Le relazioni tra la Chiesa Cattolica Romana e il mondo evangelico sono da tempo oggetto di dibattito, incontri e talvolta incomprensioni. Un esempio di tale complessità è emerso con la dichiarazione del cardinale Gualtiero Bassetti, presidente della Conferenza Episcopale Italiana, il 25 gennaio 2020 a margine di un incontro a Perugia. Egli affermò: “Se a qualcuno non piace questo Papa lo dica perché è libero di scegliere altre strade. A qualcuno io ho detto: diventa evangelico”. Questo riferimento agli evangelici come a dei cristiani senza papa, pur non essendo nuovo, sottolinea una delle divergenze fondamentali tra le due confessioni.
Talvolta, papa Francesco, per il suo linguaggio poco convenzionale e fuori da schemi paludati, è criticato dai tradizionalisti di voler trasformare la Chiesa di Roma in una chiesa protestante. Questo esito è visto da questi ambienti come il tracollo di Roma. Altre volte, come nel caso di Bassetti - sostenitore della linea di papa Francesco -, i critici conservatori del papa sono invitati a diventare protestanti, qualora non fossero in accordo con l'attuale pontificato.
La Critica Evangelica al Papato: Una Questione Dottrinale
Per gli evangelici, la ragione della diversità rispetto al cattolicesimo non si definisce sulla personalità o sullo stile del papa, siano essi conservatori o progressisti. Il problema risiede nella dottrina del papa. Che il papa sia tomista, agostiniano o gesuita poco importa. È la rivendicazione del pontefice di essere “vicario di Cristo”, al vertice di una struttura modellata su una forma imperiale, gerarchica e sacramentale, a risultare biblicamente indigesta. Questa rivendicazione è scolpita nel dogma della Chiesa di Roma.
Il papa può risultare simpatico o avvicinabile, innovatore o consolidatore, ma finché sarà il simbolo, il garante e l'interprete della teologia papale, egli sarà sempre il pontefice romano al vertice di una chiesa che ha aggiunto all'Evangelo biblico elementi che lo contraddicono e finiscono per inquinarlo. Per gli evangelici, alla chiesa non serve un papa romano: a guidarla basta Gesù Cristo, Signore vivente, per mezzo della sua Parola e del suo Spirito.
Come afferma il documento dell'Alleanza Evangelica Mondiale (WEA) Una valutazione evangelica del cattolicesimo romano (1986): “la Scrittura non induce a delle semplici correzioni della dottrina cattolica del papato, ma costringe invece a rigettare l’idea stessa del primato di Pietro quale base dell’infallibilità papale … Sotto l’autorità sovrana di Gesù Cristo, noi evangelici cerchiamo di onorare il ruolo subordinato del popolo di Dio nel governo della chiesa attraverso l’esercizio del ministero di tutti i credenti”.
Un individuo diventa evangelico non per via del papa in carica, ma per le ragioni dell'Evangelo che, tra l'altro, escludono che la chiesa abbia bisogno di un papa romano per essere tale.
Ecumenismo in Azione: Simbolismi e Reazioni
Il Gesto del Segretario Generale della WEA e le Critiche
Un evento che ha suscitato ampie discussioni è stata la veglia ecumenica di preghiera del 30 settembre, tenuta in piazza San Pietro, presieduta dal papa alla presenza di notabili ecclesiastici di varie chiese ortodosse e protestanti. La foto di questo evento, definita “tragicamente iconica”, mostra il segretario generale dell’Alleanza Evangelica Mondiale (WEA) inchinato ad angolo retto davanti al papa, stringendogli la mano quasi volendola baciare. Questo gesto è stato interpretato come un atto di deferenza eccessiva, quasi di genuflessione, e certamente di sottomissione. Mentre il leader evangelico era intento in questo gesto corporale di riconoscimento di autorità e di auto-umiliazione, il papa romano sorrideva sornione.

Da non trascurare il fatto che papa Francesco è gesuita, l’ordine religioso fondato per contrastare la Riforma protestante. Proprio il primo gesuita della storia diventato papa vede il rappresentante evangelico piegarsi in atto di subalternità. Per alcuni, questo evento ha simboleggiato la fine della Riforma. Le chiese protestanti storiche avevano da tempo ammainato la bandiera della Riforma per sventolare quella dell’ecumenismo con Roma, ma ora anche le chiese evangelicali rappresentate dalla WEA sembravano essere spiritualmente pacificate con il cattolicesimo.
La veglia si è svolta alla vigilia del Sinodo cattolico sulla sinodalità, per il quale i partecipanti hanno pregato. Il papa era al centro, a simboleggiare la sua centralità nella visione cattolica dell’unità: tutti uniti perché tutti intorno al papa. Anche altri simboli dell’evento, come un grande ritratto mariano che sovrastava il palco, indicavano la ricerca dello sguardo materno di Maria, elementi comuni nel cattolicesimo ma distanti dalla fede evangelica.
L’Alleanza Evangelica Italiana (AEI) ha diramato un comunicato intitolato “Dall’unità evangelica all’unità ecumenica. L’ultimo scivolone della WEA” (3/10/2023), stigmatizzando l’accaduto. L'AEI ha sottolineato che pregare pubblicamente in piazza San Pietro equivale a riconoscere la Chiesa Cattolica Romana come una delle tante “denominazioni” cristiane e i cattolici come “fratelli e sorelle” in Cristo, implicando che le differenze rimanenti sono secondarie. Per l’AEI, la partecipazione del leader WEA è stata un errore spirituale madornale, una contraddizione rispetto alla storia della WEA e una perdita di credibilità. Anche l’Alleanza Evangelica Spagnola ha pubblicato un comunicato di netta presa di distanza, affermando che l'unità cristiana è tra i nati di nuovo e che la Chiesa Cattolica, per la sua dottrina e storia, non è una denominazione qualunque, ma un'istituzione distinta e distante rispetto all'Evangelo biblico, bisognosa di una radicale e strutturale riforma.
Per un evangelico, chinarsi davanti al papa è una contraddizione spirituale, morale e teologica. Un evangelico non deve chinarsi davanti a nessuno, se non a Dio. In quella postura, alcuni hanno visto l'illustrazione plastica e tragica dello stato dell’evangelicalismo della WEA: anche nell'illusione di essere ancora diverso dal papa, esso è con il papa e sotto il papa.
La Visita di Papa Francesco a Caserta e le Sue Implicazioni
Nel luglio 2014, papa Francesco ha visitato la comunità evangelica di Caserta, guidata dal pastore pentecostale Giovanni Traettino, un avvenimento che ha sorpreso molti. Questa visita privata, che si è trasformata in un evento mediatico, è stata anche l’occasione per avviare un dialogo tra chiese, come sottolineato dallo stesso Traettino, definendola “un dono grande e inatteso, impensabile fino a poco tempo fa”.

Per accorciare le distanze, Bergoglio ha chiesto perdono per la persecuzione degli evangelici durante il fascismo, quando le leggi sulla purezza della razza furono fatte da “quelli che hanno perseguitato e denunciato i fratelli pentecostali perché erano quasi pazzi e rovinavano la razza”. La sintonia, per gli evangelici come per papa Francesco, è facile da trovare se ci si concentra sul lavoro nelle periferie, tra i bisognosi, mettendo da parte le dispute dottrinali. Il papa ha proseguito: “Non si può predicare un Vangelo intellettuale. È una tentazione dire: io sono la Chiesa tu sei la setta. Lo Spirito Santo fa la diversità nella chiesa. Ma poi dopo lo stesso Spirito Santo fa l’unità.”
La sala stampa vaticana ha descritto la visita come “un incontro di portata storica”. Luca Baratto, pastore della Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia, ha parlato di “un’altra dimostrazione di quanto sia importante per questo papa l’incontro, il fatto di mettere sempre in primo piano la persona”, pur ribadendo che si è trattato di “un momento preliminare rispetto a un vero e proprio ecumenismo, che non si fa tra persone ma tra chiese”.
La visita a Caserta si inserisce in un dialogo cattolico-pentecostale che papa Francesco conosce molto bene. Matteo Calisi, presidente della Catholic Fraternity of Charismatic Covenant Communities and Fellowships, ha raccontato di come questo processo sia iniziato nel 2003 a Buenos Aires, portando alla costituzione dell’iniziativa ecumenica “Comunione rinnovata tra cattolici ed evangelici nello Spirito Santo” (CRECES). Calisi ha sottolineato che il Vescovo di Roma è ben conscio dell’urgenza della ricerca dell’unità fra la Chiesa Cattolica e le Chiese Evangeliche Pentecostali, un movimento che rappresenta oltre mezzo miliardo di cristiani ed è in rapida crescita.
Inoltre, durante il culto di adorazione nella Chiesa pentecostale di Caserta, il Santo Padre ha chiesto perdono a nome di quei battezzati cattolici complici delle persecuzioni alle Chiese pentecostali durante il regime fascista, un atto di giustizia dovuto sull’esempio dei gesti di perdono compiuti dai precedenti Pontefici. Papa Francesco ha anche specificato che non si deve usare la parola “setta” per appellare un gruppo di cristiani, invitando a distinguere le attitudini settarie, che possono riscontrarsi in qualsiasi gruppo religioso, dall'identità di una Chiesa cristiana nel suo insieme.
Le Differenze Teologiche Fondamentali tra Cattolici ed Evangelici
Nonostante gli sforzi ecumenici, permangono profonde differenze dottrinali. Ecco un elenco schematico delle principali distinzioni:
La Bibbia
- Cattolici: La Bibbia (Antico e Nuovo Testamento) è uguale a quella evangelica, con l'aggiunta di alcuni libri deuterocanonici nell'Antico Testamento che non affrontano questioni teologiche rivelanti. La considerano ispirata da Dio.
- Evangelici: La Scrittura e solo la Scrittura (Sola Scriptura) è la base della fede e della vita cristiana. Le decisioni della chiesa nei secoli, quelle dei concili e le opinioni dei “padri” della chiesa possono essere utili ma vanno vagliate alla luce della Scrittura e modificate o abolite se in contrasto con essa.
La Chiesa
- Cattolici: La Chiesa è un’istituzione con una gerarchia, identificata (grosso modo) con la Chiesa Cattolica Romana. Non deve esistere solo un vincolo spirituale, ma anche istituzionale, con aspetti legati alla successione apostolica.
- Evangelici: La chiesa è l’insieme dei chiamati dal Signore Gesù Cristo. È il corpo di Cristo in senso spirituale. Le chiese locali sono in relazione tra loro, ma non devono avere un’unità istituzionale.
Il Sacerdozio
- Cattolici: Esiste una distinzione tra laici e sacerdoti, che ottengono tale stato tramite il sacramento dell’ordine e sono considerati veicolo della grazia di Dio.
- Evangelici: Non esiste distinzione tra laico e sacerdote. Tutti i cristiani sono sullo stesso piano, in virtù del sacerdozio universale. Il pastore o la pastora hanno un incarico, non uno stato differente.
Il Papato
- Cattolici: Il Papato è capo della Chiesa Cattolica Romana e ha la funzione di decidere su questioni di fede e dottrina. Ha assunto titoli come Vicario di Cristo e, dal 1870, gode dell'infallibilità quando parla ex-cathedra.
- Evangelici: Pur rispettando la forma della Chiesa Cattolica, non riconoscono il Papa come Vicario di Cristo o che abbia autorità sugli altri cristiani.
La Salvezza
- Cattolici: La salvezza si ottiene per grazia, ma è necessario cooperare con essa attraverso opere di giustizia, di fede e di carità.
- Evangelici: La salvezza si ottiene per sola grazia (Sola Gratia) per merito del sacrificio unico di Gesù Cristo (Solus Christus) e mediante la sola fede (Sola Fide). La cena del Signore o Santa Cena è un ricordo del sacrificio di Cristo e una comunione spirituale.
Maria, la Madonna
- Cattolici: Hanno in grande onore Maria, le rivolgono preghiere e credono in dogmi mariani come la Verginità perpetua (649), l’Immacolata Concezione (1854) e l’Assunzione in cielo (1950).
- Evangelici: Onorano Maria come esempio di fede e madre di Dio, ma non le rivolgono preghiere, che vanno solo al Signore. Rifiutano i dogmi mariani cattolici perché non biblici, notando la menzione di fratelli e sorelle di Gesù nei Vangeli.
I Santi
- Cattolici: Venerano i santi come intercessori e li onorano tramite reliquie e cerimonie.
- Evangelici: Non venerano alcun essere umano o reliquia. Adorano un solo Dio: Padre, Figlio e Spirito Santo. La preghiera per gli evangelici è solo verso Dio.
Il Purgatorio
- Cattolici: Credono nell'esistenza del Purgatorio (e del Limbo, sebbene meno enfatizzato oggi) e nelle indulgenze per ridurre le pene.
- Evangelici: Non credono all’esistenza del Purgatorio o del Limbo e rifiutano le indulgenze.
Quali sono le differenze fra la Chiesa Biblica e la Chiesa Cattolica?
Prospettive Cattoliche sull'Ecumenismo e la Via dell'Unità
Nel luglio 2014, in un incontro con i pastori evangelici a Caserta, Papa Francesco ha condiviso una profonda riflessione sul cammino cristiano e l'unità. Ha introdotto il suo discorso citando il pastore Giovanni Traettino sul centro della vita cristiana: “stare alla presenza di Gesù” e “camminare alla presenza di Gesù”. Ha sottolineato che un cristiano non può essere fermo, perché ciò che è fermo si corrompe, come l'acqua stagnante. Ha anche messo in guardia dal "girare" senza meta, che manca di parresia (audacia) e speranza.
Il Papa ha evidenziato come le divisioni nella Chiesa siano iniziate con le chiacchiere e le dispute (“Io sono di Paolo”; “Io di Apollo”; “Io di Pietro”). Ha chiarito che non è lo Spirito Santo a fare la divisione, ma “l’Invidioso, il re dell’invidia, il padre dell’invidia: quel seminatore di zizzania, Satana”. Lo Spirito Santo, al contrario, fa la “diversità” nella Chiesa, una diversità ricca e bella, che poi lo stesso Spirito trasforma in unità, creando una “diversità riconciliata”. Per illustrare l'unità nella diversità, ha usato l'immagine del poliedro: un'unità con parti diverse, ognuna con la sua peculiarità e il suo carisma.
Francesco ha enfatizzato anche il mistero dell’Incarnazione come fondamento dell’amore per il prossimo: “Non si capisce l’amore per il prossimo, non si capisce l’amore per il fratello, se non si capisce questo mistero dell’Incarnazione. Io amo il fratello perché anche lui è Cristo, è come Cristo, è la carne di Cristo.” Ha invitato a “toccare la carne di Cristo” andando nelle periferie, tra i bisognosi, che hanno fame di Dio. La predicazione del Vangelo non deve essere puramente intellettuale, ma deve essere “verità, amore e bellezza”.
Riferendosi alle persecuzioni subite dai pentecostali durante il fascismo, ha chiesto perdono a nome dei cattolici che si resero complici: “Io sono il pastore dei cattolici: io vi chiedo perdono per questo! Io vi chiedo perdono per quei fratelli e sorelle cattolici che non hanno capito e che sono stati tentati dal diavolo e hanno fatto la stessa cosa dei fratelli di Giuseppe.” Ha concluso la sua riflessione affermando che la verità è un incontro con Gesù, un incontro che ci precede e ci aspetta.
In un altro contesto, ricevendo la delegazione della Chiesa evangelica in Germania, Papa Francesco ha sottolineato che “le differenze in questioni di fede e di morale, che tuttora sussistono, rimangono sfide sul percorso verso la visibile unità”. Ha esortato a impegnarsi, con preghiera e forze, a superare gli ostacoli, intensificando il dialogo teologico e rafforzando la collaborazione nel servizio ai sofferenti e nella custodia del creato. Ha ringraziato il Signore per la comunione spirituale rinsaldatasi in questi decenni e ha chiesto perdono per il passato, esprimendo il desiderio di confermare la chiamata a testimoniare insieme il Vangelo e a proseguire verso la piena unità. Ha anche riconosciuto il “rinnovamento” portato dalla Riforma luterana, pur deplorando le divisioni successive che hanno trasformato i credenti in avversari. Oggi, invece, “deposto tutto ciò che è di peso, fraternamente corriamo con perseveranza nella corsa che ci sta davanti, tenendo fisso lo sguardo su Gesù”.
Il Ruolo del Rinnovamento Carismatico nell'Ecumenismo
La visita del Pontefice alla Chiesa Evangelica di Caserta è il segno di un dialogo ecumenico che potrebbe avere sviluppi di carattere storico. Matteo Calisi ha raccontato la storia dei rapporti tra il cardinale Bergoglio e la Chiesa Evangelica Pentecostale, la più grande realtà cristiana dopo la Chiesa Cattolica. Il movimento pentecostale è il più rapido in crescita di tutta la storia della Chiesa Cristiana, con una crescita sorprendente nel secolo scorso da 0 a 600 milioni di aderenti, ed in Italia rappresenta quasi il 70% del protestantesimo italiano.
Papa Francesco ha citato la tesi del teologo riformato Oscar Cullmann, il quale sosteneva che l’unità della Chiesa sarebbe possibile attraverso l’accoglienza mutua di una “diversità riconciliata”. Questa grazia carismatica ed ecumenica è stata ampiamente illustrata anche dal cardinale Léon Joseph Suenens, Arcivescovo di Malines-Bruxelles, nel suo secondo Documento di Malines, Ecumenismo e Rinnovamento Carismatico. Egli scrisse che il Rinnovamento Carismatico Cattolico (o “Rinnovamento pentecostale cattolico”) veicola l’unità per sua natura, perché condivide le stesse grazie dell’esperienza spirituale del movimento pentecostale evangelico. Questa grazia ecumenica viene comunemente descritta come un nuovo “Battesimo nello Spirito Santo”, espressione biblica che il Santo Padre ha sollecitato a diffondere nella Chiesa.
Le iniziative ecumeniche come la "Consultazione Carismatica Italiana" (CCI), "United in Christ" (UIC) e "Comunione rinnovata tra cattolici ed evangelici nello Spirito Santo" (CRECES) dimostrano come lo Spirito Santo stia imprimendo un'accelerazione al processo ecumenico. Nonostante permangano resistenze in alcune denominazioni evangeliche e in ambienti cattolici, la visita di papa Francesco a Caserta ha segnato una nuova pagina nella storia dell’unità dei cristiani.
Sfide e Speranze per l'Unità
L'ecumenismo dello Spirito, come descritto dal Papa e da alcuni teologi, è quello guidato direttamente dallo Spirito Santo, che opera fin dalle origini della Chiesa apostolica. Quando i primi discepoli ebrei non sapevano come annunciare il vangelo ai non-ebrei, fu lo Spirito a condurre Pietro in casa di Cornelio, e il cuore di quei pagani si aprì alla fede. Questo "ecumenismo spirituale" permette di superare l'inimicizia religiosa accumulata da secoli di polemiche e guardare ai problemi teologici con più serenità. La domanda finale rimane: è possibile un "cattolicesimo evangelico" o persino un "evangelismo cattolico"? Se sì, esso non sarà opera di uomini, ma dello Spirito di Dio, partendo dall'incontro con Cristo e portando i cristiani alla verità tutta intera e a quella piena comunione, anche visibile, per la quale il Signore Gesù ha voluto la sua Chiesa.
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