La Bibbia è molto più di un libro sacro: è una mappa letteraria immensa, costruita da autori diversi che, nel corso di secoli, hanno modellato stili, generi narrativi e linguaggi differenti. Approcciarsi ai diversi libri della Bibbia richiede di tenere a mente il loro genere letterario, poiché il modo in cui leggiamo dipende da esso. Nella Bibbia troviamo una ricchezza di espressioni e modi di dire, da resoconti storici a canti di vittoria, genealogie, oracoli e inni liturgici.

Il Genere Epistolare: Una Forma Dominante nel Nuovo Testamento
È un dato di fatto che la maggior parte del Nuovo Testamento sia in forma di lettera, o epistola. Questi testi, che spesso definiamo "rivelazione divina" o "parola di Dio", non hanno un’origine oscura o primordiale, né sono straordinari nella loro materialità. Al contrario, sappiamo che furono redatti da scrittori umani, di cui conosciamo i nomi, e inviati a comunità o persone singole, i cui nomi sono anch'essi noti.
La Peculiarità della Lettera Biblica
Le lettere bibliche hanno svolto un ruolo cruciale nel dare forma al legame fra le comunità cristiane disperse. La situazione comunicativa legata alla lettera racchiude due momenti importanti: l'attendere e l'esporsi all'altro. Il divenire del cristianesimo e della Chiesa è collegato inseparabilmente con lo scrivere delle lettere, un aspetto che l'apostolo Paolo riflette nell’immagine della comunità come "lettera" nella seconda lettera ai Corinzi.
L'Origine Apostolica delle Lettere Cristiane
I primi cristiani consideravano Sacra Scrittura la Torah, gli scritti dei profeti e i Salmi, ossia il Tenach ebraico. Fu l'apostolo Paolo che per primo sentì la necessità di rivolgersi in modo scritto alle comunità. Costretto a lasciare Tessalonica immediatamente per Berea, Atene e Corinto, mentre Sila e Timoteo andavano a trovare i Tessalonicesi, Paolo scrisse loro una lettera. Questo fu il primo documento scritto cristiano, una conseguenza di una dislocazione e di una presenza rinviata o dilazionata. A essa seguirono poi molte altre lettere.
Paolo: Il Pioniere della Scrittura Epistolare
L'esempio di Paolo mostra come la forma della lettera sia stata il medium primario per la comunicazione e l'insegnamento nelle prime comunità. Nonostante inizialmente non si intendesse scrivere quella che sarebbe diventata la Sacra Scrittura, un nuovo e particolare modo di scrivere prese forma, richiedendo una profonda riflessione teologica.
La Rete Epistolare delle Prime Comunità
Paolo stesso ordinava alle comunità, come quella dei Colossesi, di leggere le lettere ricevute e di inoltrarle ad altre, come a Laodicea (cf. Col 4,15). Questo suggerisce l'immagine delle prime comunità cristiane come un tessuto collegato da lettere, visite e viaggiatori come Paolo. La prima forma dello scrivere cristiano è dunque quella della lettera.
L'Apocalisse come Lettera Stilizzata
Non solo il testo più antico e quello più recente del Nuovo Testamento sono delle lettere, ma anche l’ordinamento canonico dei testi neotestamentari mostra un passaggio alla forma dell'epistola. L’Apocalisse di Giovanni non solo contiene sette lettere, ma ha la forma di una lettera stilizzata. Ciò evidenzia che il medium della lettera ha mantenuto un significato centrale per secoli, anche oltre il Nuovo Testamento, con esempi che vanno dalla Prima lettera di Clemente agli scambi epistolari tra Girolamo e Agostino, fino alle lettere di Anselmo d’Aosta.
Conosciamo la Bibbia - Lettere di Paolo - Lettera agli Efesini
Caratteristiche Fondamentali della Comunicazione Epistolare
La lettera implica una precisa situazione di comunicazione. Contrariamente a un testo autosufficiente e finito, la lettera plasma una situazione di dare e ricevere che rimane aperta, attendendo sempre una risposta. Non è in grado di abbracciare il suo contenuto da sola, e lo scrittore è esposto ai destinatari e alla loro reazione.
Attesa di Risposta ed Esposizione all'Altro
Una lettera è innanzitutto un discorso indirizzato e destinato, con un mittente e un destinatario specifico o un gruppo di destinatari. Questo genera un'attesa di risposta e rende lo scrittore vulnerabile, esposto ai destinatari. Il filosofo Martin Heidegger, analizzando le lettere ai Tessalonicesi, ha evidenziato come Paolo fosse completamente dipendente dalla comunità, non avendo un "io" isolato ma essendo "esposto e aperto" ai Tessalonicesi, affermando: «voi siete la nostra gioia» (cf. 1Tes 2,20).
L'Identità del Mittente e del Destinatario
L'identità del mittente è intrinsecamente legata a quella del destinatario. Paolo, ad esempio, non ha un'identità chiusa in sé stessa, ma è collegata con i Corinzi a cui scrive. Il legame delle comunità cristiane è lo Spirito.
L'Importanza dell'Inizio e della Fine
L’inizio e la fine di una lettera, l'apertura e il congedo, sono luoghi di grande densità e precarietà. Senza saluto e congedo, una lettera non è una forma compiuta. L'esempio della Lettera ai Romani di Paolo è eloquente: il suo inizio è già un esempio di grande teologia, e i capitoli finali mostrano i tentativi di Paolo di concludere la lettera, rivolgendosi ai destinatari senza riuscire a trovare un punto di approdo definitivo. Questo rivela l'incertezza della fine di un testo e la sua natura di incontro, rendendo le lettere un modo estremamente peculiare dello scrivere.
La Teologia della Lettera in Paolo
Paolo riflette in modo profondo sullo sviluppo della forma epistolare nel cristianesimo nascente, come evidenziato nel terzo capitolo della seconda lettera ai Corinzi. Questo brano di grande densità teologica paragona la comunità stessa a una lettera.
La Comunità come "Lettera di Cristo"
Paolo prende distanza da un punto di partenza dello scrivere che risiederebbe nell'auto-identità del mittente, affermando: «La nostra lettera siete voi, lettera scritta nei nostri cuori, conosciuta e letta da tutti gli uomini» (2Cor 3,2). Questa "lettera" personificata dalla comunità rappresenta sia la massima interiorità ("scritta nei nostri cuori") sia la più grande generalità e il massimo ampliamento, andando oltre un gruppo limitato di lettori ("conosciuta e letta da tutti gli uomini"). È una lettera di carattere pentecostale, che evoca l’evento di una comprensione che supera ogni confine di separazione (linguistico).
Dalla Legge scritta su Pietra al Cuore di Carne
Questa immagine della comunità come lettera di Cristo si collega alla nuova Alleanza. Se la Legge consegnata da Dio a Mosè era scritta su tavole di pietra (cf. Es 24,12), la lettera di Cristo è scritta nei cuori, il segno del nuovo Patto secondo Geremia (cf. Ger 31,31-33). Riprendendo l'immagine di Ezechiele, la lettera di Cristo viene scritta su tavole di carne, con un cuore di carne che prende il posto di un cuore di pietra (cf. Ez 11,19; 39,26). Paolo vede il dono dello Spirito come segno della nuova Alleanza annunciata da Geremia, in cui "il Signore è lo Spirito e dove c’è lo Spirito del Signore c’è libertà". Nella libertà dello Spirito, la comunità si trasforma e diventa "lettera di Cristo", rappresentando una nuova umanità.

Implicazioni per la Teologia Contemporanea
La riscoperta del valore del genere epistolare suggerisce una trasformazione della teologia. Se la teologia prendesse sul serio il suo inizio nelle lettere del Nuovo Testamento, non dovrebbe più essere un sistema auto-referenziale, ma dovrebbe piuttosto comprendersi come una lettera destinata alla cultura del proprio tempo e luogo. Anche Papa Francesco, con la sua Evangelii Gaudium, ha ripreso questa forma dello scrivere, esprimendo il desiderio di raggiungere chi si sente lontano dalla Chiesa con un "discorso indirizzato amichevolmente".
Leggere le Epistole Oggi: Contesto e Comprensione
Le epistole, come la Lettera ai Romani di Paolo, sono veri e propri testi dottrinali e monumenti della fede. Per una comprensione profonda, è fondamentale avere una comprensione totale dell’argomento principale di ogni lettera, studiando il contesto culturale e storico. Questo permette di interpretare oggettivamente i versetti individuali senza perdere di vista il contenuto globale e il significato totale del messaggio. Le lettere di Pietro, ad esempio, sono sobrie e ben diverse dal tono impetuoso che lo contraddistingue nei Vangeli, dimostrando l'importanza di considerare lo stile e il contesto dell'autore.
Le Principali Epistole del Nuovo Testamento
Le epistole costituiscono una parte consistente del Nuovo Testamento e includono:
- Romani
- 1 e 2 Corinzi
- Galati
- Efesini
- Filippesi
- Colossesi
- 1 e 2 Tessalonicesi
- 1 e 2 Timoteo
- Tito
- Filemone
- Ebrei
- Giacomo
- 1 e 2 Pietro
- 1, 2 e 3 Giovanni
- Giuda
Questi testi, scritti migliaia di anni fa, continuano a offrire spunti di approfondimento e rivelano il carattere di Dio, i suoi amori e i suoi odi, ciò che onora e ciò che punisce. Per questo, nel leggerli e studiarli, è sempre consigliato chiedere allo Spirito Santo saggezza e discernimento.
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