Grazie Padre Pio (Nonciclopedia)

Il Film "Grazie Padre Pio" (2001)

« Lo sai? Grazie Padre Pio è un thriller del 2001, noto a livello internazionale per il suo immenso potenziale artistico. Mentre il titolo può spingere a pensare che si tratti soltanto di una pellicola religiosa, Grazie Padre Pio incarna in sé diversi generi che vanno dall'action al musical, creando una miscela omogenea difficilmente riscontrabile in altre produzioni di questo calibro, capace di tenere lo spettatore col fiato sospeso fino all'ultimo minuto del lungometraggio. Il pathos che trasuda dalle prime scene di vita familiare, in cui un fantastico Gigione parte per la tournée lasciando al figlio le raccomandazioni di rito, viene presto spezzato dall'angosciante turbine di mistero in cui la vita del giovane Jo Donatello precipita dopo l'incontro con la timida Sara e il losco Don Franco.

Locandina del film

Trama e Personaggi Principali

Dopo un'incredibile carrellata di panorami mozzafiato di Napoli che introduce l'ambientazione partenopea neorealista del film, scopriamo che il nostro beniamino Gigione è in partenza per lavoro. Prima di andarsene, fa la solenne promessa al figlio Jo Donatello che al suo ritorno canteranno insieme. Donatello, però, sembra presagire gli eventi che segneranno il suo prossimo futuro, lasciandosi sfuggire un doloroso "Seee.... ma quando?!". Ma Gigione, dall'alto della sua infinita saggezza, lo rassicura ricordandogli che per i giovani un mese passa in fretta. Il breve ma intenso dialogo tra padre e figlio ci fa capire subito quanto i due siano legati e quanto Gigione conti per il giovane Donatello.

La scena si sposta quindi a Napoli centro, dove Donatello incontra un suo grandissimo amico accompagnato da due fini e timide ragazze, tra cui Sara, che pare immediatamente catturata dal fascino del giovane. La ragazza, nel complimentarsi con Donatello per la sua guida, viene a sapere che ha il brevetto di pilota e ingenuamente gli chiede di partecipare ad una gara clandestina altamente pericolosa. Donatello, titubante, non dice nulla, ma è chiaro che per Sara accetterà la sfida. L'atmosfera si fa infuocata, volano occhiatine imbarazzate e alla fine Donatello canta la sua prima canzone d'amore alla ragazza che rimane letteralmente spiazzata.

Il dialogo rivela la sensibilità di Sara:

  • Sara: “Scusa Donatello... Non perché non mi piace, è solo che...”
  • Donatello: “Non ti è piaciuta la canzone?”
  • Sara: “No anzi! Mi è piaciuta tantissimo!”
  • Donatello: “Perché sei triste?”
  • Sara: “È che penso a tutta quella gggente che soffre e combatte quotidianamente per la libbertà!”
  • Donatello: “Già... Questo rattrista anche a me...”
  • Sara: “Ma adesso basta! Via la tristezza."

Donatello non tiene fede alla parola data al padre, ma accecato dall'amore che prova per Sara, si lascia convincere dalla mite ragazza a incontrare Don Franco, un uomo legato agli ambienti camorristici (citato anche in Gomorra, di Roberto Saviano), in un baretto della zona. Fin dalle prime battute, Don Franco si dimostra ben disposto verso il giovane Donatello, grazie all'ambasciata precedente di Sara.

  • Don Franco: “Sara mi ha detto che sei un bravo pilota.”
  • Donatello: “Se lo dice lei...”
  • Don Franco: “E te la sentiresti di fare una corsa di prova?”
  • Sara: “Sappi però che anche se di prova si scommettono soldi e...”

Donatello e Sara vengono allontanati dal locale da Don Franco, che fissa l'appuntamento per la prima corsa. A questo punto l'amore tra i due ragazzi esplode incontrollato e, dopo una passeggiata romantica, un parcheggio d'emergenza e un cappotto spiritato che compare all'improvviso, finalmente scocca l'ora della prima gara automobilistica, che viene vinta brillantemente dal nostro eroe. Accolto da Don Franco come un messia del terzo millennio, Donatello viene festeggiato lungamente nello scantinato del bar visto in precedenza, evidente quartier generale della mala vita napoletana.

« Lo sai? Ma la parentesi intima vissuta dalla coppia viene presto dimenticata grazie alle sconvolgenti riprese della seconda corsa di Donatello (a cui in seguito si ispirerà Vin Diesel con il suo Fast and Furious), ricca di adrenalinici sorpassi ai limite del possibile che porteranno naturalmente alla vittoria del nostro eroe. La vita sembra regalare a Donatello una soddisfazione dopo l'altra e il ragazzo dimentica la sua vita precedente fatta di scuola e serate a cantare negli ospizi partenopei col padre. Ma proprio Gigione, di ritorno dalla sua tournée internazionale, metterà presto fine alla sregolatezza del figlio.

Grazie Padre Pio (2001) Il film completo con Gigione e Jo Donatello

Dopo un dialogo intenso con la moglie, affranta dal dolore, l'uomo decide di andare a parlare direttamente con Don Franco e riprendere Donatello sotto la sua ala protettiva. Gigione viene accompagnato dal losco cameriere nell'ufficio di Don Franco, che lo aspetta impassibile pur sapendo cosa il nostro pover'uomo gli sta per chiedere.

  • Don Franco: “Portaci due caffè.”
  • Cameriere: “Ceeeeertamente!”
  • Gigione: “Io il caffè lo bevo solo con gli amici.”
  • Don Franco: “Allora niente caffè. Prego accomodatevi.”
  • Gigione: “Io mi siedo solo con gli amici.”
  • Don Franco: “Allora carissimo Gigione siete destinato a bere pochissimi caffè, e a starvene quasi sempre in piedi!"

Don Franco, sebbene decida di non uccidere Gigione, non sembra intenzionato a sottostare al volere del nostro eroe, a cui indica il luogo della prossima corsa del giovane Donatello. Gigione si reca sul luogo, ma in un dialogo spezzacuore si accorge che ormai per Jo non c'è più nulla da fare: ormai è parte della malavita organizzata. All'improvviso un senzatetto corre da Gigione e gli consiglia di rivolgere le sue preghiere al santissimo Padre Pio.

Nel frattempo, Don Franco rivela a Donatello che Sara ha stretto un patto con la camorra e ha intascato i soldi delle corse clandestine esclusivamente al fine di aiutare la gente che combatte per la libertà, anche se non spiega esattamente di quali persone parla con esattezza. Donatello capisce che i propositi della ragazza sono puri, sceglie di rimanere con lei per l'ultima volta ma allo stesso tempo decide di troncare il rapporto malsano con Don Franco, il quale stranamente si dimostra molto comprensivo, al contrario degli altri grandi boss della camorra. Finalmente arriva il momento della terza fantastica canzone di Donatello che ci allieta con una melodia traboccante di dolcezza, accompagnato da un montaggio video che ci fa scoprire gli ultimi momenti insieme della coppia intermezzati da reminiscenze struggenti dei loro precedenti incontri. Gigione prega Padre Pio che compie immediatamente il miracolo! Donatello lascia le corse e, informato dalla madre, decide di partire anche lui alla volta di San Giovanni Rotondo.

« Com'è buono Padre Pio, è la luce del Gargano, riscalda tutti i cuori che vengono a pregar. Padre Pio, padre buono. Proteggici dal male, insegnaci a pregar! Padre Pio, padre buono.

E proprio sotto la benevola statua del Santo del Gargano, Gigione, sfinito dalla preghiera, ritrova il suo giovane rampollo Jo Donatello finalmente rinsavito. I due tornano a casa dove ritrovano la pace e l'intimità familiare. E una sera Gigione mantiene la sua promessa cantando una indimenticabile canzone dedicata alla moglie insieme a suo figlio, raccogliendo il giusto plauso da tutti gli avventori del ristorante La Vela in cui si erano dati appuntamento.

Curiosità sulla Produzione

In molti si sono chiesti per quale motivo ogni volta che viene ordinato un caffè, nessun caffè viene effettivamente servito. Alcuni pensano che sia un codice camorristico, altri che a Napoli siano vietate le riprese di persone che bevono caffè. Nel 2001 Gigione e Jo Donatello fecero causa a Rob Cohen, regista di Fast and Furious per plagio. I due abbandonarono poi la causa grazie ad un accordo con la major che distribuì il film americano. Pare che il regista Robert Zemeckis voglia dirigere il remake americano della pellicola, con Bob Hoskins e Tom Hanks protagonisti.

Interpretazione artistica del mistero del caffè nel film

La Figura di Padre Pio Secondo Nonciclopedia

« Ma chi? quello che si bucava le mani con l'acido? " " « Appena ho qualche soldo me lo spendo...

Padre Pio è prima di tutto terrone, poi padre, poi è anche pio. Per questo si chiama Padre Pio. È stato in vita un religioso, appartenente all'ordine dei Frati Cappuccini Senza Schiuma. « Non confondiamo Padre Pio, santo protettore dei terroni dell’ostia che non fanno un cazzo in tutto il giorno e si aspettano i miracoli, con il nostro grande dio Po: un terone rimane un terone anche se si nasconde sotto 7 camicie verdi, che naturalmente non suda perché non fa un’ostia in tutto il giorno...

Origini e Peculiarità

Si narra che il famoso soprannome del suddetto Padre nacque da un spiacevole incidente culinario; è noto infatti che il santo amasse mangiare uova all'occhio di bue. Un nefasto giorno incappò in un uovo non fresco e nell'atto di romperlo ne venne fuori un pulcino che esclamò "pio!". Il predicatore, colto da leggero malumore, lo apostrofò così "Pio a me? Ma Pio de che?". La sua capacità di spacciare il fenolo come il miracolo delle stigmate, miracolo convalidato da certe delinquerie, è rimasta nella storia.

Il saio di Padre Pio è descritto come un saio in seta bruna, decorato con fili di platino puro, disegnato da Gianni Versace che, dal mondo dei morti, ha poi dettato il modello alla sorella Antonella, tramite il mago Otelma. La maschera facciale per coprire il volto roso dalla putrefazione era fatta in lattice rosa per simulare la pelle del viso e pelliccia di montone sardo per i peli della barba.

Caricatura di Padre Pio con mani bucate e soldi

San Giovanni Rotondo e il suo Legame con Padre Pio

San Giovanni Rotondo è un comune della Repubblica delle Banane, di 27.692 abitanti, 3 cani, molte vacche e parecchi frati, situato a Nord-Est della Terronia settentrionale, in Puglia. La fondazione della città risale all'antico popolo dei Rotondini, che avevano la caratteristica di avere il culo rotondo. Il popolo era dedito al culto di Sodoma, dio protettore delle prostitute. L'economia della cittadina era basata soprattutto sulla pastorizia e sulla coltivazione di oppio. C'erano grandi domus nel centro della città, che erano dei veri e propri bordelli e rimasero in voga fino all'epoca romana. Dopo la cacciata dei Templari, la cittadina fu immersa in ciò che in molti definiscono i "Secoli Bui".

Vedendo il paesino al 192° posto per povertà, dopo il Burkina Faso, Padre Pio decise di dare una smossa all'economia precaria, come giocoliere e maestro di corte, ma quando vide che non c'erano speranze, allora si procurò le stigmate alle mani semplicemente sputandoci sopra. Ben presto il paesino, grazie al Santo, iniziò a stare sulla bocca di tutti.

Su una piccola radura di fronte al convento, nasce l'importante manicomio, travisato da ospedale, intitolato Casa Sollievo della Sofferenza. La costruzione avvenne grazie ai miracoli dei succhi anali di Padre Pio che, versati sulla radura, ne crearono le fondamenta. Il nome deriva dalla pratica di alleviare il dolore a tutti i pazienti affetti da artrosi cerebrale mediante la morte. L'ospedale dispone di circa 1000 celle di sicurezza, suddivise tra 30 reparti a seconda dello stato di degenza dei detenuti pazienti, con un “catalogo” di circa 4300 prestazioni.

La Chiesa di San Pio è l'ultima roccaforte costruita in loco. Il suo ideatore fu Renzo Piano, che grazie al pizzo pagato alla mafia locale, ebbe l'opportunità di costruirla. La stranezza della chiesa sta nella sua forma: una conchiglia di mare, ma si sa che San Giovanni il mare non lo ha mai avuto.

Mappa satirica di San Giovanni Rotondo con riferimenti a Padre Pio

Le "Mani Bucate" di Padre Pio

A Padre Pio piaceva la bella vita ed è noto per essere stato un grande scialacquatore di denaro. Tutti i beni che venivano donati alla sua parrocchia di Pietrelcina venivano da lui dilapidati a tempo di record. Famosa la volta in cui spese la bellezza di 666 mila euro di offerte (in principio destinati ai poveri e alle opere di carità) al casinò di Sanremo puntando tutto alla roulette e ai dadi. Oltre a spendere nei "casinò" Padre Pio amava anche spendere nei "casini" e nei night-club della movida notturna. Per questo suo spendere e spandere nei casinò, nei casini, nei night della riviera romagnola e per la sua passione per le macchinette del poker e le slot-machine, si sparse la voce che Padre Pio aveva "le mani bucate". Padre Pio era un uomo molto devoto alle "sacre letture".

Nonostante avesse le mani bucate, pare che fosse il frate più veloce del monastero nel contare i soldi delle offerte. Si aggiudicò il torneo interno per 7 anni di fila, salvo poi dover abdicare a causa della sua improvvisa scomparsa.

Padre Pio nella Cultura Pop e Altro

La sua biografia ha infatti ispirato un omonimo supereroe, protagonista di un fumetto creato da Stan Lee e da Papa Pacelli. I primi episodi del suo fumetto escono nei primi anni '90 (non nel senso degli anni dal 1990 in poi...). Nell'ultimo lustro è uscito nelle migliori sale d'attesa italiane il cartone animato "Padre Pio: quando un uomo ha due palle così, una croce al petto, e i giusti agganci con la mafia", amato dai bambini di ogni età. Il cartone narra in brevi e sintetiche diciotto ore la nascita della vocazione per il denaro venutosi a creare nel jedi e la vera motivazione che lo ha spinto a non resuscitare. Non si vuole qui togliere il gusto della sorpresa a coloro che ancora non hanno visto il cartone, ma possiamo citare l'ultima, memorabile scena, in cui la creatura incappucciata sale al cielo con la forza della Forza, urlando al becchino sotto di lui: "Sai qual è il vero problema di essere Santi Frati?".

Dopo la sua definitiva beatificazione (avvenuta rigorosamente in mondovisione una domenica sera del 2001 e ricordata nella celebre canzone Mannaggia Padre Pio del gruppo rock mistico San Culamo) e canonizzazione a opera di Papa Woityla, il governo della Austrizzera ha ufficialmente iniziato le pratiche per nominarlo Santo Patrono della nazione. Padre Pio compare misteriosamente anche nel dipinto L'Ultima Cena di Leonardo. È stato avvistato a Milano nelle vesti di allenatore del Milan con il nome farlocco di "Stefano Pioli".

Grazie Padre Pio (2001) Il film completo con Gigione e Jo Donatello

I Legionari di Cristo: Il Braccio Armato di Padre Pio

I Legionari di Cristo sono un corpo di combattenti addestrati da Padre Pio allo sterminio tramite sgozzamento di musulmani ed ebrei. L'addestramento inizia con un bagno nell'acido, per cancellare ogni segno di riconoscimento. Una volta superati questi cerimoniali, gli allievi vengono iniziati all'oscura arte della flatulenza, che è la tecnica di combattimento base della setta. I legionari di cristo risalgono a tempi antichi, tanto quanto Padre Pio. La setta fu istituita dal leggendario Papa Bonifacio VIII, noto per la sua crudeltà.

Da sempre considerati il braccio armato della Chiesa, si sono in seguito trasformati in una forza di combattimento internazionale d'élite per gestire la tratta dei neri. Per questo motivo è nata un'alleanza con il moderato Ku Klux Klan, capitanato dallo spietato Johnny Rebel. In seguito al periodo dell'inquisizione, Padre Pio tentò una rivolta contro il papato, servendosi dei suoi fedeli e sanguinari legionari di Cristo, ma furono sconfitti dalle guardie svizzere, armate di alabarde e missili stinger. Quelli intestinalmente poco dotati vengono subito istruiti nel corpo a corpo. Nel caso di attacchi di massa è necessario l'intervento di abili carristi e aviotrasportatori per trasportare le truppe. Stipati nella misera topaia di Garbatola messa a disposizione dall'arcivescovo di Cantalupo, i Legionari di Cristo meditano vendetta e si allenano quotidianamente per uccidere il Papa. Si racconta che alcuni di loro si siano recentemente fatti operare dal Dr. Da Nonciclopedia.

Legionari di Cristo in addestramento o in azione, in stile satirico

"Casa Pio": Lo Spinoff Televisivo

Casa Pio nasce come spinoff della serie Alf. Padre Pio è il tipico capofamiglia che si spacca la schiena al lavoro tutto il giorno, mentre gli altri membri non fanno un cazzo e lo sfottono pure. I Pio sono sempre in bolletta, malgrado il lauto stipendio da impiegato statale, perché buttano i soldi in cose futili. Infatti, in quella casa hanno tutti le mani bucate.

Tra i personaggi principali troviamo:

  • Mia Madre: anche nota come Mia Madre, è il personaggio più amato della serie.
  • Un simpatico giovane scavezzacollo: nei primi episodi era un pessimo soggetto e causava innumerevoli problemi a sé stesso e a Padre Pio per via dei suoi voti scolastici (sempre sopra l'8 e mezzo) e del suo brutto vizio di lavorare. A causa delle stigmate, Figlio Fio aveva sempre i polsi sporchi di sangue, motivo per cui i suoi amici lo scambiavano per emo e lo pestavano.
  • Un arzillo vecchietto: abbandonato a se stesso, sguazza nei suoi liquami blaterando di quando, da giovane, era l'Eletto e fermava le pallottole col pensiero. Chiamato anche lo zio d'America perché ha vissuto 5 anni a Vergate sul Membro, è il fratello di Mia Madre.
  • Il prepotente capufficio di Padre Pio: si diverte a tormentare e umiliare in ogni modo. La produzione lo reclutò nella terza serie per rimediare al calo d'ascolti. Fu una scelta azzardata, ma vincente: fin da subito gli spettatori si appassionarono al rapporto tra lui e Padre Pio, sospettando che sotto ci fosse qualcosa in più di una semplice amicizia.

Le riprese della terza stagione furono bruscamente interrotte per l'imprevista morte di Padre Pio, soffocato dallo spazzolino da denti che aveva ingoiato (senza masticare). All'inizio della quarta stagione il tricheco affetto da rogna morì d'overdose di barbiturici durante un coca-party nel backstage della serie e fu sostituito da Giampiero Galeazzi.

Famiglia

tags: #grazie #padre #pio #nonciclopedia