Introduzione: Gli Evangelici e la Trinità
Gli evangelici accettano e professano la dottrina della Trinità, un dogma fondamentale che li distingue da altri gruppi come i Testimoni di Geova, che invece la negano. Sebbene la parola "Trinità" non sia esplicitamente presente nella Bibbia, il concetto di Dio Padre, Figlio e Spirito Santo è profondamente radicato nelle Scritture, delineando una concezione di Dio unica e differente da quella ebraica o musulmana.
La Trinità non implica l'esistenza di tre divinità separate, poste l'una accanto all'altra. Le rappresentazioni iconografiche comuni, come Dio Padre anziano e barbuto, Cristo come uomo e lo Spirito Santo come colomba, possono talvolta confondere anziché chiarire. È più utile comprendere il termine "persona" nel suo significato antico, riferito alla maschera di un personaggio teatrale che un attore cambiava per interpretare diversi ruoli. I teologi cristiani adottarono questo esempio per illustrare l'opera di Dio: un unico Signore che agisce in modi distinti.

La Dottrina della Trinità: Un Concetto Fondamentale
Il concetto di Trinità esprime una convinzione essenziale: Dio rivela Se stesso per come Egli è veramente. La rivelazione di Dio nella storia della salvezza è una vera auto-rivelazione, che costituisce il significato della Trinità, come affermato da Emil Brunner.
L'Unicità di Dio e la Pluralità nella Divinità
L'Antico Testamento insiste sull'unicità di Dio: «Ascolta, Israele: Il SIGNORE, il nostro Dio, è l'unico SIGNORE» (Deuteronomio 6:4). Questo è un punto di partenza fondamentale per la dottrina della Trinità. La parola ebraica echad, usata in Deuteronomio 6:4, indica un'unità composita, come nell'espressione "una stessa carne" (lebasar echad) per il matrimonio (Genesi 2:24), dove due coniugi distinti formano un'unità plurale. Questo è diverso da yachid, che denota un'unità semplice. La fede cristiana, quindi, crede in un unico Dio e nel contempo Trino.
La Trinità nella Bibbia
La dottrina della Trinità, pur non esplicitata con il termine, è supportata da riferimenti biblici che rivelano progressivamente la natura di Dio.
L'Antico Testamento: Rivelazione Implicita
L'Antico Testamento non insegna direttamente la dottrina trinitaria, ma vi si riferisce in modo implicito. In un contesto storico dove l'adorazione di molti dei era comune, era cruciale che Israele comprendesse l'unicità di Dio per evitare malintesi sul concetto trinitario. Già nei primi versetti della Bibbia, Dio e lo Spirito di Dio appaiono distinti: lo Spirito di Dio aleggiava sulla superficie delle acque (Genesi 1:1,2). La parola ebraica "Dio" (Elohim) è una forma plurale, seguita da un verbo al singolare ("creò"), suggerendo una pluralità di Persone che agiscono unitariamente. Questo plurale si ritrova anche in Genesi 1:26 ("Facciamo l'uomo a nostra immagine e a nostra somiglianza") e Genesi 3:22. Molti studiosi interpretano la triplice lode "Santo, Santo, Santo" in Isaia 6:3 come un riferimento alla Trinità.
Il Salmo messianico 110:1 enuncia: «Il SIGNORE ha detto al mio Signore: «Siedi alla mia destra finché io abbia fatto dei tuoi nemici lo sgabello dei tuoi piedi»», indicando una distinzione all'interno della divinità.
Il Nuovo Testamento: Rivelazione Piena
Nel Nuovo Testamento, la dottrina della Trinità emerge in tutta la sua pienezza. Due testi principali menzionano le tre persone insieme:
- La formula battesimale di Matteo 28:19: «battezzandoli nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo».
- La benedizione apostolica di 2 Corinzi 13:14: «La grazia del Signore Gesù Cristo, l'amore di Dio e la comunione dello Spirito Santo siano con tutti voi».
Ogni Persona della Deità era attivamente presente al battesimo di Gesù (Matteo 3:16,17). Gesù stesso promise che avrebbe chiesto al Padre di mandare lo Spirito Santo ai Suoi discepoli (Giovanni 14:16). Numerosi altri riferimenti neotestamentari attestano la divinità di Gesù e dello Spirito Santo (ad es., Atti 5:3,4; Giovanni 1:1-2).
Chiarire il Concetto di "Persona" nella Trinità
Quando si afferma che nella Trinità ci sono Tre Persone, si intende che ognuna possiede personalità e agisce come tale, non come forze impersonali. Sono tre in numero preciso e si distinguono l'una dall'altra. Sono "uguali" perché condividono la stessa sostanza, natura e attributi divini (Onnipotenza, Onniscienza, Onnipresenza, Eternità). Sono "distinte" perché collaborano, comunicano tra Loro e hanno ruoli specifici all'interno della Divinità. La loro "stessa sostanza" è spirituale e invisibile ai sensi umani, significando una medesima forma, morfologia e struttura divina.

L'Importanza Storica e Teologica della Trinità
Per coloro che considerano la fede come un mezzo per il benessere personale, la profonda dedizione della chiesa antica alle dottrine di Cristo e della Trinità potrebbe apparire come una secolare perdita di tempo in cavilli teologici. Tuttavia, la chiesa primitiva si trovò di fronte alla necessità di ripensare l'intera realtà alla luce dell'annuncio del Vangelo di Gesù Cristo.
La Scelta Cruciale della Chiesa Antica
La chiesa antica aveva davanti a sé due vie già tracciate:
- Un'interpretazione rigida del monoteismo ebraico, dove Dio è uno in senso puramente aritmetico. Se avesse optato per questa strada, la chiesa avrebbe tradito le affermazioni di Gesù di essere il Figlio di Dio, uno con il Padre e abitato dallo Spirito Santo.
- Il politeismo classico della tradizione greco-romana, con una pluralità di dèi coesistenti. Questa via avrebbe tradito l'insegnamento dell'Antico Testamento e di Gesù stesso sull'unità e unicità di Dio.
La riflessione approfondita sulla Trinità fu la risposta biblica della chiesa a questi due vicoli ciechi, affermando un Dio che è uno e trino.
La Trinità e la Riconfigurazione del Pensiero
In termini culturali, la riflessione sulla Trinità ha generato uno sconvolgimento nel modo di affrontare il problema filosofico fondamentale dell'uno e dei molti. La realtà è monista (ridotta a un solo principio) o pluralista (frammentata in numerosi principi)? La Trinità ha fornito nuove categorie di pensiero, suggerendo una realtà che è allo stesso tempo una e molteplice, aprendo prospettive di vita straordinarie. Il cristianesimo è intrinsecamente trinitario; altrimenti, non sarebbe tale, come testimoniano la Bibbia e la storia della chiesa che in essa ha riconosciuto la propria norma.
La Trinità nell'Evangelicalismo Contemporaneo
Nonostante la sua centralità, nell'immaginario di molti credenti evangelici, la Trinità può apparire come una dottrina dai contorni sfumati. Sebbene riconosciuta come importante, spesso non si percepisce la sua applicazione pratica nella vita quotidiana. Viene talvolta richiamata in contesti controversi, come il dialogo con gruppi antitrinitari (Testimoni di Geova, Mormoni), ma al di fuori di queste occasioni, può rimanere un argomento poco compreso o considerato un'appendice ingombrante.
Una Dottrina Spesso Sottovalutata
Nella vita delle chiese evangeliche, sono pochi i sermoni dedicati alla Trinità. I credenti non sono abituati a pensare in termini trinitari, poiché la predicazione si concentra spesso sul Padre, sul Figlio o sullo Spirito Santo singolarmente, o è afflitta da un antropocentrismo. Molti pastori non sono avvezzi a meditare sulla Trinità e ad insegnarla, impiegando raramente categorie trinitarie nella formazione del popolo di Dio. Questo può portare le chiese a essere formalmente trinitarie, senza una chiara comprensione di cosa ciò implichi nella pratica.
Anche l'innologia evangelica, soprattutto quella contemporanea, tende ad essere più unitariana che trinitaria, concentrandosi su una singola Persona anziché sulla comunione delle tre. Ciò impoverisce il culto e, di riflesso, la cultura evangelica, portando i credenti a essere di fatto monoteisti o politeisti, ma non pienamente trinitari. Analogamente, la preghiera tende a non essere esplicitamente trinitaria, evidenziando una "sindrome di deficienza trinitaria" nel culto.
Il Mistero della Trinità - Doug Batchelor
L'Impatto delle Categorie Trinitarie sulla Visione del Mondo
Le conseguenze di questa carenza trinitaria sulla visione del mondo sono significative, manifestandosi in un'incapacità di confrontarsi con la realtà attraverso categorie biblicamente sane, ovvero trinitarie. Nel mondo, l'oscillazione tra monismo e pluralismo può spingere i cristiani verso uno dei due poli: il monismo assolutista per i conservatori o il pluralismo relativista per i progressisti.
L'assenza di categorie trinitarie può avere ricadute concrete in diversi ambiti:
- La famiglia: Un uomo e una donna, pur rimanendo due persone distinte, diventano "una sola carne" (Genesi 2:24). Senza una comprensione trinitaria, il matrimonio e la relazione tra i generi possono risolversi in schiacciamenti o conflitti.
- La chiesa: Un unico corpo composto da molte membra diverse (1 Corinzi 12:12), o un'unica chiesa universale manifestata in tante chiese locali. Senza categorie trinitarie, si rischia di cadere in centralismi istituzionali o localismi provinciali.
- La comunità civile: Un organismo sociale in cui diverse sfere (persone, famiglie, scuole, stato, associazioni, chiese, imprese) rispondono a un mandato creazionale. Senza categorie trinitarie, si possono preferire satrapie stataliste o frammentazioni corporative.
La costante autorevisione trinitaria del cristianesimo è una necessità vitale. Vivere la realtà nell'ottica della Trinità permette di evitare di cadere nell'idolatria dell'uno o dei molti.
Definizione di "Evangelico" e la Rilevanza Trinitaria
La riflessione interna al movimento evangelicale sulla propria identità è ricca e documentata. Nel suo classico studio del 1989, David Bebbington ha proposto il famoso "quadrilatero" per definire gli evangelici, basato su: biblicismo, crucicentrismo, conversionismo e attivismo.
Il Contributo di Thomas Kidd
Thomas Kidd, nel suo libro Who is an Evangelical? (2019), propone una definizione aggiornata che presenta sovrapposizioni e miglioramenti rispetto a quella di Bebbington. Secondo Kidd, gli evangelici sono "protestanti nati di nuovo che ricevono la Bibbia come Parola di Dio e che mettono l'enfasi su una relazione personale con Gesù Cristo mediante lo Spirito Santo" (p. 4).
Questa definizione offre diversi vantaggi:
- Colloca la corrente evangelicale nell'alveo del protestantesimo, fornendo un inquadramento storico-teologico.
- Sottolinea la centralità della "nuova nascita" e della Bibbia come Parola di Dio.
- Enfatizza la dimensione personale della fede e la relazione con Gesù Cristo, con l'importante aggiunta che questo rapporto ristabilito avviene mediante lo Spirito Santo.
Il riferimento allo Spirito Santo arricchisce la definizione, includendo esplicitamente la dimensione trinitaria della fede evangelica. Gli evangelici non sono solo il "popolo di Gesù" o "quelli dello Spirito Santo", ma sono credenti nell'Iddio uno e trino della Scrittura. Questo approccio ha il merito di includere la corrente pentecostale nel filone evangelicale, riconoscendola come parte della stessa famiglia spirituale, pur con distinzioni sul modo in cui l'opera dello Spirito Santo è vissuta. Tutti gli evangelici, infatti, sono tali in quanto nati di nuovo e abitati dallo Spirito Santo.
Rispetto al quadrilatero di Bebbington, la definizione di Kidd valorizza il carattere trinitario della fede evangelica, pur ridimensionando leggermente la dimensione "attivista" nel nucleo della comprensione di sé.

Approfondimento Teologico: Le Tre Persone
Per comprendere appieno la Trinità, è utile approfondire il significato di Persona, uguaglianza, distinzione, natura e sostanza divine.
Persona, Uguaglianza, Distinzione, Natura e Sostanza
- Persone: Significa che Padre, Figlio e Spirito Santo hanno personalità distinte e si comportano come Persone, non come forze impersonali. Sono Tre e si distinguono tra Loro.
- Uguali: Le Tre Persone hanno la stessa sostanza, la stessa natura e gli stessi attributi divini (Onnipotenza, Onniscienza, Onnipresenza, Eternità).
- Distinte: Le Persone collaborano, comunicano tra Loro e ciascuna ha un proprio ruolo specifico nell'opera di Dio. Il Padre e il Figlio mandano lo Spirito (Giovanni 14:26; 16:7), e lo Spirito intercede presso il Padre (Romani 8:26). Nessuna delle Persone esiste o opera separatamente o indipendentemente dalle altre (Giovanni 5:17-30,32,37; 8:17,18).
- Stessa Natura: Possiedono la Stessa natura divina, con attributi di Onnipotenza, Onniscienza, Onnipresenza, Eternità.
- Stessa Sostanza: La loro sostanza è spirituale, invisibile ai sensi umani. Spiritualmente parlando, si può dire che hanno la stessa forma, morfologia e struttura.
L'Eternità e l'Immutabilità di Dio Padre
L'eternità divina implica che Dio non attua la propria essenza per tappe successive; Egli è senza inizio e senza fine. La Sua eternità consiste, come espresso da Boezio, nella "vitae tota simul et perfecta possessio" del Suo essere. La mutazione sostanziale, che condiziona la vita umana, non riguarda Dio. Essendo al di sopra del tempo, il Suo essere Padre è ab eterno; non c'è stato un momento in cui Egli non sia stato Dio e non sia stato Padre. Affermare il contrario significherebbe negare la Sua eternità e immutabilità, relegando Dio nelle categorie spazio-temporali che riguardano l'umano e il caduco.
Inoltre, il termine "Padre" è un termine convenzionale, utilizzato per aiutarci a comprendere l'azione di Dio verso i Suoi figli (Salmo 103:13; Proverbi 3:12; 2 Corinzi 6:18), ma non ha a che vedere con la Sua essenza, poiché Egli è Spirito (Giovanni 4:24). Le espressioni "Dio Padre", "Dio nostro Padre" o "Dio il Padre" sono assenti nell'Antico Testamento, apparendo solamente nel Nuovo Testamento.
Il Credo Atanasiano sulla Trinità
Il Credo Atanasiano, un'antica formulazione della fede cristiana, riassume efficacemente la dottrina trinitaria:
«La fede cristiana è questa: che veneriamo un unico Dio nella Trinità e la Trinità nell'unità. Senza confondere le persone e senza separare la sostanza. Una è infatti la persona del Padre, altra quella del Figlio ed altra quella dello Spirito Santo. Ma Padre, Figlio e Spirito Santo hanno una sola divinità, uguale gloria, coeterna maestà. Quale è il Padre, tale è il Figlio, tale lo Spirito Santo. Increato il Padre, increato il Figlio, increato lo Spirito Santo. Immenso il Padre, immenso il Figlio, immenso lo Spirito Santo. Eterno il Padre, eterno il Figlio, eterno lo Spirito Santo. E tuttavia non vi sono tre eterni, ma un solo eterno. Come pure non vi sono tre increati né tre immensi, ma un solo increato e un solo immenso. Similmente è onnipotente il Padre, onnipotente il Figlio, onnipotente lo Spirito Santo. Tuttavia non vi sono tre onnipotenti, ma un solo onnipotente. Il Padre è Dio, il Figlio è Dio, lo Spirito Santo è Dio. E tuttavia non vi sono tre Dei, ma un solo Dio. Signore è il Padre, Signore è il Figlio, Signore è lo Spirito Santo. E tuttavia non vi sono tre Signori, ma un solo Signore. Il Padre non è stato fatto da alcuno: né creato, né generato. Il Figlio è dal solo Padre: non fatto, né creato, ma generato. Lo Spirito Santo è dal Padre e dal Figlio: non fatto, né creato, né generato, ma da essi procedente. E in questa Trinità non v'è nulla che sia prima o poi, nulla di maggiore o di minore: ma tutte e tre le persone sono l'una all'altra coeterne e coeguali. Cosicché in tutto va venerata l'unità nella Trinità e la Trinità nell'unità.»
I Principi di Fede Evangelici sulla Trinità
I Cristiani Evangelici credono in Dio, unico e nel contempo Trino. Questi principi, tratti dalla Bibbia, sono fondamentali:
- L'antico popolo d'Israele adorava l'unico vero Dio, distinguendosi dai popoli pagani circostanti. La fede nell'unità di Dio ("L'Eterno, l'Iddio nostro è l'unico Eterno", Deuteronomio 6:4; 1 Corinzi 8:4-6; Isaia 44:8) è il punto di partenza per la dottrina della Trinità.
- I cristiani credono nella Trinità, cioè che Colui che è adorato è l'unico Dio esistente in tre Persone: Dio Padre, Dio Figlio e Dio Spirito Santo. Queste tre persone hanno una perfetta unità tra loro, sono sempre concordi e partecipano della stessa essenza.
- La Scrittura non insegna tre manifestazioni di una persona nella Divinità, ma l'unità e l'unicità delle tre persone nel nostro Iddio Onnipotente.
- Le Tre Persone sono distinte e, allo stesso tempo, Uno. Cristo ha insegnato una distinzione nelle Persone della Deità, usando termini specifici di parentela come Padre, Figliolo e Spirito Santo. Questa distinzione e parentela è inscrutabile e incomprensibile (Luca 1:35; 1 Corinzi 1:24; Matteo 11:25-27; 28:19; 2 Corinzi 13:13; 1 Giovanni 1:3,4).
- Nessuna delle Persone della Deità esiste o opera separatamente o indipendentemente dalle altre. Le Tre Persone cooperano con una sola mente e un solo scopo, cosicché, nel senso più vero della parola, sono "Uno".
- Ogni Persona della Trinità è attributa delle qualità divine:
- Ogni Persona è Creatrice (Giobbe 33:4; Isaia 44:24).
- Ognuna è chiamata Jahveh (Deuteronomio 6:4; Geremia 23:6; Ezechiele 8:1,3).
- Ognuna è onnipresente (Geremia 23:24; Efesini 1:22; Salmo 139:7,8).
- Ognuna è la Sorgente della Vita (Deuteronomio 30:20; Colossesi 3:4; Romani 8:10).
- Ognuna santifica il popolo di Dio (Giuda 1; Ebrei 2:11; Romani 15:16).
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