San Giovanni Paolo II: Vita, Pontificato e Celebrazione Liturgica

Karol Józef Wojtyła, universalmente conosciuto come San Giovanni Paolo II, è stato una figura centrale della storia contemporanea, il 264º Vescovo di Roma e Papa polacco dal 16 ottobre 1978 fino alla sua morte, avvenuta il 2 aprile 2005. Il suo pontificato, durato quasi 27 anni, è annoverato tra i più lunghi della storia della Chiesa, superato solo da quello di San Pietro e Pio IX.

Ritratto di Karol Wojtyła come giovane sacerdote

Biografia di Karol Wojtyła

Infanzia e Giovinezza

Karol Józef Wojtyła nacque a Wadowice, nel sud della Polonia, il 18 maggio 1920. Era il terzo e ultimo figlio di Karol Wojtyła senior, un ex-ufficiale dell'esercito asburgico, e di Emilia Kaczorowska. La sua infanzia fu segnata da diversi lutti familiari: la madre Emilia morì nel 1929 per insufficienza renale e malattia cardiaca congenita, il fratello maggiore Edmund, medico, morì nel 1932 per aver contratto la scarlattina, e la sorella Olga era scomparsa poco dopo la nascita nel 1914.

A nove anni ricevette la Prima Comunione e a diciotto anni il sacramento della Cresima. Nel 1938, dopo aver terminato gli studi superiori a Wadowice, si trasferì a Cracovia con il padre e si iscrisse all’Università Jagellónica per studiare filologia, lingua e letteratura polacca, prendendo anche lezioni private di francese. Lavorò come bibliotecario volontario e fece l'addestramento militare obbligatorio.

Gli Anni della Guerra e la Vocazione al Sacerdozio

Con l'occupazione della Polonia da parte delle truppe naziste nel 1939, l'Università Jagellónica fu chiusa e Karol dovette interrompere gli studi. Per guadagnarsi da vivere ed evitare la deportazione in Germania, lavorò dal 1940 al 1944 come operaio, prima in una cava di calcare e poi nella fabbrica chimica Solvay. Durante questo periodo, il padre morì nel 1941.

Nonostante le difficoltà, Karol continuò a coltivare i suoi interessi culturali, in particolare la passione per il teatro, diventando uno dei promotori del "Teatro Rapsodico" clandestino. Nel 1942, sentendosi chiamato al sacerdozio, iniziò a frequentare i corsi di formazione del seminario maggiore clandestino di Cracovia, diretto dall’Arcivescovo Adam Stefan Sapieha.

Un incidente avvenuto il 29 febbraio 1944, quando fu investito da un camion tedesco e riportò gravi ferite, rafforzò in lui la convinzione della propria vocazione religiosa. Nell'agosto 1944, durante la rivolta di Varsavia, riuscì a scampare alla deportazione nascondendosi nell'Arcivescovato di Cracovia, dove rimase fino alla fine della guerra, il 17 gennaio 1945.

Sacerdozio ed Episcopato

Dopo la guerra, Karol Wojtyła continuò i suoi studi nel seminario maggiore di Cracovia e nella Facoltà di Teologia dell’Università Jagellónica. Fu ordinato presbitero il 1º novembre 1946 dall'Arcivescovo Sapieha. Subito dopo, si trasferì a Roma, dove conseguì il dottorato in teologia nel 1948 presso la Pontificia Università San Tommaso d'Aquino (Angelicum), con una tesi sulla dottrina della fede in San Giovanni della Croce. Durante le sue vacanze, esercitò il ministero pastorale tra gli emigranti polacchi in Francia, Belgio e Olanda.

Rientrato in Polonia, fu coadiutore nelle parrocchie di Niegowić e poi di San Floriano a Cracovia, e gli venne affidata la cura pastorale degli universitari fino al 1951. Successivamente, insegnò etica e teologia morale all'Università Jagellónica e all'Università Cattolica di Lublino, dove presentò una tesi sulla possibilità di fondare un'etica cristiana a partire dal sistema etico di Max Scheler.

La sua promettente carriera ecclesiastica progredì rapidamente: il 4 luglio 1958, Pio XII lo nominò Vescovo titolare di Ombi e Ausiliare di Cracovia, ricevendo l'ordinazione episcopale il 28 settembre 1958. Il 13 gennaio 1964, Paolo VI lo nominò Arcivescovo di Cracovia e lo creò Cardinale nel Concistoro del 26 giugno 1967. Partecipò attivamente al Concilio Vaticano II (1962-1965), dando un contributo importante all’elaborazione della Costituzione dogmatica Gaudium et spes.

Durante il suo ministero a Cracovia, si distinse per la sua ferma opposizione al regime comunista, arrivando a pubblicare a puntate nel suo giornale diocesano libri colpiti dalla censura, come Ipotesi su Gesù di Vittorio Messori e Lettera a un bambino mai nato di Oriana Fallaci. Grande fu la sua devozione a Maria, tanto da scegliere come motto episcopale "Totus tuus", tratto da una frase di San Luigi Maria Grignion de Montfort.

Papa Giovanni Paolo II mentre saluta la folla

L'Elezione al Soglio di Pietro

Nell'agosto 1978, dopo la morte di Paolo VI, il Cardinale Wojtyła partecipò al conclave che elesse Albino Luciani, il Cardinale Patriarca di Venezia, che assunse il nome di Giovanni Paolo I. Tuttavia, dopo soli 33 giorni di pontificato, Giovanni Paolo I morì improvvisamente il 28 settembre 1978.

Il 16 ottobre 1978, all'età di cinquantotto anni, il Cardinale Karol Józef Wojtyła fu eletto Papa, succedendo a Giovanni Paolo I. Scelse il nome di Giovanni Paolo II, in linea con il suo predecessore. Al momento dell'elezione, Wojtyła avrebbe voluto assumere il nome di Stanislao I in onore del santo patrono della Polonia.

L'annuncio della sua elezione (l'Habemus papam) fu dato alle ore 18:45 dal cardinale protodiacono Pericle Felici. Pochi minuti più tardi, il nuovo Papa si presentò alla folla radunata in Piazza San Pietro affacciandosi dalla loggia centrale della Basilica. Nel suo breve discorso si definì come "un nuovo Papa chiamato da un paese lontano" e superò le iniziali diffidenze degli italiani, che vedevano per la prima volta da lungo tempo un pontefice straniero, pronunciando la celebre frase: "Se mi sbaglio mi correggerete!". Questo evento lo rese il primo Pontefice non italiano dopo 455 anni (dall'ultimo straniero, Adriano VI di Utrecht nel 1523), il primo Pontefice polacco della storia e il primo di lingua slava.

Il 22 ottobre iniziò solennemente il suo ministero petrino, come 263º successore di Pietro apostolo, con una semplice Messa di inaugurazione anziché la tradizionale cerimonia di incoronazione papale. Tra i primi passi del suo ministero di Vescovo di Roma e Primate d'Italia, volle rendere omaggio ai due patroni d'Italia, visitando Assisi il 5 novembre 1978 per venerare San Francesco, e successivamente la Basilica di Santa Maria sopra Minerva in Roma per venerare Santa Caterina da Siena. Decise inoltre di non usare il pluralis maiestatis, riferendosi a sé stesso, e nel suo stemma sostituì la tiara con la mitria episcopale, seguendo l'esempio di Giovanni Paolo I.

Giovanni Paolo II:"Non abbiate paura"

Il Pontificato di Giovanni Paolo II

Un Pontificato Missionario e di Dialogo

Il pontificato di Giovanni Paolo II fu intensamente missionario e caratterizzato da un'eccezionale attività apostolica. Percorse più di 1.200.000 chilometri per annunciare il Vangelo in tutto il mondo e promuovere il dialogo. Compì 250 viaggi totali, considerando quelli fuori Roma e Castel Gandolfo, di cui 104 fuori dall’Italia, coprendo una distanza molto maggiore di quella percorsa da tutti gli altri Papi messi assieme. Il suo primo viaggio internazionale lo portò a Santo Domingo, Messico e Bahamas il 25 gennaio 1979. L'ultimo fu a Lourdes, dal 15 al 16 agosto 2004. In Italia ha compiuto 146 visite pastorali e, come Vescovo di Roma, ha visitato 317 delle 332 parrocchie romane.

Giovanni Paolo II ha sempre lavorato per costruire ponti di relazioni tra nazioni e religioni diverse, nel segno dell’ecumenismo. Fu aperto al dialogo con tutti, in particolare con le altre religioni, i cui rappresentanti volle incontrare ad Assisi nel 1986 per pregare insieme per la pace nel mondo. Le sue udienze generali del mercoledì (oltre 1160) videro la partecipazione di più di 17 milioni e 600mila pellegrini, senza contare le udienze speciali e le cerimonie religiose, e i milioni di fedeli incontrati durante le visite pastorali.

Magistero e Documenti Rilevanti

Il suo magistero fu vastissimo e profondo. Tra i documenti pubblicati si contano 14 Encicliche, 15 Esortazioni apostoliche, 11 Costituzioni apostoliche e 45 Lettere apostoliche. Durante il suo pontificato ha promulgato:

  • Il Codice di Diritto Canonico (25 gennaio 1983)
  • Il Codice dei Canoni delle Chiese Orientali (18 ottobre 1990)
  • Il Catechismo della Chiesa Cattolica (15 agosto 1997)

Tra le encicliche più significative, si ricordano la Laborem Exercens (1981) e la Centesimus Annus (1991), entrambe sul tema del lavoro e della dottrina sociale, nel centenario della Rerum Novarum di Leone XIII. La Costituzione apostolica Pastor Bonus (1988) stabilì l’organizzazione della Curia Romana. A Papa Giovanni Paolo II si attribuiscono anche cinque libri: Varcare la soglia della speranza (1994), Dono e mistero: nel cinquantesimo anniversario del mio sacerdozio (1996), Trittico romano - Meditazioni in forma di poesia (2003), Alzatevi, andiamo! (2004) e Memoria e Identità (2005).

Promozione della Dignità Umana e Azione Sociale

Giovanni Paolo II intraprese una vigorosa azione politica e diplomatica contro il comunismo e l'oppressione politica, ed è considerato uno degli artefici del crollo dei sistemi del socialismo reale. Propugnò un chiarimento evangelico sulla Teologia della Liberazione, e stigmatizzò il capitalismo sfrenato e il consumismo, considerati antitetici alla ricerca della giustizia sociale e lesivi della dignità dell'uomo.

Nel campo della morale, si oppose fermamente all'aborto e confermò l'approccio tradizionale della Chiesa sulla sessualità umana, sul celibato dei presbiteri e sul sacerdozio femminile. Ribadì ripetutamente la dignità dell'uomo e il diritto alla vita come fondamento di tutte le posizioni assunte in tema di morale: "Ogni individuo è unico e irripetibile" e, in quanto "immagine e somiglianza di Dio", possiede una dignità intrinseca fin dalla nascita. Il diritto naturale, secondo San Tommaso, discende dal diritto divino, un volere del Creatore che ha imposto tali leggi alla natura creata, rendendo la vita un diritto in quanto dono di Dio.

Fu attento ai giovani, per i quali avviò nel 1985 le Giornate Mondiali della Gioventù, e ne presiedette ben diciannove in varie parti del mondo, coinvolgendo milioni di giovani entusiasti. Operò anche per la difesa della pace e per migliorare le relazioni con le altre religioni, in primo luogo con anglicani e ortodossi. Indisse il Giubileo Straordinario della Redenzione (1983-1984) e il Grande Giubileo del 2000, promuovendo momenti di particolare intensità spirituale come l'Anno Mariano e l'Anno dell'Eucaristia.

A volte si dimostrò deciso, come nella Valle dei Templi ad Agrigento il 9 maggio 1993, quando, rivolgendosi ai mafiosi con inattesa durezza, invocò su di loro l'ira di Dio se non si fossero convertiti, affermando: "Non si permette uccidere innocenti! Dio ha detto una volta: 'Non uccidere': non può uomo, qualsiasi, qualsiasi umana agglomerazione, mafia, non può cambiare e calpestare questo diritto santissimo di Dio! Qui ci vuole civiltà della vita!". Similmente, puntò il dito contro Augusto Cardenal, esponente della teologia della liberazione, per lui pericolosamente imbevuta di marxismo rivoluzionario.

Giovanni Paolo II durante una Giornata Mondiale della Gioventù

Canonizzazioni e Beatificazioni

Giovanni Paolo II impresse una spinta significativa alle canonizzazioni e alle beatificazioni, per offrire testimoni autentici per il mondo di oggi. Ha celebrato 147 cerimonie di beatificazione, proclamando 1338 beati, e 51 canonizzazioni, per un totale di 482 santi. Questo numero è enormemente superiore a quello di tutti i suoi predecessori nell'arco dei quattro secoli precedenti.

L'Attentato e il Perdono

Un episodio che lo segnò profondamente, sia nel corpo che nello spirito, fu l'attentato subito il 13 maggio 1981 in Piazza San Pietro. Mehmet Ali Ağca, un killer professionista turco, gli sparò due colpi di pistola, colpendolo all'addome, pochi minuti dopo che il Papa era entrato nella piazza per l'udienza generale. Wojtyła fu presto soccorso e sopravvisse dopo un difficile intervento chirurgico.

Giovanni Paolo II attribuì la sua salvezza all'intervento della Madonna di Fatima, la cui prima apparizione ai pastorelli ricorreva proprio il 13 maggio. Per ringraziamento, volle che il bossolo del proiettile fosse incastonato nella corona della statua della Vergine a Fatima. Si interrogò sul senso di quanto accadutogli e, conoscendo il contenuto dell'ultimo dei segreti di Fatima, intravide se stesso nei tratti del vescovo vestito di bianco colpito a morte, descritto nel segreto.

Due giorni dopo il Natale del 1983, Giovanni Paolo II volle incontrare il suo attentatore, detenuto in carcere, per offrirgli il suo perdono. I due parlarono da soli per lungo tempo, e la loro conversazione è rimasta privata. Il Papa dichiarò: "Ho parlato con lui come si parla con un fratello, al quale ho perdonato e che gode della mia fiducia. Quello che ci siamo detti è un segreto tra me e lui." Ali Ağca fu condannato all'ergastolo dalla giustizia italiana. Le indagini successive, inclusa la commissione Mitrokhin, suggerirono un possibile coinvolgimento del KGB in collaborazione con la polizia della Germania Orientale (Stasi) e gruppi terroristici.

Un altro tentativo di assassinio avvenne il 12 maggio 1982 a Fatima, quando un sacerdote spagnolo di nome Juan María Fernández y Krohn, contrario alle riforme del Concilio Vaticano II, tentò di colpire il Papa con una baionetta, ma fu fermato dalla sicurezza.

Immagine iconica dell'attentato a Giovanni Paolo II

Gli Ultimi Anni e la Morte

Nonostante avesse iniziato il suo pontificato in ottima salute, praticando escursioni, nuoto e sci, dopo oltre venticinque anni sul seggio papale, un attentato e numerosi traumi fisici, la sua salute cominciò a declinare. Nel 2001, fu stabilito che soffriva del morbo di Parkinson, ufficialmente confermato dal Vaticano nel 2003. Oltre al tremore alla mano, cominciò a pronunciare con difficoltà più frasi di seguito e manifestò problemi uditivi, oltre a un'artrosi acuta al ginocchio destro.

Nonostante questi disagi, continuò a girare il mondo, accettando la volontà di Dio che lo aveva fatto Papa e rimanendo determinato a mantenere la carica fino alla morte, o finché non fosse diventato mentalmente inabile in maniera irreversibile. Visse con intensità la preparazione al terzo millennio e la celebrazione del Giubileo del 2000, promuovendo grandi celebrazioni e iniziative per un profondo rinnovamento spirituale della Chiesa. Rilanciò poi l'Anno Mariano e l'Anno dell'Eucaristia.

Il 1º febbraio 2005 fu ricoverato al Policlinico Gemelli di Roma fino al 10 febbraio. Costretto a saltare gran parte degli impegni per l'aggravarsi delle sue condizioni, il 27 marzo, giorno di Pasqua, e il 30 marzo apparve brevemente alla finestra su Piazza San Pietro, tentando invano di parlare.

Giovanni Paolo II morì a Roma, nel Palazzo Apostolico Vaticano, sabato 2 aprile 2005, alle ore 21:37, nella vigilia della Domenica della Divina Misericordia, da lui istituita. L'afflusso di pellegrini a Roma nei giorni precedenti al funerale fu straordinariamente intenso, con stime tra i 2 e i 5 milioni di presenze totali. Furono allestite velocemente tendopoli e ospedali da campo, e posizionati ventisette maxischermi nelle piazze cittadine.

Subito dopo la sua morte, ebbe inizio il periodo di Sede Vacante. Il suo "Anello piscatorio" e il sigillo furono distrutti dal cardinale camerlengo, Eduardo Martínez Somalo, a significare la fine della sua autorità papale. L'appartamento papale fu sigillato, e iniziò il cerimoniale di nove giorni di esequie.

Papa Giovanni Paolo II negli ultimi anni del suo pontificato

L'Eredità e la Canonizzazione

La richiesta di "Subito santo!", lanciata a gran voce dalle centinaia di migliaia di persone accorse a Roma per i suoi funerali, fu presto accolta. Il 28 aprile 2005, Papa Benedetto XVI concesse la dispensa dal tempo di cinque anni di attesa dopo la morte per l'inizio della causa di beatificazione e canonizzazione. La causa fu aperta ufficialmente il 28 giugno 2005 dal Cardinale Camillo Ruini.

Il miracolo attribuito al Papa, necessario per la beatificazione, fu la guarigione dal morbo di Parkinson (lo stesso di cui soffrì Giovanni Paolo II) della religiosa francese suor Marie Simon-Pierre. Papa Benedetto XVI lo proclamò beato il 1° maggio 2011.

Nel luglio 2013 fu annunciata la sua prossima canonizzazione, avvenuta il 27 aprile 2014, insieme a Giovanni XXIII, per opera di Papa Francesco. Con un decreto della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, la sua festa è stata iscritta nel Calendario Romano generale.

La Festa Liturgica di San Giovanni Paolo II

Per la festa liturgica di San Giovanni Paolo II, la Chiesa ha scelto il 22 ottobre. Questa data non corrisponde né al giorno della sua nascita (18 maggio) né a quello della sua morte (2 aprile), ma commemora il giorno in cui, nel 1978, papa Wojtyła iniziava ufficialmente il suo ministero petrino dopo l'elezione in Conclave del 16 ottobre. Questo giorno celebra l'inizio del suo servizio come Pastore Universale.

Il decreto di iscrizione nel Calendario Romano generale recita: «Considerata la straordinarietà di questi Sommi Pontefici nell’offrire al clero e ai fedeli un singolare modello di virtù e nel promuovere la vita in Cristo», [...] «il Santo Padre Francesco, facendo suoi gli unanimi desideri del popolo di Dio, ha dato disposizione che le celebrazioni di S. Giovanni XXIII, papa, e di S. Giovanni Paolo II, papa, siano iscritte nel Calendario Romano generale, la prima l’11, la seconda il 22 ottobre, con il grado di memoria facoltativa».

Nei testi per la Messa in onore di San Giovanni Paolo II viene riportato uno stralcio dell'omelia della sua messa d'inizio pontificato, il famoso appello: «Non abbiate paura! Aprite, anzi, spalancate le porte a Cristo! Alla sua salvatrice potestà aprite i confini degli Stati, i sistemi economici come quelli politici, i vasti campi di cultura, di civiltà, di sviluppo. Non abbiate paura! Cristo sa “cosa è dentro l’uomo”. Solo Lui lo sa!». Questa frase divenne il motto e il simbolo del suo pontificato, un invito alla speranza e alla fiducia in Cristo per il mondo intero.

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