La Liturgia Eucaristica, cuore della celebrazione della Messa, si sviluppa in tre momenti distinti: l'offertorio, la preghiera eucaristica e la Comunione. In ogni Messa, terminata la liturgia della Parola, si prosegue con la liturgia eucaristica. Il suo nome più antico, infatti, è Cena del Signore, un'espressione utilizzata da San Paolo nella Prima Lettera ai Corinzi (11,20) per specificare che questa Cena non è un banchetto qualunque. L'Eucaristia è il dono lasciato da Gesù durante una Cena, richiamando l'ultima Cena con i suoi discepoli «nella notte in cui veniva tradito». Come scriveva San Giovanni Paolo II, essa «porta indelebilmente inscritto l'evento della passione e della morte del Signore» (Ecclesia de Eucharistia, 11); «Riproduce la Cena ma contiene la Croce», come spesso ripetuto dal vescovo M. È, prima di tutto, il memoriale del suo sacrificio, della sua morte e risurrezione.
È fondamentale cogliere la bellezza e l'importanza del pane e del vino nei quali Gesù ci ha lasciato il dono della sua vita, offerta per noi in sacrificio. Nella liturgia Dio assume vita e ci riconsegna Vita! Così l'Eucaristia dà forma cristiana alla nostra esistenza, affinché abbia gli stessi tratti della vita del Figlio. I sentimenti, la mentalità, lo stile di Gesù devono diventare i nostri. In tal modo tutta la nostra vita diffonderà il profumo della comunione, dell'accoglienza, della condivisione, del perdono, dell'amore verso i fratelli e le sorelle.
Il Significato e il Ruolo dell'Offertorio
All'inizio della Liturgia Eucaristica si portano all'altare i doni del pane e del vino con l'acqua, gli stessi alimenti che Gesù usò nell'ultima Cena. È bene che siano sempre i fedeli a presentare il pane e il vino, mentre il sacerdote li riceve e li depone sull'altare. Quel pane e quel vino, per la forza dello Spirito Santo e le parole stesse di Gesù, diventano, come nell'ultima Cena, il Corpo e il Sangue che Gesù ha offerto per noi sulla croce. Le parole delle preghiere di benedizione che il sacerdote recita, presentando a Dio queste offerte, dicono proprio così: «Benedetto sei tu, Signore, Dio dell'universo; dalla tua bontà abbiamo ricevuto questo pane, frutto della terra e del nostro lavoro, lo presentiamo a te, perché diventi per noi cibo di vita eterna». Lo stesso avviene per il vino, «frutto della vite e del lavoro dell'uomo...»
La Presentazione dei Doni e la Partecipazione Attiva
La presentazione dei doni è un momento significativo di animazione liturgica. Nelle domeniche, ad esempio, si valorizzerà la presentazione dei doni coinvolgendo fanciulli, ragazzi, o alcune famiglie, anche con nonni e bambini più piccoli, a portare all'altare i doni del pane e del vino, e l'acqua per il sacrificio eucaristico. Siano loro stessi a metterli sulla mensa dell'altare. Si potranno portare anche doni per i più poveri, da collocare non sotto l'altare, ma in un luogo opportuno. Nell'incontro settimanale di catechesi si aiuteranno i ragazzi a comprendere meglio il significato di questi doni, che ci rappresentano, e della loro presentazione.

Forme di Animazione dell'Offertorio
L'animazione dell'offertorio può assumere diverse forme, adattandosi alle specificità delle celebrazioni e delle comunità.
Preghiere dei Fedeli e Commenti
Preghiere dei fedeli e didascalie per l’Offertorio, ideate da un gruppo di prima e seconda superiore, rappresentano un esempio di come i giovani possano contribuire attivamente. L'introduzione, l'atto penitenziale, le preghiere dei fedeli e il commento all'offertorio sono elementi che arricchiscono la comprensione e la partecipazione. Un offertario commentato per la Santa Messa aiuta i fedeli a entrare più profondamente nel mistero che si celebra.
Animazione per Specifiche Celebrazioni
- Prima Comunione: Libretti-impegno per i bambini della prima comunione, dati il Giovedì Santo, che i bambini porteranno all'offertorio durante la celebrazione della Prima Comunione. Un libretto per la Messa di Prima Comunione nella Solennità dell'Ascensione del Signore, può includere il rinnovo delle promesse battesimali, le preghiere dei fedeli e l'offertorio, completo di canti, immagini e una preghiera dei bambini prima di ricevere la Comunione.
- Rinnovo Promesse Matrimoniali: Celebrazioni per il rinnovo delle promesse matrimoniali, ad esempio nella festa della Sacra Famiglia o delle famiglie, possono includere preghiere dei fedeli, l'offertorio, una preghiera di benedizione degli sposi e l'affidamento delle famiglie al Cuore Immacolato di Maria.
- Giovani: L'Adorazione eucaristica rivolta ai giovani, focalizzata sui momenti della messa del Vangelo, dell'Offertorio e dell'Eucarestia, è un'altra modalità di animazione.
- Mandato agli Animatori: La celebrazione del mandato agli animatori del Cre-Grest all'interno dell'eucaristia domenicale, con introduzione alla messa, mandato e offertorio, è un esempio di adattamento.
Il Canto all'Offertorio
Il canto all'offertorio accompagna la processione durante la quale si portano i doni; esso continua fino a quando i doni sono stati deposti sull'altare. In questo momento, si possono incensare i doni posti sull'altare, la croce e lo stesso altare.
Capire la messa: il senso dell'Offertorio
I "Tropi di Offertorio"
Il fascicolo "Armonia di voci n. 3" (luglio, agosto, settembre 2006) presenta quattro “tropi di Offertorio” che colgono le solennità “portanti” dell’anno Liturgico: Natale (Messa della Notte), Epifania, Pasqua (Messa del giorno) e Pentecoste. Questo fascicolo contiene le partiture con indicazioni per l’esecuzione ed è accompagnato da un CD con la registrazione dei canti stessi. L’esecuzione è di un ottetto vocale composto da coristi del Coro Interuniversitario di Roma.
Analisi di un Canto: "Su questo altare"
Un esempio di canto per la presentazione dei doni è "Su questo altare", con testo di Paolo Auricchio e musica di Giampiero Ferrante (tratto da "Alla tua mensa", edito da Ed.). Il testo si rifà al primo momento della Liturgia Eucaristica, cioè all'offertorio. Nonostante la melodia ben fatta e suggestiva, si può notare che la pratica di far dire le stesse parole sia all'assemblea che al sacerdote, i primi cantando ed il secondo pregando, potrebbe essere meno opportuna per evitare ridondanze liturgiche. Tuttavia, questo canto rimane un buon elemento liturgico e sarà apprezzato tra i giovani.
Il canto non presenta particolari difficoltà di esecuzione. Un "trucco" utilizzato durante il ritornello nella registrazione originale è quello di diminuire di quasi la metà la durata delle note finali di ogni frase, anche se non sempre indicato in partitura. Ha la forma tipica della canzone con strofa e ritornello, e su quest'ultimo l'assemblea si inserirà cantando la voce dei soprani. L'alternanza tra strofa e ritornello, sempre uguale, abbraccia una linea melodica, armonica e ritmica simili, rendendo il tutto piuttosto omogeneo senza risultare monotono. L'accompagnamento del canto deve differenziare i due momenti. "Su questo altare", dopo una breve introduzione, inizia con il coro all'unisono insieme all'assemblea. Le strofe non presentano alcuna difficoltà ma è bene assegnarle a un solista per una facile comprensione del testo. Nello spartito, le indicazioni di esecuzioni sono quasi assenti, ma l'ascolto della base strumentale può aiutare a realizzare l'accompagnamento, che è piuttosto semplice e inizia con una breve introduzione realizzata da due chitarre (una solista e l'altra di accompagnamento che sgrana gli accordi).
È importante fare una distinzione tra il primo ritornello, accompagnato da solo un arpeggio di chitarra e uno strumento a fiato, e il resto del brano, sostenuto da più strumenti e con una ritmica più complessa. Sulla prima strofa e fino al termine del canto, una chitarra acustica dovrà sostenere il ritmo con delle pennate libere. L'introduzione di questo canto si svolge su una semplice melodia sulla successione progressiva degli accordi: SI- LA SI- RE SI- LA SI-. L'arpeggio qui riportato può essere utilizzato nel primo ritornello se si ha a disposizione una sola chitarra, altrimenti per l'intero pezzo.
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