Gavoi nel Circondario di Nuoro
Gavoi è un grosso centro barbaricino, che all'epoca contava poco meno di 4.000 abitanti, ed era parte di un vasto circondario.
Dati Geografici e Demografici
Facevano parte del Circondario di Nuoro 33 paesi, tra cui Nuoro (con 6.040 abitanti), Bitti (3.547 ab.), Dorgali (4.210 ab.), Fonni (3.564 ab.), Oliena (3.463 ab.) e Orune (2.369 ab.). Gavoi contava 1.991 abitanti. Loculi, Lodine, Onanì e Osidda erano tra i paesi con la popolazione più ridotta, rispettivamente con 240, 149, 248 e 491 abitanti.
Il capoluogo del circondario, Nuoro, era una cittadina di quasi seimila abitanti. Pur non essendo popolata come Sassari (32.674 abitanti, censimento del 31 dicembre 1871) o Cagliari (33.039 abitanti), Nuoro era comunque il centro più popolato del nuorese e ospitava le più cospicue famiglie del circondario. Gavoi distava da Nuoro circa sette ore di viaggio (45 Km) e le rudimentali vie di comunicazione rendevano il percorso interminabile.

Il Contesto Sociale e Culturale della Sardegna tra Otto e Novecento
L'isola visse un periodo di importanti trasformazioni sociali e politiche, con l'emergere di movimenti che miravano a migliorare le condizioni di vita delle fasce più deboli della popolazione.
L'Impegno dei Cattolici Sardi
L’opera di organizzazione e di diffusione delle idee sociali cattoliche restava affidata, per la maggior parte, all’iniziativa individuale di qualche parroco più direttamente coinvolto nel mondo rurale e alla condizione dei contadini. Le nascenti congregazioni religiose femminili cercavano di rispondere ai bisogni sociali dei diseredati con l’istituzione di istituti per orfani di entrambi i sessi e soprattutto di asili.
L’impegno dei cattolici isolani si accentua negli ultimi anni del 1800. Nacquero e si distinsero per zelo diverse associazioni a carattere religioso-formativo: a Sassari, il 10 marzo del 1893, venne fondata la Società operaia del S.S. Cuore di Gesù. Nel 1905, nacque il circolo cattolico “Silvio Pellico”, fondato dal missionario vincenziano padre Genta, nel quale confluirono soprattutto studenti di estrazione borghese. Nel 1908 nacque invece il circolo “Robur et Virtus” non solo di artigiani ed operai, fondato da padre Luigi Deligia dell’O.F.C., che faceva capo alla Chiesa e al Convento francescano di S. Maria. Fautore di un impegno nel campo operaio e sociale fu il giovane gruppo democratico cristiano cagliaritano, sorto nell’ambito delle associazioni giovanili cittadine, principalmente la Congregazione dei Figli di Gesù e il Circolo cattolico di S.
I due movimenti principali dell'epoca, quello cattolico e quello socialista, ideologicamente così diversi, avevano in comune l'interesse per le questioni sociali e le condizioni di vita dei lavoratori più poveri. I socialisti erano più orientati verso gli operai e i braccianti, presenti nelle miniere iglesienti e nei sugherifici del tempiese, mentre i cattolici si dedicavano ai pastori e ai contadini, diffusi soprattutto nei centri rurali dell’isola.

Salvatore Daddi: Una Figura di Gavoi
L'Origine e la Residenza
Salvatore Daddi nacque a Gavoi il 7 marzo 1862, da Pietro Antioco e Maria Domenica Marchi. Fu battezzato il giorno seguente nella parrocchia di S. Gavino.
Il ricordo popolare della famiglia Daddi si lega soprattutto alla loro casa, una delle più belle del paese. La casa era costruita su tre piani, con oblò nelle mansarde e intonacata all’esterno. Si affacciava su tre vie e dalla parte della via principale, via Martiri, si trovava un grosso arco in granito che portava all’interno della casa attraverso un lungo selciato. Sorprendentemente, la casa Daddi aveva persino il bagno alla turca, un segno di modernità per l'epoca.

Gavoi e l'Istruzione: Il Ginnasio di Nuoro
Venire a Nuoro per frequentare il Ginnasio significava per i figli della borghesia agraria e mercantile degli sperduti villaggi della Barbagia porre le basi per il Liceo e l’Università, da frequentare poi a Sassari o a Cagliari, allora vivaci centri della vita economica e politica sarda.
Quei ragazzi del Circondario arrivavano a Nuoro pieni di speranze e di sogni. Arrivavano da "quei minuscoli centri (biddas, ville) lontani quanto le stelle l’uno dall’altro, che guardavano a Nuoro come alla capitale; paesi di pastori, di contadini, di gente occupata a contare le ore della giornata, ma i cui figli avevano scoperto l’alfabeto, questo mezzo prodigioso di conquista, se non altro di redenzione dalla terra arida, avara". Lasciavano per la prima volta il loro paese ed erano incantati dalle vetrine, dai caffè, dagli abiti civili che indossavano alcuni uomini di Nuoro. "Quell’avvocato e quel notaio di Nuoro che parlavano coi loro padri un sardo più raffinato del loro olzaese o orunese, o gavoino, erano uomini che 'sapevano', anche se essi non capivano quel che dicevano, e 'sapevano' perché erano nuoresi".
L’impegno scolastico del Daddi è ancora più apprezzabile se si pensa che in quegli anni vi era stato del malcontento da parte delle famiglie degli alunni contro il Direttore e gli insegnanti del Ginnasio a causa dell’elevato numero di respinti. I genitori denunciavano con un esposto al Sottoprefetto che "non pochi alunni avevano dovuto ripetere quattro anni la stessa materia. Se si va di questo passo si vedrà veramente il ginnasio occupato dal signor Direttore e dal suo subordinato signor bidello; bisogna rivedere il modo di direzione sia del Direttore che degli insegnanti, se per caso non hanno colpe anche loro".
La prima sede del Regio Ginnasio fu il Convento dei francescani, che nel 1867 era stato soppresso e incamerato con tutti i beni degli ecclesiastici dallo Stato. "Essere al Convento, andare al Convento, voleva dire essere a scuola, andare alla scuola". Dall’atrio si scendeva per una breve scala in quello che doveva essere stato il vero Convento. Dai registri del Regio Ginnasio, si apprende che Salvatore Daddi, come molti dei suoi compagni, risiedeva in casa di privati e non nel Convitto della città. Non si conosce il domicilio del giovane nei primi tre anni trascorsi a Nuoro; non è improbabile che, data la vasta parentela, risiedesse presso qualche parente laico o ecclesiastico: nei documenti scolastici sotto la dicitura “domicilio” compare la frase "a pensione da" senza nessun’altra precisazione. Il quarto anno, invece, egli alloggiava in casa di una certa Luigia Ruju insieme al fratello Giovanni Maria che si iscrisse alla prima classe nell’anno scolastico 1879-1880. Probabilmente la signora Ruju era un’affittacamere o una conoscente della famiglia Daddi, ma purtroppo non si hanno altre notizie in proposito.
