Il Sermone Rivoluzionario di Michael Curry al Matrimonio di Harry e Meghan

Uno dei momenti più commentati della cerimonia di matrimonio tra il principe britannico Harry e l’attrice americana Meghan Markle è stato il sermone di Michael Curry, vescovo di Chicago e primo afroamericano a capo della Chiesa episcopale americana. Curry ha sorpreso tutti per il suo stile appassionato, che ha rappresentato un significativo "strappo" al protocollo reale. Meticcia, divorziata, statunitense e attrice, Meghan Markle ha introdotto diversi elementi inconsueti nel protocollo delle nozze reali, contribuendo a rendere la cerimonia un evento tutt'altro che tradizionale.

Foto di Michael Curry durante l'omelia

Michael Curry: Un Predicatore che Rompe gli Schemi

Il reverendo Michael Curry, nato a Chicago il 13 marzo del 1953, ha una storia notevole. Dopo aver frequentato le scuole a Buffalo, nello stato di New York, è stato ordinato diacono nel giugno 1978 e prete esattamente sei mesi dopo. È vescovo dal 2000 e dal 2015 guida la Chiesa episcopale americana.

La Chiesa episcopale americana è una chiesa anglicana nata con l'indipendenza degli Stati Uniti e mantiene uno stretto legame con la Chiesa d’Inghilterra, la cui governatrice suprema è ufficialmente la regina Elisabetta II. Tuttavia, su alcune questioni ha preso posizioni divergenti: la Chiesa episcopale è stata una delle prime a permettere le celebrazioni di matrimoni tra persone dello stesso sesso, anche nelle chiese del North Carolina, distanziandosi dalla Chiesa d'Inghilterra nel 2015. Nonostante le critiche dell'arcivescovo di Canterbury Justin Welby in quell'occasione, lui e Curry sono rimasti amici.

La sua nomina a predicatore per il matrimonio reale è avvenuta proprio su consiglio dell’arcivescovo di Canterbury Justin Welby, che insieme al decano di Windsor David Conner ha celebrato la cerimonia. Curry discende da una famiglia di schiavi e ha un forte legame con la fede: sua madre era battista e si era convertita alla Chiesa episcopale dopo aver letto un libro di C.S. Lewis, mentre anche il padre di Curry, predicatore battista, si era convertito.

L'Omelia sul "Potere dell'Amore": Un Momento Indimenticabile

Il sermone di Michael Curry è stato un vero e proprio punto culminante della cerimonia, distinguendosi per il suo stile appassionato ed "emotivo", tipico dei predicatori afroamericani, e decisamente diverso da quelli visti in altri matrimoni reali. Pronunciato sbirciando su un tablet disposto sul leggio, l'omelia ha immediatamente attirato molta attenzione per la sua intensità e il suo linguaggio coinvolgente.

Curry ha cominciato il suo sermone citando un salmo della Bibbia e, poco dopo, Martin Luther King, parlando con grande trasporto del potere dell’amore, "the power of love". Ha chiesto alla composta assemblea: "Pensate alla prima volta che vi siete innamorati?", gesticolando e rivolgendosi direttamente ai presenti con un entusiasmo insolito nella sobria Cappella di St George nel castello di Windsor. Questo "nuovo mondo che parla al vecchio continente" ha citato anche gli schiavi africani, trasformando l'omelia in un infuocato sermone che non avrebbe sfigurato in una chiesa di Harlem.

Le reazioni degli invitati, molti dei quali membri dell'aristocrazia inglese, sono state eloquenti: le facce allibite riflettevano la sorpresa per uno spettacolo mai visto prima in un contesto così tradizionale. A un certo punto, la regina Elisabetta ha alzato le spalle, mentre il principe Filippo fissava attonito. Camilla e Kate erano a bocca aperta e persino Elton John appariva stupito. Solo Meghan appariva compiaciuta, e sua madre Doria, visibilmente commossa, annuiva dal suo scranno.

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Un Matrimonio "Black Panther" e Simboli di Cambiamento

L'omelia di Curry non è stato l'unico elemento a rompere il protocollo. Dopo il suo appassionato discorso, si è esibito un coro gospel che ha cantato "Stand by Me", trasportando idealmente la chiesa inglese direttamente a Harlem. A seguire, l’esibizione di Sheku Kanneh-Mason, violoncellista diciannovenne e primo musicista nero a vincere il premio BBC Young Musician of the Year in 38 anni.

Tutti questi elementi hanno portato a definire l'evento un "matrimonio Black Panther", una celebrazione di eccellenza e talento afroamericano senza precedenti nella Casa Reale inglese. Molti hanno paragonato l'impatto di Meghan Markle nella monarchia britannica a quello di Obama negli Stati Uniti, sottolineando come la giornata sia sembrata più una "Award Ceremony" che un matrimonio, data la lista degli invitati. Tra questi figuravano star come Oprah Winfrey, Serena Williams, Amal e George Clooney, Victoria e David Beckham, Elton John, Idris Elba e molti altri, rappresentando "più Hollywood e meno aristocrazia", "più Martin Luther King e meno Vecchio Testamento", e "più blackness come forza di influenza nella cultura mondiale".

Questo matrimonio è stato interpretato come un segnale dei tempi che cambiano, un evento "la meno trumpiana possibile" in un periodo di rigurgiti razzisti negli Stati Uniti. Meghan, una "self made woman" con origini afroamericane, ha insistito per avere un coro gospel e ha affidato l'omelia a un predicatore afroamericano, contribuendo a un matrimonio reale in grado di rispecchiare una Gran Bretagna nuova, diversa e multiculturale.

Un Nuovo Capitolo per la Monarchia Britannica

La cerimonia nella Cappella di St George, nel castello di Windsor, ha rappresentato un vero e proprio "salto di secoli", demolendo molte tradizioni in soli sessanta minuti. L'ingresso solitario di Meghan Markle in chiesa, senza un uomo a scortarla per il primo tratto della navata, è stato un ulteriore simbolo di indipendenza e modernità. Il principe Carlo ha poi condotto la nuora da metà navata fino all'altare, vista l'assenza del padre della sposa per motivi di salute.

Dallo scambio dei voti nuziali, in cui gli sposi hanno usato solo i nomi "pop" e Meghan non ha pronunciato il voto di obbedienza, al pubblico giovane e multicolore che ha acclamato gli sposi per le strade di Windsor, tutto ha indicato un cambiamento. Molti hanno sentito questo come un "matrimonio del popolo", lontano dalle cerimonie più ingessate del passato. Perfino la Regina Elisabetta, che in passato si oppose al matrimonio della sorella Margaret con un divorziato, ha dato il suo benestare, accogliendo Meghan in famiglia e conferendole il titolo di Duchessa del Sussex.

Il matrimonio di Harry e Meghan, con il suo mix di tradizione e innovazione, e il memorabile sermone di Michael Curry, ha segnato un "prima e un dopo" nella storia della monarchia britannica, aprendo un nuovo capitolo all'insegna della modernità e della diversità.

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