San Giuda Taddeo

San Giuda Taddeo (o Lebbeo), morto in Persia il 28 ottobre 70, è un personaggio del Nuovo Testamento, apostolo ebreo di Gesù e primo Catholicos di tutti gli Armeni. È fondamentale non confonderlo con Giuda Iscariota, l'apostolo che tradì Gesù. Viene festeggiato come santo il 28 ottobre, assieme all'apostolo Simone il Cananeo, suo possibile fratello e un altro cugino di Gesù. È venerato da tutte le chiese cristiane che ammettono il culto dei santi.

Identità e Nomenclatura

Nel Nuovo Testamento, Giuda Taddeo non appare come un protagonista di primo piano. Negli elenchi degli apostoli viene chiamato "Taddeo" (Θαδδαῖος) nei Vangeli di Matteo e Marco, mentre viene detto "Giuda di Giacomo" nei Vangeli di Luca e negli Atti degli Apostoli. Nonostante altrove non venga mai indicato esplicitamente come "Giuda Taddeo", la tradizione cristiana lo ha così chiamato, individuando in "Taddeo" un soprannome del nome proprio Giuda. Il termine aramaico tedà (תדא), o l'ebraico shad, indica il petto e potrebbe aver avuto il significato di "uomo di gran cuore", "magnanimo", o "coraggioso".

Esistono diverse interpretazioni riguardo ai nomi: alcuni studiosi hanno ipotizzato che si tratti di due apostoli distinti, dove un certo Taddeo avrebbe fatto parte del gruppo dei dodici per un tempo, per poi essere sostituito da un nuovo apostolo di nome Giuda. Altri ritengono che si tratti sempre dello stesso apostolo. La variante "Lebbeo" sarebbe stata un tentativo di qualche copista latino di includere tra gli apostoli Levi. Un'altra teoria suggerisce che il nome Taddeo non sia un soprannome aramaico ("magnanimo"), ma un suo secondo nome greco, derivato per assonanza fonetica, simile al caso di Saulo-Paolo. La visione prevalente è che si tratti dello stesso apostolo, di nome Giuda e soprannominato Taddeo (o Lebbeo), epiteto diffuso anche come nome proprio.

Il Genitivo "di Giacomo"

Quanto all'epiteto "di Giacomo", nella tradizione cattolica è stato inteso solitamente come indicazione della parentela fraterna, ovvero "Giuda fratello di Giacomo", come compare esplicitamente nella Lettera di Giuda, solitamente a lui attribuita. Tuttavia, alcuni studiosi contemporanei notano come l'indicazione di parentela con il semplice "di" (il cosiddetto genitivo relazionale), nella Bibbia greca ed ebraica, come pure nella società greca extrabiblica, sia solitamente patronimica, il che porterebbe a intendere "Giuda figlio di Giacomo". In tal caso, il Giacomo in questione difficilmente può essere identificato con l'apostolo Giacomo di Alfeo, poiché sarebbe improbabile, per motivi anagrafici, la presenza di padre e figlio nel gruppo dei dodici. A favore dell'interpretazione tradizionale "Giuda fratello di Giacomo" si può notare come il genitivo con indicazione parentale fraterna, per quanto raro, non è assente nei testi biblici.

Legami Familiari e Contestualizzazione

Giuda Taddeo era cugino di Gesù, sia da parte di padre che da parte di madre. Suo padre Alfeo (talvolta identificato con Cleofa) era fratello di San Giuseppe, e sua madre cugina di Maria Santissima. Alfeo (Cleofa) fu anche uno dei discepoli a cui Gesù apparve nel cammino di Emmaus il giorno della risurrezione. Si suppone che vi sia stata molta convivenza tra San Giuda Taddeo, suo cugino Gesù e i suoi zii Maria e Giuseppe.

Giuda Taddeo aveva quattro fratelli: Giacomo, Giuseppe, Simone e Maria Salome. Uno di essi, Giacomo, fu anch'egli chiamato da Gesù per essere apostolo e divenne il primo vescovo di Gerusalemme. Di Giuseppe si sa che era conosciuto come "il Giusto". Maria Salome, l'unica sorella, era madre degli apostoli San Giacomo Maggiore e San Giovanni Evangelista.

Il nome Giuda è ben conosciuto dalla tradizione ebraica: era stato, infatti, di uno dei figli di Giacobbe, e dalla tribù di Giuda sarebbe uscita la stirpe dello stesso Messia. Inoltre, nel secondo secolo avanti Cristo, Giuda Maccabeo era stato un eroe della rivolta giudaica contro Antioco IV.

Il Ruolo di Giuda Taddeo nel Nuovo Testamento

A parte le indicazioni nelle liste apostoliche, nelle quali di Giuda Taddeo viene citato solo il nome, nel Nuovo Testamento compare solo altre due volte. In Giovanni 14:22, durante l'ultima cena, "Giuda (non l'Iscariota)" pone una domanda a Gesù: "Signore, come è accaduto che devi manifestarti a noi e non al mondo?". Gesù gli rispose parlandogli dell'amore del Padre verso tutti quelli che amano il Figlio (Gv. 14,23): "Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui". Senza dubbio, in quel momento né San Giuda, né gli altri compresero il significato profondo di queste parole e di questo gesto di carità, ma più avanti, dopo l'Ascensione di Gesù e ricevuto lo Spirito, avrebbero compreso.

La Bibbia parla poco di San Giuda Taddeo. Il nome di Giuda compare anche negli Atti degli Apostoli (At 1,13). San Marco ci dice che Gesù convocò i dodici apostoli "perché lo accompagnassero" (Mc. 3,14) e che c'era un profondo vincolo di comunicazione tra Gesù e questi uomini e donne che condividevano il suo lavoro e le sue fatiche. San Marco ci dice che una volta Gesù affermò che la sua vera famiglia era composta di individui che cercavano la volontà di Dio (Mc. 3,34-35). Un giorno Gesù convocò i dodici apostoli e li inviò per i sentieri di Dio perché annunciassero l'avvento del suo Regno e manifestassero visibilmente questo Regno curando gli ammalati (Mc. 6,7; Mt. 10,6-8). Questi si misero in cammino due a due, proclamando l'offerta misericordiosa della redenzione di Dio e invitando alla conversione, curando gli ammalati e accettando ospitalità senza remunerazione.

Gesù invia gli apostoli in missione (illustrazione)

Tuttavia, giunse il giorno in cui Gesù si mise in cammino verso Gerusalemme. I discepoli, incluso San Giuda, lo seguirono, pur intuendo qualcosa di sinistro nelle parole di Gesù. A Gerusalemme furono testimoni dell'entrata di Gesù nella città santa e al tempio. Prepararono la cena pasquale e per l'ultima volta si sedettero a mensa con il Signore. Con questa cena, il desiderio di Gesù era di simboleggiare la grazia del banchetto nel regno di Dio, vincolando alla cena stessa il suo proprio essere con i suoi discepoli alla presenza del Padre: "Questo pane che sto condividendo è il mio corpo; prendete e mangiate."

Alcune ore più tardi portarono via Gesù, e San Giuda, come gli altri, ebbe paura per la propria vita e scappò in cerca di un rifugio. Tuttavia, la madre di San Giuda e le altre donne che rimasero insieme a Maria Santissima assistettero alla tragedia della croce.

La Missione Apostolica e le Tradizioni Post-Bibliche

Dopo l'Ascensione, anche Giuda Taddeo, secondo la tradizione, andò a portare nel mondo l'annuncio di Cristo. Le vite degli uomini e delle donne che accompagnarono Gesù nel suo pellegrinaggio tendono a perdersi nelle ombre. Si sa qualcosa circa Pietro e Giacomo il Minore, ma degli altri si conosce molto meno, anche se l'ambiente nel quale dedicarono il resto delle loro vite è familiare. Si sa che i discepoli giunsero a essere pian piano più coscienti che già formavano il Popolo di Dio nella sua espressione definitiva. La loro speranza si concentrò nel ritorno del Signore.

San Giuda si riuniva con frequenza con gli altri che furono testimoni della Resurrezione e con il resto dei credenti per commemorare il pellegrinaggio di Gesù e celebrare la cena eucaristica. La presenza di Gesù Risorto si sperimentava vivamente. Alcuni dei discepoli, in maggioranza di origine ellenica, che avevano problemi a Gerusalemme, cominciarono ad evangelizzare la Samaria. Presto sorse il difficile conflitto circa l'incorporazione dei pagani ad una chiesa formata da ebrei.

San Giuda Taddeo iniziò la sua predicazione in Galilea, dopo partì per Samaria e verso altre popolazioni giudaiche. La sua predicazione e la sua testimonianza si realizzarono in modo energico e vigoroso. La sua adesione a Nostro Signore Gesù Cristo era completa e incondizionata, e di ciò egli diede testimonianza con la donazione della propria vita. Questo glorioso Apostolo di Gesù dedicò la sua vita all'evangelizzazione, fu instancabile in questo compito, predicando il Vangelo e convertendo molte anime.

Le Leggende di Predicazione e Guarigione

Da questo punto innanzi, la vita di San Giuda si vede abbellita da certe leggende antiche. Una tra le più famose fa riferimento alla guarigione del lebbroso Abagaro, re di Edessa, in Mesopotamia. Ci viene detto che giunse a conoscenza del re la fama per le guarigioni operate da Gesù. Abagaro inviò un certo Anania perché invitasse Gesù a visitarlo. Gesù, secondo il racconto, sollecitò Abagaro ad avere fede, promettendogli che più avanti uno dei suoi discepoli avrebbe visitato il re. Abagaro, incoraggiato dalla risposta, inviò un pittore perché facesse un ritratto di Gesù, ma lo sfortunato artista era incapace di dipingere. Gesù, mosso a compassione, toccò con un manto il suo volto e su questo manto si stampò il suo ritratto. Sono ben evidenti i punti di connessione con la tradizione della Veronica. Questa tradizione popolare non rivela chi portò il ritratto di Gesù ad Abagaro, anche se afferma che lo stesso San Giuda era a Edessa. La sua predicazione e le numerose guarigioni ebbero come risultato finale molte conversioni al Vangelo. Questa tradizione, già verso l'anno 325 a.C., ci giunge per mano di uno dei primi storiografi della chiesa, Eusebio, vescovo di Cesarea, il quale afferma di averla tradotta dal Siriaco al Greco (Historia Ecclesiastica I, cap. 13; II, cap.). A partire da questa narrazione leggendaria ne deriva la rappresentazione tradizionale di San Giuda con impressa sopra il cuore il volto di Gesù.

Iconografia di San Giuda Taddeo con il medaglione di Gesù

Secondo alcuni, egli avrebbe evangelizzato la Mesopotamia; secondo altri la Libia. Le tradizioni riferite a Giuda Taddeo sono tardive, leggendarie e confuse, complice anche l'identificazione dell'apostolo con Tommaso e Addai. Avrebbe predicato a Edessa (Siria), o Urfa (Turchia), o Mesopotamia, o Fenicia, o Armenia, o Persia. La medievale Leggenda Aurea (fine XIII sec.) tratta assieme Simone e Giuda, e li considera fratelli di Giacomo (come i Fratelli di Gesù), figli di Maria di Cleofa e Alfeo, e cugini di Gesù.

Un altro racconto narra che San Giuda Taddeo e San Simone furono arrestati e portati al tempio del sole. Fu in quell'occasione che San Giuda disse al popolo: "Affinché veniate a conoscenza che questi idoli che voi adorate sono falsi, da essi usciranno i demoni che li romperanno". In quello stesso istante due demoni ripugnanti distrussero tutto il tempio e sparirono. Successivamente, di fronte al comandante dell'esercito babilonese, generale Varardach, e ai suoi maghi Zaroes e Arfaxat, gli apostoli si negarono di rispondere direttamente ma permisero ai loro idoli di rispondere ai maghi. Quando il generale tornò a rivolgersi agli apostoli, questi lo tranquillizzarono, affermando che "I tuoi idoli mentono."

La Lettera di Giuda

Secondo la tradizione ecclesiastica, San Giuda Taddeo è ritenuto l'autore della lettera canonica che porta il suo nome (Lettera di Giuda). Tutto indica che questa lettera fu indirizzata agli ebrei cristiani della Palestina, poco dopo la distruzione della città di Gerusalemme, quando la maggior parte degli Apostoli erano già morti (circa 80-90 d.C.).

Si comprende che "La lettera di San Giuda" fu scritta da un uomo appassionato e preoccupato per la purezza della fede e per la buona reputazione del popolo cristiano. L'autore afferma di aver voluto scrivere una lettera diversa, ma avendo sentito i punti di vista errati di falsi professori della comunità cristiana, scrisse urgentemente questa lettera per avvertire la Chiesa ad essere cauta nel loro riguardo.

Martirio e Sepoltura

Le poche notizie giunte fino a noi sulla sua fine terrena presentano versioni varie e contraddittorie riguardo al martirio e al luogo: c'è chi dice che l'Apostolo morì nella città di Suamyr, ucciso a colpi di bastone, e chi che sia morto ad Arado vicino Beirut nel Libano. Non lo sapremo mai con certezza. Le sue reliquie attualmente sono venerate nella Basilica di San Pietro, a Roma.

Tuttavia, una segnalazione pervenutaci da Paola Baldieri, devota di San Giuda Taddeo, racconta di una località in Iran, nella regione dell'Azerbaijan, vicino al Mar Caspio, dove sorge una chiesa dedicata all'Apostolo. La Karakelisa o Chiesa Nera, chiamata così perché costruita con pietre bianche e nere, è una chiesa grandiosa, in stile armeno, situata in mezzo a una pianura desertica, circondata da montagne rosseggianti. La tradizione locale dice che in questo luogo venne martirizzato e ucciso l'apostolo Taddeo nel 39 dopo Cristo. Questa Chiesa è chiusa tutto l'anno e un custode musulmano la apre su richiesta dei visitatori. Le funzioni sono di rito armeno perché la Chiesa appartiene alla Chiesa armena e i pellegrini arrivano a migliaia da tutta la zona e si accampano nella spianata intorno alla Chiesa.

La Chiesa Nera (Karakelisa) in Iran

Anche se molti festeggiano il Santo il 28 ottobre, la Chiesa greca celebra la festa di San Giuda Taddeo il 19 giugno.

Il Culto e la Devozione a San Giuda Taddeo

Il culto di San Giuda Taddeo è diventato sempre più popolare nel mondo ed è diffusissimo dove si osserva la religione cristiana. Egli è considerato il "Patrono dei casi impossibili" o "difficili e disperati", ed ha ispirato le opere di numerosi artisti. Molti devoti ricorrono alla sua potente protezione.

La Devozione a Floridia e in Altri Luoghi

Già nel 1940, l'infaticabile cappellano della chiesa di Floridia, Monsignor Terzariol, rendeva noto di aver scoperto a Chicago, negli Stati Uniti, nella Chiesa di San Pio, una bellissima cappella e un altare dedicato alla venerazione dell’apostolo San Giuda. L’altare è tutto di marmi importati dall’Italia, dalle famose cave di Pietrasanta, e su di esso c’è una statua dell’Apostolo. La cappella è tutta decorata e una fascia la percorre dove sono riportate delle parole messe in bocca a San Giuda, il quale promette di esaudire quanti ricorrono a Lui. Monsignor Terzariol menzionava anche alcuni libricini di preghiere giunti dall'estero:

  • Il primo, in lingua spagnola, stampato a Santiago del Cile, si intitolava "Novena all’avvocato dei casi disperati e consolatore degli afflitti San Giuda Taddeo, che si recita davanti alla sua immagine miracolosa nella basilica del Cuore di Maria." Dunque c’è anche una sua immagine miracolosa.
  • Il secondo, in lingua inglese, stampato negli Stati Uniti, nel convento delle Suore Benedettine dell’Adorazione Perpetua in Clyde. Questo libretto, nel 1940, era giunto alla 16ª edizione, raggiungendo il numero di 960.000 copie, il che significava un notevole numero di devoti già allora.
  • Il terzo, dalla Svizzera, era in lingua tedesca e si intitolava "San Giuda Taddeo, potente aiuto nelle gravi angustie della vita".

A Floridia, un Sacerdote ha raccontato la storia di come nove anni fa un gruppo di persone avesse avviato la costruzione di una nuova Chiesa in onore di San Giuda Taddeo, dopo aver fatto uso di un garage per un lungo periodo. Questa iniziativa testimonia la profonda devozione al Santo delle loro famiglie. È stata inoltre creata una "Società di San Giuda Taddeo" in un luogo particolare, l'Amazzonia, da dove provengono molti devoti. Anche a Reims, l’Apostolo è molto venerato, così come a Blutenburg, dove la duchessa di Baviera, che ne era molto devota, ne ha diffuso il culto. In Brasile, la devozione a San Giuda Taddeo è relativamente recente, essendo sorta all'inizio del XX secolo e raggiungendo presto una grande popolarità. A Malta, il culto è forte, con celebrazioni che includono Santa Messa, fiori, incenso e offerte, e l'apostolo è spesso chiamato "fra Taddeo".

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