Origini e formazione
Il cardinale Pietro Parolin è nato il 17 gennaio 1955 a Schiavon, in provincia e diocesi di Vicenza, in una famiglia semplice e profondamente cattolica; la madre era maestra elementare e il padre, la cui tragica perdita nel 1965 ha segnato profondamente la sua infanzia, gestiva un negozio di ferramenta. Sentendo maturare la vocazione al sacerdozio, nel 1969, a soli quattordici anni, è entrato nel seminario vescovile di Vicenza.
È stato ordinato sacerdote il 27 aprile 1980 per imposizione delle mani di Arnoldo Onisto, vescovo di Vicenza. Dopo un’esperienza come viceparroco nella parrocchia della Santissima Trinità di Schio, si è trasferito a Roma per proseguire gli studi. Ha frequentato la Pontificia Università Gregoriana e, dal 1983, la Pontificia Accademia Ecclesiastica, intraprendendo la carriera diplomatica della Santa Sede.

L'ascesa nella diplomazia vaticana
Nel 1986 entra ufficialmente nel servizio diplomatico, prestando la propria opera presso le nunziature in Nigeria (1986-1989) e Messico (1989-1992). In Messico è stato protagonista delle trattative che hanno portato al riconoscimento giuridico della Chiesa cattolica e all'allacciamento delle relazioni diplomatiche. Successivamente ha lavorato presso la seconda sezione della Segreteria di Stato per otto anni, passando nel 2000 alla sezione italiana come collaboratore del cardinale Attilio Nicora.
Il 30 novembre 2002, papa Giovanni Paolo II lo ha nominato sottosegretario della Sezione per i Rapporti con gli Stati, dove ha collaborato con i cardinali Angelo Sodano e Tarcisio Bertone. In questo ruolo, Parolin si è occupato in particolare delle relazioni con i Paesi asiatici, in particolare Vietnam e Cina, distinguendosi come un mediatore esperto. Nel 2009, Benedetto XVI lo ha nominato nunzio apostolico in Venezuela, elevandolo alla dignità di arcivescovo titolare.
Segretario di Stato e cardinalato
Il 31 agosto 2013, papa Francesco ha nominato Parolin Segretario di Stato, in sostituzione del cardinale Tarcisio Bertone. Al momento della nomina, era il più giovane segretario di Stato dai tempi di Eugenio Pacelli (futuro Pio XII). Nel concistoro del 22 febbraio 2014, Francesco lo ha creato cardinale, assegnandogli il titolo presbiterale dei Santi Simone e Giuda Taddeo a Torre Angela.
Negli anni successivi, Parolin ha ricoperto numerosi incarichi curiali, diventando membro di vari dicasteri:
- Congregazione per i vescovi
- Commissione cardinalizia di vigilanza sullo IOR
- Congregazione per le Chiese orientali
- Congregazione per l'evangelizzazione dei popoli
- Congregazione per la dottrina della fede
- Consiglio dei cardinali per la riforma della Curia

L'approccio diplomatico e la visione della Chiesa
La carriera di Parolin è caratterizzata da una spiccata propensione alla diplomazia di pace. Come lui stesso ha dichiarato, il compito della diplomazia vaticana è il bene comune dell'umanità, senza interessi di potere politici, economici o ideologici. La sua strategia, definita spesso "neutralità positiva", mira a evitare lo scontro frontale a favore di un dialogo costante.
Tra i successi diplomatici più rilevanti si ricorda il ripristino delle relazioni tra Stati Uniti e Cuba (2014) e l'accordo provvisorio con la Cina sulla nomina dei vescovi (2018), quest'ultimo oggetto di dibattito interno alla Chiesa. Parolin si è inoltre distinto per il suo pragmatismo nella gestione di dossier complessi, come il conflitto in Ucraina e la mediazione tra governo e opposizione in Venezuela nel 2014.
Il ruolo nel Conclave
In seguito alla morte di papa Francesco avvenuta il 21 aprile 2025, il cardinale Parolin ha assunto le funzioni di decano durante il conclave, in quanto cardinale elettore più anziano (essendo il Decano Giovanni Battista Re e il Sottodecano Leonardo Sandri ultraottantenni). La sua figura è indicata da molti osservatori come una delle più autorevoli per il soglio pontificio, grazie alla profonda conoscenza delle logiche vaticane, all'esperienza decennale come Segretario di Stato e alla sua capacità di mediazione tra diverse correnti ecclesiastiche.