La Spagna è sempre stata considerata terra prediletta del Sacro Cuore. Ne sono una prova le sue innumerevoli manifestazioni a diversi personaggi spagnoli, alcune persino precedenti a quelle di Paray-le-Monial. Il gesuita José Eugenio de Uriarte, nel suo libro Principios del reinado del Corazón de Jesús del 1880, presenta un elenco di spagnoli che ricevettero ispirazioni riguardo a questa devozione, dimostrando l’antichità della tradizione del Sacro Cuore nel Paese.
La Devozione al Sacro Cuore in Spagna: Contesto Storico
La testimonianza del Beato Padre Bernardo de Hoyos, S.J., ha raggiunto maggiore popolarità, dovuta alla rilevanza delle manifestazioni che ricevette. Nel gennaio del 1730, durante gli Esercizi Spirituali, ebbe la prima visione del Cuore di Gesù. Padre Cardaveraz, suo confratello, gli chiese di trascrivere alcuni paragrafi del De Cultu Sacratissimi Cordis Dei Iesu, e l’effetto di questa lettura lo indusse a consacrarsi al Sacro Cuore per diffonderne la devozione.
Bernardo convinse i suoi superiori a formare un gruppo di lavoro per scrivere un devozionario sul Sacro Cuore, intitolato “El tesoro escondido”, pubblicato alla fine del 1734. Nel giugno del 1735, organizzò nella scuola di Sant’Ambrogio di Valladolid la prima novena pubblica in Spagna al Sacro Cuore. In questo modo, Valladolid diventò la "Paray-le-Monial spagnola", e i suoi gesuiti diffusero la devozione attraverso volantini e stampe, raggiungendo persino la famiglia reale.

Con l’espulsione dei gesuiti dai domini spagnoli nel 1767, ordinata da Carlo III, la devozione al Sacro Cuore subì un declino, sviluppandosi in modo irregolare nei secoli successivi. Durante il “Sessennio Rivoluzionario” (1868-1874), che impose una politica anticlericale, la devozione al Cuore di Gesù attraversò i suoi tempi più bui. Il “Disastro del ‘98”, che manifestò la decadenza economica, politica, culturale e morale del Paese, necessitava una profonda rigenerazione, favorendo la riscoperta delle radici eucaristiche della fede e quindi la devozione al Cuore di Gesù. La situazione migliorò con l’arrivo in Spagna dell’Apostolato della Preghiera, fondato nel 1844 dal gesuita Gautrelet, fino a diventare la “devozione per eccellenza” della nazione.
La Consacrazione della Spagna al Sacro Cuore di Gesù
Il Congresso Eucaristico Internazionale, tenutosi a Madrid nel 1911, propose di avere nel territorio nazionale un “Montmartre spagnolo” sul monte Tibidabo, dove erano già iniziati i lavori per la costruzione di un santuario dopo la visita di Don Bosco a Barcellona nel 1886. Questa visita ispirò la Giunta dei Cavalieri Cattolici a donare i terreni al salesiano italiano per un tempio espiatorio nazionale, inaugurato il 21 ottobre 1961.
Dopo il Congresso, l’offerta della Spagna al Sacro Cuore nella cripta dell’Almudena pose le basi per la consacrazione del Cerro de los Ángeles. Nel 1914, il giornalista Ramón García Rodrigo de Nocedal coordinò gli sforzi per promuovere un’iniziativa di intronizzazione nazionale al Sacro Cuore, la cui celebrazione fu organizzata al Cerro de los Ángeles per la sua simbolicità come centro geografico della penisola. Migliaia di persone collaborarono alla raccolta fondi per il progetto.
L’inaugurazione avvenne il 30 maggio 1919. La famiglia reale, il Governo di Maura e migliaia di cittadini parteciparono alla Messa. Alfonso XIII lesse la formula della consacrazione, riconoscendo il Sacro Cuore come la “via sicura che conduce al possesso della Vita Eterna” e chiedendo che regnasse “nei cuori degli uomini, nel grembo delle famiglie, nelle intelligenze dei sapienti, nelle aule della scienza e delle lettere e nelle nostre leggi e istituzioni”. Tutti i quotidiani nazionali fecero eco alla notizia della consacrazione, che fu accolta in diversi modi dalla società spagnola. Si era compiuta la promessa fatta al Beato Bernardo de Hoyos, e quel “Regnerò in Spagna” era già una realtà, come si leggeva, scolpita nel piedistallo del monumento: “Regno in Spagna”.
L'Arrivo dei Missionari del Sacro Cuore di Gesù (MSC) in Spagna
La congregazione dei Missionari del Sacro Cuore di Gesù, fondata da padre Jules Chevalier nel 1854, giunse in Spagna nel 1880. Nove anni dopo, nel 1889, fu acquistato un fabbricato a Canet de Mar, una città costiera a quaranta chilometri da Barcellona, dove fu impiantata la cosiddetta Piccola Opera. Nel 1915, questa struttura divenne sede di una Scuola Apostolica, dove venivano ospitati bambini e ragazzi per verificare la propria vocazione, nonché del Seminario Minore e del noviziato per la Spagna.
La Persecuzione e il Martirio a Canet de Mar (1936)
All’epoca del sollevamento militare del 18 luglio 1936, che diede inizio alla guerra civile spagnola, la comunità di Canet de Mar contava dodici religiosi, otto dei quali sacerdoti e quattro fratelli coadiutori. I Missionari del Sacro Cuore seguivano con apprensione l’avanzare dell’insurrezione, preparandosi all’eventualità del martirio.
Il 21 luglio 1936, nel pomeriggio, i membri della comunità videro sollevarsi del fumo dal centro della città: la chiesa parrocchiale era stata data alle fiamme. Il Padre superiore ordinò che tutti i religiosi indossassero abiti civili e consumassero le ostie consacrate per evitare profanazioni, e fece nascondere i vasi sacri nel giardino della casa. Poco dopo, un drappello di miliziani comunisti arrivò alla porta della Piccola Opera, iniziando a sparare in aria per segnalare la propria presenza. Un rappresentante del Comitato rivoluzionario locale si presentò con l’ordine di sgombrare il convento.

Alcuni tentarono la fuga, altri furono catturati. Alla fine, si ritrovarono tutti nel parco del santuario della Madonna della Misericordia, diventato un campo di prigionia. Questa situazione durò fino al 3 agosto 1936, quando una guardia avvisò il direttore della scuola che il Comitato aveva deciso la loro uccisione per quella stessa notte.
A quel punto, i Missionari si divisero in due gruppi: il primo formato dal superiore della comunità, dal direttore della scuola e da padre José María Ordóñez Sánchez, che riuscirono a salvarsi. Del secondo gruppo facevano parte i padri Antonio Arribas Hortigüela, Abundio Martín Rodríguez, José Vergara Echevarría e José Oriol Isern Massó, insieme ai fratelli coadiutori Gumersindo Gómez Rodrigo, Jesús Moreno Ruiz e José del Amo y del Amo. Questi sette giovani religiosi, obbedendo all’ordine del Superiore Provinciale, cercarono di fuggire verso la frontiera francese, ma furono intercettati dai rivoluzionari.
I giovani religiosi s’incamminarono nei boschi, sorpresi da un violento temporale. Per circa quindici giorni furono ospitati dagli abitanti del luogo, spostandosi da una casa all’altra. Viaggiarono per più di un mese, quasi sempre di notte, evitando i paesi per non essere sorpresi dai miliziani. Dopo essersi rifocillati ed aver ricevuto indicazioni per proseguire, si persero di nuovo e dovettero bussare a una porta. Non sapevano che lì abitava uno dei capi del Comitato locale. Furono quindi condotti alla sede centrale del Comitato, a Sant Joan de les Fonts. Lungo il tragitto, le guardie domandarono loro se portassero armi e se fossero frati o sacerdoti.
La sera del 29 settembre 1936, i sette Missionari furono caricati su di un autobus requisito dai miliziani, legati a due a due, mentre l’ultimo aveva le mani legate dietro le spalle. Furono spinti fuori dall’autobus i primi quattro condannati, mentre uno dei Missionari supplicava: «Non uccideteci, che male abbiamo fatto?». A quel punto, si udì la voce forte e chiara di padre Arribas: «I codardi muoiono di spalle, e noi non siamo né codardi né ladri. Voi ci uccidete perché siamo religiosi. Viva...!». Plausibilmente stava per gridare: «Viva Cristo Re!», ma la sua professione di fede fu troncata da una scarica di mitragliatrice. I corpi dei Missionari, verso sera, furono raccolti e portati all’obitorio. L’indomani, 30 settembre, furono seppelliti in due fosse vicine, quattro in una e tre nell’altra.
La Guerra Civile Spagnola: Una Nazione Divisa | Documentario Militare
I Sette Beati Missionari Martiri di Canet de Mar
Questi sette religiosi, appartenenti alla Congregazione dei Missionari del Sacro Cuore, risiedevano a Canet de Mar. I presbiteri erano dediti all’insegnamento, alla formazione e alla pastorale, mentre i fratelli cooperatori si occupavano della cura della casa e dell’amministrazione. Nel 1936, la persecuzione contro la Chiesa durante la II Repubblica Spagnola toccò il suo apice, specialmente in Catalogna.
Padre Antonio Arribas Hortigüela
Nato il 29 aprile 1908 a Ardeñadijo (Burgos), fu battezzato il 1 maggio 1908. Entrò nel seminario minore della Congregazione dei Missionari del Sacro Cuore, la Piccola Opera, nel 1922. Emise i voti temporanei nel 1928 e perpetui nel 1931. Fu ordinato presbitero il 6 aprile 1935. Ricevette l’ufficio di insegnante, formatore e coordinatore del lavoro dei Fratelli. I testi lo ricordano come uomo di grande umanità, allegro e laborioso.
Padre Abundio Martín Rodríguez
Nato il 14 aprile 1908 a Villaescusa de Ecla (Palencia). Emise i voti nel 1925 e fu ordinato presbitero nel 1931. Emise i voti perpetui nel 1929.
Padre José Oriol Isern Massó
Nato il 16 giugno 1909 a Villanueva i Geltrú (Barcellona), entrò nella Pequeña Obra nel 1920. Emessi i voti nel 1930, venne ordinato sacerdote nel 1933. Anche lui fu assegnato alla comunità di Canet de Mar come docente e formatore. Ebbe sempre un comportamento esemplare.
Padre José Vergara Echeverría
Nato il 18 giugno 1908 ad Almandoz (Navarra), entrò nella Pequeña Obra nel 1921. Emessi i voti, fu ordinato sacerdote il 24 febbraio 1934 e assegnato alla comunità di Canet de Mar come docente e formatore.
Fra Gumersindo Gómez Rodríguez
Nato il 15 ottobre 1911 a Bonuza (León), entrò nella Pequeña Obra nel 1923. Benché avesse cominciato gli studi, optò per restare fratello. Emessa la professione, prestava servizio a Canet de Mar. Emise i voti nel 1929.
Fra Jesús Moreno Ruiz
Nato a Osorno la Mayor (Palencia) il 13 gennaio 1915, entrò nella Pequeña Obra nel 1927, dodicenne. Scelse di vivere come fratello cooperatore. Era un ragazzo pieno di vita e gioviale e si occupava della cucina della comunità. Emise i voti nel 1935.
Fra José del Amo del Amo
Nacque a Pumarejo de Tera (Zamora) il 12 giugno 1916. Desiderava diventare sacerdote, ma avendo difficoltà nello studio, chiese di professare come fratello cooperatore. Emise i voti temporanei nel 1934. Era un ragazzo sereno, semplice e contento di essere religioso.
Il Cammino verso la Beatificazione
Nella congregazione dei Missionari del Sacro Cuore di Gesù, la memoria dei confratelli di Canet de Mar rimase sempre viva. Il 31 dicembre 1947, padre José María Ordóñez Sánchez, che faceva parte del primo gruppo di fuggitivi ed era sopravvissuto alla guerra, fu incaricato dai suoi superiori di iniziare le prime ricerche storiche sull’accaduto, interrogando testimoni e raccogliendo documenti. Il risultato della sua ricerca fu pubblicato nel settembre 1961, nel venticinquesimo anniversario dell’uccisione dei sette confratelli.
La causa di beatificazione fu quindi intitolata ad Antonio Arribas Hortigüela e sei compagni. Il nulla osta per l’avvio del processo diocesano porta la data del 5 luglio 1995. La “Positio super martyrio”, consegnata nel 2007, è stata esaminata dai consultori teologi il 30 aprile 2015 e, in seguito, anche dai cardinali e vescovi della Congregazione delle Cause dei Santi.
La diffusione della notizia della morte dei Servi di Dio creò spontaneamente nel popolo cristiano l’idea che si trattava di martiri, e non mancarono coloro che iniziarono ad invocarli come intercessori. In virtù di questa fama di martirio, dal 14 luglio 1995 al 27 marzo 1999 si celebrò presso la Cura ecclesiastica di Gerona l’Inchiesta Diocesana, la cui validità giuridica fu riconosciuta da questa Congregazione delle Cause dei Santi con decreto del 25 febbraio 2000. I Padri Cardinali e Vescovi nella Sessione Ordinaria del 5 luglio 2016 espressero parere favorevole.
Questi fedeli ed eroici discepoli di Gesù sono stati uccisi in odio alla fede in un tempo di persecuzione religiosa. Sono stati beatificati a Girona il 6 maggio 2017, sotto il pontificato di Papa Francesco. Il Papa ha menzionato la loro beatificazione durante l'Angelus, affermando: "ieri, a Gerona, in Spagna, sono stati proclamati Beati Antonio Arribas Hortigüela e sei compagni, religiosi della Congregazione dei Missionari del Sacro Cuore. Questi fedeli ed eroici discepoli di Gesù sono stati uccisi in odio alla fede in un tempo di persecuzione religiosa."
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