I Santi Cosma e Damiano: Medici Anàrgiri e il Loro Legato Storico

I santi Cosma e Damiano, noti anche come santi medici (in greco antico Κοσμᾶς καί Δαμιανός, Kosmâs kaí Damianós; in latino Cosmas et Damianus), furono due medici romani, gemelli e fratelli maggiori dei santi Antimo, Leonzio ed Euprepio. La loro nascita è collocata intorno al 260 d.C. ad Egea, mentre il martirio avvenne a Cirro nel 303 d.C. Pare che i due fossero originari dell'Arabia, appartenenti ad una ricca famiglia. Il padre, Niceforo, si convertì al cristianesimo dopo la loro nascita, ma morì durante una persecuzione in Cilicia. La madre, Teodota (o Teodora), già cristiana da più tempo, si occupò della loro prima educazione, educandoli nella fede cristiana e nella rettitudine morale, come riportato dal testo Vita e miracoli (BHG 372). Le tradizioni agiografiche concordano nel riferirsi a loro come fratelli e medici, con Damiano perlopiù considerato il fratello minore.

La Pratica Medica Gratuita e l'Impegno Cristiano

Nel terzo secolo, al tempo delle persecuzioni contro i cristiani, l’attenzione ai malati fu la leva centrale della loro vita. I due fratelli esercitarono la professione medica nel porto cilicio di Aigéai, situato nel golfo di Alessandretta, e in seguito nella provincia romana della Siria. Curavano i malati senza farsi pagare e, per questo, furono soprannominati anàrgiri, parola greca (Ἀνάργυροι) che significa “senza argento” o “Santi non mercenari”. Con questo termine si designavano nella Chiesa greca i santi che, secondo gli scritti agiografici, esercitavano la medicina senza alcuna retribuzione.

Illustrazione antica dei Santi Cosma e Damiano che curano un malato

La loro azione era completamente gratuita nei confronti di tutti, in applicazione del monito di Asclepio: «Darete delle cure gratuitamente, se c'è da soccorrere un povero o uno straniero, perché dove c'è l'amore degli uomini c'è l'amore dell'arte». Il potere di guarigione che avevano ricevuto da Dio non lo usavano solo per curare gli esseri umani, ma anche gli animali da allevamento. La loro fama di uomini coraggiosi e di insigni benefattori si sparse rapidamente in tutta la regione. L'attività di questi Santi non si ridusse alla sola cura dei corpi; nel loro esercizio professionale miravano anche al bene delle anime con l'esempio e con la parola, riuscendo a convertire al cristianesimo molti pagani.

L'Episodio di Palladia e il Dono delle Uova

È celebre l’episodio della guarigione di una donna emorroissa, di nome Palladia, che per gratitudine offrì tre uova ai due fratelli. Dopo il loro netto rifiuto, implorò Damiano di accettare, in nome di Cristo, quel piccolo dono. Secondo la passio, Damiano, per non offendere la donna e mosso da spirito di carità, accettò le uova. Questo provocò l’ira di Cosma che chiese pubblicamente, dopo la morte, di non essere seppellito insieme al fratello.

Il Martirio e il Miracolo della Sepoltura

Durante le persecuzioni dei cristiani promosse dall'imperatore illiro-romano Diocleziano (284 - 305), Cosma e Damiano furono fatti arrestare dal prefetto di Cilicia, Lisia. Avrebbero subito un feroce martirio, così atroce che su alcuni martirologi è scritto che essi furono martiri cinque volte. I supplizi subiti differiscono secondo le fonti. Il loro supplizio è raccontato dalla Leggenda aurea, secondo la quale i due fratelli furono prima gettati nel fuoco da cui uscirono illesi. Furono poi condannati alla lapidazione, ma le pietre tornarono indietro. Successivamente, le frecce lanciate dagli arcieri ferirono i carnefici. Infine, vennero decapitati.

Rappresentazione del martirio dei Santi Cosma e Damiano secondo la Leggenda aurea

Dopo il loro martirio, coloro che avevano assistito al macabro spettacolo vollero dare degna sepoltura a coloro che tanto bene avevano elargito in vita, cercando anche di rispettare la volontà di Cosma circa la separata sepoltura. Tuttavia, ciò fu loro impedito da un cammello che, secondo la leggenda, prese voce, dicendo che Damiano aveva accettato quella ricompensa solo perché mosso da spirito di carità, onde evitare che quella povera donna potesse sentirsi umiliata dal rifiuto. Nel dipinto del Beato Angelico, la raffigurazione della sepoltura dei due Santi si basa proprio su quanto riportato dalla Leggenda aurea, con il dromedario che trasportava le spoglie di San Damiano che incomincia improvvisamente a parlare con voce umana e pronuncia queste parole: «Nolite eos separare a sepoltura, quia non sunt separati merito» (Non siano separati nella sepoltura perché non sono dissimili nel merito).

La Diffusione del Culto e il Loro Legato

La Chiesa ricorda i Santi Cosma e Damiano il 26 settembre. Il culto dei santi Cosma e Damiano, invocati come potenti taumaturghi, iniziò subito dopo la loro morte. Già nel V secolo, come riporta il vescovo di Cirro, Teodoreto († 458), si parlava della divisione delle loro reliquie, inviate alle numerose chiese già sorte in loro onore (a Gerusalemme, in Egitto, in Mesopotamia). L'imperatore Giustiniano I e il patriarca Proclo dedicarono ai santi una basilica di Costantinopoli che divenne meta di numerosi pellegrinaggi. Anche a Roma papa Felice IV (526 - 530) edificò, sul sito dell'antico Templum Romuli e della Bibliotheca Pacis, una basilica a loro intitolata, favorendo il loro culto in opposizione a quello per i pagani Castore e Polluce. Magnifiche basiliche furono dedicate loro anche in Siria, in Cappadocia e a Ravenna.

Il primo documento che attesta la presenza delle reliquie delle braccia dei Santi a Bitonto è del 1572, data di svolgimento della visita pastorale di monsignor Musso. A Firenze, Cosma era un nome molto diffuso durante il Rinascimento italiano, portato anche da membri della famiglia Medici, di cui furono patroni. La loro presenza simboleggiò quasi sempre una commissione medicea; tra gli artisti che raffigurarono i due santi, vi furono il Beato Angelico e Donatello. I Santi Cosma e Damiano sono tuttora i Patroni dei medici e dei chirurghi.

La Ex-Chiesa dei Santi Cosma e Damiano a Venezia: Un Centro di Innovazione

Tra tutte le chiese sconsacrate di Venezia, quella di San Cosma e Damiano è unica nel suo genere. Edificata nel ‘500, è diventata una maglieria (la Herion) per tutto il XX secolo, subendo enormi trasformazioni architettoniche, inclusa la creazione di due piani interni. Dopo 30 anni di abbandono, il Comune di Venezia l'ha riportata in funzione, trasformandola nel 2009 in un incubatore di impresa per progetti urbani innovativi.

Foto della ex-Chiesa dei Santi Cosma e Damiano a Venezia, riconvertita a hub di innovazione

Dal 2019, la struttura è gestita da SerenDPT, con l’obiettivo di supportare e sviluppare realtà imprenditoriali sostenibili che consentano «a giovani di tutte le età e a veneziani di qualsiasi origine, di risiedere in laguna e di contribuire alla vitalità creativa del tessuto socio-economico della città». Diverse sono le realtà che popolano la struttura, tra cui SwampGod, con il suo progetto di upcycling lanciato con Rick Owens, e la piattaforma culturale Cosmo, il progetto fondato dal musicista Emanuele Wiltsch Barberio, che dal 2020 ha trasformato temporaneamente gli spazi dell’ex-convento in una hub di produzione artistica professionale da cui sono transitati artisti nazionali ed internazionali. L’abside della Chiesa, in particolare, ospita eventi, performance, sessioni di lavoro e uffici, simboleggiando la continua evoluzione e riutilizzo degli spazi storici per nuove funzioni vitali.

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