L’affetto materno di Maria nell’abbraccio al piccolo Gesù Bambino rappresenta uno dei temi più popolari e significativi dell’arte occidentale. La raffigurazione della Natività, affiorando fin dalle origini del Cristianesimo, ha subito un’evoluzione profonda nel corso dei secoli, arricchendosi di significati, stili e tradizioni diverse.
L'Evoluzione dell'Iconografia della Natività
Le prime rappresentazioni della Natività appaiono nei primi secoli dell’era cristiana, soprattutto nei luoghi di culto come le catacombe. Come spiega Veronica Bartoletti, direttrice del Museo dell’Opera del Duomo, la più antica testimonianza visiva di questo soggetto si trova nelle Catacombe di Priscilla a Roma, datata al III secolo. Da allora, l’iconografia di questo momento ha attraversato i secoli, rendendosi inconfondibile fino ad oggi attraverso dettagli e caratteristiche peculiari.
La pittura gotica ha un lungo cammino e si muove in parallelo con l'arte gotica delle cattedrali. In Italia, abbiamo moltissime testimonianze di pittura gotica, a differenza di Francia e resto d'Europa, dove sono meno diffuse a causa dell'incuria umana e degli eventi naturali. Il percorso della pittura gotica nella penisola si sviluppa in cicli di croci dipinte, affreschi e pale d'altare. I cicli di affresco, in particolare, hanno sofferto nel tempo danni irreparabili, cancellazioni e sovrapposizioni. Nel periodo tra il XIII e il XIV secolo, la pittura gotica privilegia le forme di naturalismo e la miniatura. Nella penisola italica si distinguono tre diversi stili gotici: quello "Romanzo", legato alle tradizioni romaniche dell'Europa occidentale; quello "Bizantino", collegato alle tradizioni padane; e quello "Classicista", attestato lungo tutta la fascia adriatica e al sud. I maggiori interpreti del periodo sono stati maestri come Giotto, Cimabue, Pietro Cavallini e i pittori senesi, mentre nella scultura si annoverano Arnolfo di Cambio e Pisano.
Il periodo che va dalla seconda metà del Duecento al primo Trecento è di fondamentale importanza nel mondo dell'arte figurativa occidentale. Avviene un processo che caratterizzerà la futura pittura, trasformando l'arte pittorica da semplice raffigurazione ad azione e movimento, rendendola uno svolgimento di tematiche rappresentative e narrative.

La Natività nell'Arte Contemporanea: La Mostra a Prato "Da Betlemme a Oggi"
A Prato, una mostra intitolata «Da Betlemme a oggi» è dedicata all’immagine della Vergine con il Bambino e a quella della nascita di Gesù secondo l’iconografia classica. L’esposizione si compone di una selezione di opere scelte dalla collezione privata Shalom G.B., in cui il tema della Natività viene trattato da artisti contemporanei. Tra gli artisti presenti figurano Elio de Luca, Venturino Venturi, Ermanno Toschi, Sandro Chia, i fratelli Bueno, Romano Battaglioli e molti altri.
L’opera di copertina della mostra, intitolata «Maestà», è realizzata da Elio de Luca, pittore e scultore di origine calabrese. Formatosi alla scuola d’arte Leonardo da Vinci di Prato, De Luca è anche autore del ciclo di dipinti ispirati al Cantico dei Cantici. Questa immagine verrà utilizzata anche per il biglietto di auguri di Natale della diocesi. Monsignor Giuseppe Billi ha sottolineato che questa esposizione non è solo un omaggio al Natale, ma alla Natività intesa sia come spirito sacro sia come evento umano sorprendente in assoluto.

Inaugurazione e Orari
- L’inaugurazione della mostra si è tenuta sabato 7 dicembre alle ore 16.
- L'esposizione è allestita fino al 6 gennaio 2025 nella zona delle Volte e nella cappella dei Battuti di Santo Stefano a Prato.
Grandi Maestri e le Loro Interpretazioni della Natività
La storia dell’umanità è segnata dalla nascita di Cristo, e il Natale ricorda ai cristiani di tutto il mondo quel giorno di oltre duemila anni fa che ha cambiato per sempre la storia. L’immagine di Gesù Bambino, accudito da Maria e San Giuseppe, ha messo alla prova gli artisti nel corso dei secoli, spinti da sacrale devozione e dal desiderio di misurarsi su un tema che da sempre ha costituito un punto di partenza per artisti di ogni epoca.
La Natività di Giotto nella Cappella degli Scrovegni
La Natività di Gesù fa parte del ciclo di affreschi “Storie di Gesù”, conservati nella meravigliosa Cappella degli Scrovegni a Padova, un capolavoro di Giotto che ha segnato un punto di svolta nella rappresentazione della figura umana e dello spazio nell'arte.
In un altro contesto, un'opera sul tema è stata realizzata per decorare le stanze del convento di San Marco a Firenze, testimoniando la diffusione e la varietà delle rappresentazioni della Natività.
Piero della Francesca: Simbolismo e Matematica
Piero della Francesca è annoverato tra gli artisti più interessanti dell’arte italiana, celebre per i rigidi calcoli matematici che ordinano gli elementi nelle sue opere e per le figure simboliche dipinte nei suoi quadri. Nella sua Natività si possono notare elementi simbolici come l’asino che raglia, affiancato al coro degli angeli che inneggiano suonando e cantando al Gesù Bambino appena nato. In ciò si coglie il divario tra quanto c’è di terreno e quanto di celestiale poesia.

Giorgione: Paesaggio e Colore
Nelle opere di Giorgione si leggono due elementi significativi: l’occhio ai paesaggi e la resa dei colori. L’artista veneto ha sempre curato con molta attenzione gli ambienti nei quali colloca le sue opere, spesso colmi di significati simbolici. In un suo dipinto sul tema, lo sfondo tranquillo e sereno fa da contorno a una scena-evento in cui prevalgono la dolcezza e il silenzio.
Tiziano: Realismo e Devozione Popolare
Dopo Giorgione, il suo più famoso allievo, Tiziano, ha rappresentato la natalità ponendo in risalto la visita dei pastori, tra i primi ad omaggiare il nascituro. Questo dipinto è una umanissima rappresentazione della Natività, realizzata da uno dei più grandi pittori italiani, capace di ritrarre il tutto con un realismo impareggiabile, grazie a un portentoso gioco di luci e di ombre. Colpisce la resa realistica dei personaggi, rappresentati come individui poveri e umili, così come in realtà apparvero la notte di Natale San Giuseppe e Maria, in cerca di un posto dove dormire. La Madonna è rappresentata nella sua verità terrena, come una madre stanca dopo il parto che ammira Gesù Bambino, frutto del suo grembo. Purtroppo non è più possibile ammirare l’opera che fu rubata nel 1969 dall’Oratorio di San Lorenzo, dove era custodita.

Rubens e l'Influenza Italiana
Sebbene Rubens non fosse italiano, la sua formazione artistica avvenne durante un lungo soggiorno in Italia (dal 1600 al 1608), periodo in cui rimase profondamente influenzato dall’arte di Michelangelo, Raffaello e Caravaggio. Una sua opera, sebbene più inerente al giorno dell’Epifania che a quello del Natale, fu realizzata in Italia e destinata alla chiesa di San Filippo Neri di Fermo, a dimostrazione del legame profondo tra l'artista fiammingo e la cultura artistica italiana.
Lorenzo Lotto: Misticismo e Intimità
Nel 1523, Lorenzo Lotto dipinge “La Natività”, una piccola tavola (cm 46 x 36) conservata alla National Gallery of Art di Washington. In questo periodo, Lotto stava per concludere il suo soggiorno bergamasco (1512-1525), caratterizzato da un 'misticismo affettivo' e da un senso magico infuso nelle opere grazie all’utilizzo della luce. Questa Natività, data le piccole dimensioni, era destinata a un’abitazione privata, pensata per la devozione di una famiglia. Nel dipinto, i santi personaggi sono collocati in primo piano, ponendo l’osservatore in una posizione privilegiata, come se la scena fosse vista dall’interno, creando una condizione di intimità del fedele con il mistero che si rivela.

Il Significato della Maternità nell'Arte Secondo Vittorio Sgarbi
Le nostre radici culturali e le nostre tradizioni ci fanno rivivere ogni anno il Natale, così come il profondo significato della maternità. Per Vittorio Sgarbi, la Vergine, pur davanti a un destino più grande di lei, resta madre. Resta madre quando la vita del figlio si spegne e lei lo prende in braccio, come quando gli aveva dato la vita. Quella che è una Pietà, l’atto che dovrebbe essere il più doloroso per la Madonna, Michelangelo lo trasforma in un gesto sublime. Sgarbi, attraverso i suoi lavori, riesce sempre a stupire, offrendo una prospettiva intima dell’arte che fa riflettere e sorprende. «La Vergine qui fa qualcosa di sovrumano: avverte che il Figlio sta morendo, e non vuole farlo morire, diventa la sua spina dorsale».
La Maternità è vita, e Sgarbi mostra Madonne con Bambino che esprimono tutta l’umanità del rapporto madre-figlio, fatta di gesti familiari: Gesù Bambino che mette le mani intorno al seno nella Madonna del latte di Ambrogio Lorenzetti; che allunga il braccio verso il volto della Vergine nella Maestà di Santa Maria dei Servi di Cimabue; che infila la mano nella veste della Madonna Cowper di Raffaello; o la Madonna Tempi, sempre del Sanzio, che con una mano alza il Bambino portando il viso al suo volto, e come scrive Sgarbi, «pare di sentire la freschezza del loro profumo». Un accudimento delle Madonne nei confronti del Figlio che rende umani soggetti altrimenti divini, un’umanità fatta di giochi, tenerezze, di piedini che scalciano. Per la copertina del suo libro, Sgarbi sceglie la Madonna del Parto di Piero della Francesca, con quel grembo così avanti nella gravidanza, sottolineato dal gesto della mano. È un libro che si interroga sul significato di essere madre, raccontato in modo sublime solo dalla pittura e dalla scultura, un viaggio nella storia dell’arte riccamente illustrato, con continui rimandi alla letteratura. Il critico risponde con il suo saggio a una domanda - cosa significa essere madre nell’arte - che riguarda in egual misura il mistero della vita di ognuno di noi e il dialogo dell’uomo con Dio.
La Maternità Nell'Arte
"Un Capolavoro per Milano": La Natività di Lorenzo Lotto
La Natività di Lorenzo Lotto è stata l'opera scelta per la settima edizione dell'iniziativa culturale "Un Capolavoro per Milano", promossa dal Museo Diocesano e da Bipiemme Gestioni. L'istituzione museale milanese ha ospitato fino a gennaio questa straordinaria tela. Il restauro del 2004 ha portato alla luce, insieme alla firma, anche la data di realizzazione, 1530, e ha recuperato l'originario splendore cromatico. Proveniente dalla Pinacoteca Tosio Martinengo di Brescia, l'opera è un vero capolavoro di uno fra i più grandi artisti del Rinascimento.
Nel dipinto, la Vergine, San Giuseppe, due pastori e due angeli circondano adoranti Gesù Bambino, adagiato in una cesta di vimini e intento a giocare teneramente con l'agnello, dono dei pastori e simbolo del Sacrificio Pasquale. Il Comune di Milano ha intrapreso con successo iniziative simili, portando in mostra una sola opera - come nel caso del crocifisso attribuito a Michelangelo giovane - iniziative che consentono una maggiore concentrazione e comprensione del singolo bene culturale. La scelta di questo straordinario dipinto per il Museo Diocesano trova un'esplicita consonanza con il resto della collezione esposta permanentemente, rispondendo pienamente alla vocazione dell'istituzione museale e inserendosi appieno nel solco della sua storia.
L'allestimento dell'opera è stato davvero singolare: non si trovava esposta al pubblico al pian terreno del Museo, nella sala che ospita la Via Crucis di Previati, ma negli ambienti ipogei dove trova posto la sezione di oreficeria. Tra antichi arredi liturgici, preziose capselle e manoscritti, l'opera di Lorenzo Lotto si trovava quasi incastonata come il più risplendente dei capolavori. Alcuni filmati in flat screen, inoltre, introducevano la visita, proponendo un'inedita chiave di lettura storica e stilistica del dipinto. Le grandi dimensioni (164 cm) suggeriscono che la tela fosse destinata alla parete di un palazzo privato. È molto probabile che i volti dei due pastori siano i ritratti dei committenti, verosimilmente due fratelli, come suggerisce il loro particolare abbigliamento. Infatti, sotto le giubbe da pastori, si scorgono abiti eleganti che rivelano una condizione sociale decisamente elevata. Il capolavoro costituisce un punto nodale nel percorso del Lotto, che trasforma il tema della "Sacra Conversazione dei veneti in una riunione confidenziale che accomuni sullo stesso terreno e distribuisca la stessa indole ai personaggi divini e umani" (R. Longhi).

Informazioni sull'Esposizione (evento passato)
- Mostra: La Natività di Lorenzo Lotto, "Un Capolavoro per Milano"
- Luogo: Milano, Museo Diocesano (Corso di Porta Ticinese, 95)
- Periodo: Fino al 17 gennaio 2010
- Orari: Dal martedì alla domenica, 10.00 - 18.00.
Marcello Jori: Un Presepe d'Artista Contemporaneo
Marcello Jori, che si definisce oggi 'Artista intero', richiamando la dimensione dell’artista rinascimentale capace di praticare pittura, scultura, design e architettura, è prima di tutto un pittore. Jori ha partecipato a tre Biennali di Venezia, alla Biennale di Parigi (1985) e a due Quadriennali di Roma (1986, 1996), esponendo in gallerie e musei nazionali e internazionali. Inizia la sua carriera artistica a Bologna negli anni '70, utilizzando fotografia, pittura e scrittura, con l'uso della parola come segno ricorrente nella sua opera. Negli anni '80 è stato tra i fondatori del “Nuovo fumetto italiano”, pubblicando per Linus, Alter e Frigidaire in Italia, e per Albin Michel in Francia, oltre a collaborare con Vogue e Vanity. Dal 1992 al 1998 ha disegnato in esclusiva per la casa editrice giapponese Kodansha. A Milano, nel 2003, alla Galleria Emi Fontana, ha presentato per la prima volta le sue "Predicazioni", libri-opera scritti e illustrati a mano in copia unica, in cui racconta la vita di artisti leggendari. Nel 2007 ha iniziato la collaborazione con importanti aziende di design come Alessi e Moroso. La Fondazione Marconi, in occasione delle sue mostre personali tra il 2011 e il 2015, ha pubblicato i suoi cinque volumi intitolati "Gli Albi dell’Avventura". Nel 2014, per Flash Art, ha avviato la prima storia dell’arte a puntate, scritta, disegnata e diretta da un artista. Nel 2016 con Rizzoli ha pubblicato la "Storia Dipinta dell’Arte", la prima Storia dell’Arte scritta a mano e dipinta da un artista, di cui nel 2017 è uscita la versione inglese per Rizzoli New York. Attualmente vive e lavora a Milano.
La Galleria Mazzoli, dopo l’omaggio a "Le Avventure di Pinocchio", ha presentato un nuovo progetto in collaborazione con Marcello Jori: «È Nato», un presepe d’artista. L’artista ha creato per questo progetto un grande presepe ligneo, composto da altorilievi dipinti e raffigurante tutti i più caratteristici elementi della Natività: Gesù Bambino, la Madonna, San Giuseppe, la mangiatoia, il bue e l’asinello, i pastori, la cometa, i Re Magi. Come sfondo di questa natività, Jori ha dipinto un paesaggio montuoso, omaggio ai suoi luoghi d’origine. Oltre alla Natività, l’artista ha realizzato anche un grande dittico su tela intitolato “L’andata al presepe”. Similmente ai grandi pittori del passato che raffiguravano gli eventi sacri nel loro tempo e nella loro città, Marcello Jori ambienta il presepe nel suo Tirolo con i personaggi in costume tradizionale. Questo progetto mira a rileggere in chiave moderna l’arte sacra, non con intento dissacrante ma di rispetto sia estetico che morale, proponendo un’opera tanto antica e tradizionale come il presepe in una galleria che ha sempre esposto arte di avanguardia. Il progetto è stato pubblicato da Galleria Mazzoli.
