Pellegrinaggio delle Reliquie di Santa Elisabetta della Trinità

Le reliquie di Santa Elisabetta della Trinità (1880-1906), monaca Carmelitana Scalza, sono state e continuano a essere oggetto di un significativo pellegrinaggio in diverse diocesi e comunità d'Italia, offrendo ai fedeli l'opportunità di venerare questa grande Santa e di approfondire la sua intensa spiritualità.

La Vita di Santa Elisabetta della Trinità

Elisabetta Catez nacque a Camp d’Avor (Bourges) il 18 luglio del 1880 e fu battezzata quattro giorni dopo. Nel 1887 la famiglia si trasferì a Digione, dove la piccola crebbe circondata dall'affetto dei suoi cari; la pace familiare fu tuttavia turbata, nello stesso anno, dalla morte del padre, che lasciò un vuoto incolmabile nella piccola "Sabeth", come la chiamavano affettuosamente in famiglia.

Nell’adolescenza, Elisabetta sviluppò le sue notevoli doti intellettuali e artistiche, frequentando il conservatorio musicale di Digione, conseguendovi il diploma con voti lusinghieri. A tredici anni, ottenne il primo premio di pianoforte al conservatorio di Digione. Viaggiava, si occupava di musica, partecipava a feste, stringeva numerose amicizie e riceveva brillanti proposte di matrimonio. Ma tutto nella sua vita sembrava portarla a Dio: nulla poteva placare questo cuore assetato di assoluto, se non il Dio vivente di cui ella sperimentava più di una volta l'amicizia.

A quattordici anni, nell’intimità del suo cuore, Elisabetta fece voto di verginità per donarsi totalmente al Signore come sua sposa. A diciassette anni si sentì chiamata al Carmelo, ma la madre le negò il consenso, fino al raggiungimento della maggiore età. Il desiderio dell’intimità con Dio nel Carmelo le bruciava costantemente nel cuore, e poté realizzare questo suo grande desiderio soltanto quando ebbe compiuto i ventun anni. Il 2 agosto del 1901 coronò il suo sogno entrando nel Carmelo di Digione e vi condusse una vita santa, vestendo l’abito monastico l’8 dicembre dello stesso anno, assumendo il nome di Elisabetta della Trinità. Emise i voti consacrandosi a Dio l’11 gennaio del 1903.

Ritratto fotografico di Santa Elisabetta della Trinità da giovane in abito carmelitano

Vissuta appena 26 anni, morì il 9 novembre 1906, per una dolorosissima e allora incurabile malattia, la tubercolosi e il morbo di Addison, in concetto di santità. Fu dichiarata santa da papa Francesco nel 2016.

La Profonda Spiritualità di Santa Elisabetta della Trinità

Santa Elisabetta della Trinità incarnò in pieno la spiritualità della grande Teresa d’Avila e delle sue figlie. Ella si elevò alla Trinità, della quale volle essere laudem gloriae, cioè un’anima “che adora sempre e, per così dire, è tutta trasformata nella lode e nell’amore, nella passione della gloria del suo Dio”. Morì mormorando quasi in tono di canto: “Vado alla luce, all’amore, alla vita”.

Mai Elisabetta pensava di presentare una sua dottrina personale e originale. Quella che noi possiamo chiamare “dottrina spirituale”, lei la desunse dalla Scrittura, in particolare dal Vangelo secondo Giovanni e dalle lettere del suo “caro San Paolo”. Elisabetta ha letto e riletto (ruminato) i testi biblici, facendosi una “tutt’ascolto” della Parola di Dio.

Dio abitava in lei fin dal battesimo. All’età di 11 anni, il giorno della sua prima comunione, la piccola Elisabetta ascoltò la Priora del Carmelo spiegarle il significato in ebraico del suo nome: “casa di Dio”. Prima della sua entrata al Carmelo, il Padre Vallée, priore dei Domenicani di Digione, la istruì sugli splendori del mistero trinitario e sulla bellezza del nome che stava per prendere: “Elisabetta della Trinità”. Scoprì progressivamente il mistero dei Tre e la grande vocazione che era nel suo nome. Ciò che colpiva maggiormente Elisabetta era che questa intimità con le Persone divine, vissuta nella fede, anticipava la beatitudine finale.

Schema che illustra la spiritualità trinitaria e l'intimità con Dio di Santa Elisabetta

Grande era il suo amore per Cristo Gesù. “Una Carmelitana è un’anima che a lungo ha contemplato il Crocifisso…”. Alla scuola di San Paolo intese rispondere a Colui che troppo l’aveva amata con il dono totale di sé. “L’apostolo scriveva: Non sono più io che vivo, ma è Cristo che vive in me… È il sono della mia anima di Carmelitana. Il mio Sposo mi ha fatto capire che è lì la mia vocazione in terra d’esilio, in attesa di cantare il Sanctus eterno nella Città dei santi”.

A più riprese, questa giovane ardente donna proclamava quello che chiamava “il segreto della felicità”, che accoratamente voleva raccomandare: l’intimità con Dio. “Vorrei dire a tutte le anime quali sorgenti di forza, di pace e anche di felicità troverebbero se provassero a vivere in questa intimità con Dio”. Questo fu l’ultimo messaggio che ripetutamente trasmise nelle sue ultime lettere: “Vi lascio la mia fede nella presenza di Dio, del Dio Tutto-Amore abitante nelle nostre anime.”

Elisabetta amava dire: “Io sono Elisabetta della Trinità, cioè Elisabetta che scompare, che si perde, che si lascia invadere dai “Tre””. Così visse con una crescente interiorità, che s’irradiava perfino dalla compostezza e dalla dignità dei suoi atteggiamenti esteriori. Il suo cuore era assetato di assoluto, sperimentando l'amicizia del Dio vivente. La sua natura comunicativa la spingeva a parlare di Dio anche agli altri, desiderando che nella sua gioia si potesse scoprire un piccolo raggio della bontà divina.

Il Pellegrinaggio delle Reliquie in Italia: Tappe e Eventi

Con vera gioia, diverse comunità in Italia hanno accolto o accolgono le reliquie di Santa Elisabetta della Trinità, un grande dono di grazia per le monache, le comunità laiche e ogni visitatore, invitando alla preghiera e alla venerazione di questa grande Santa Carmelitana.

Mappa dell'Italia con le tappe principali del pellegrinaggio delle reliquie di Santa Elisabetta

A Fano

Nei giorni 8 e 9 di ottobre, le reliquie di Santa Elisabetta della Trinità hanno sostato presso il monastero delle Carmelitane Scalze di Fano, nel loro pellegrinaggio per tutti i monasteri e conventi dei Carmelitani Scalzi d’Italia. I fedeli hanno potuto venerarle e pregare intimamente uniti a questa grande Santa Carmelitana.

Programma delle Visite

  • Lunedì 8 ottobre:
    • Ore 10.00-12.00: Visite
    • Ore 14.00-18.00: Visite
    • Ore 19.00: Santa Messa presieduta dal Vescovo Armando
    • Ore 20.00-22.00: Visite
  • Martedì 9 ottobre:
    • Ore 07.30: Santa Messa
    • A seguire: recita del Vespro e del Rosario

A Piacenza

Da mercoledì 3 ottobre a venerdì 5 ottobre, le reliquie di Santa Elisabetta della Trinità hanno sostato a Piacenza presso il monastero delle Carmelitane Scalze di via Spinazzi, 36. Il monastero si trova in via Spinazzi 36, dove è stato trasferito nel 1964 dallo Stradone Farnese, luogo della fondazione nel 1673. La comunità attuale di Piacenza è composta da 13 monache di tutte le età e di varie provenienze.

Programma delle Celebrazioni

  • Mercoledì 3 ottobre:
    • Ore 17.30: Arrivo delle reliquie, accolte dai Vespri presieduti da don Igino Barani.
    • Ore 21.00: Veglia organizzata dal Servizio Diocesano per la Pastorale Giovanile, in occasione dell’apertura del Sinodo sui Giovani, con intervento di Madre Cristiana Dobner OCD.
  • Giovedì 4 ottobre:
    • Ore 6.45: Lodi aperte, seguite dalla Santa Messa.
    • Ore 17.30: Vespri.
    • Ore 18.00: Santa Messa presieduta da don Marco Guarnieri.
  • Venerdì 5 ottobre:
    • Le celebrazioni si ripetono alla stessa ora con la Santa Messa.

A Civita Castellana e Ronciglione (VT)

Dal 13 al 17 ottobre si è tenuto il pellegrinaggio delle reliquie di Santa Elisabetta della Trinità nella diocesi di Civita Castellana, molto legata alla Santa. L’urna con le reliquie ha sostato presso il Monastero delle Carmelitane Scalze in Via del Carmelo snc - 01037 Ronciglione - Viterbo.

Dettagli dell'Evento

  • Le reliquie sono arrivate nella tarda mattinata di sabato 13 ottobre e ripartite il 18 mattina presto, verso le 7.00 circa.
  • Domenica 14 ottobre:
    • Ore 10.30: Santa Messa solenne presieduta dal Vescovo Diocesano S. E. Mons. Romano Rossi, con i seminaristi della diocesi.

A Ragusa

Il Giorno 8 Novembre 2018, la diocesi di Ragusa, i Carmelitani e la realtà locale hanno vissuto una grande grazia con la presenza delle reliquie di Santa Elisabetta della Trinità.

A Verona

A Verona, l'1 e 2 dicembre, le reliquie di Santa Elisabetta della Trinità (1880-1906) sono state accolte nel santuario di Santa Teresa del Bambino Gesù (1873-1897). Questo evento ha sottolineato il legame profondo tra queste due Sante carmelitane scalze contemporanee, definite da H. U. von Balthasar “sorelle nello spirito” per la loro spiritualità simile ma anche complementare nei loro accenti diversi e propri a ciascuna. Entrambe hanno fatto esperienza del raccordo tra i limiti dell’isola e i confini dell’oceano, tra finito e Infinito. Siete invitati anche voi.

Urna con le reliquie di Santa Elisabetta della Trinità durante una celebrazione

Le reliquie di Santa Elisabetta della Trinità nel monastero di Sant'Andrea in Villis

Preghiera e Intercessione

Santa Elisabetta della Trinità incarna i pilastri della comunità carmelitana: la preghiera, l’adorazione e l’evangelizzazione. Ella si donò totalmente al Signore e lo cercò con amore appassionato. La Carmelitana è segno di Cristo, come ogni battezzato, e vivendo la propria vita sempre alla luce di un’infanzia spirituale, sperimenta la bellezza di potersi rialzare ad ogni caduta e di adorare la presenza di Dio in ogni attività: in casa, durante le attività quotidiane, come in chiesa e in ogni luogo.

In momenti di sofferenza per la Chiesa, come quelli evocati dalla lettera del Santo Padre Francesco del 20 agosto scorso, l'invito è a inginocchiarsi insieme davanti al Santissimo Sacramento e, alla presenza viva di questa grande Santa, pregare uniti con lei per la Santa Chiesa, per il Papa, per le diocesi e per ogni particolare intenzione di bene e di amore. Lei intercederà sicuramente per noi con tutta la sensibilità del suo cuore ora totalmente immerso nell’amore di Dio.

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