L'arte di Giovanni Fattori e dei Macchiaioli offre un'opportunità unica per esplorare Firenze attraverso gli occhi degli artisti che ne hanno catturato l'essenza a cavallo tra XIX e XX secolo. Questo itinerario si propone di seguire le tracce di questi pittori, riscoprendo gli scorci e le vedute che hanno ispirato le loro opere.
Un percorso ispirato dai Macchiaioli
L'idea di intraprendere un viaggio alla ricerca dei luoghi immortalati in un quadro può essere un'esperienza affascinante. Ispirandosi al celebre film di Akira Kurosawa «Sogni», dove il protagonista si ritrova immerso in un'opera di Van Gogh, è possibile creare un percorso a Firenze che rievochi la città vista dai Macchiaioli. La scelta dei luoghi dipinti da questi artisti è vasta: dai vicoli e le piazze del centro storico, all'antico mercato, fino al Ghetto.
Questa volta, l'itinerario si concentra su una zona più periferica, partendo dalle Cascine e risalendo lungo le sponde dell'Arno fino a Ponte Vecchio. La partenza avviene prendendo la tramvia e scendendo proprio alle Cascine, uno dei luoghi prediletti dai Macchiaioli. Qui, artisti per lo più toscani, si riunivano per sperimentare la pittura «a macchia», un nuovo approccio che mirava a catturare la luce e a rappresentare i soggetti in modo realistico.

Tra i maggiori esponenti di questa corrente, Giovanni Fattori ha lasciato diverse acqueforti che ritraggono strade interne, il lungarno e la Fonte di Narciso. Le sue opere evidenziano la bellezza della luce che filtra tra le fronde degli alberi, creando atmosfere suggestive.
L'Arno e i suoi dintorni nei dipinti
Proseguendo verso il centro, lungo le sponde dell'Arno, si incontrano le opere di artisti come Raffaello Sorbi e Angiolo Tommasi. I loro quadri raffigurano scene di vita contadina e figure di cacciatori, offrendo uno spaccato della vita lungo il fiume. Sono presenti anche vedute di ponti, della pescaia e del Mulino della Vaga Loggia, elementi che oggi non esistono più, testimoniando la trasformazione della città.
Firenze vista da queste sponde appare come un paesaggio senza tempo, lontano dal trambusto dei quartieri centrali, immerso in un'atmosfera quasi bucolica. Questo scenario quasi idilliaco accompagna il percorso fino all'imponente Ponte Vecchio, reso celebre dai dipinti di Telemaco Signorini.

Giovanni Fattori e l'Accademia di Belle Arti di Firenze
La figura di Giovanni Fattori è stata al centro di importanti eventi espositivi, tra cui la grande mostra dedicata all'artista nel centenario della sua morte, allestita presso l'Accademia di Belle Arti di Firenze tra il 19 settembre e il 23 novembre 2008. Il catalogo di questa mostra rappresenta una risorsa preziosa per approfondire la conoscenza dell'artista e del suo legame con Firenze.
Il catalogo, arricchito dalle presentazioni di diverse personalità del mondo dell'arte come Edoardo Speranza, Cristina Acidini, Francesco Adorno, Paolo Targetti e Giuseppe Andreani, include testi critici che esplorano vari aspetti dell'opera di Fattori:
- "I luoghi di Giovanni Fattori nell’Accademia di Belle Arti di Firenze. Passato e Presente" di Giuliana Videtta
- "L’Accademia di Belle Arti di Firenze al tempo di Fattori" di Anna Gallo Martucci e Giuliana Videtta
- "«Francescanamente lieto d’un pane». L’insegnamento artistico ed etico di Giovanni Fattori" di Giuliana Videtta
- "Disegni di Giovanni Fattori: allievo e maestro" di Susanna Ragionieri
- "Nel segno di Fattori" di Mauro Pratesi
- "La Scuola delle donne all’Accademia di Belle Arti di Firenze e Giovanni Fattori" di Anna Gallo Martucci
- "L’Accademia ieri e oggi. Un omaggio a Giovanni Fattori" di Luigi Bernardi
Il catalogo riproduce 150 opere, con schede critiche redatte da Gallo Martucci, Ragionieri, Videtta e Franca Falletti. L'esposizione è stata suddivisa in otto sezioni tematiche:
- I Maestri e le “Accademie”
- I temi di genere e la pittura di storia
- I temi di storia contemporanea
- Dalla scuola ai temi di affezione
- I contemporanei di Fattori in Accademia. Studenti e insegnanti
- Le acqueforti
- La didattica e le donne
- L’Accademia oggi
R1 - Oggi vi proponiamo: "Giovanni Fattori" (1982)
L'Accademia di Belle Arti: un'istituzione storica
L'Accademia di Belle Arti di Firenze, situata nei pressi della Stazione di Santa Maria Novella, conserva un vasto patrimonio di dipinti di artisti italiani che spaziano dalla fine del XVIII secolo al XX secolo, distribuiti lungo un percorso di 30 sale. Il nucleo originario delle collezioni risale al 1784, quando Pietro Leopoldo di Lorena istituì una galleria d'arte moderna per le opere premiate nei concorsi accademici.
Sebbene Vittorio Emanuele II abbia contribuito ad arricchire le collezioni, fu il Comune di Firenze a prendere la decisione di riunire tutte le raccolte in un unico luogo, inclusa quella di Diego Martelli, acquisita nel 1897. L'opportunità di un primo allestimento si presentò dopo la partenza dei Savoia dal palazzo, con l'inaugurazione avvenuta nel 1924.
Le acqueforti di Giovanni Fattori: profondità e luce
Una delle acqueforti di Giovanni Fattori raffigura un viale fiorentino, inquadrato con precisione prospettica. La presenza di un animale in primo piano contribuisce a creare un senso di profondità, accentuando la resa spaziale della scena. L'assenza di velature e il netto contrasto tra zone di luce e ombra suggeriscono un paesaggio estivo.
La datazione della matrice e dei diversi esemplari delle acqueforti di Fattori è incerta, poiché l'artista non eseguiva tirature sistematiche. Una ristampa completa delle acqueforti, a cura dell'editore fiorentino Primo Benaglia, fu realizzata nel 1925 in occasione del centenario della nascita dell'artista, con esemplari numerati e timbrati. Successivamente, le matrici furono donate da Giovanni Malesci, erede di Fattori, al Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi di Firenze. Un'ulteriore ristampa avvenne nel 1958, in concomitanza con una mostra allestita a Roma presso la Calcografia Nazionale.
