San Michele Arcangelo di Luca Giordano: un capolavoro del barocco napoletano

L'opera dedicata a San Michele Arcangelo, realizzata dal maestro Luca Giordano, rappresenta uno dei vertici della pittura barocca, capace di tradurre in immagini la complessa teologia della lotta tra bene e male. Il dipinto, che si inserisce nel ricco patrimonio artistico di Napoli, offre una narrazione dinamica e drammatica del conflitto celeste.

Dipinto San Michele Arcangelo di Luca Giordano che sconfigge Lucifero

Le ragioni del conflitto celeste

La tela di Luca Giordano indica con estrema chiarezza le ragioni del contrasto tra gli angeli. Al centro della ribellione si trova Lucifero, il quale, spinto da un peccato d’orgoglio, intendeva paragonarsi all’Altissimo. Il trono su cui l'angelo caduto sedeva riporta, non a caso, la scritta esplicativa del suo peccato: “similis ero altissimo”.

Di fronte a tale superbia, Dio Padre scatena contro di lui la milizia celeste degli angeli fedeli. Nell'opera, vediamo Dio Padre seduto sul trono, con lo scettro e la sfera terrestre, intento a scacciare Lucifero dalla sua presenza e a ordinare la rimozione del trono occupato dall'angelo ribelle.

Dettaglio della figura di Dio Padre nel dipinto di Luca Giordano

L'intervento di San Michele

In questo scontro epocale, l'arcangelo Michele assume il ruolo di difensore dell'ordine divino. Egli contrasta in armi Lucifero, rispondendo alla sua sfida con il celebre motto “quis ut Deus?” (chi è come Dio?), che sottolinea l'unicità e la sovranità del Creatore.

Sul piano compositivo, l'azione è resa con grande vigore:

  • La milizia celeste: Sullo sfondo, in alto, si mostra la schiera degli angeli fedeli pronti a difendere il trono divino.
  • Il combattimento: Michele e la sua schiera, armati di spade fiammeggianti, si lanciano contro i ribelli.
  • La caduta: Gli angeli ribelli, anche loro armati di spade, pugnali e forconi, vengono inesorabilmente schiacciati sul fondo della composizione.

San Michele sconfigge gli angeli ribelli - Luca Giordano

La trasformazione dei ribelli

Il talento di Luca Giordano emerge prepotentemente nella descrizione degli effetti della sconfitta. Mentre i ribelli urlano per il terrore, la loro natura subisce un mutamento visibile: i loro corpi acquistano progressivamente sembianze diaboliche, a testimonianza della corruzione morale che deriva dal peccato d'orgoglio e dalla rivolta contro l'ordine supremo.

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