Gesù di Nazareth: Un'Epopea Televisiva di Franco Zeffirelli

Gesù di Nazareth è uno sceneggiato televisivo del 1977 diretto da Franco Zeffirelli, un'opera cinematografica che ripercorre la vita di Gesù Cristo così come tramandata dai Vangeli, integrando alcune aggiunte tratte dai testi apocrifi. La narrazione spazia dall'Annunciazione fino alla passione, morte e Resurrezione, offrendo una visione dettagliata e profonda del mistero centrale della Redenzione.

Ritratto di Franco Zeffirelli, il regista di Gesù di Nazareth

L'Ideazione e la Nascita del Progetto

L'idea per un serial televisivo sulla vita di Gesù non è attribuibile a un'unica fonte. Secondo Alfonso Méndiz, nel suo "Jesucristo en el cine", l'iniziativa sarebbe partita dagli sceneggiatori Pier Emilio Gennarini e Fabiano Fabiani, direttore di telegiornale RAI. Tuttavia, un documentario della History Channel suggerisce che fu lo stesso Paolo VI a sollecitare il produttore televisivo Lew Grade a realizzare un serial sulla vita di Gesù, dopo aver apprezzato la sua produzione su Mosè.

Di fatto, Lew Grade divenne il produttore dell'iniziativa, con l'obiettivo di realizzare un serial televisivo per la RAI, ma con un cast internazionale per facilitarne l'esportazione. La scelta del regista cadde su Zeffirelli dopo il successo del suo film su San Francesco, anche se il regista fu a lungo incerto. L'accordo fu firmato nel 1974.

La Sceneggiatura: Collaborazioni e Sfide

Il primo problema da affrontare fu trovare lo sceneggiatore più adatto. La scelta di Zeffirelli cadde inizialmente su Anthony Burgess, scrittore, sceneggiatore e librettista inglese, famoso per "L'arancia meccanica", già autore di "L'uomo di Nazareth" nel 1976 e cristiano praticante. Il copione del film venne scritto in sole quattro settimane da Franco Zeffirelli, Suso Cecchi D'Amico, David Butler, grazie all'aiuto di Burgess e alla consulenza storico-teologica di Mons. Pietro Rossano, già Rettore della Pontificia Università Lateranense.

Zeffirelli stesso affiancò Burgess nella stesura per cercare di dare maggiore sacralità alle parole e ai gesti di Gesù. Alla fine, Burgess non accettò che la sua sceneggiatura iniziale fosse stata alterata, e Zeffirelli scelse di continuare con Suso Cecchi D'Amico e Masolino D'Amico, con l'apporto dello stesso regista e la consulenza di Pier Emilio Gennarini. Quando il serial fu distribuito, si temette una reazione critica da parte di Anthony Burgess, ma fu lui stesso a chiudere la disputa, dichiarando che il lavoro rispecchiava le sue intenzioni originarie.

Il Cast Stellare: Volti e Interpretazioni

La scelta dell'attore per interpretare Gesù Cristo fu cruciale. Nonostante fossero stati considerati nomi importanti come Al Pacino e Dustin Hoffman, Zeffirelli raccontò che la scelta cadde su Robert Powell, attore inglese, soprattutto per la profondità del suo sguardo: "gli occhi sono sempre il maggior veicolo di comunicazione sullo schermo". Powell, che si era presentato inizialmente per la parte di Giuda, colpì il regista e la troupe con i suoi occhi azzurri. Dopo un'intensa preparazione, una sarta, vedendolo truccato e vestito, cadde in ginocchio esclamando "Signore!", confermando a Zeffirelli di aver trovato il "suo Gesù".

Il livello del resto del cast fu impressionante, con star ingaggiate con un cachet simbolico. Tra i nomi figurano:

  • Laurence Olivier (Nicodemo)
  • Anthony Quinn (Caifa)
  • Peter Ustinov (Erode il Grande)
  • Christopher Plummer (Erode Antipa)
  • James Mason (Giuseppe d'Arimatea)
  • Michael York (Giovanni Battista)
  • Ian Holm (Zerah)
  • Ernest Borgnine (Centurione)
  • Stacy Keach (Barabba)
  • Anne Bancroft (Maria Maddalena)
  • Rod Steiger (Ponzio Pilato)
  • Ian McShane (Giuda)
  • Claudia Cardinale (L'adultera)
  • Valentina Cortese (Erodiade)
  • Olivia Hussey (Vergine Maria): scelta per il suo volto classico e intenso, fu invecchiata grazie agli straordinari truccatori italiani per le scene finali.
  • Renato Rascel (Il cieco nato)
Robert Powell nel ruolo di Gesù di Nazareth

Ambientazione e Riprese

L'idea iniziale di girare il film direttamente in Terrasanta venne scartata perché i paesaggi originali risultavano troppo alterati dai tempi moderni. Dopo oltre un anno di sopralluoghi tra Israele e il Nord Africa, la scelta finale cadde su alcune aree del Marocco e della Tunisia, dove Zeffirelli riuscì a individuare luoghi che potevano ricreare fedelmente i contesti evangelici. Betlemme fu ricreata a Tinghir in Marocco, e Nazareth a Fertassa, scoperta quasi per caso. Monastir offrì la sua torre di guardia per la Torre Antonia, sede della guarnigione romana, con il Golgota di fronte e l'imponente scenografia del tempio di Gerusalemme appoggiata sulle sue mura. Ouarzarate servì da location per il palazzo di Erode.

Le riprese per "Gesù di Nazareth" durarono oltre nove mesi, precedute da un lungo periodo di preparazione e ricerca delle location.

Struttura Narrativa: Le Due Parti del Film Televisivo

Lo sceneggiato è diviso in due macro-parti, pensate per una fruizione estesa, con una versione televisiva di otto ore.

Contenuto della Prima Parte

La Prima Parte inizia con l'annuncio della nascita del Redentore e prosegue con gli episodi dell'infanzia di Gesù. Si completa con gli avvenimenti più significativi della vita pubblica del Signore che, prima di lasciare la Galilea, annuncia la propria missione a Gerusalemme e profetizza la Tragedia del Golgotha. Contiene eventi come il Battesimo di Gesù e la risurrezione della figlia di Giairo, la grande predicazione e i miracoli, fino alla visione del mistero centrale della Redenzione.

Contenuto della Seconda Parte

La Seconda Parte è preceduta da una incisiva e significativa sintesi della parte precedente, che ribadisce i concetti chiave:

  • Il Battesimo di Gesù (Lui è l'angelo sacrificale).
  • La risurrezione della figlia di Giairo (Lui è la Risurrezione e la Vita).
  • La grande predicazione e i miracoli (Lui è il fondatore del Regno).
  • La visione del mistero centrale della Redenzione (Lui morirà per risorgere e far risorgere).

Quindi espone gli episodi più noti dell'ultima settimana a Gerusalemme: l'ingresso nella città, la cacciata dei profanatori dal Tempio, i discorsi e le acerbe dispute nel Tempio, la Cena, l'agonia nel Getsemani, la Passione, la Condanna, la Crocifissione, la Risurrezione e la missione degli apostoli e della Chiesa.

Una delle scene più toccanti e meno presenti in altri film su Gesù è quella che avviene dopo la Resurrezione, con Gesù circondato dagli apostoli: "ora il Padre mio che è nei cieli si riconcilia con il mondo e come Lui ha mandato me così ora Io mando voi. Ricevete lo Spirto Santo e andate senza timore come agnelli tra i lupi. Fate discepoli fra tutti gli uomini della terra e battezzateli nel nome del Padre del Figlio e dello Spirito Santo". Giovanni e Pietro appoggiano la fronte alle sue spalle, in un momento di profonda spiritualità.

Il Messaggio e la Visione Teologica

La realizzazione di "Gesù di Nazareth" fu vista come una risposta ortodossa alla rappresentazione di Gesù in opere come "Jesus Christ Superstar" del 1973, che aveva convertito Gesù nella figura di un hippie contestatore. Zeffirelli intendeva ripresentare Gesù in un modo che risultasse chiara la sua santità e la sua divinità, come Colui che propone una rivoluzione tutta interiore, la liberazione dai peccati; la modifica delle strutture sociali ne sarebbe stata una prevedibile conseguenza.

Zeffirelli accettò di realizzare il film con l'intento di farne una colossale operazione didattica, un racconto storicamente e teologicamente dettagliato della vita di Cristo. Alla base della sua lettura c'è la constatazione che Gesù era un ebreo, una convinzione rafforzata dal fervore di Lew Grade e dall'enciclica di Paolo VI "Nostra Aetate". Il Gesù di Zeffirelli è dunque, prima di tutto, un uomo del suo tempo, un ebreo nato in una terra occupata e dilaniata dai conflitti interni.

Nel film, i discorsi di Gesù riflettono i suoi insegnamenti fondamentali: "Io ho parlato apertamente mi hanno sentito tutti ho insegnato nelle sinagoghe è nel tempio non ho tenuto nulla in segreto, perché allora lo chiedi a me? Chiedilo a quelli che erano con me?" E ancora: "Amate i vostri nemici e pregate per coloro che vi sfruttano e vi perseguitano, il giorno del perdono è arrivato!... Se amerete solamente coloro che vi amano quale sarà il vostro merito?... Proteggi tutti quelli che avranno fede in me attraverso loro. Coloro che vedranno col cuore e ameranno anche il loro peggior nemico vivranno in eterno. La nuova Gerusalemme non sarà costruita sulla vendetta o sulla violenza. La saggezza di Dio riempirà la terra come l'acqua riempie il mare."

L'Accoglienza e l'Impatto Culturale

Il serial fu trasmesso dalla RAI per la Settimana Santa del 1977, dal 27 marzo al 24 aprile, nel suo primo anno di trasmissioni a colori. Gli episodi ("La natività", "L'avvento del figlio dell'uomo", "La scelta degli Apostoli", "La predicazione", "La passione e la morte") ottennero un clamoroso gradimento di pubblico.

Come ricordato dallo stesso Zeffirelli: "Con la domenica delle Palme arrivò la tanto attesa trasmissione televisiva del Gesù di Nazareth e, inevitabilmente, fui preso nel vortice d'eccitazione e di entusiasmo che esplose dovunque. Il Gesù fu trasmesso in America, Inghilterra e Italia, in momenti diversi nel periodo di Pasqua. Seguirono poi altri Paesi e altre date, ma ovunque gli indici di ascolto furono astronomici. In Italia, quasi l'ottanta per cento della popolazione seguì le puntate. E per la prima volta il Papa accennò a un programma televisivo nel messaggio inviato al mondo quella stessa domenica, dalla finestra del suo studio: Stasera vedrete un esempio del buon uso che si può fare dei nuovi mezzi di comunicazione che Dio offre all'uomo, annunciò Paolo VI."

La produzione ottenne l'approvazione del Vaticano, che vide nell'operazione la possibilità di divulgare la vita di Cristo alla luce delle linee tracciate dal Concilio Vaticano II. Quest'ultimo, tra le tante aperture, aveva infatti stabilito che, a livello di dottrina, la parola di Dio dovesse essere storicizzata, aprendo alla possibilità di interpretare i testi sacri collegandoli ai tempi moderni.

Gesù di Nazareth - Le Beatitudini

L'Eccellenza Artistica e Tecnica

Zeffirelli si avvalse di una magnifica équipe, molti dei quali professionisti con cui lavorava da anni. Tra questi, il costumista Marcel Escoffier, Enrico Sabbatini e lo scenografo Gianni Quaranta. Un contributo fondamentale venne da David Watkin, operatore e creatore delle luci: "Fu lui a creare quell’atmosfera evocatrice dei dipinti degli antichi maestri, un’atmosfera di intensi e caldi colori colpiti da una luce improvvisa. Ogni scena diventava così un quadro d’autore, che accompagnava lo scandire della recitazione e del dramma."

Watkin ottenne risultati eccezionali nelle scene nel Tempio, come il Sinedrio che si riunisce sotto Caifa per interrogare Cristo. Questo momento, con la statura di divi come Anthony Quinn nei panni di Caifa, Olivier e James Mason tra i farisei, fu una prova del fuoco per Robert Powell. La raffigurazione della Crocifissione, in particolare, trasse ispirazione dai ricordi giovanili di Zeffirelli come partigiano durante l'occupazione nazista, richiamando l'orrore delle rappresaglie.

Il successo di "Gesù di Nazareth" è anche dovuto alla figura di Gesù Cristo, la cui interpretazione di Robert Powell, oltre a una notevole somiglianza con l’iconografia tradizionale, riesce a essere umana ma al contempo trasmette una grande spiritualità grazie al suo sguardo profondo. Un altro aspetto curato è la definizione dei vari co-protagonisti: ognuno dei dodici apostoli ha una precisa caratterizzazione, con spazio per esprimere la propria personalità. Basti pensare all'incontro-scontro tra Pietro e Matteo-Levi, o a Giuda, visto come persona colta e intellettuale che dimostra di vedere Gesù solo come una pedina nell'equilibrio politico d'Israele. Lo stesso vale per il triangolo tra Erode Antipa, Erodiade e Salomè.

Scheda Tecnica del Film

Regia Franco Zeffirelli
Attori Principali Robert Powell (Gesù), Anne Bancroft (Maria Maddalena), Ernest Borgnine (Centurione), Olivia Hussey (Vergine Maria), Valentina Cortese (Erodiade), James Farentino (Pietro), James Earl Jones (Baldassarre), Stacy Keach (Barabba), Tony Lo Bianco (Quintilio), James Mason (Giuseppe d'Arimatea), Ian McShane (Giuda), Laurence Olivier (Nicodemo), Donald Pleasence (Melchiorre), Christopher Plummer (Erode Antipa), Anthony Quinn (Caifa), Fernando Rey (Gaspare), Rod Steiger (Ponzio Pilato), Peter Ustinov (Erode il Grande), Michael York (Giovanni Battista), Renato Rascel (Cieco), Pino Colizzi (Jobab il ladrone), Lorenzo Monet (Gesù a dodici anni), Cyril Cusack (Rabbi Yehuda), Robert Beatty (Proculo), Norman Bowler (Saturnino), Yorgo Voyagis (Giuseppe), Marina Berti (Elisabetta), Regina Bianchi (Anna), Claudia Cardinale (Adultera), Ian Holm (Zerah), Magdi Allal (Gesù a due anni), Isabel Mestres (Salomé), Maria Carta (Marta)
Sceneggiatura Anthony Burgess, Franco Zeffirelli, Pier Emilio Gennarini, Suso Cecchi d'Amico (coll. vers. it.), Masolino d'Amico (coll. vers. it.)
Fotografia Armando Nannuzzi, David Watkin, Nino Cristiani (operatore)
Musiche Maurice Jarre
Montaggio Reginald Mills
Scenografia Gianni Quaranta, Enrico Fiorentini (assistente)
Arredamento Gianni Quaranta
Costumi Marcel Escoffier, Enrico Sabbatini, Nadia Vitali (assistente), Giovanni Viti (assistente)
Effetti Luciano Bird
Suono Simon Kay, Jerry Humphrey, Don Share
Seconda unità Daniele Nannuzzi (operatore)
Altri titoli Jesus of Nazareth
Durata 150 min (versione cinematografica); esiste una versione di otto ore per la televisione.
Colore C
Genere Religioso
Specifiche tecniche 35 MM (1:1.33) - TECHNICOLOR
Tratto da Vangelo e racconti apocrifi
Produzione Vincenzo Labella per ITC (Londra) e RAI TV (Roma)
Distribuzione Titanus - Panarecord, San Paolo Audiovisivi, Editrice La Scuola

La Critica

La critica ha spesso riconosciuto a Zeffirelli la capacità di riproporre "la bella favola, la meravigliosa leggenda di Gesù con un gusto estetizzante e squisito che (...) suscita viva ammirazione ed incanto estetico, più che produrre genuina commozione poetica e profondo coinvolgimento morale." Lo sceneggiato è stato una versione televisiva dei Vangeli con lo spirito declamatorio e lussuoso di un programma per la domenica sera in cinque episodi, realizzato con il massimo del professionismo convenzionale.

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