellegrini. In epoca contemporanea, la pandemia di Covid-19 ha portato a severe restrizioni nel 2020 e 2021, limitando drasticamente il numero di partecipanti.

L'Hajj per l'Arabia Saudita: Economia e Soft Power

Per l'Arabia Saudita, l'Islam e il pellegrinaggio rappresentano un elemento fondamentale dell'identità del Paese. Dal 1986, il re si fregia del titolo di "Custode dei due luoghi santi". Lo Hajj e la ‘Umra sono anche una leva importante per lo sviluppo economico del Paese. La "Vision 2030" mira ad aumentare il numero di pellegrini per la ‘Umra da 8 a 30 milioni l'anno e per lo Hajj da 2 a 4-5 milioni entro il 2030, attraverso mega-progetti infrastrutturali come l'ampliamento dell'aeroporto di Gedda, il potenziamento della ferrovia ad alta velocità al-Haramein e la costruzione di linee metropolitane alla Mecca. Oltre all'aspetto economico, il pellegrinaggio costituisce un potente strumento di soft power, attraverso il quale il Regno proietta la propria influenza nel mondo islamico.

Contrasti Geopolitici e Quote di Partecipazione

Le politiche legate all'Hajj rivelano anche equilibri e tensioni geopolitiche. Per motivi di sicurezza e logistica, l'accesso alla Mecca durante il pellegrinaggio è limitato da quote assegnate a ciascun Paese in base alla popolazione musulmana residente (un pellegrino ogni mille musulmani). Contrasti significativi hanno coinvolto l'Iran, con episodi di discriminazione e restrizioni alla partecipazione degli sciiti. Esemplare è stato il boicottaggio iraniano del pellegrinaggio tra il 1988 e il 1990 a seguito di violenti scontri alla Mecca nel 1987 e la distruzione delle tombe di imam sciiti nel cimitero di al-Baqī‘ a Medina. Questi eventi hanno portato a rotture diplomatiche e riduzioni drastiche delle quote per i pellegrini iraniani.

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